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    <title>589c2404</title>
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      <title>BRUNO CALVANI: LA LUCE SULL'ANTICO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/bruno-calvani-la-luce-sull-antico</link>
      <description>Giuliana Calvani nella testimonianza di Waldemaro Morgese</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA TESTIMONIANZA DI WALDEMARO MORGESE SU GIULIANA CALVANI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi soffermo sulla mia testimonianza pubblicata alle pagg. 92 e 93 del Catalogo "Bruno Calvani. La luce sull'antico", a cura di Massimo Guastella, SferaEdizioni, Bari 2026, pagg. 204. La testimonianza è relativa ai miei incontri e progetti con Giuliana Calvani (1945-2015), figlia dello scultore e di Elena Kistler. Il Catalogo è stato pubblicato a complemento prezioso della mostra sullo scultore allestita presso il Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari dal 1° marzo al 30 settembre 2026, a cura della Società Cooperativa Armida. La mia testimonianza (insieme ad altre 10) inserita nel Catalogo è corredata dalle immagini di  due chine inedite create da Giuliana Calvani: Unicorno (2013) e Tarocco (2014). L'Unicorno fa parte di un suo progetto di libro-istallazione (tipica forma di pop-art) per un mio romanzo che originariamente doveva chiamarsi "La giostra della vita" e che poi cambiò nome al momento della pubblicazione; per la precisione, Giuliana disegnò con la china su una striscia di cartoncino bianco sagomato una serie di cavalli e il cartoncino una volta piegato avrebbe simulato una vera e propria giostra per bambini.  Conservo gelosamente questa opera che testimonia l'estrosa genialità di Giuliana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco il testo della testimonianza, riportato qui per esteso (oltre che più su nel riquadro in colore bruno), per la comodità del lettore:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «BRUNO CALVANI: UNA FAMIGLIA NON COME LE ALTRE»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [pubblicato in: “Bruno Calvani . La luce sull’antico”, a cura di Massimo Guastella, SferaEdizioni, Bari 2026]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bruno Calvani e il mondo delle donne: potrebbe essere il capitolo di un biopic su Bruno. Non solo donne in carne ed ossa, ma anche in bronzo, in ceramica, in gesso e su carta. Le donne sono state importantissime per lo scultore, come riconobbe Mario De Micheli che scrisse dei “giovanili volti femminili che restano indubbiamente le sue prove più alte” e come si comprende subito sfogliando, ad esempio, il volume “Bruno Calvani. Percorsi d’arte”, un ormai raro catalogo pubblicato nel 2012 con il contributo amorevole della figlia Giuliana.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giuliana, appunto, vivacissima donna con una famiglia speciale anche per parte di madre: il nonno materno era stato un avvocato di grido ma il suo vero orgoglio non era tanto per le cause vinte bensì per aver ricevuto la liberatoria di tradurre i sonetti di Trilussa in lingua tedesca!
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La figlia di questo eccentrico avvocato è l’altra figura femminile importantissima per lo scultore: Elena Kistler, svizzera che Bruno nel 1936 sposa a Parigi giovanissima, appena diciannovenne, sei mesi dopo averla conosciuta. Bruno ed Elena diventano una coppia conosciutissima a Montparnasse e per tutta la vita dello scultore Elena sarà sua infaticabile suggeritrice, collaboratrice, anche traduttrice e modella.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giuliana nasce nell’estate del 1945: cresce spensierata e affamata di cultura, impara quattro lingue, si immerge nella lettura dei grandi classici, viaggia e soggiorna molto all’estero: Parigi, Londra, Francoforte, si fa conoscere negli ambienti artistici. Sposa il violinista Theodor Kreis e vive con lui in Svizzera per 20 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando, vedova, torna in Italia e, alla morte del padre (1985), si trasferisce con la madre Elena a Mola di Bari, impressa quasi con il fuoco resta in Giuliana l’immagine della sua trina famiglia: tanto che nel 2012, allorché io e lei progettammo un evento che doveva celebrare il trentesimo della dipartita di Bruno, volle dare all’iniziativa, dopo averci molto pensato su, questo titolo: “Bruno Calvani: una famiglia non come le altre”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla morte della madre Elena, Giuliana si trasferisce a Brunate, in una casetta splendidamente affacciata a strapiombo sul lago di Como. Prima di partire mi chiese se volevo acquisire nella mia biblioteca rurale parte del suo patrimonio librario di famiglia, con le tracce di decenni di propensioni culturali di Bruno, lei, Elena. Accolsi circa 250 opere, fra cui vari referti significativi. Cito solo la prima edizione (1951) del romanzo di Moravia Il conformista, perché Alberto Moravia fu frequentatore di Casa Calvani; inoltre la sorella, Adriana Pincherle, sposò il 22 febbraio 1941 il pittore nativo di Mola Onofrio Martinelli (conservo la partecipazione di nozze inviata alla mia famiglia).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A Brunate Giuliana muore tristemente sola nell’agosto 2015, stroncata da una malattia inesorabile covata quasi all’insaputa di tutti e avendo rifiutato di curarsi. In questa casa mi ospitò più di una volta; in particolare lì definimmo i particolari di una importante mostra che avrebbe raggruppato 20 sue chine su carta con tema i tarocchi attribuiti al Mantegna, da esporre insieme ad altre 20 sullo stesso tema create dall’artista siciliano suo amico Giacomo Oneto. La mostra si svolse, ma in ritardo sulla data concordata, a causa della sua improvvisa dipartita. L’esposizione avvenne a Milano presso la Biblioteca Sormani dal 7 al 14 settembre 2015 con un titolo da lei ingegnosamente inventato: “Multitask. Tar-occhi alla Sor-mani”. Un geniale calembour! (“Multitask” perché in contemporanea presso la Biblioteca fu presentata la mia autobiografia dall’omonimo titolo, sulla cui copertina campeggiava un ritratto del sottoscritto da lei creato).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giuliana Calvani è stata autrice di numerose opere: dipinti, chine di nudi caratterizzati da una ricerca approfondita sulle proporzioni del corpo umano grazie ad una sua originale teoria matematica e geometrica che più di una volta cercò di spiegarmi, disegni per le brochure di un fortunato festival organistico animato a Mola di Bari, ritratti vari e perfino un gruppo di schizzi a china su cartoncino con tema i cavalli montati sulle giostre per bambini (ed anche gli unicorni). Un patrimonio questo, insieme alla intrigante serie dei tarocchi, che bisognerebbe valorizzare. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 21:34:05 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>FARINACCI: L'ANTI-DUCE IN ETIOPIA</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DIARIO DI FARINACCI E GLI INTERROGATIVI SUL DELITTO MATTEOTTI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di recente Nicola Fanizza e Aldo Giannuli hanno pubblicato l'inedito diario del gerarca fascista Roberto Farinacci, arricchendo il testo con due documentati saggi di inizio e fine volume. Il titolo del libro, pubblicato dalle Edizioni Ibex di Milano, è: L'anti-duce in Etiopia. Il sottotitolo del libro è: Diario e appunti della guerra coloniale in Africa Orientale. Ho recensito il volume sul settimanale molese FAX del 14 febbraio 2026. Riporto qui la recensione però ampliata con ulteriori riferimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con una Casa Editrice milanese che purtroppo distribuisce solo on line è apparsa di recente una interessante pubblicazione curata da Nicola Fanizza e Aldo Giannuli (il primo storico originario di Mola, il secondo barese e già professore di storia contemporanea presso l’Università Statale di Milano). Ne ho scritto una rapida recensione sul settimanale molese FAX del 14 febbraio 2026. Qui la ripropongo ma più ampliata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si tratta di un diario autografo e finora inedito del gerarca Roberto Farinacci, che fu un fascista estremo e violento, poco allineato con lo stesso Mussolini (significativamente il volume ha per titolo “L’Anti-Duce in Etiopia”, Ibex Edizioni, Milano, 2025). Il pregio del libro non è solo anzi non è tanto, a mio avviso, nel diario medesimo (comunque un importante referto per la storia del Ventennio, considerato il suo Autore), che riguarda appunti autografi sull’attività di Farinacci tenente aviatore dal 7 febbraio al 14 aprile 1936 durante la scellerata invasione e conquista dell’Etiopia, quanto nei due corposi scritti l’uno introduttivo (Fanizza) e l’altro conclusivo (Giannuli), complessivamente di ben 80 pagine, mentre il diario ne occupa una quarantina.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che il diario, pur essendo un eccezionale referto, non dica nulla di sul serio nuovo in merito al suo Autore e in modo particolare alle vicende etiopiche lo si comprende bene, se solo si pensi alla ricca memorialistica già nota che ha riguardato alcuni dei gerarchi coinvolti nella vicenda etiopica: in ispecie Badoglio, Starace, Ciano, Pavolini, Graziani, Bottai, oltre Farinacci. Ed anche alla pubblicistica storica su Farinacci stesso (Festorazzi, Bozzetti, Di Figlia, Fornari, Pardini, Santoro, Santinon, etc.). Anzi, a dirla tutta, mentre il diario di Farinacci è piuttosto scarno, l’altra memorialistica è ben più particolareggiata. Ad esempio, per dimostrare questo assunto vorrei porre a confronto quanto su uno squallido e addirittura sadico episodio di cui si macchiò Starace scrivono Farinacci e Bottai:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Malgieri racconta la pessima impressione che ha fatto Starace quando è andato a trovare la divisione Teruzzi. Per far vedere che faceva qualche cosa si è messo a sparare contro i prigionieri. Un prigioniero civile è stato legato a un palo. Starace prima gli ha sparato nei coglioni poi addosso” (diario di Farinacci).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Galeazzo Ciano mi à detto di Starace, che à voluto, in quel di Gondar, personalmente lavorarsi un gruppo di prigionieri. Fattoli disporre in fila davanti a sè, cominciò un tiro al bersaglio, centrò il cuore. Abilissimo, centrava sempre. Al quarto si fermò: così soffrono troppo poco, osservò con aria d’intenditore. E, al quinto, puntò prima ai testicoli, e, poi, ma solo per finire le sue vittime, al cuore. Testimoni oculari hanno raccontato questi dettagli. Naturalmente, poiché non se ne deve parlare, tutti ne mormorano” (Bottai, Diario 1935-1944; citato da Fanizza).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Del resto sono ormai note e indiscusse le atrocità di cui si sono macchiati i fascisti e in generale l’esercito italiano nel corso della conquista dell’Etiopia, compreso l’uso del gas iprite su larga scala (valgono per tutti gli studi seminali di Angelo Del Boca).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’inedito diario di Farinacci è stato acquisito da Nicola Fanizza in una maniera che va sicuramente raccontata. La sera del 25 luglio 1943 Farinacci, dopo l’incarico di capo del governo conferito dal Re a Pietro Badoglio, temendo per la propria vita in quanto Badoglio era stato sempre un suo acerrimo nemico, trovò in fretta e furia ricovero presso Villa Wolkonsky, all’epoca sede dell’ambasciata tedesca a Roma e il giorno dopo volò via dall’Italia con destinazione Monaco di Baviera. Lasciò incustodite parte delle sue carte nella Villa ove – dopo la liberazione di Roma – si insediò la Croce Rossa. Della Croce Rossa faceva parte il tenente Raffaele Delfino Pesce, figlio primogenito di Piero Delfino Pesce; Raffaele, giovane militante della Resistenza romana, prese in custodia le carte del Farinacci e a sua volta, successivamente, le trasmise al nipote Piero jr., il quale le ha date a Fanizza per la loro valorizzazione sul piano storico. So per ragioni familiari (avendomelo raccontato più volte mia madre Franca, cugina diretta di Raffaele, che dopo il ritorno dagli USA è vissuta a Roma sino alla fine del 1944) che Raffaele Delfino Pesce molto si prodigò con la Croce Rossa per aiutare i soldati confluiti a Roma dopo lo sbandamento seguito all’8 settembre 1943, ma non sapevo affatto di queste carte, la cui esistenza nelle mani di Raffaele è stata perfino per me una vera sorpresa!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Molto si potrebbe scrivere riguardo a questa pubblicazione e soprattutto ai due corposi saggi critici a corredo del diario.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ad esempio, a parte la puntualissima e documentatissima introduzione del Fanizza, c’è un passo dello scritto del Giannuli che meriterebbe una particolareggiata discussione a parte, a motivo della sua attualità ed enorme interesse storico. Giannuli infatti accenna all’ipotesi che Farinacci abbia custodito gelosamente presso di sé – come una sorta di salvacondotto - carte molto compromettenti a lui consegnate dai sicari che rapirono e uccisero Giacomo Matteotti (10 giugno 1924). Infatti lo studio di Farinacci, che era anche avvocato penalista, difese alcuni dei sicari in questione, al tempo del processo Matteotti. Carte queste che erano nella borsa di Matteotti al momento del suo rapimento e che forse – qui l’ipotesi - riguardavano anche documentazione molto scottante relativa all’affaire Sinclair, cioè un’operazione molto riservata di tangenti a favore fra gli altri del fratello di Mussolini, Arnaldo, da parte di una compagnia petrolifera americana (Sinclair Exploration Company) che aveva brigato per ottenere diritti esclusivi di ricerca di giacimenti di petrolio su terreni nella disponibilità dell’Italia. Esattamente lo scandalo che Matteotti si apprestava a denunciare in Parlamento!
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si ipotizza che queste carte siano state consegnate a Matteotti dai Laburisti inglesi durante un recentissimo viaggio del parlamentare socialista in Gran Bretagna (ovvio che sullo sfondo c’è anche la rivalità e competizione tra Inglesi e Americani riguardo al controllo del petrolio).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Su questa vicenda, molto verisimile per verità, esiste numerosa bibliografia, a cominciare dal libro del figlio di Giacomo, Matteo (cfr. “Quei vent’anni. Dal fascismo all’Italia che cambia”, Rusconi 1985), che inclina per la tesi affaristica. Renzo De Felice già prima scrisse che la tesi di un delitto ricollegabile agli affari sporchi del petrolio non poteva essere lasciata cadere a priori, mentre Giorgio Spini pur essendo scettico affermò che sulla pista petrolifera sarebbe valsa la pena di fare qualche altra ricerca. Finora, per verità, un punto definitivamente fermo non è stato ancora segnato dalla storiografia: delitto affaristico? Delitto politico? Delitto sia affaristico che politico? Nonostante che la ricerca non si sia mai fermata (cfr. ad es. Giulio Scarrone e Francesco Colucci, “Perché fu ucciso Matteotti?”, Colombo Edizioni, 1988 e Mauro Canali, “Il delitto Matteotti”, il Mulino, 2024).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/FANIZZA+SU+FARINACCI+COPERTINA.jpeg" length="737613" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:21:15 GMT</pubDate>
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      <title>Inaugurazione Biblioteca Rurale Casina Morgese (2025): immagini</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inaugurazione Biblioteca Rurale Casina Morgese (12 ott. 2025): foto di Umberto Lopez
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca-rurale-12-10-2025r---Copia.png" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca-rurale-12-10-2025r---Copia-d64a1ef8.png"/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025i+-+Copia.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025m+-+Copia.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Bibclioteca+rurale2+2025.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/12-10-2025+Inaugurazione+biblioteca+rurale.JPG" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025a.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025c.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
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  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025f.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025l.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025t+-+Copia-572290ed.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025zzz+-+Copia.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/fotogallery"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Bibloteca+rurale+agosto+2025-b6d137ca.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025r+-+Copia.jpg" length="397471" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 16 Oct 2025 18:23:06 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">fotogallery</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/biblioteca+rurale+12-10-2025r+-+Copia.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>12-10-2025: NUOVA INAUGURAZIONE BIBLIOTECA RURALE CASINA MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/12-10-2025-nuova-inaugurazione-della-biblioteca-rurale-casina-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inaugurata il 12 ottobre 2012 la nuova Biblioteca Rurale "Casina Morgese" ristrutturata e rifunzionalizzata con i fondi PNRR del programma Regione Puglia "Conservazione e valorizzazione dei paesaggi rurali"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 12 ottobre 2025 nelle campagne di Mola di Bari, nella contrada Brenca del Poggio delle Antiche Ville, si è svolta una iniziativa molto apprezzata dalle tante persone che vi hanno partecipato, godendo anche di una splendida giornata di sole: l’inaugurazione della rinnovata Biblioteca Rurale “Casina Morgese”, già inserita dal Comune di Mola nel report con cui ha ottenuto la qualifica di “città d’arte”, oltretutto una realtà quasi unica nel panorama del nostro Sud. Si tratta di una operazione resa possibile con i fondi finanziari PNRR confluiti nel programma della Regione Puglia “Conservazione e valorizzazione dei paesaggi rurali”: il cui obiettivo è diametralmente opposto ai tentativi, purtroppo in atto a Mola, di cementificare la parte più alta della contrada rurale di San Materno per costruirvi un centro sportivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’iniziativa si è svolta in tre momenti: le relazioni di merito sulle caratteristiche del progetto bibliotecario, l’evento musicale, la visita alla biblioteca (e, a coronamento, un rinfresco che ha allietato i partecipanti).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il dott. Waldemaro Morgese, proprietario della innovativa struttura, ha coordinato lo svolgimento della manifestazione, dando la parola per i saluti di prammatica anzitutto all’avv. Rosemary Delvecchio, attuale presidente dell’Associazione Le Antiche Ville OdV promotrice dell’iniziativa (nell’ambito della 23esima Rassegna “Baricentro di cultura in collina”), poi alla prof. Giancarla Aniello, direttrice dell’Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari. Quindi hanno avuto la parola l’arch. Giuseppe Ciaccia, che ha concepito il progetto generale e diretto i lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile, e successivamente il dott. Antonio Lovecchio, bibliotecario professionista, che ha svolto l’attività di catalogazione del fondo librario secondo le regole internazionali (finora sono stati catalogati 3.600 documenti) e approntato il catalogo elettronico utilizzando il software BIBLIOMX, consultabile su:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           www.casinamorgese.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È stata quindi la volta della prof. Antonella Monachino, docente presso il Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari, responsabile del coordinamento artistico del programma musicale. Ha spiegato che il programma musicale è stato denominato “Tracce di Puglia… e dintorni – Celebri canzoni di artisti pugliesi”, perché sono state scelte celebri canzoni di Nicola Arigliano, Lucio Dalla, Domenico Modugno, i Negramaro, Malika Ayane, Sergio Endrigo, Nicola di Bari, Nino Rota, Renzo Arbore. L’esecuzione è stata affidata alla bellissima voce di Rosanna D’Ecclesiis e alle magistrali interpretazioni alla tastiera e quale sequencer del Maestro Gennaro Lonato. Una esecuzione travolgente a detta di tutti gli spettatori intervenuti. Secondo la stessa prof. Monachino “il duo D’Ecclesiis-Lenato si è esibito in una performance di alto livello artistico per interpretazione ed originalità degli arrangiamenti musicali”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi i partecipanti hanno visitato la Biblioteca Rurale, apprezzando il moderno e funzionale allestimento, le dotazioni tecnologiche, nonché l’interessante scelta dei libri catalogati, fra cui un cospicuo fondo di materiale librario riguardante la Puglia e la città di Mola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evento è stato concluso da un breve intervento di commiato di Waldemaro Morgese che dopo aver ringraziato Enzo Boni per il servizio fotografico, ha informato tutti che la Biblioteca Rurale “Casina Morgese” sarà attiva d’ora innanzi anzitutto quale struttura bibliotecaria depositaria di fondi in alcuni casi di grande pregio biblioteconomico, aperti alla consultazione pubblica, ma anche come struttura di intervento attivo a difesa del paesaggio rurale, dell’ambiente, della cultura identitaria e delle bellezze delle nostre campagne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/12-10-2025+Inaugurazione+biblioteca+rurale.JPG" length="500100" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 16:43:16 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ENZO DEL RE: IRRISOLTA LA VALORIZZAZIONE NAZIONALE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/enzo-del-re-irrisolta-la-valorizzazione-nazionale</link>
      <description>Enzo Del Re</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul settimanale FAX Mola dell'11 ottobre 2025 pubblicato un articolo di Waldemaro Morgese su Enzo Del Re, cantautore molese (1944-2011).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Puglia è ricca di filoni di musica non mainstream; anche di organizzazione musicale non mainstream (si veda il recentissimo “Divinae follie” di Lucio Palazzo, Castelvecchi Editore, sulla favolosa discoteca di Bisceglie): e per non mainstream intendo non omologata al mood sanremese. Alcuni dei filoni musicali hanno decisamente superato le barriere regionali nel corso del tempo (due esempi per tutti: la Taranta e Matteo Salvatore), altri no, come purtroppo nel caso del nostro concittadino, il molese Enzo Del Re.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Enzo Del Re è conosciuto ostinatamente nella sua città grazie ad iniziative di commossa empatia: le ripetute operazioni video di Gianfranco Moccia; l’Associazione Le Antiche Ville che il 19 agosto 2011 gli tributò nelle campagne di Mola l’evento “Enzo Del Re icona etica assoluta”; l’importante evento-ricordo che si ripete quasi ogni anno a Mola in estate, promosso da varie agenzie con il coordinamento di Culture Club Café di Domenico Sparno, in cui vari artisti locali o di fama omaggiano la figura di Del Re (a cominciare dal 22 agosto 2011, su una idea di Annella Andriani); le amorevoli reinterpretazioni musicali di Vito “Forthyto” Quaranta…
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Enzo Del Re è stato fatto anche tentativamente conoscere nella sua Regione: si pensi soprattutto all’unico biopic cinematografico su di lui, il bel documentario di 64 minuti con la regia di Angelo Amoroso d’Aragona “Io e la mia sedia” del 2010, prodotto da Teca del Mediterraneo quando io ne ero il direttore (ora è visibile su Youtube).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma Enzo Del Re a tutt’oggi resta sostanzialmente sconosciuto sul piano nazionale, a parte – naturalmente - il ristretto ambiente dello specialismo musicale e quello politico un po’ estremo che ha continuato a gravitare attorno ai variegati spin off dei “Circoli Ottobre” nati sull’onda residuale del ’68: mi è capitato fra le mani un libro di qualche anno fa sui movimenti extraparlamentari nel Napoletano, in cui il ricordo di Enzo Del Re e della sua esperienza con i Circoli Ottobre è tuttora vivo!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Che io sappia, comunque, l’ultimo significativo flash in cui Enzo Del Re è balzato ad una ribalta non di nicchia, non specialistica ma sul serio nazionale lo si deve all’autorevole Luca Valtorta (che è stato, fra l’altro, caporedattore del magazine “Tutto musica”), che in una pagina del “Venerdì di Repubblica” del 2 settembre 2011, nel dare conto di un libro+DVD sulla nascita del reggae in Puglia (DVD “Rock Man” e libro di Tommaso Manfredi “Dai Caraibi al Salento”) e dell’evento “La Puglia suona bene” al Parco della musica di Roma nel settembre 2011, inserisce a corredo dell’articolo una manchette su Enzo Del Re considerandolo una “pietra miliare”, con la copertina del DVD “Io e la mia sedia”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A questo cono d’ombra, che la locale eventistica per quanto generosa non può colmare, suppliscono in qualche maniera ma solo sul piano della ricerca due importanti volumi: il primo, “Lavorare con lentezza – Enzo Del Re il corpofonista”, pubblicato nel 2014 da Timisoara Pinto per i tipi di Squi[libri]; il secondo apparso ad agosto 2025, scritto dal giovane e valente studioso Leonardo Vita per i tipi di Arcana-Lit Edizioni: “Enzo Del Re – Il cantaprotestautore corpofonista”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo di Timisoara Pinto è pregevole anche per l’apparato fotografico e per i 2 CD allegati di cui il secondo riprende in parte la serata seminale del 22 agosto 2011 svoltasi a Mola di Bari; inoltre contiene una trattazione abbastanza particolareggiata del contesto successivo al ’68 entro cui Enzo Del Re sviluppa la sua vena, inserita appieno nelle performance del “teatro politico” (che era anche musicale oltre che dialogico), specie con l’Associazione Nuova Scena, il Collettivo La Comune e i Circoli Ottobre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il testo di Leonardo Vita, oltre ad una ricca bibliografia (fra l’altro dà conto di 2 tesi di laurea su Enzo), filmografia, discografia e sitografia, contiene anch’esso l’accurata descrizione del background artistico-politico degli anni coevi al ’68. Il testo si segnala inoltre per l’originale presenza di una sezione definita dall’Autore “(auto)rappresentazione”, cioè un tentativo di rendere integralmente umana la figura di Enzo al di là del mito e degli stereotipi, e ciò attraverso le dichiarazioni di alcuni suoi affetti (parenti e amici) che indicano ciascuno la canzone ritenuta più significativa per caratterizzarlo. Ed anche per la presenza di una appendice di interviste raccolte tutte nel dicembre 2022 che sono fonte di preziose informazioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Leonardo Vita sottolinea tuttavia, opportunamente, che esiste una sorta di “convitato di pietra” e cioè gli oltre 300-400 documenti inediti di varia tipologia trovati nella casa di Enzo Del Re dopo la sua morte, censiti e catalogati dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali grazie all’opera certosina di Giuseppe Gentile ma finora non conoscibili da alcuno. Il fatto che questo prezioso materiale sia non valorizzato segnala un problema più generale e cioè che è mancata finora una direzione culturale strategica con la competenza, il supporto economico e l’autorevolezza adeguati a dare vita non solo ad un archivio dell’artista costruito a regola d’arte e consultabile pubblicamente, ma anche ad una azione di valorizzazione a tutto tondo del personaggio; infatti su Enzo Del Re, riguardo agli aspetti promozionali della sua figura, non si sono tuttora compiuti quei passi indispensabili (di sicuro molto impegnativi) per tentare di promuoverne la rilevanza nazionale. E questa valorizzazione, sia chiaro, non è possibile alla scala locale e neppure regionale: immaginiamo cosa sarebbe accaduto se Cecilia Mangini non avesse adottato ancora in vita la saggia decisione di devolvere tutto il suo patrimonio artistico alla prestigiosa Cineteca di Bologna! La città di Enzo, Mola di Bari, può e dovrebbe costruire un segno museale (perlomeno) che ricordi la sua figura, ma valorizzarla come meriterebbe comporta ben altro impegno e risorse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Post scriptum. All’Associazione “Nuova Scena” e al Collettivo “La Comune” ho dedicato vari articoli apparsi negli anni 70-80 del Novecento su riviste quali “Quaderni del Cut/Bari”, “Basilicata” e “La Rassegna Pugliese”. Sui “Quaderni del Cut/Bari” pubblicai anche, nel 1971, una mia traduzione dal francese (dalla rivista “Théâtre Populaire”) di uno scritto di Erwin Piscator, posteriore al famoso “Das Politische Theater” del 1929 giustamente citato sia da Timisoara Pinto che da Leonardo Vita come un’opera “cult” dei movimenti artistico-teatrali collegati al ’68.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Articolo+Morgese+su+Del+Re.jpg" length="442410" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 16:03:57 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news,archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Articolo+Morgese+su+Del+Re.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Articolo+Morgese+su+Del+Re.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE PERIPEZIE DI ALINA DEMIDOFF: LA TERZA TAPPA DI VITO MARANGELLI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/le-peripezie-di-alina-demidoff-la-terza-tappa-di-vito-marangelli</link>
      <description>Recensione del romanzo "Enigma Laterano" .</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Enigma Laterano" di Vito Marangelli (Edizioni Radici Future, 2025)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LE PERIPEZIE DI ALINA DEMIDOFF: LA TERZA TAPPA PER LA PENNA DI VITO MARANGELLI.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Enigma Laterano” (Edizioni Radici Future, Bari 2025, € 16,00).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’enigma e il labirinto, entrambi sinonimi di trame misteriose e complicate, assurgono a topoi o clichés archetipici dell’attuale genere che definiamo genericamente “romanzo giallo”. L’enfatizzazione del concetto di labirinto risale addirittura al tardo Cinquecento italiano (fase manieristica), mentre a cavallo fra Novecento e Duemila un must affascinante in fatto di narrazione di enigmi sono i romanzi di Umberto Eco “Il nome della rosa” (1980) e “Il cimitero di Praga” (2010). Enigma e labirinto, peraltro, hanno a che fare con ciò che di recente è stato definito il “gotico italiano” (Stefano Serafini, Gothic Italy. Crime, Science, &amp;amp; Literature after Unification, 1861-1914, University of Toronto Press, 2024) e nel gotico italiano c’è una delle prove che la crime fiction (o detective fiction) italiana (cioè il genere “giallo”) non è una superficiale invenzione editoriale novecentesca, ma si radica almeno fin dalla narrativa post-unitaria di fine Ottocento. Anche Luca Crovi, nel delineare una interessante storia del “giallo” italiano (Marsilio, 2020), parte proprio dalla metà dell’Ottocento: i prototipi ispiratori sono, insieme ad Alexandre Dumas, “I misteri di Parigi” di Eugène Sue del 1842 e “Le imprese di Rocambole” di Ponson du Terrail del 1858. Poi abbiamo l’esplosione novecentesca italiana che tutti ben conosciamo, con una lunga teoria di “giallisti” che giungono fino a noi e che Crovi elenca diligentemente: da citare almeno De Angelis, Scerbanenco, De Cataldo, Camilleri, Lucarelli, Carlotto, Manzini, de Giovanni, Carofiglio, Malvaldi, Recami, Faletti, Carrisi. Da ultimo Paolo Roversi ha pubblicato “L’enigma Kaminski”, protagonista il commissario Botero (Mondadori, 2025). E aggiungo naturalmente anche la nostra Gabriella Genisi e Mariolina Venezia. E altri. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sappiamo inoltre in modo ormai lucido che nella narrativa italiana (e non solo italiana) esiste una doppia stratificazione: vi albergano gli autori che prosperano nell’Empireo, gratificati dall’essere ospitati nelle collane degli editori di spicco e quindi garantiti dalla distribuzione e da un battage pubblicitario nazionale e quelli che invece gravitano nell’Inferno, un girone invece a diffusione asfittica, regionale o addirittura infra-regionale, animato dal self-editing ma soprattutto da piccoli (anche coraggiosi) editori (alcuni dei quali – fenomeno recente pur se di scarsa consistenza – cercano con alterne fortune di rompere la stratificazione per gironi, in ciò ora perfino incoraggiati, credo solo per senso di cattiva coscienza, dagli orientamenti delle giurie di premi importanti come lo Strega). L’interrogativo fondamentale è naturalmente quello di capire se questa tetragona fotografia a gironi danteschi incomunicabili sia determinata dal merito oppure, più prosaicamente, dai multiformi intrecci e ferree colleganze dell’industria culturale. Ma rispondervi aprirebbe un ginepraio in cui non mi cimento in questa sede, che è invece l’occasione per segnalare l’ultima fatica letteraria di Vito Marangelli, “Enigma Laterano” (Edizioni Radici Future, Bari, 2025): un romanzo di 223 pagine suddiviso in 34 brevi capitoli, che ovviamente rientra nel girone dantesco dei dannati. Il romanzo completa una felice trilogia incentrata sulle peripezie della giovane ricercatrice ucraina Alina Demidoff; trilogia avviata nel 2021 con “Caffè Enigma” (Editrice La Rambla) e proseguita nel 2022 con “Caffè Enigma Leopoli” (medesimo editore). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I “gialli” si distinguono, specie oggi, a seconda delle…“sfumature” scelte dall’Autore: che sono la vera cifra caratteristica e di originalità. Nel caso di Vito Marangelli il romanzo del 2021, differentemente dalla definizione formulata dall’Autore di “techno-thriller light”, lo considerai un “techno-rosa” a ragione dei suoi ingredienti principali. Invece quello del 2022, questa volta in maggiore sintonia con la definizione datane dallo stesso Autore (“un libro scritto per divertire e rasserenare”) lo definii “una bella prova di letteratura di viaggio, un viaggiare per lo più in cifra salgariana”. Comunque in ognuno dei tre romanzi c’è, costante, uno spiccato contenuto di “autofiction”, dovuto al fatto che il nostro Autore è un “doppio”: scrittore ed anche – in questo caso – cardiologo aduso alla investigazione e applicazione delle tecnologie mediche avanzate. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In “Enigma Laterano” la tematica “techno”, con una novità alquanto felice, viene decisamente incorporata nella trama, anzi costituisce l’elemento risolutivo della trama, che non sto qui a descrivere per non incorrere in una forma di “spoileraggio” (o “spifferaggio” in un italiano meno anglicizzato). Peraltro è questa felice intuizione a dare una interessante valenza aggiuntiva al romanzo, che così si avventura anche su un metapiano di considerazioni transumanistiche che conferisce maggiore spessore ad una mera vicenda “giallo-rosa”, traguardando il romanzo nel campo difficile ma affascinante dei quesiti e delle risposte da formulare a fronte dell’incessante progresso della scienza e della tecnologia, in particolare dell’Intelligenza Artificiale (compresi i suoi inconvenienti). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In ogni caso il nuovo romanzo di Vito Marangelli è di piacevole lettura, anche per l’accentuazione dei contenuti “rosa” rispetto ai due precedenti, fra cui una “agnizione” molto sentimentale che gioca da “coup de théâtre”. Se dovessi formulare un unico rilievo critico, direi che il romanzo risulta un po’ appesantito per le lunghe descrizioni “techno” difficili ad essere comprese dal lettore normale e per quelle, al contrario più scontate, di tipo storico-artistico-archeologico. Tuttavia la trama è costruita in modo sapiente, funziona e quindi l’opera si legge in modo oltremodo scorrevole: anzi, direi che alcuni capitoli (come il 27) avranno un effetto “adrenalinico” sul lettore. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con questo ultimo romanzo la trilogia “giallo-techno-rosa” di Vito Marangelli di certo si è guadagnata un posto dignitoso nel variegato pantheon di “Mola crea”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Enigma+Laterano+di+Marangelli+copertina.jpg" length="585148" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 03 Jun 2025 12:45:22 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL TEATRO MUSICALE NELLA TERRA DI MOLA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-teatro-musicale-nella-terra-di-mola-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Link all'audiovideo registrato dal vivo il 17 novembre 2024 presso l'Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco il link:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           https://youtu.be/gnj4VP4RC6Q
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Musiche di Ottone Pesce, Vito Waldemaro Morgese, Niccolò Van Westerhout interpretate da Grazia Candeliere, Antonia Giove, Damiana Sallustio, Antonio Stragapede. Presentazioni di Antonella e Giuliana Monachino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/fESTIVAL+VAN+WESTERHOUT+17-11-2024.jpg" length="262399" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Jan 2025 10:47:48 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>19-10-2024: MATERNE NOTTI DI LUNA AD IMOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/19-10-2024-materne-notti-di-luna-ad-imola</link>
      <description>"Materne notti di luna" alla Biblioteca Comunale di Imola</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Presentato il romanzo di Waldemaro Morgese "Materne notti di luna" (Homo Scrivens Editore, 2023) presso la BIM-Biblioteca Comunale di Imola, con una folta presenza di pubblico. La presentazione è stata svolta da Roberta Turricchia, il reading è stato affidato a Paola Cardace. L'Autore, presente, ha risposto a nutrite domande della presentatrice e anche del pubblico, mentre sullo schermo sono state proiettate immagini relative a episodi della narrazione, tratti dai capitoli sull'orgoglio barbaro, su Mazzini e su Marco Cavallo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Materne+notti+a+Imola+19-10-2024.JPG" length="90885" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 16:09:22 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news,archivio</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Katarzyna" di Giulia Poli Disanto: recensione di W.Morgese</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/katarzyna-di-giulia-poli-disanto-recensione-di-w-morgese</link>
      <description>Recensione di W.Morgese del romanzo "Katarzyna" di Giulia Poli Disanto</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una saga familiare generazionale di spessore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “KATARZYNA” DI GIULIA POLI DISANTO: UNA SAGA FAMILIARE RICCA DI SPESSORE NARRATIVO E APERTA ALL’AMORE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Recensione di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il genere romanzesco della “saga” familiare generazionale ha una invidiabile tradizione nella repubblica delle lettere sotto ogni bandiera nazionale. Siccome gli esempi sono numerosi, spigolerò a caso, semplicemente per dare una idea. Sfilano titoli notissimi ma anche meno noti. In Germania Thomas Mann, “I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia” e Gabriele Tergit (nom de plume di Elise Hirschmann), “Gli Effinger”. In Francia Émile Zola, “I Rougon-Macquart. Storia naturale e sociale di una famiglia sotto il Secondo Impero” (un ciclo di 20 romanzi ove nell’ottavo è effigiato anche l’albero genealogico). In Polonia Israel Joshua Singer, “La famiglia Karnowski” (in lingua yddish). In Russia Irina Scherbakova, “Le mani di mio padre. Una storia di famiglia russa”. Poi in USA Alex Haley con “Radici”, in Cile Isabel Allende con “La casa degli spiriti”, in Colombia Gabriel Garcia Márquez con “Cent’anni di solitudine”, in Australia Collen McCullough con “Uccelli di rovo”, in Brasile Angélica Lopes con “la maledizione della famiglia Flores”. Per l’Italia è d’obbligo citare almeno “I Vicerè” di Federico De Roberto (saga degli Uzeda di Francalanza).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bisogna aggiungere che il “frame” della saga familiare generazionale ha conosciuto in questi ultimi anni, proprio in Italia, una vera e propria esplosione, sull’onda del fortunatissimo “I leoni di Sicilia”, storia dei Florio scritta da Stefania Auci (con il successivo “L’inverno dei Leoni”, premio Bancarella 2022).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Poli Disanto, scrittrice e poetessa di valore il cui “pedigree letterario” è ormai trentennale, scrivendo il romanzo “Katarzyna” (BesaMuci Editore, 2024, pagg. 226), che lei stessa definisce un “diario-romanzo”, si cimenta con il genere della saga familiare generazionale e lo fa con una cifra del tutto originale, dando vita ad un’opera densa, convincente, delicata e che appassiona. Sul piano strutturale è anche un’opera ben risolta, sorretta da una narrazione perfettamente in equilibrio fra le multiformi vicende dei personaggi che l’animano e lo sfondo storico-geografico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel romanzo Katarzyna è la figlia adottiva di una coppia imparentata con l’Autrice che, nella sua qualità di zia, si cimenta in una ricerca sulla famiglia naturale della nipote per consentire a costei di conoscere le sue radici di sangue. Attraverso lo snodarsi di questa ricerca l’Autrice ricostruisce con grande maestria una storia familiare generazionale complessa che si svolge tutta in Polonia nel periodo che va dal 1939 ai giorni nostri. A innervare robustamente la vicenda generazionale c’è dunque anche una ricerca storica puntuale, che viene sapientemente e discretamente collocata dall’Autrice sullo sfondo, segnata da momenti topici quali l’invasione hitleriana della Polonia, la Resistenza interna, il campo di sterminio di Auschwitz, l’inglobamento della Polonia nel blocco sovietico a Seconda guerra terminata, la figura incombente di Carol Wojtyla e la religiosità cattolica, il rivolgimento radicale ad opera di Lech Walesa e Solidarność. In particolare Auschwitz impatta fortemente sulla coscienza di Katarzyna, ormai giovane donna, quando visita il campo durante un viaggio di ritorno in Polonia per conoscere i luoghi delle sue origini: «Soltanto visitando quei luoghi ci si rende conto di quanta differenza ci sia tra i libri di storia e la realtà. La sola immaginazione non basta per raccontare le sevizie, il dolore, la solitudine, le fatiche e, infine, la morte subita dai prigionieri. Ogni mattone, ogni pietra e ogni filo d’erba narravano in silenzio la terribile storia che si era consumata lì durante la Seconda guerra mondiale» (p. 211).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La genealogia della “saga”, che ho definito complessa, è scandita dall’intrecciarsi di 4 rami: quello di Varsavia (famiglie Kowalski e Lipski), i due rami di Cracovia (famiglia Sonkia-Woźniak) e il ramo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Wadowice-Katowice (famiglia Sonkia-Kamińska). Attraverso il racconto delle vicende che coinvolgono i vari personaggi si snoda nel romanzo una vera e propria “commedia umana”, come del resto nota la stessa Autrice: «ciò che è venuto fuori è un racconto verosimile, dove i personaggi, anche se frutto della fantasia, si intrecciano con la realtà storica. Una Commedia Umana (per dirla con Honoré de Balzac), perché dietro ognuno di noi si cela una vita ricca di episodi» (p. 216).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo è anche una appassionata storia d’amore fra Izabela (Iza) Kowalska e Andrzej Lipski, da cui nasce Joanna, il cui figlio Nadam, avuto con Józef Sonkia, si sposa con Ewelina Belczar dando la vita a Katarzyna (familiarmente Kasia), quartogenita di numerosi altri figli: figliolanza che sarà tutta sottratta dai Servizi Sociali ai genitori naturali per l’impossibilità di costoro a reggere i doveri genitoriali. Il romanzo si conclude proprio con una lettera di Ewelina alla figlia Kasia, che ha dovuto abbandonare: «Sii felice, cara figlia, ovunque tu sia! Tu appartieni alla famiglia che ti ha cresciuta e insegnato a vivere. Ma se qualche volta ti sfiora anche il più piccolo pensiero nei miei confronti, ti prego non serbarmi rancore. Per anni sono vissuta nell’ombra e nell’ombra voglio restare. Vivi la tua vita!» (p. 219). L’amore del resto ha nella narrazione un posto privilegiato e permea di sé la giovane Katarzyna, che serba nella sua mente una frase di Massimiliano Maria Kolbe, pronunciata nel momento supremo del sacrificio: “Solo l’amore crea”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo modo l’Autrice affronta anche, sempre con levità e cifra discreta, i temi spinosi della genitorialità, mettendo in campo l’idea che non dovrebbe esservi contrasto ma integrazione fra le due fonti genitoriali, naturale e adottiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quest’opera è a nostro avviso la prova forse più matura e più ricca di spessore di Giulia Poli Disanto in veste di romanziera e come tale la si raccomanda al lettore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 14:15:23 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>13-10-2024: CONVEGNO SU PIERO DELFINO PESCE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/13-10-2024-convegno-su-piero-delfino-pesce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Convegno Nazionale di Studi "Cent'anni di Humanitas", 10-13/10/2024, Biblioteca De Gemmis di Bari e Teatro Van Westerhout di Mola
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso del convegno, Waldemaro Morgese il 13 ottobre ha svolto un intervento dal titolo: "Piero Delfino Pesce: l'interesse per la novellistica in Aspasia e in Humanitas". Articolato in sei parti: 1) Qualche mozione degli affetti; 2) L'organizzazione dell'editoria e la platea di lettori; 3) Pesce: un 'ossimoro' culturale a cavallo dei due secoli; 4) La novellistica di Pesce: i tre 'blocchi'; 5) L'inclinazione per la scrittura breve e l'influenza di Napoli; 6) La novellistica di Pesce tra afflato umanitario, vaudeville e autobiografismo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nuovo paragrafo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Pesce-Piero-convegno-interv-Morgese-13-10-2024-5c4d6c01.JPG" length="158011" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Oct 2024 11:11:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/13-10-2024-convegno-su-piero-delfino-pesce</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Pesce-Piero-convegno-interv-Morgese-13-10-2024-5c4d6c01.JPG">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>8-10-2024: MATERNE NOTTI DI LUNA AD ARIANO IRPINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/8-10-2024-materne-notti-di-luna-ad-ariano-irpino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Presentato il romanzo presso l'Istituto d'Istruzione Superiore "De Gruttola"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presentazione è avvenuta con la presenza di numerosi studenti dell'Istituto, di insegnanti e dell'Autore. Alcuni studenti hanno letto brani del romanzo, che sono stati commentati dall'Autore con il coordinamento della prof. Carolina Moccia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese+Materne+notti+Ariano+8-10-2024.jpg" length="300259" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 15 Oct 2024 18:08:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE DUE VIE DEL TRANSUMANAR</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/le-due-vie-del-transumanar</link>
      <description>I confini tecnologici fra il naturale e l’artificiale necessitano forse di ponti che sappiano porli in relazione, per scavalcare muri e barriere che potrebbero farci perdere delle opportunità; questo è il punto di vista assunto nel racconto che segue, in cui l’autore – scrittore, editorialista, già dirigente pubblico – propone una soluzione tanto temeraria quanto realistica. I personaggi di Otto, Elyse, Franca e Carla e la collina (hill) cui si accenna a un certo punto, comparivano già in altre sue opere: la silloge di racconti Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo (Giazira Scritture, Noicattaro, 2021) e il romanzo Materne notti di luna (Homo Scrivens, Napoli 2023), entrambi recensiti su «incroci online».</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un nuovo racconto di W.Morgese sulla rivista INCROCI n. 49 del 2024
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I confini tecnologici fra il naturale e l’artificiale necessitano forse di ponti che sappiano porli in relazione, per scavalcare muri e barriere che potrebbero farci perdere delle opportunità; questo è il punto di vista assunto nel racconto che segue, in cui l’autore – scrittore, editorialista, già dirigente pubblico – propone una soluzione tanto temeraria quanto realistica. I personaggi di Otto, Elyse, Franca e Carla e la collina (hill) cui si accenna a un certo punto, comparivano già in altre sue opere: la silloge di racconti Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo (Giazira Scritture, Noicattaro, 2021) e il romanzo Materne notti di luna (Homo Scrivens, Napoli 2023), entrambi recensiti su «incroci online».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Incroci+copertina_n49_prima.webp" length="41748" type="image/webp" />
      <pubDate>Tue, 16 Jul 2024 20:53:08 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>14-05-2024: MATERNE NOTTI DI LUNA A CANCELLO ROTTO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/14-05-2024-materne-notti-di-luna-a-bari-bosco-di-cancello-rotto</link>
      <description>14-05-2024: Il romanzo di Waldemaro Morgese "Materne notti di luna" (Homo Scrivens editore, 2023) è stato presentato alle ore 18.00 a Bari, nel bosco di via Cancello Rotto. L'evento è stato introdotto da Silvio Alviti, per conto del Centro Regionale Audiolibro Puglia, che registra, produce e distribuisce audiolibri in favore di cittadini pugliesi con difficoltà visive (ciechi e ipovedenti). La presentazione è stata animata da Paola Martelli, regista e attrice, che ha introdotto l' Autore e ha letto brani sia del romanzo "Materne notti di luna" sia di un precedente romanzo di W.Morgese, "Il discobolo" (FalVision editore in Bari, 2015), che è già stato trasformato in audiolibro. L' Autore ha interloquito nel corso dell'evento. L'iniziativa era inserita nell'ambito nella rassegna "Dialoghi nel Bosco".</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            14-05-2024: Il romanzo di Waldemaro Morgese "Materne notti di luna" (Homo Scrivens editore, 2023) è stato presentato alle ore 18.00 a Bari, nel bosco di via Cancello Rotto. L'evento è stato introdotto da Silvio Alviti, per conto del Centro Regionale Audiolibro Puglia, che registra, produce e distribuisce audiolibri in favore di cittadini pugliesi con difficoltà visive (ciechi e ipovedenti). La presentazione è stata animata da Paola Martelli, regista e attrice, che ha introdotto l' Autore e ha letto brani sia del romanzo "Materne notti di luna" sia di un precedente romanzo di W.Morgese, "Il discobolo" (FalVision editore in Bari, 2015), che è già stato trasformato in audiolibro. L' Autore ha interloquito nel corso dell'evento. L'iniziativa era inserita nell'ambito nella rassegna "Dialoghi nel Bosco".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese-Materne-notti-a-bosco-cancello-rotto-Bari-14-5-2024.JPG" length="415149" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 18 May 2024 11:36:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/14-05-2024-materne-notti-di-luna-a-bari-bosco-di-cancello-rotto</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese+Materne+notti+a+bosco+cancello+rotto+Bari+14-5-2024.JPG">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese-Materne-notti-a-bosco-cancello-rotto-Bari-14-5-2024.JPG">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-05-2024: MATERNE NOTTI DI LUNA A LUCERA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-05-2024-materne-notti-di-luna-a-lucera</link>
      <description>11-05-2024: Il romanzo  di W.Morgese "Materne notti di luna" a Lucera. 
Il romanzo di W.Morgese Materne notti di luna (Homo Scrivens editore in Napoli) è stato presentato al Circolo Unione di Lucera da Giuseppe Trincucci, intellettuale e storico lucerino e da Natia Merlino, bibliotecaria e archivista. Brani dell'opera sono stati letti da Mauro Mazza. L'Autore ha risposto a domande del pubblico.i</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            11-05-2024:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Materne notti di luna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di W. Morgese (Homo Scrivens Editore in Napoli) è stato presentato al Circolo Unione di Lucera da Giuseppe Trincucci, intellettuale e storico lucerino e da Natia Merlino, bibliotecaria e archivista. Brani del romanzo sono stati letti da Mauro Mazza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese+Materne+notti+di+luna+Lucera+11-5-2024.jpg" length="160688" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 18 May 2024 09:06:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/11-05-2024-materne-notti-di-luna-a-lucera</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese+Materne+notti+di+luna+Lucera+11-5-2024.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Morgese+Materne+notti+di+luna+Lucera+11-5-2024.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-03-2024: MATERNE NOTTI DI LUNA A BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-03-2024-materne-notti-di-luna-a-bari</link>
      <description>Il 28 marzo 2024 all'ArcheoClub di Bari è stato presentato il romanzo di W.Morgese "Materne notti di luna" (editore Homo Scrivens in Napoli).</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-3-2024: MATERNE NOTTI DI LUNA A BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo romanzo di W.Morgese all'Archeo Club di Bari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo romanzo di W. Morgese, Materne notti di luna, è stato presentato il 28 marzo 2024 presso l'Archeo Club di Bari. La presentazione è stata animata da Rosalba Magistro, bibliotecaria. Le letture sono state svolte da Paola Martelli, regista e attrice. L'Autore ha risposto alle domande del pubblico presente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/presentazioni+Morgese+Materne+notti+Bari2+18-3-2024.JPG" length="293682" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 28 Apr 2024 16:19:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/28-03-2024-materne-notti-di-luna-a-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">news,archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/presentazioni+Morgese+Materne+notti+Bari2+18-3-2024.JPG">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/presentazioni+Morgese+Materne+notti+Bari2+18-3-2024.JPG">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Caffè Enigma" di Vito Marangelli</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/caffe-enigma-di-vito-marangelli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Caffè Enigma” di Vito Marangelli (Editrice La Rambla, Noicattaro, 2021, pagg. 125, € 12,00).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A mio avviso il più interessante romanzo italiano dei nostri anni a contenuto “techno” è 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           History
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Giuseppe Genna (Mondadori 2017), autore nato nel 1969, visionario e comunque capace anche di firmare un avvincente e fascinoso “thriller” quale 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Grande Madre Rossa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            (Mondadori 2004).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           History
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            è incentrato sul History, figlia di un tycoon della finanza, che soffre di una forma di autismo assoluto. L’intelligenza artificiale implementata nello sfondo del grande Tecnopolo di Milano, in implementazione, è interessata a History, cui si dedicano terapeute 24/7 e fior di staff e analisti. A enfatizzare la pervasività dell’IA, l’Autore avverte il lettore: «Tutti i bambini sono riassunti in History. Tutti gli umani sono riassunti in History» (p. 419).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           History 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tuttavia non è un thriller, piuttosto un romanzo metafisico e a suo modo distopico. Ostico a leggersi, ma ciò non è poi un grande impedimento se solo pensiamo ad altre “osticità” come ad esempio 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli increati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Antonio Moresco (Mondadori 2015).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Caffè Enigma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Vito Marangelli, opera prima, è un romanzo breve che l’Autore autodefinisce “techno-thriller light”: potremmo anche rubricarlo un techno “rosa”, dal momento che i suoi ingredienti principali sono – catturo le parole dall’Autore stesso – nanotecnologia, amore e cucina (p. 123). Per la precisione c’è molta nanotech (l’incipit è addirittura un po’ faticoso riguardo a ciò), di quella ricadente nel campo medico e della cardiologia, che è congeniale all’Autore, uno specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare; e sufficiente amore e cucina (quest’ultima direi quasi di prammatica essendo la trama concentrata per lo più nella città di Lecce, Puglia).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La struttura del romanzo breve è diaristica (24 capitoli scanditi dal luogo, data ed ora relativi a ciò che viene raccontato) e l’intera vicenda si svolge nell’arco di 64 giorni con un vuoto però di 58 giorni, quindi in realtà in 6 giorni intensi. Lo stacco è dal 9 giugno al 7 agosto, perché il prima è “l’antefatto”, il dopo è la vorticosa e concentrata vicenda di spionaggio e droga. Con qualche ingenuità (ad esempio è strano che una partita di droga, camuffata in chicchi di caffè, venga recapitata in un Bar affollato…).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Comunque sia, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Caffè Enigma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            (un titolo felice, va sottolineato, così come felice è la copertina) è un romanzo breve che sicuramente piace al lettore, anche perché scritto con un sapiente piglio “naïf” che non guasta affatto; con “naïf” intendo riferirmi alla genuinità dei sentimenti che innervano la storia: l’amore fra due giovani, l’affetto della figlia per la mamma e per la zia, il ricordo paterno, la figura del commissario di polizia molto comprensivo nel confronti di un perseguitato dagli strozzini….
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come il lettore di questa recensione comprenderà, intendo sostenere che i tre “ingredienti” basilari si stemperano a vicenda e con una certa sapienza: amore, cucina, techno…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Direi, in conclusione, una dignitosissima prima prova: si spera in un seguito, naturalmente, e per l’intanto accogliamo l’Autore nel “club” dei creativi molesi e gli assegniamo un posto nel pantheon del progetto “Mola Crea”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/caffe-enigma-marangelli.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/caffe-enigma-marangelli.jpg" length="146180" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:42:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/caffe-enigma-di-vito-marangelli</guid>
      <g-custom:tags type="string">mola-iniziative</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/caffe-enigma-marangelli.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/caffe-enigma-marangelli.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'evento inaugurale di Mola Crea</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/l-evento-inaugurale-di-mola-crea</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Reading Carlo D'Ursi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Reading Katia Berlingerio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Reading Annalisa Boni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/evento-inaugurale.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/evento-inaugurale.jpg" length="85200" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:39:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/l-evento-inaugurale-di-mola-crea</guid>
      <g-custom:tags type="string">mola-iniziative</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/evento-inaugurale.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/evento-inaugurale.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mola Crea - Il gruppo di sostegno scientifico</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/mola-crea-il-gruppo-di-sostegno-scientifico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Gruppo di Sostegno Scientifico del progetto Mola Crea è presieduto da Daniele Maria Pegorari ed è composto da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Andrea G. Laterza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Marisa Vasco 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Valeria Nardulli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anna Consiglio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Isa De Bellis
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Laura Redavid
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Gruppo di Sostegno Scientifico sovraintende all'implementazione del progetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mola-crea-logo.png" length="23653" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:27:02 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mola-crea-logo.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mola-crea-logo.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mola Crea - Gli sponsor etici</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/mola-crea-gli-sponsor-etici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli sponsor etici (in progress) di MOLA CREA sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Biblioteca rurale "Il Poggio" di Mola di Bari
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Associazione ONLUS "Le Antiche Ville"
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Libreria "Culture Club Café" di Mola di Bari
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Associazione culturale "InfinitArt"
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Biblioteca "Marino Marangelli" - Parrocchia del Sacro Cuore di Mola di Bari
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giazira Scritture Edizioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Radici Future Edizioni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Università della Terza Età Mola di Bari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli sponsor etici collaborano alla buona riuscita delle iniziative di MOLA CREA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/sponsor-etici-8d4e09d0.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mola-crea-logo.png" length="23653" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:25:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/mola-crea-gli-sponsor-etici</guid>
      <g-custom:tags type="string">mola-doc</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mola-crea-logo.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mola-crea-logo.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mola Crea - I protagonisti</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/mola-crea-i-protagonisti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli Autori (CREATIVI DELLA PAROLA), fra cui alcuni non più viventi, su cui MOLA CREA intende operare sono indicati in ordine alfabetico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pur essendo di diversificato valore artistico, essi costituiscono tutti (anche nei referti memoriali) la ‘materia’ creativa che contribuisce a plasmare l’identità cittadina attraverso gli strumenti propri dell’espressione letteraria. Su di essi saranno focalizzate le azioni messe in campo da 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MOLA CREA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . L’elenco è aperto perché passibile di arricchimenti, sulla base di quanto sarà determinato direttamente dai promotori del progetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ELENCO (IN PROGRESS):
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Abatangelo Antonio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Acquaviva Nino
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Andriani Annella
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Calabrese Michele
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Campanile Antonio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Del Re Enzo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Diomede Lucia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Disanto Giandonato
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Fanizza Giovanna
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Genisi Maria Gabriella
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gentile Jacqueline
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Jacoviello Marco
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Laterza Andrea G.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Laudadio Francesco
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Magnifico Giovanni
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Marangelli Vito
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Mazza Felicetta
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Morgese Waldemaro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Orlando Vittorio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Padovano Antonio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pesce Piero Delfino
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Picciariello Pino
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Poli Disanto Giulia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Redavid Angela
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Roca Sebastiano
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Suglia Argo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Vasco Marisa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:21:58 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mola Crea - Documento di intenti</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I romanzi, i racconti, le poesie, la drammaturgia che ci riguardano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Documento di intenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MOLA CREA è una iniziativa culturale che intende declinarsi come “letteratura inserita nello spazio” piuttosto che come “spazio inserito nella letteratura”. Non si vuole decifrare cioè o ricostruire quanto lo “spazio” cittadino (la città di Mola) sia fattore ispiratore di opere letterarie, quanto dunque la città sia oggetto di manufatti letterari, bensì si vuole decifrare - valorizzandola - la multiforme espressività letteraria che trova origine o correlazioni obiettive in un ‘metaspazio’ (la città di Mola, il suo territorio, le sue vicende attuali e passate, le sue risorse umane) che in qualche modo funziona quale sorgente, ‘patria’ (o ‘matria’) di numerosi Autori viventi che lasciano traccia di norma per il tramite dell’industria o della microindustria culturale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non vi è comunque un meccanico rapporto di causa/effetto fra soggettività creativa e ‘metaspazio’, nel senso che non è facile e neppure utile tutto sommato esercitarsi in questo cimento analitico di individuazione di eziologie e impatti: di certo alcune ‘cause’ hanno determinato e determinano alcuni ‘effetti’, ma ciò che a nostro avviso conta è l’esistenza di una koinè intellettuale, culturale, sociale, storica e geografica (Mola) che in qualche maniera supporta la creatività letteraria o anche la facilita o più semplicemente costituisce lo "sfondo" di molteplici relazioni intersoggettive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi in MOLA CREA il verbo creare è adoperato con un significato che indica qualcosa quasi di magico e di inconsueto ma anche di potente: intende sottolineare cioè l’esistenza di una città che si esprime anche con ‘atti’ di creazione letteraria che per la loro consistenza ed efficacia evocative funzionano come vera e propria massa critica in grado di concorrere a caratterizzare il “genius loci”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto ciò richiama – ovviamente - la nozione di ‘identità’, sulla quale si sono spesi fiumi di inchiostro; ma per i nostri fini è sufficiente chiarire che certamente a plasmare l’identità della città di Mola concorrono quegli Autori creativi che riconosciamo come correlati al suo ‘metaspazio’; si può anche concludere che questo concorrere funzioni alla stregua di un ‘imprinting’ per la città, magari poco riconosciuto all’attualità. Anche per questo MOLA CREA si propone di portare maggiormente alla luce tutto ciò, dandone più consapevolezza in primo luogo a beneficio di coloro che abitano il ‘metaspazio’.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi fra gli scopi di MOLA CREA vi è:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La ricognizione delle espressioni letterarie (le poesie, i romanzi, i racconti, la drammaturgia) e dei creativi della parola (gli Autori);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La conoscenza collettiva dei manufatti letterari, anche al fine di favorire una più compiuta evidenziazione di ciò che si cela sotto i velami della scrittura, consentendo a chi abita il ‘metaspazio’ cittadino sia di goderne esteticamente sia di appropriarsi delle problematiche implicate;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La valorizzazione critica delle espressioni letterarie e degli Autori affinché siano conosciuti nel più ampio contesto (ultracittadino) della comunità letteraria, alimentando correnti di studio e di valutazione in un fecondo confronto ad ampio raggio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A questo fine MOLA CREA intende avvalersi di strumenti ed eventistica adeguati e non effimeri, cioè: un gruppo di sostegno e analisi; gruppi (non ampi) di lettura, costituiti da cittadini selezionati con criteri opportuni; lancio di reading pubblici, anche utilizzando a supporto forme creative diverse da quelle letterarie (immagini, musica, filmati, teatralizzazioni); seminari aperti al pubblico di approfondimento e valutazione critica dei manufatti creativi e delle parabole biografiche degli Autori, con la finalità di pervenire – successivamente – alla pubblicazione di una antologia della letteratura creativa cittadina; misure di marketing al fine di migliorare la diffusione e il consumo delle opere creative, oltre che la loro conoscenza da parte dell’industria/microindustria culturale; relazioni virtuose con le popolazioni scolastiche (studenti e insegnanti); approntamento di limitate pubblicazioni sostenute da sponsorizzazioni pubbliche o private; collegamenti con altri contesti spaziali (al fine di ampliare il punto di osservazione cittadino) o con altre esperienze creative diverse da quelle letterarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MOLA CREA non è una iniziativa campanilistica o provincialistica. I fondamenti teorici della possibilità e utilità di indagare la produzione letteraria anche su una base territoriale di micro ampiezza (nel nostro caso una città) si rinvengono nei metodi di indagine innovativi fondati sul rapporto fra critica letteraria, sapere storico e sapere geografico. Citiamo solo alcuni importanti referti di tale fecondo filone di studi: Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana (Einaudi); Atlante della letteratura italiana, a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà (3 voll., Einaudi); Franco Moretti, Atlante del romanzo europeo 1800-1900 (Einaudi). Ad essi possiamo aggiungere opere più tradizionali ma che in ogni caso contemplano la variabile geografica in correlazione alla produzione letteraria: Walter Binni e Natalino Sapegno, Storia letteraria delle regioni d’Italia (Sansoni); i 4 volumi su “Storia e Geografia” inseriti nell’opera in più volumi Letteratura italiana a cura di Alberto Asor Rosa (Einaudi). Riguardo la Puglia (base territoriale di media ampiezza) è utile segnalare Daniele Giancane, Il cigno e la cicala. Pagine di critica sulla letteratura in Puglia e Basilicata (Levante). Un recente esempio di indagine letteraria a base di micro ampiezza (città di Valenzano, in provincia di Bari) è nella rivista Incroci n. 38 del 2018, pubblicata presso Adda e diretta da Lino Angiuli, Daniele Maria Pegorari e Raffaele Nigro. Riguardo ai referti poetici, è da citare la recente antologia Puglia in versi. I luoghi della poesia, la poesia dei luoghi, a cura di Daniele Maria Pegorari (Gelsorosso), con il contributo critico del Curatore I sentieri pugliesi della poesia, nonché l'introduzione contenuta nell’antologia Lirici pugliesi del Novecento, a cura di Ferruccio Ulivi ed Elio Filippo Accrocca (Adriatica), ove fra l’altro si enuncia una contrapposizione fra “ratio sanguinis” e “Koinè regionale” propendendo per l’importanza della seconda. In campi diversi da quello specifico della creatività letteraria riveste attinenza con la problematica qui evidenziata la riflessione “paesologica” di Franco Arminio ed anche la sconfinata letteratura sulle nozioni di “identità” e “genius loci”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <title>Il fondatore della Biblioteca</title>
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      <title>Il codice di Perelà</title>
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      <title>Il maestro Mario Ventura</title>
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      <title>La vetrinetta magica</title>
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    </item>
    <item>
      <title>Opere di Waldemaro Morgese</title>
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      <title>Maria Suglia Pesce, scrittrice</title>
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      <title>L'AIB si riunisce in campagna</title>
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      <title>Meraviglie in Biblioteca</title>
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      <title>Immagini della Biblioteca</title>
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      <title>Piero Delfino Pesce</title>
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      <title>Inaugurazione Biblioteca</title>
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      <title>Giulia Poli Disanto, scrittrice</title>
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      <title>Amore per la cultura</title>
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      <title>M. Argentieri, creativo</title>
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      <title>F. Mannarini, paesaggista</title>
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    <item>
      <title>Ottone Pesce, musicista</title>
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    <item>
      <title>Vitantonio W. Morgese</title>
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    </item>
    <item>
      <title>N. Van Westerhout, musicista</title>
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    </item>
    <item>
      <title>Armatori e marittimi a Mola</title>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>Maria Abenante, bibliotecaria</title>
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    </item>
    <item>
      <title>Ecobiblioteca a Cassano M.</title>
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    </item>
    <item>
      <title>I Calvani: Bruno e Giuliana</title>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>Mola Crea - Evento inaugurale</title>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W.MORGESE - MATERNE NOTTI DI LUNA/recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-materne-notti-di-luna-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Poli Disanto, Vito Marangelli, Mauro Giancaspro, Daniele Maria Pegorari, Pasquale Pellegrini, Andrea G. Laterza, Carmine Tedeschi, Giusy Carminucci, Piero Fabris.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un viaggio alla ricerca del tempo perduto
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Materne notti di luna di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Giulia Poli Disanto]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ancora una volta il Tempo ritorna prepotente nell’ultima opera di Waldemaro
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Morgese: Materne notti di luna, Homo Scrivens ed. L’Autore affronta uno dei temi
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            più sentiti dall’essere umano, la soggettività del tempo, un’ossessione che diventa un
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            personaggio cruciale all’interno della trama.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Il breve dialogo tra Vladimiro ed Estragone in esergo, tratto dal testo teatrale di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Samuel Beckett “Aspettando Godot”, è un primo possibile indizio che il Nostro offre
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            al lettore. Il Tempo come nel testo teatrale potrebbe essere interpretato attesa, vuoto
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            da riempire, paesaggio immobile e senza tempo, oppure “filo rosso che lega, in modo
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            virtuale, passato, presente e futuro”, come ho già segnalato ne Il tempo uguale, Les
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Flâneurs ed., altra importante opera dell’Autore.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            È bene precisare che Materne notti di luna è un’opera complessa. Una lettura
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            che richiede impegno e che non consente distrazioni. Un genere letterario suscettibile
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            di mescolanze tra reinterpretazioni storiche e mitologiche oltre a concetti filosofici.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Uno stratagemma, quello dell’Autore, che permette flessibilità interpretativa e
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            narrativa a sottolineare, con franchezza, come l’uomo sia incapace di ricordare…
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            A mio avviso, è un romanzo che va assaporato lentamente per godere delle
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            infinite e raffinate sfumature che la lettura propone: vicende storiche recuperate
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            attraverso i dialoghi di Otto ed Elyse, i due protagonisti, che utilizzano il tempo come
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            un ascensore in sospeso fra ricordi reali, mitologiche fantasie e l’insistente pensiero
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            della vita e della morte.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Tutto gioca intorno Alla ricerca del tempo perduto, per dirla con Marcel
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Proust, alle emozioni del momento, ai bagliori che il Mito suggerisce, al sogno che
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            aggancia le Storie del passato per riportarle, nella loro lucidità, ad un presente che
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            tende a dimenticare. I due protagonisti, che l’Autore definisce “sovrumani cercatori”,
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            hanno un ruolo preciso: quello di attraversare il tempo e ridare vita al passato con un
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            lungo viaggio foriero di suggestivi incontri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Uno dei mille interrogativi esistenziali dell’uomo è la fatidica domanda: il
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Tempo esiste? Il tempo non è qualcosa che si tocca o si vede. Certo lo percepiamo
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            attraverso le stagioni, secondo i segnali che la natura ci trasmette. Il passato non è più
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            e il futuro non esiste; viviamo solo il presente che in sostanza è quella linea di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            demarcazione che divide il passato dal futuro. Lo stesso Albert Einstein, con la teoria
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            della relatività, ci rivela che il tempo non è ciò che abbiamo da sempre immaginato,
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            ma è l’intervallo tra due eventi.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            La particolarità di questo romanzo sta proprio nello stravolgere la temporalità
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            di ogni racconto, con narrazioni profondamente non lineari e reversibili. I voli
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            pindarici da un luogo all’altro e da un’epoca all’altra permettono ai due personaggi di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           spaziare nel tempo a proprio piacimento. l’Autore afferma per bocca di Elyse: “Io
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            immagino che la magia sia anche onnipotenza del tempo, nel senso della possibilità
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            di ripercorrerlo in avanti e all’indietro”…
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Di Otto ed Elyse non conosciamo nulla; essi sono senza età e abitano su una
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            imprecisata collina e il loro continuo viaggiare, come scrive Mauro Giancaspro nella
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            postfazione, è una “disperata ricerca di quello che resta della vita della madre terra,
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            che sembra giunta alla sua ultima fase di sopravvivenza…”.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            C’è una tenera descrizione che allude alla Hill, la non definita Collina a cui
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            l’Autore è legato: “I solitari ciliegio e melograno sussultano e grondano. Le gocce
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            scendono veloci lungo le foglie: splendenti quelle del ciliegio, matte quelle del
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            melograno. Si spande anche l’intenso effluvio del glicine azzurro, esteso a perdita
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            d’occhio fino a lambire le roselline bianche centenarie. … Ho dinanzi agli occhi il
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            bel fico nato selvatico…” Chi è pratico del territorio riconosce l’amata Brenca, la Hill
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            dell’entroterra molese.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            In Materne notti di luna, l’Autore costruisce una tecnica narrativa moderna,
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            soprattutto rispetto alla tradizione del romanzo italiano. Che i dialoghi siano inseriti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            all’interno di una commedia umana o in “una sorta di genere storico fantastico”,
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            come Waldemaro Morgese afferma, dove l’illogico e il surreale si contendono la
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            scena, poco importa. Ciò che conta, invece, è la narrazione sempre in bilico tra
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            passato e futuro con un lettore che si ritrova immerso in un mondo dai risvolti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            psicologici e molto lontano dal modo tradizionale di raccontare.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            E il tempo, allora? Qui nel romanzo, a mio avviso, è un tempo frantumato. Per
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            dirla con Sant’Agostino, il tempo non è null’altro che la dimensione dell’anima
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            poiché il tempo esiste, ma esiste per un’anima. È l’anima che rimette insieme i cocci
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            del tempo…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Vito Marangelli, pubblicata sul blog "Il Periscopio"]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             Nel parlare di questo ultimo libro di Morgese, che ho letto integralmente nei primi capitoli e scorso con una certa rapidità per il resto, sono tentato di partire da una sintesi finale e di aggiungere successivamente alcune prime considerazioni più analitiche, non da critico ma da semplice lettore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Più che un romanzo vero e proprio lo definirei un viaggio ‘archeosofico’ di grande erudizione con, aggiungerei scherzosamente, qualche morto di troppo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il viaggio si svolge in luoghi e tempi molteplici e vede i due personaggi, il maschile Otto e il femminile Elyse, dialogare in talora estese forme di lecturing su temi storici, filosofici, esistenzialistici e anche fantascientifici. Per archesofico intendo la commistione, peraltro ben riuscita, di nozioni storico-archeologiche e temi filosofici talora sconfinanti verso dimensioni extra-razionali. Mi sembra si possa dire che il libro sia la naturale continuazione di opere precedenti di Morgese con temi autobiografici e l’ormai costante richiamo a figure di uomini del passato con i quali l’autore ha la capacità di dialogare e mantenere un rapporto profondo. Alcuni passaggi sono intensamente poetici, specialmente nei capitoli iniziali. Oltre la Storia, vi sono anche capitoli che trattano la contemporaneità e il futuro immaginabile, come il tema del transumanesimo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel viaggio fantastico mi sono ritrovato anche in luoghi a me ben noti, come il citato Tempio di Iside e Serapide all’incrocio tra la via Merulana e Labicana, dove è ora collocata la Basilica dei Santi Pietro e Marcellino al Laterano che la mia famiglia frequenta con grande assiduità quando siamo a Roma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Summa del pensiero di Waldemaro Morgese, declinata in maniera eclettica, ingloba una serie estesissima di nozioni ed esperienze che probabilmente avrebbero meritato al libro il titolo originariamente immaginato dall’autore (“Epopea”). Ne consiglio la lettura centellinandolo per assaporarne le diverse suggestioni e i diversi registri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una lettura di Materne Notti di Luna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Mauro Giancaspro, pubblicata in calce al romanzo]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                   Materne notti di luna è un diario di viaggio in luoghi visitati e descritti anche attraverso la storia che essi documentano e testimoniano, un viaggio che a tratti appare immaginario, più che cammino e spostamento fisico, movimento della mente e del cuore, spesso ricorrente nel corso di lunghi colloqui tra Otto ed Elyse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Otto ed Elyse, unici attori della vicenda narrata, condividono e si scambiano incessantemente suggestioni e sensazioni, certezze e dubbi, timori e speranze, confessando esperienze passate, possibili progetti futuri e passioni. Tra incomprensioni momentanee e successive intese, vivono  l’ossessionante convinzione dell’esistenza di un possibile e indefinito aldilà con  l’inquietante e incessante volo del pensiero a un mondo parallelo al nostro, appena intravisto dal lavorio raziocinante dell’intelletto, ma avvertito con certezza dai sensi. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Materne notti di luna è anche viaggio fatto di mille escursioni tra libri e ricordi di lettura, in cui riaffiora la memoria di assidue frequentazioni con gli autori più amati, contaminata spesso dai sintomi di inguaribili passioni bibliologiche, con fugaci miraggi mnemonici di meraviglie manoscritte o stampate, perfino di incisioni e di illustrazioni incontrate nel tempo sfogliando antiche pagine.   
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      Waldemaro Morgese, nei panni di Otto, non riesce a svincolarsi dalla sua appassionata e assidua complicità coi libri e spesso si lascia travolgere, travolgendo anche il lettore, da un flusso inarrestabile di scrittura velocissima, mozzafiato, incalzante e paratattica, accostando, con meravigliosa disinvoltura, autori distantissimi nel tempo come Aubrey Beardsley e Ludovico Ariosto, George Byron e Alfredo Pansini. E nell’alluvione tumultuosa dei ricordi, degli stimoli, delle sensazioni che invadono la sua prosa, fluisce anche, quasi in sottofondo, l’eco della musica cui sono stati dedicati ascolto, attenzione, cuore e sogno: quasi una colonna sonora diluita in una convulsa corrente evocativa che avvicina, con invidiabile serenità, musicisti che non hanno mai condiviso niente: come, tra i tanti, Eric Clapton e Richard Clayderman. Il tutto all’insegna dell’incontenibile libertà di sentimento e di espressione di chi esercita, nel piacere della lettura e dell’ascolto, il diritto di godersi, senza condizionamenti eruditi e senza legacci critici, il cosmo delle proprie predilezioni.   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È soprattutto un viaggio, quello di Otto ed Elyse, alla disperata ricerca di quello che resta della vita della madre terra, che sembra giunta alla sua ultima fase di sopravvivenza, insidiata da un’esiziale glaciazione, perché progressivamente abbandonata dalla forza energizzante di un sole ormai privo di forza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il viaggio, la poesia epica greca è stata la prima a insegnarcelo, ha quasi sempre un nostos, un ritorno. Ulisse alla fine, dopo mirabolanti peripezie, avventure e disavventure, resistendo alle lusinghe di Circe prima e di Calipso dopo che vorrebbero trattenerlo, torna nella sua Itaca. Noi giovanissimi studenti, infiammati di curiosità e di entusiasmo da un’indimenticabile insegnante, gioimmo davvero al racconto di Ulisse che, tornato a casa, fa strage dei Proci. Poi scoprimmo, più grandicelli, un altro Ulisse, che ci affascinò con assai maggiore trasporto: quello dantesco che, per seguire con i suoi compagni virtute e canoscenza, viola il confine delle Colonne d’Ercole imposto dagli dei agli uomini e si lancia con la sua fragile imbarcazione nel folle e fatale volo verso l’ignoto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inquietante il viaggio di Elyse e di Otto, intrapreso con l’angosciante consapevolezza che stia per spegnersi il canto della nostra terra, ma anche, ad un tempo, con la speranza che ci sia un altro mondo vivibile e abitabile, il cui accesso è sconosciuto e le cui porte, anche se mai dovessero essere in qualche modo trovate, resterebbero sbarrate perché nessuno sembra in possesso delle chiavi, dell’accorgimento, del sortilegio,  o della formula la magica per poterle aprire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Oppure, chissà (i due viaggiatori sembrano domandarselo ogni giorno), in questo mondo altro e parallelo, posto ben oltre le capacità creative della nostra immaginazione, ci si potrà addentrare forse nel corso di un'altra esistenza solo se sarà davvero possibile – come escluderla? – una reincarnazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Otto ed Elyse vivono in simbiosi con la madre terra, ne ascoltano il canto, ne captano perfino il respiro e l’energia. Seguono con curiosità i segni di vitalità che restano del creato. S’incantano nell’osservare l’operosità degli insetti. Adorano vagare sotto il sole splendente o stendersi alla sua luce nudi per meglio godere del contatto di quei raggi col proprio corpo. S’ inebriano, puntando gli occhi verso la linea dell’orizzonte, dell’ abbacinante splendore di un crepuscolo infuocato o del riposante e materno chiarore lunare. Vegliano nella notte spesso solo per sorprendere il sopraggiungere dell’alba e inspirarne l’odore soprattutto quando essa è irrorata dalla pioggia. Potrebbero definirsi esseri silvani, come i due innamorati sorpresi dalla pioggia nel dannunziano pineto. Potrebbero essere solo apparentemente umani, quasi demoni pagani, che degli umani hanno solo le sembianze, o evanescenti creature un po’ chimeriche e un po’ sulfuree, tanta è la loro capacità di ascoltare, con la stessa evidenza dei battiti cardiaci, l’ansimare pericoloso di un vulcano. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Oltre il loro nome non sappiamo niente: se sono belli o brutti, di che vivono, che lavoro fanno, qual è la loro età.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scrittura del nostro autore, infatti, si sviluppa su due diversi registri, che quasi si contrappuntano con due differenti velocità, in un’alternanza tra descrizione meticolosa e minuziosa, narrativa e realistica da un lato, e pallida allusione sfumata e rarefatta dall’altro. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dalla Calabria, alla Basilicata, dal Cilento a Napoli, dalla Campania alla Puglia, fino a Roma e, ancora più a nord, a Lugano, le tappe del viaggio sono raccontate con una vera e propria libido illustrativa, che si sofferma anche sui particolari più nascosti e secretati nelle pieghe della natura. Poi improvvisamente interviene un’evanescenza narrativa, a tratti ellittica e sincopata: come accade, oltre che nel tratteggio dei protagonisti, nella raffigurazione di una non identificabile hill, la collina sulla cui sommità essi vivono e della quale si sa solo che è affacciata sul mare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E allora, forte del diritto inalienabile di andare con la fantasia anche oltre i confini della scrittura, il lettore sospetta che l’autore gli nasconda volutamente l’età di Otto e di Elyse, in modo che egli possa sentirsi loro coetaneo e più convintamente partecipe delle loro stesse angosce e dei loro patemi. I protagonisti sembrano assumere, insomma, di volta in volta l’età di chi legge. Solidarietà e complicità tra lettore reale e personaggi di fantasia del romanzo sono assolute e totali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così protagonisti e lettori vivono insieme un comune girovagare che non punta  solo alla ricerca delle forze vitali che ognuno dei siti visitati conserva, ma diventa anche condiviso pellegrinaggio laico della speranza; speranza di trovarla, finalmente, una possibilità di accesso a quel mondo altro, della cui esistenza non sono certi solo Otto ed Elyse, ma alla fine anche noi che stiamo dall’altra parte delle pagine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Seguendoli da vicino da un itinerario all’altro, vien fatto di pensare che il grande predecessore di Otto ed Elyse, Ulisse, la agognata via per trovare gli accessi all’aldilà l’aveva trovata, scendendo nell’Ade. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E chissà che, nelle gole montane della Calabria, tra gli anfratti stretti e ombrosi, descritte da Morgese, che si susseguono dall’altissima Mormanno fin giù al mare attraverso le gole e gli anfratti di Papasidero, antico luogo di lupi e di romiti, non si trovi un passaggio per quel mondo. Come potrebbe essere rinvenuto, questo agognato ponte immateriale di congiungimento, con un colpo di fortuna, sulla sommità del Monte Cocuzzo, dove la notte di San Giovanni si danno convegno irrequiete streghe tra brandelli di nuvole agitate dal vento. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           O forse alla scoperta di questa nascosta via potrebbero aiutare le riflessioni suscitate nel corso dell’escursione nel cuore della Magna Grecia, che ridesta, tra pietre bianche e frammenti di templi antichi, i sopiti ricordi dell’insegnamento pitagorico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non basteranno, a spegnere la sete di conoscenza dei due viaggiatori, le ardite risalite in Basilicata, in Campania e in Puglia, sulle vie interne, progettate da ingegneri, guardinghi e timorosi dei pericoli mare, accanto ai percorsi fluviali, affollate un tempo, da pii pellegrini, da terrorizzati fuggiaschi, da mascherati malfattori, da cavalieri santi e bellicosi. Tortuose e ombrose strade lungo le quali  la voce dell’ acqua scorrendo parlava, e ancora parla, di misteri, di intrighi, di delitti e di tesori, come quello mai trovato di Alarico nel letto del Busento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma un dubbio ancora prenderà di sorpresa il lettore, quando si renderà conto che il viaggio è narrato senza alcun riferimento preciso a come Otto ed Elyse si spostano; si domanderà, un po’ ingenuamente, se a piedi, o forse a cavallo, in carrozza, in treno, o addirittura a volo d’uccello su un pallone aerostatico. E si potrà dare allora solo due risposte: che non sia indicato il mezzo di trasporto, così che il viaggio non abbia alcuna precisa connotazione cronologica, diventando il cammino di sempre dell’uomo verso la conoscenza; oppure argomenterà che Elyse e Otto sono già morti, sono solo anime alla ricerca della via per raggiungere il mondo che a loro spetta e compete, quell’aldilà che sono certi deve esistere.   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per i nostri due protagonisti, esseri umani, creature chimeriche o anime che siano, il loro ritorno al luogo dal quale sono partiti ci sarà. Ma sarà un rientro per un soggiorno inquieto, tormentato dal dilemma se restare in attesa inerte degli accadimenti sulla amatissima collina prospiciente il mare, a godersi albe dalle dita rosa, soli cocenti, tramonti infuocati, guardando dall’alto le navi che fiutano l’orizzonte e solcano le onde. O se tentare, come il temerario Ulisse di Dante, il volo forse folle verso l’ignoto.   
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scoprirà il lettore, trascinato dalla verve incalzante dell’ autore, se Otto ed Elyse,  si proietteranno nel futuro, accettando con temerarietà e ardore di correre il rischio di bruciarsi le ali come l’imprudente Icaro, con  l’eventualità di lanciarsi nell’Oceano eterno come l’agile tuffatore raffigurato nel celebre dipinto di Paestum, oppure se rimarranno ancora pigramente vincolati al loro tranquillizzante passato, nelle mani del precario presente e chiudendo occhi e pensiero verso l’incerto futuro, sulla amatissima collina rischiarata da materne notti di luna. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese, torna l’arte di raccontare in quelle «Materne notti di luna»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Daniele Maria Pegorari, pubblicata su "La Gazzetta del Mezzogiorno" dell'8 agosto 2023, pag. 12]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lavoro letterario nuovo e denso di interrogativi etici – Nel testo si riscontra l’esigenza di una scrittura che interroga il sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo numerosi saggi, un’autobiografia, due raccolte di racconti e tre romanzi, Waldemaro Morgese torna alla narrazione con Materne notti di luna (edito da Homo Scrivens, pp. 208, euro 15), confermandosi uno scrittore adatto alla divagazione, renitente allo sviluppo di una tesi coerente, ma al contempo mosso da interrogativi etici che tornano – libro dopo libro – arricchiti dai dibattiti in corso. In particolare questo nuovo romanzo si regge su due rovelli costanti dell’autore (la passione per i libri, soprattutto rari e di nicchia, e il conflitto fra libertà e organizzazione sociale), ma accostati ad altri due temi di attualità: la crisi climatica e le teorie transumaniste. Protagonisti della storia sono Otto ed Elyse, immersi in un fitto dialogo che si acquieta a tratti per concedersi al riposo in uno spazio bucolico indicato come hill, una collina digradante sull’Adriatico, nella quale riconosciamo lo scenario di non poche pagine di Morgese, quello dell’amato poggio di San Maderno, nell’immediato Sud-Est barese: ma all’autobiografia personale e familiare rinviano anche il nome Otto – omaggio al nonno materno, il musicista Ottone Pesce, citato en passant a p. 18, una cui romanza ispira il titolo del libro – ma soprattutto il contenuto del penultimo capitolo, dedicato ai furori del Sessantotto, nella declinazione del situazionismo secondo il pensiero di Guy Debord, poi tradito e naufragato nel sangue delle piazze armate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma qui non è Waldemaro «che parla», bensì un suo alter ego (già transumano? già trapassato?) come la sua amata Elyse, quasi un Adamo che con la sua Eva sta sperimentando il distacco dalla civiltà umanistica e dalla stessa Terra, con modalità che il lettore avrà la curiosità di scoprire da sé. Ma prima che ciò accada i due amanti senza età e senza storia decidono di farsi «cercatori di stimmate», viaggiatori lungo millenni di storia umana, per rintracciare momenti in cui la vita si è espressa in caratteri esemplari, accesi da volontà coraggiose, da creatività geniali, da intuizioni eterodosse; quella vita che occorre conservare in qualche modo perché continui ad alimentare la storia dell’universo, nonostante il «ciclo umano», come lo abbiamo conosciuto, si sia spento. Ed ecco, allora, le peregrinazioni da un’epoca all’altra, secondo un metodo fantastico quasi programmaticamente rivelato nelle prime pagine, dove si parla di Salgari (notoriamente narratore di viaggi mai esperiti, affabulatore straordinario ma uomo disgraziatissimo) e delle bellezze antiquarie di libri illustrati sull’alchimia, sulla mistica, sui luoghi immaginari, sulla simbologia esoterica delle architetture medievali e via saltabeccando fra i volumi più sorprendenti e incoerenti, perlopiù realmente custoditi nella biblioteca «collinare» di Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ne scaturisce una scorribanda dalla Magna Grecia di Pitagora all’umile Brystacia (l’odierna Umbriatico, nel Marchesato di Crotone), dal tesoro di Alarico (che la leggenda vorrebbe tuttora sepolto nel greto di un fiume calabrese) alle collezioni del Bargello di Firenze e del Maschio angioino di Napoli, fino all’immaginario «Mausoleo delle forti passioni», memoriale non solo delle gesta epiche di Garibaldi e Nievo, ma anche di quelle oscure di tante vinte e tanti vinti, martiri del conformismo e dell’oscurantismo, di volta in volta accusati di stregoneria, apostasia o libertinaggio. C’è spazio anche per i viaggi nel Risorgimento di Pisacane (un altro vinto ma riscattato nella memoria collettiva solo perché i destini della storia sono andati nella direzione da lui auspicata), nel Mezzogiorno post-borbonico infestato dai briganti (che sollecitano interrogativi sui confini fra legittimità della protesta e orrore della violenza) e a Lugano, dove Otto ed Elyse incontrano Giuseppe Mazzini, «Maestro» di europeismo. Il lettore prova gusto a varcare soglie spazio-temporali che l’autore si perita di rendere plausibili, evitando il consueto armamentario fantasy o fantascientifico: niente time machines o psichedelia, solo cronotopi giustapposti che i due amanti percorrono con assoluta normalità. Ma il divertissement ha ben in vista la sua chiave seria nelle prime pagine, dove Otto dice: «potrei continuare a lungo in questo minuzioso lavoro di introspezione per […] capire perché sento il bisogno di una autoanalisi continua: di scavare, scavare, scavare. Alla fine, o si trova qualcosa di utile o qualcosa di inutile, oppure non si trova un bel niente: […] auspicherei perfino di trovare cose inutili, almeno è meglio del niente». L’immaginazione irrefrenabile di Morgese trova in questa frase una confessione sincera: l’arte del racconto non è che una forma di interrogazione di sé, alla ricerca di una chiave che risolva le contraddizioni del razionalismo in una sapienza diversa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Un viaggio nel tempo alla ricerca di un'etica della storia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Pasquale Pellegrini, pubblicata su "Corriere del Mezzogiorno" del 19 settembre 2023, pag. 7]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Materne notti di luna di Waldemaro Morgese, edito da Homo Scrivens, richiede al lettore un impegno particolare, non per la scrittura o la lingua, quanto per l’immedesimazione nel viaggio, attraverso la storia e i luoghi, che impegna i protagonisti: Otto, alter ego dell’autore, ed Elyse. Il romanzo, infatti, è un viaggio nel tempo, attraverso i secoli, le civiltà, i personaggi, sull’onda della memoria, con un filo conduttore che porta fino al presente e immagina il futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            «Muovendosi nella penisola e confrontandosi con luoghi e testimoni – si legge nel risvolto di copertina – Otto ed Elyse compongono una storia intensa e frammentaria, interrogandosi di continuo e invitando anche noi a interrogarci sul senso e il futuro del nostro stare al mondo». È un’operazione ardita, complessa, stimolante per certi versi nella quale si ha l’impressione di voler ricercare a tutti i costi una ragione. «Alla fine – sostiene l’autore – o si trova qualcosa di utile o qualcosa di inutile, oppure non si trova un bel niente: questa è l’ipotesi peggiore perché dà il senso dell’inconsistenza della fatica compiuta. Quindi auspicherei perfino di trovare cose inutili, almeno è meglio di niente». Quando il viaggio inizia il senso sotteso del tempo, i suoi significati reconditi si evincono e si manifestano nelle esperienze, nelle tracce, nei documenti e nella miriade di lasciti che si trovano nei libri. Sono proprio essi che danno un significato vero al tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Materne notti di luna è un libro ricco di memorie, colto, che cerca di trarre dalla storia il succo di un’etica buona o quantomeno utile per il nostro tempo. Lo si coglie in certi personaggi che sembrano buttati lì per caso e invece sono emblemi di una grande forza interiore. Per esempio, il soldato romano Marco Curzio che si getta nella voragine che mette in pericolo Roma. «La voragine – commenta Morgese – si richiuse magicamente, grazie appunto a un cittadino romano che decise di onorare il bene comune senza badare a se stesso».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Avvicinandosi al presente, dopo aver attraversato epoche barbare, il Rinascimento, incontrato personaggi come Pietro Bembo, Mazzini e altro ancora, superato il ’68 con i suoi miti libertari, la realtà si tinge di scuro, nuvole minacciose si addensano sull’umanità sulla quale grava il peso di una crisi climatica che potrebbe rendere inospitale il pianeta. Tuttavia, laddove l’umanità si trovi ci sarà sempre bisogno di qualcuno che racconti i suoi passi. «Noi – conclude Waldemaro Morgese – siamo i cercatori di stimmate, i conservatori della memoria e dobbiamo seguire l’umanità in qualsivoglia forma e ovunque essa decide di andare». Il tempo, insomma, non può passare senza lasciare tracce.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Materne notti di luna", un viaggio nel tempo e nello spazio prima che l'uomo diventi cyborg. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'ultimo libro di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Andrea G. Laterza, pubblicata su "Mola Libera-Giornale indipendente" il 23 settembre 2023].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            L’ultimo libro di Waldemaro Morgese, “Materne notti di luna” (pagg. 202), edito da “Homo Scrivens” di Napoli, è un romanzo immaginifico, un’affabulazione letteraria che corre sul filo delle pagine in un vortice di sensazioni e di dilemmi intellettuali, lasciando il lettore, alla fine del lungo viaggio, con la consapevolezza che l’artificio del racconto si fa sostanza nelle ardite tesi dell’Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese è tra gli intellettuali pugliesi più lucidi e, al tempo stesso, più visionari. La sua capacità di astrazione è massima in questo lavoro, che va oltre l’esistenzialismo delle precedenti opere, con il probabile obiettivo di mettere chi legge di fronte allo specchio dell’evolversi di una storia, quella dell’umanità, tanto ricca quanto complessa e contraddittoria, fino alla palingenesi ultima del transumanesimo, dell’uomo che evolve, per sfuggire al suo destino mortale e alla stessa fine ineluttabile del pianeta, in cyborg, uomo-macchina, libero dalla malattia e dall’invecchiamento, in una trasformazione post-umana che traguarderà altri mondi abitabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A condurre il lettore nel labirinto di un mondo morente – con il sole che scalda sempre meno terre e oceani, e dà avvio ad una glaciazione incipiente nella babele di lingue di scienziati, statisti, filosofi e religiosi su quale scialuppa di salvataggio offrire ad un’umanità dolente e rassegnata – è Otto, l’alter ego dello scrittore, insieme alla sua riflessiva e saggia compagna Elyse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un giorno qualsiasi – quando il loro “buen retiro” sulla “hill”, la dolce collina, onusta di ricordi, affacciata sull’Adriatico, è ancora un posto rassicurante e lontano dall’incipiente tragedia planetaria – Otto ed Elyse, metafisici Ulisse oltre le colonne d’Ercole della conoscenza, intraprendono un viaggio verso l’ignoto a ritroso nel tempo, alla ricerca delle “stimmate” dell’umanità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un percorso intrapreso, in una dimensione irreale e onirica, da due esseri umani che già vagheggiano il salto di specie verso l’ibridazione uomo-macchina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Otto ed Elyse si ritrovano nella selva oscura della grande storia in uno scorrere randomico dei millenni e dei secoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Loro stessi diventano protagonisti di una macchina del tempo virtuale e si fanno cercatori dei segni che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia umana: quelle “stimmate” che hanno marchiato a fuoco il tempo trascorso con il genio, il coraggio, l’inventiva, la forza degli esseri umani migliori, vinti o vincitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La lunga cavalcata per linee temporali, ma anche zigzagando qui e là, andando avanti e indietro nello spazio-tempo, vede Otto ed Elyse assistere alle mirabilie ma anche alle debolezze e alle contraddizioni di personaggi iconici, con il loro agire nei macro eventi: dalla Magna Grecia di Pitagora alla prima Roma che contende il primato agli Etruschi, ai regni barbarici della penisola, nella leggenda del tesoro di Alarico sepolto sotto il letto di un fiume, passando per la ricchezza artistica del Rinascimento fiorentino e giungendo alla sfortunata spedizione di Carlo Pisacane a Sapri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il patriota si confessa ad Otto ed Elyse, mentre le figure dei briganti sanfedisti gli fanno da contrappunto, con la loro carica eversiva, fino a quando, travalicando la sottile linea rossa di un tempo indefinito, si staglia la figura del Maestro, di Giuseppe Mazzini, più misterico ed occultista, nella sua dimensione massonica, che rivoluzionario e agitatore sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È in un esoterico e vagheggiato “mausoleo delle forti passioni”, il “mausoleo giustiziere”, ubicato idealmente tra i contrafforti del Cilento, a picco sul mare intorno al mitico Capo palinuro, che i due viaggiatori del tempo rivelano la loro nemesi, la giustizia riparatrice delle forti passioni di libertà e giustizia conculcate nei secoli dal potere dominante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed ecco emergere in cima ad una “scalinata che fugge verso il cielo”, dai blocchi squadrati e sottili ma possenti, molte figure eteree, alcune misconosciute e, anzi, maciullate dalla Storia, come le donne accusate di stregoneria, che trasportano nelle menti dei crononauti le loro vite nascoste, celate tra le pieghe dei grandi eventi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra le tante storie che si dipanano, rotolando lungo le marmoree scale, nei labirinti del tempio laico, quella del rapporto conteso tra Garibaldi e una delle sue donne, Giuseppina Raimondi, con il corollario della tragica scomparsa del garibaldino e scrittore Ippolito Nievo, a bordo del piroscafo “Ercole”, naufragato misteriosamente in una notte di marzo, nel Tirreno in tempesta, con importanti documenti politici e finanziari al seguito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fu la prima strage di stato, orchestrata dal potere sabaudo delle nuova nazione unitaria? Otto ed Elyse non ce lo dicono, restano troppo criptici, ma forse Nievo, se interrogato dai due, avrebbe ben potuto dire di più.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il lungo viaggio scivola in avanti, erratico e multiforme, fermandosi all’anno fatidico della grande contestazione studentesca, il 1968.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A Roma, Otto ed Elyse non incontrano i grandi cortei, gli scontri di piazza, i capi della rivolta di Valle Giulia, dove tutto ebbe inizio. Otto trasfonde nel lettore l’unica esperienza che egli giudica davvero innovativa di quel periodo: gli iconoclasti del gruppo “Gli uccelli”, con la loro carica protestataria surreale e sciamanica, che si rifacevano al “situazionismo” di Guy Debord, l’idea di una rivoluzione pacifica e creativa, sconfitta dalla P38 e dalla lunga scia di sangue che si sparse con il prevalere del cupo e mortale terrorismo degli Anni Settanta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il viaggio termina qui, dopo un girovagare spazio-tempo che si è riempito di mille citazioni enciclopediche, riversate anche a piè pari dalle fonti consultate, come l’Autore si incarica di chiarire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dissertazioni minuziose con lo scopo di evidenziare la tortuosità degli eventi, la loro estrema complessità, il concatenarsi tumultuoso di microstorie che affluiscono nella grande corrente di un tempo che, forse, è solo un grande blocco, contenente, in un unico “Tutto”, passato, presente e futuro, senza soluzione di continuità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E che soltanto per il gioco casuale della meccanica quantistica si palese in un modo piuttosto che in un altro a chi scorre, plasticamente adeso, insieme al flusso universale dello spazio-tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo per i sentieri di borgesiana memoria che, qui e là, in maniera randomica, si biforcano, le vite assumono questa o quella direzione, marchiando però il destino inconsapevole dell’uomo biologico, con gioia e, più spesso, sofferenza, nella sua breve ma agitata esistenza terrena.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno le “stimmate” a qualificare quel percorso: se si tratterà di un transito dalla nascita alla morte senza marcare e permeare di sé gli eventi, ovvero se il “segno” lasciato ai posteri resterà degno di nota.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il ritorno alla “hill”, alla Itaca della serenità quotidiana, è interrotto, come scritto in premessa, dal precipitare della situazione climatica e dal sopraggiungere dell’instabilità del pianeta, con il sole che accelera verso la sua morte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Otto ed Elyse si interrogano a fondo se le “stimmate”, trovate nel loro peregrinare spazio-tempo, potranno essere trasfuse dagli scienziati nella controversa forma di vita che si staglia all’orizzonte dell’umanità in cerca di una nuova dimensione, quella della commistione uomo-macchina, il cyborg.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risposta la cercheranno i lettori di quest’opera visionaria: tra accenti lirici di buona letteratura, accanto ad analitiche disquisizioni, emerge la concezione transumanista dell’Autore, con la vita che trascende nell’immortalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tempi di narrativa “prêt-à-porter”, con il libro-oggetto e lo scrittore (o la scrittrice) “squillo” che strizza l’occhio in maniera ruffiana al lettore, per somministrargli il bromuro del pittoresco e dell’effimero, l’ultimo lavoro di Waldemaro Morgese è invece rivolto a quel pubblico che nelle pagine di un romanzo trova interrogativi e cerca risposte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una simulazione della complessità dell’esistenza che, alla fine, si risolve in un aumento di individuale consapevolezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, Materne notti di luna (Homo Scrivens, Napoli 2023)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Recensione di Carmine Tedeschi, pubblicata su "Incroci OnLine" il 17 dicembre 2023]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Immaginate una coppia intellettualmente affiatata in una biblioteca ben fornita di libri storici, biografici, bibliografici, geografici, oltre che di cronache locali di storia patria, di documenti rari, mappe, disegni, foto, carte d’archivio sconosciute ai più. Immaginate questi due che rovistano fra le tante pagine, saltabeccando da un foglio all’altro, non tanto secondo vaghi criteri di ricerca, quanto piuttosto secondo curiosità e gusti personali, o per associazioni di letture fatte, di richiami a quanto già conoscono e reciprocamente si rammentano; su ciò che trovano si soffermano e commentano ad alta voce fatti e personaggi di rilievo storico, ma anche minuzie biografiche, microstorie assai poco note. E alla fine di questo lavoro da api mellifere, ecco che consegnano il loro miele all’arnia della scrittura. Ebbene, se scorrete il libro di Morgese, tutto questo non dovete più immaginalo. Ce l’avete fra le mani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chiamarlo “romanzo” suona curioso, a causa della cornice assai tenue: un uomo e una donna che viaggiano con menti erudite. Un puro pretesto, in cui vengono incastonati fatti storici grandi e piccoli, privi di continuità e spesso di contiguità. Eppure il libro risponde esattamente alla definizione del genere romanzo: “racconto misto di realtà e immaginazione”. Dove però l’immaginazione è tutta spostata nella cornice (i due che viaggiano, cercano e commentano); mentre la realtà è appunto quella storico-geografica. Nota e meno nota. In questo modo, proprio come succede in una biblioteca, sparisce ogni continuità di tempo e di spazio, e ciò sulle prime sconcerta il lettore. Il quale comincia a cogliere la struttura e le intenzioni del testo solo quando decide di lasciarsi anche lui portare in volo, senza un ordine prestabilito, da un’epoca all’altra, da una terra all’altra, e infine da un giudizio all’altro circa la rievocata materia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giusto per dare un’idea: si passa dalla Magna Grecia di Pitagora alla Roma delle origini, per tornare alla Calabria di Alarico, dei regni romano-barbarici e al collasso dell’Impero Romano d’Occidente. Da qui si gira la pagina per trovare la Napoli aragonese di Alfonso il Magnanimo, e dopo altre poche pagine spunta il Cilento e l’impresa di Carlo Pisacane, col rinvio alla “tempesta del dubbio” di Mazzini circa l’utilità delle rivolte patriottiche fallite. La tappa successiva è il brigantaggio postunitario, seguito da un incontro con un improbabile Mazzini che abita una specie di casale solitario, e con cui i due discutono a cena. Torna poi il Cilento con un immaginario “Mausoleo di Castellabate” cui vengono associate senza troppe distinzioni figure storiche, racconti di magia, streghe, maghi e quant’altro. Il Sessantotto viene rievocato attraverso il teatro d’avanguardia accanto al banditismo sardo, alla violenza degli anni di piombo, all’abolizione dei manicomi. L’ultima parte del libro è occupata dall’angosciosa domanda (affatto nuova) sulle probabilità di sopravvivenza del genere umano e sulle più fantasiose ipotesi di fuga dal nostro pianeta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al fondo di questo ripasso a volo di rondine si intuisce una vaga intenzione didattica. Ma è difficile vedere come possa giovare un tale ripasso, portato nella luce della scrittura, di periodi o personaggi storici privi di un “prima” e di un “dopo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’artificio letterario del volo mentale funziona per chi ama il collezionismo erudito, che pure è una gran bella cosa. Per ogni altro lettore risulta alquanto stucchevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Viaggio tra “Materne notti di luna”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Giusy Carminucci, pubblicata su “Fax Mola” del 2 marzo 2024, Pag. 18]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Romanzo di Waldemaro Morgese tra storia, filosofia e immaginazione pensando al futuro sostenibile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            «Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza!».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo è il motto di una delle due dame che Otto ed Elyse, prima di lasciare Castellabate, incontrano in un’osteria. Accade nel paragrafo “Il Mausoleo delle forti passioni”, all’interno del capitolo “Meridies”. Quello del Mausoleo è il paragrafo che più di tutti affascina l’autore, perché è una sorta di costruzione immaginaria, dove sono esaltate tutte le passioni relative alla libertà e alla giustizia, che sono assolutamente «nemiche dei falsi sentimenti e delle stantie convenzioni». Nel Mausoleo c’è posto anche per le cosiddette streghe, per le donne, per i reietti e soprattutto per i vinti, in quanto, secondo Otto ed Elyse, il nostro giudizio deve essere governato non dal fatto che uno abbia vinto o perso ma dall’essere stato un sublime, un generoso, uno che obbedisce ai moti profondi della mente e del cuore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo, iniziato nell’aprile del 2021 e completato quasi un anno e mezzo dopo, aveva come titolo provvisorio “Epopea”. Poi mutato in “Materne notti di luna”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autore definisce il genere utilizzato affine allo storico-fantastico, ma secondo la mia chiave di lettura, sicuramente, si posiziona tra il saggio filosofico e il diario di un viaggio insolito e complesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di un viaggio, direi, forse anche autobiografico: dimensioni letterarie in cui Otto ed Elyse sono sì personaggi transumani e fantastici, ma con molte sfaccettature affini alla personalità del nostro autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esploriamone lo spessore, dunque.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Otto ed Elyse vivono su una collina che lambisce il mare. Elyse, la compagna di Otto, è una donna che ama i racconti fantastici e avventurosi. Otto condivide con lei le problematiche relative all’umanità: l’Aldilà, ma anche l’Al di qua e si pone il problema su come si possa attivare un contatto con chi non c’è più.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Elyse è scettica nei confronti di questa problematica che fa emergere Otto, così come delle sue suggestioni relative all’occultismo e alla reincarnazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono personalità complesse e affascinanti, i due protagonisti. Personalità ricche di mistero. Personalità desiderose di sempre nuove scoperte: anche per questo intraprendono un viaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È, quello del viaggio, uno dei nuclei tematici che questo romanzo affronta, tra gli altri: la madre terra, un contenuto epico trasfuso nelle vicende storiche, le figure di grandi personaggi, attraverso le loro passioni e i loro coraggiosi approcci all’esistenza. Il tutto legato da un solido e “curioso” Fil Rouge che lega le tappe del viaggio: una precisa scansione di flusso temporale, che va dall’ “Aurora” al mezzogiorno, “Meridies”, al tramonto, “Occasus”. Sono i tre momenti chiave di un’intera giornata, quelli che segnano la ciclicità della vita quotidiana, ma anche i tre momenti chiave di “materne notti di luna”, che alla Storia e non alle storie affida l’orientamento dell’itinerario che Otto ed Elyse seguono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Nostro, infatti, quasi come se l’intera vicenda si svolgesse nell’arco di una sola giornata, lascia che questa scansione sintetizzi la storia di una intera civiltà, che trova la sua ragion d’essere tra il nascere, il rifulgere e il tramontare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo detto che uno dei temi principali è quello del viaggio ed è proprio lo scopo del viaggio, la disperata ricerca di quello che resta della vita e dell’essenza della Madre Terra, ormai giunta alla sua ultima fase di sopravvivenza a causa di una insidiosa glaciazione, a dare il senso e significato alla ricerca che l’Autore compie con Otto ed Elyse, ma, anche, contemporaneamente con ciascuno di noi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I due protagonisti vivono in simbiosi con la Madre Terra e in ogni racconto emerge il loro essere dentro il respiro, dentro l’energia, dentro l’espressione stessa della Madre Terra. Otto ed Elyse sono due innamorati attenti a quello che è il contatto con il mondo. Proprio in questo scenario, il loro vegliare nella notte è solo un’opportunità che si danno, per sorprendere il sopraggiungere dell’alba e quindi di una nuova opportunità di vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In “Materne notti di luna” il contenuto epico viene permeato dalle grandi passioni che caratterizzano l’approccio all’esistenza dei due protagonisti. Il messaggio di fondo che essi vogliono mandare è che, come dice l’Autore stesso, «si può resistere alle dissoluzioni e alle difficoltà imposte dalla travagliata esistenza contemporanea (solo) nutrendo e coltivando forti passioni e coraggiose volontà».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’originalità del romanzo è proprio in relazione alle figure dei due personaggi, perni dell’intera narrazione, in una sorta di interlocuzione, quasi complice, che l’autore riesce a stabilire come ponte tra i protagonisti e il lettore, tra i personaggi della fantasia e quelli della realtà, in modo assolutamente reale. È come se chi legge, mentre legge, riuscisse ad attraversare la membrana che separa la realtà storica da quella verosimile; ad entrare, come protagonista, nel viaggio e a visitare, insieme a loro, i luoghi proposti da Otto ed Elyse, diventando Otto ed Elyse. Questa sostituzione ideale avviene, perché ci si avventura e ci si sente spinti in una sorta di “pellegrinaggio laico della speranza”, come lo definisce Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per il lettore/protagonista è bello scoprire che Otto ed Elyse si spostano, partendo da questa non identificabile collina, che, per chi conosce l’Autore, potrebbe essere una proiezione del Poggio delle Antiche Ville, territorio d’elezione del Nostro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un’attenta lettura emerge un’altra curiosità: qual è il mezzo che Otto ed Elyse utilizzano e ci fanno utilizzare per poterci muovere e spostare in questo viaggio fantastico?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è possibile ritrovare il nome di un mezzo di trasporto preciso. L’intero racconto non è, infatti, connotabile cronologicamente: quello che Morgese ci fa fare attraverso le sue parole, in questo romanzo, è un viaggio attraverso la conoscenza, razionalmente volando sulle ali di una “fantasia concreta”, senza alcuna nota moraleggiante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La letteratura creativa, infatti, per il nostro autore non deve avere un valore didascalico. “Materne notti di luna” non deve e non vuole essere una di quelle opere che propongono l’ammaestramento scientifico, dottrinario o morale. La sua esigenza espositiva non deve avere l’intento di temperare con l’arte l’aridità degli insegnamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scrittura è, sicuramente, precisa nelle descrizioni, che, però, lasciano il lettore libero di immaginare i contesti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La qualità del lessico è adeguata al contenuto e l’uso di alcuni termini è utile solo a veicolare meglio i significati dei vari racconti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si comprende bene come, il suo, sia uno stile unico e autentico, organizzato attraverso un linguaggio formale, ricco di aggettivi, similitudini e metafore, articolato in dialoghi, descrizioni, riflessioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Val la pena porre in evidenza il messaggio che l’Autore lancia all’interno di questo libro, in merito all’importanza che riveste la biblioteca di oggi, nonché al ruolo svolto dal Rinascimento nella cultura del Mezzogiorno. Risulta particolarmente importante la citazione della Dogana, perché nel descriverla Morgese dà importanza a quelli che sono gli elementi di un patrimonio culturale materiale legati alla cultura vera e profonda di un territorio e di una popolazione, che non sono necessariamente configurabili in un libro, qual è, ad esempio, la transumanza. Elegante escamotage dell’Autore il mettere in evidenza che, per secoli, quelle vie, che ora anche Otto ed Elyse stanno percorrendo, sono state motivo di valorizzazione delle risorse di un territorio e, quindi, elemento fondante di un vero e proprio Rinascimento culturale, in quanto portano all’esaltazione delle bellezze dei luoghi e degli strumenti della conoscenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In “Occasus”, Otto ed Elyse concludono il loro viaggio, tornando sulla loro amata collina. È in questo capitolo che i due si pongono il problema se restare sulla Terra, ormai avvolta da una maschera di ghiaccio o seguire gli umani nella nuova avventura delle stazioni spaziali. È qui che nasce il concetto, che l’autore lascia aperto e che collega ad un’immagine molto forte e profonda: il concetto di trasmigrazione e l’immagine dei ‘cercatori di stimmate’.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «I cercatori di stimmate – dirà nel suo libro Waldemaro Morgese – sono i conservatori della memoria e hanno l’obbligo di seguire l’umanità in qualsivoglia forma e ovunque essa decida di andare».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La trasmigrazione, essendo il passaggio da una situazione ad un’altra, è il ‘luogo’ in cui si intrecciano disquisizioni sulla vita e sulla morte; sull’interpretazione da dare alla storia. Qui trovano spazio le caratterizzazioni con cui identificare le varie vicende, che si sono susseguite nel tempo. Le stimmate vengono, in questo contesto, ad assumere il ruolo di garanzia, capace di consentire al viaggiatore, che fin qui ha percorso una avventura insieme ai protagonisti, di considerare che il cambiamento ha sempre importanza e che la vita deve avere un significato di libertà e deve essere capace di divincolarsi da qualsiasi costrizione sul passato. È la garanzia che non si deve cadere nell’oblio del dimenticatoio identitario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Materne notti di luna” è un movimento della mente e del cuore attraverso le molteplici letture che, nell’arco dei suoi anni, Waldemaro Morgese ha frequentato e che lascia riaffiorare alla sua memoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Sapere aude» è il motto e il monito che Otto lascia a coloro che hanno intrapreso il viaggio con lui e la sua Elyse, attraverso il senso del proprio personale essere protagonisti del proprio presente, che è foriero del futuro sostenibile di una intera collettività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un diario d'esperienze il fantasmgorico periplo dei luoghi e delle attese in Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione  di Piero Fabris pubblicata su Gazzetta dal Tacco del 4 luglio 2024 e su Molalibera del 6 luglio 2024]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Materne notti di luna di Waldemaro Morgese è un libro colto, ricco di richiami ed evocazioni. Un romanzo che ha bisogno di essere gustato lentamente, magari all'ombra di un ulivo secolare per meglio apprezzarne le lunghe meditazioni sulle attese, le aspettative della vita, sul suo tutto, sul suo niente, sul poco e molto. In un certo senso un vademecum per percorsi introspettivi sui viaggi nella tempesta e nella bonaccia, nel freddo e il caldo, emozioni dovute agli agenti della caducità e durevolezza dell'esistere. Con il magnetismo sobillatore di certe pagine, l'autore cattura il lettore, lo coinvolge in una trama semplice, ma sentita, simila a quella di una commedia teatrale di Samuel Beckett: Aspettando Godot.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'editorialista/scrittore riesce a immettere, chi si appassiona al testo, in un labirinto rarefatto di idee, lo inserisce in un gioco a incastri ove l'accaduto, l'accadente e l'accadrà mettono, chi lo legge, davanti all'assurdità della vita, rendendolo protagonista di un dialogo con il sé dal retrogusto dolcemente amaro, dalle suggestioni surrealiste. Un romanzo che pone il lettore davanti a grembi lunari, innanzi a seni di pianeti accoglienti. Parliamo di atmosfere raccolte, utili per ricomporre realtà in frantumi. Alla riuscita del lavoro contribuisce la struttura del testo dove i dati storici, i ricordi, i miti, l'immaginazione e la riflessione sono un tutto unico ben armonizzato, messo in una forma nuova che obbliga a rallentare i curiosi, desiderosi di coglierne frettolosamente il bandolo della narrazione. Waldemaro Morgese è riuscito nel suo intento! Il suo animus instancabile si avvale dell'esperienza, di attenta osservazione della natura e del sociale. Un libro ricco di distaccate considerazioni che guardano al tempo e allo spazio vuoto, apparentemente immoto, capriccioso e mutevole, anzi irriconoscibile con il distacco e la consapevolezza di chi ha tanto cercato, tanto viaggiato e in tanto ha creduto per il riscatto dell'umanità e nell'umana coscienza con la lucidità di una spiga che sa ondeggiare in bacini fulvi col proprio carico di chicchi pronti per una Mola di pietra, per un impasto dal profumo fragrante. Materne notti di luna è un viaggio fantasmagorico, per dirla con le parole del compianto Mauro Giancaspro, il quale ben evidenzia le passioni del cuore e della mente contenuti in questa fatica letteraria, dove i dilemmi del pensiero, il contraddittorio sanno rispecchiarsi, sostare in un porto, approdo di nefandezze e proiezione avventurosa tra flutti e alghe sui fondali della civiltà. Otto ed Elyse sono la migliore espressione dei nostri bisogni  rimossi e questo libro diviene il diario di bordo di percorsi interiori che sfuggono alla razionalità, alla nostra capacità di inquadrare il vissuto oramai diafano. Con questo libro Waldemaro Morgese ci consegna le proprie coordinate per andare oltre le incertezze del presente e le proiezioni catastrofiche sul domani. In qualche modo consegna chiavi di lettura alle nuove generazioni sulle fasi di luna, sui cicli della terrenità tutta da colorare, sempre da setacciare, filare e tessere con i raggi argentati, dolce concretezza, culla e orbite di lune incantatrici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+-+MATERNE+NOTTI+DI+LUNArecensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 08 Aug 2023 06:52:49 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>03-07-2023: PRESENTATO A MOLA "MATERNE NOTTI DI LUNA" DI W. MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/02-07-2023-presentato-a-mola-materne-notti-di-luna-di-w-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 3 luglio 2023, alle ore 20.30, presso il Palazzo Roberti di Mola di Bari è stato presentato il romanzo di Waldemaro Morgese "MATERNE NOTTI DI LUNA", pubblicato dall'editore napoletano Homo Scrivens. Hanno presentato l'opera la scrittrice Carmen Mari e lo storico Nicola Fanizza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La presentazione si è svolta quale serata inaugurale del Primo "Ciclo d'incontri e conversazione con l'autore" promosso da Giuseppe Aversa e Annalisa Boni di Teatro Forma. Ad inizio della presentazione, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico, è stato proiettato un breve audio/video di Giuseppe Aversa sul romanzo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Brani dell'opera sono stati letti dall'attrice Aurora Attorre. L'Autore ha risposto ad alcune domande del pubblico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PRESENTATO+A+MOLA+MATERNE+NOTTI+DI+LUNA+DI+W.+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 03 Jul 2023 06:58:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>04-05-2023: "SCIAMANI" DI W. MORGESE A BARLETTA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/04-05-2023-sciamani-di-w-morgese-a-barletta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 4 maggio 2023, alle ore 18.00, nell'ambito della manifestazione "Il Maggio dei libri" promossa a Barletta dal Comune insieme alla Biblioteca Comunale e ad altri partners si è svolta la presentazione della raccolta di racconti "Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo" di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha presentato Angela Redavid con letture affidate a Gianni Fimiani. Presente l'editore Cristiano Marti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCIAMANI+DI+W.+MORGESE+A+BARLETTA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 May 2023 06:48:49 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sempre caro mi fu quest'ermo Poggio</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/sempre-caro-mi-fu-quest-ermo-poggio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 15 aprile 2023 alle ore 19.00 presso la Libreria Culture Club di Mola di Bari il Teatro Forma e l’Associazione Le Antiche Ville presentano la Movie Story intitolata “Sempre caro mi fu quest’ermo poggio. Gli scrittori e i poeti molesi raccontano il Poggio delle Antiche Ville”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Regia di Giuseppe A. Aversa e letture di Annalisa Boni, Giuseppe A. Aversa, Katia Berlingerio. Evento costruito da una idea di Waldemaro Morgese nell’ambito del progetto MOLA CREA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Porterà i saluti dell’Associazione Le Antiche Ville la vicepresidente Angela Discipio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di uno storytelling sul Poggio delle Antiche Ville con parole, immagini e musica, incentrato sulla lettura di brani tratti da opere di alcuni creativi molesi (romanzieri e poeti): Andrea A. Laterza, Waldemaro Morgese, Gabriella Genisi, Giulia Poli Disanto, Giovanna Fanizza, Sebastiano Roca, Vittorio Orlando, Cecilia Mangini, Franco Mannarini, Argo Suglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evento è un omaggio alla bellezza del Poggio, principale oasi nel territorio molese nonché un monito a difenderlo dalle minacce che incombono e che in qualunque momento potrebbero metterlo in pericolo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/ermo-poggio.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 15 Apr 2023 14:44:18 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ANDREA G. LATERZA: "IL PASSATO HA UN CUORE NERO"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/andrea-g-laterza-il-passato-ha-un-cuore-nero</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Recensione di Waldemaro Morgese.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Il passato ha un cuore nero” del molese Andrea G. Laterza (Edizioni Radici Future, Bari 2022), con un titolo curiosamente dissonante-assonante con il famoso “Il futuro ha un cuore antico” di Carlo Levi (1956), è un romanzo che sembra chiudere un cerchio: iniziato con “Il vento che arriva dal mare” (2008) e proseguito con “Ursa Major” (2012), “La collina dei veleni” (2016), “Il senatore” (2018).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo chiude nel senso che si riallaccia direttamente (senza mediazioni) all’opera dell’esordio e infatti il nuovo romanzo apparentemente si presenta come un noir di genere avventuroso, o anche a mezzo fra thriller d’azione e thriller politico, in realtà è un’opera eminentemente autobiografica, esattamente come lo era “Il vento che arriva dal mare”: una prova letteraria, quest’ultima, in cui l’Autore scrive sostanzialmente un romanzo di formazione. Del resto è significativo che l’esergo scelto per questo primo libro sia una frase di Gabriel Garcia Marquez: “La vita di una persona non è quello che è accaduto. Ma quello che si ricorda e come lo si ricorda”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi rendo conto di contraddire, in questo modo, perfino la sintesi editoriale ospitata nell’aletta di “Il passato ha un cuore nero”, tutta focalizzata sulla trama “avventurosa”: un uomo morto, intellettuale di prestigio; l’indagine della commissaria di polizia Giulia Franceschi, del suo collega Tanino Caricola e del procuratore Riccardo Gerardi; la risoluzione del misterioso assassinio segnata da “un intreccio incalzante di colpi di scena, da un ritmo crescente di tensione narrativa ed emotiva”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma il fatto è che l’intreccio incalzante e la tensione narrativa, che in “Il passato ha un cuore nero” certamente ci sono, rappresentano probabilmente il debito dell’Autore verso il cosiddetto “canone” a cui soggiacciono oggi tutti i noir o thriller di cui ormai è costellata la narrativa di consumo contemporanea, sorti e proliferati dopo i grandi autori immortali come Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Raymond Chandler, Georges Simenon e che si nutre delle gesta di una lunga teoria di commissari, vicecommissari, commissari capo, questori e vice questori, detective professionali e per caso, ispettori, procuratori e così via. Si badi, non è questa una critica al valore letterario di una parte almeno di queste forme di “gialli” (ricorderei Giorgio Scerbanenco, Carlo Lucarelli e Massimo Carlotto fra i migliori), che continuano ad essere vitali come ha sostenuto proprio Lucarelli in un recente dibattito (su la Repubblica del 26 aprile scorso). Ne accenno solo per sostenere che l’ultima opera di Andrea G. Laterza ha il suo profilo ed esito migliori non certo nell’omaggio al “canone”, ma nelle rapide descrizioni, molto belle anzi affascinanti, in cui si descrivono i luoghi e i paesaggi vissuti nella vita reale dall’Autore (fra cui anche quelli della zona collinare della città in cui oggi vive) nonché – soprattutto – nel “cuore” della vicenda in cui consiste l’intreccio narrativo, vale a dire l’Internazionale Nera, il periodo della strategia della tensione, i tentativi fascisti di sovvertire l’ordine repubblicano in Italia: vale a dire, una parte importante delle pulsioni di cui si è nutrito il vissuto reale dell’Autore, sempre molto impegnato nella vita civile e politica e con una esperienza di sensibilità per la “filosofia comunitaria” olivettiana (tutto ciò è peraltro richiamato già nel romanzo di esordio).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I “conti” quindi sembrano tornare tutti, anche se alcuni temi, per quanto immanenti all’intreccio “canonico”, sono di certo notevoli e interessanti: non intendo svelare i particolari perché questa recensione intende anche stimolare a leggere il romanzo, ma si coglie in filigrana – sottolineo solo ciò - la lotta simbolica dell’essere umano che cerca di non essere travolto dal passato, anzi di fare i conti con esso una volta per tutte (questo tema è amplificato e anzi annunziato dall’esergo di Francis Scott Fitzgerald scelto da Laterza, il famoso finale di Il grande Gatsby: “E così procediamo a fatica, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mia conclusione è quindi un auspicio (più per me che…per l’Autore, che seguirà come è giusto la sua ispirazione): forse questo romanzo potrebbe essere il punto conclusivo di una tetralogia, estrinsecatasi dal 2012 al 2022, suturata dagli stessi personaggi? In modo che ciò faciliti la scrittura di una nuova opera che torni a parlare di mare e di vento? Chissà!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ANDREA+G.+LATERZA+IL+PASSATO+HA+UN+CUORE+NERO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 01 Jan 2022 10:04:22 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-12-2021: "SCIAMANI" DI W.MORGESE ALL'ARCHEO CLUB DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-12-2021-sciamani-di-w-morgese-all-archeo-club-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 18 dicembre 2021, alle ore 18, presso la sede barese dell'Archeo Club si è svolta una presentazione della raccolta di racconti di Waldemaro Morgese "Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo" (Giazira scritture editore, 2021).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il libro è stato presentato dalla scrittrice Carmen Mari, mentre l'attrice Paola Martelli ha letto alcuni brani tratti dai racconti Heroes, Meticciamento, Valli verdi e cascate. Mari ha evidenziato la validità della scrittura e ha lumeggiato il "mondo" variegato e intenso che si evince nei 25 racconti, con protagonisti sia donne che uomini e che comunque rimanda molto al "mondo" dell'autore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Autore, presente, ha risposto ad alcune domande formulate dal numeroso e attento pubblico presente.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCIAMANI+DI+W.MORGESE+ALL-ARCHEO+CLUB+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 18 Dec 2021 07:43:19 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>21-10-2021, BARI: GIORNATA IN ONORE DI FERDINANDO CANALETTI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/21-10-2021-bari-giornata-in-onore-di-ferdinando-canaletti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 21 ottobre 2021, presso la sala conferenze della Ragioneria territoriale dello stato di Bari/BAT, si è svolta una giornata in onore di Ferdinando Canaletti, già ordinario di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche nell'Università degli studi di Bari "Aldo Moro".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme agli interventi programmati di Elio Borgonovi, Antonio Nisio, Patrizia Romanazzi e Michele Petruzzellis, Waldemaro Morgese ha rievocato alcuni aspetti del magistero del prof. Canaletti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BARI+GIORNATA+IN+ONORE+DI+FERDINANDO+CANALETTI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 21 Oct 2021 06:36:25 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-08-2021: "SCIAMANI" DI W.MORGESE A BISCEGLIE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-08-2021-sciamani-di-w-morgese-a-bisceglie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 28 agosto 2021, alle ore 20.00, la raccolta di racconti di Waldemaro Morgese "Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo" (Giazira scritture editore, 2021) è stata presentata nell'ambito dell'undicesimo Festival letterario "Libri nel borgo antico-conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha discusso del libro Marino Pagano, giornalista e scrittore, presente l'editore Cristiano Marti e l'Autore. Le letture sono state svolte dall'attrice Paola Martelli. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+SCIAMANI+DI+W.MORGESE+A+BISCEGLIE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 15:30:55 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>20-04-2021: ANTONINO RUSSO NELLA BIBLIOTECA "IL POGGIO"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/20-04-2021-antonino-russo-nella-biblioteca-il-poggio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Martedì 20 aprile 2021, in mattinata, la Biblioteca rurale "Il Poggio" ha ospitato la registrazione di una intervista ad Antonino Russo, nell'ambito del progetto "Biblioteca Casa di Quartiere - La Rosa dei Venti".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Antonino Russo, imprenditore e manager, ha risposto ad alcune domande di Antonella Annese sulla sua Associazione e sul suo ultimo libro intitolato "Pensiero efficace", edito da Bruno Editore nel 2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sottotitolo della pubblicazione: "Come raggiungere il successo personale arginando gli effetti dell'ignoranza funzionale". E' stato registrato anche uno stacco musicale, con Vito Cristino al pianoforte digitale.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_20-04-2021+ANTONINO+RUSSO+NELLA+BIBLIOTECA+IL+POGGIO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 20 Apr 2021 09:01:52 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_20-04-2021+ANTONINO+RUSSO+NELLA+BIBLIOTECA+IL+POGGIO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO: Recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/sciamani-arabe-fenici-banane-gialle-e-mambo-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RECENSIONI A SEGUIRE DI: VITO MARANGELLI, DANIELE MARIA PEGORARI, ANNALISA BONI, ENZA CAPUTO, GIULIA POLI DISANTO, MARY SELLANI (2), ANDREA LATERZA, PIERO FABRIS (2), GIUSY CARMINUCCI, CARMEN MARI.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL NUOVO LIBRO DI WALDEMARO MORGESE: CHE DIRE? HO UNA SOLA POSSIBILE DEFINIZIONE. “MULTI…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Vito Marangelli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [Gruppo Facebook Il Periscopio-Osservatorio della vita culturale e politica molese - 12 aprile 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           https://www.facebook.com/groups/855075411196214/permalink/3811423392228053/].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Ho appena finito la lettura integrale del libro recentemente uscito di Waldemaro Morgese ("Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo. Racconti", Giazira Scritture ed., 2021), una silloge di racconti che sintetizza gli aspetti multiformi della personalità dell'autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il "multi..." della mia definizione si riferisce alla diversa natura dei racconti, tutti piuttosto brevi e godibili, ma anche al fatto che l'Io Narrante si incarna in personaggi assai diversi (uomini e donne), alla diversità degli stati d'animo, alla diversità dei temi (scopro un Waldemaro appassionato di fantascienza che mi era finora ignoto, ma anche di matematica). Insomma, lo specchio perfetto dell'intellettuale curioso del mondo che noi abbiamo imparato a conoscere nel tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i vari racconti avrei voluto segnalarne qualcuno in particolare, ma poi ho deciso che non avrei saputo quale scegliere con priorità. Quello che mi sembra di aver colto è il tema dominante dell'autobiografia che apre squarci intensi sull'anima dell'autore. Alcuni racconti sono veramente toccanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ll nome completo dell'autore è "Antonio Waldemaro Ottone", nome che implica una corposa eredità di carattere anche artistico, vista la professione del nonno Ottone Pesce, compositore e direttore d'orchestra per il quale Waldemaro nutre una vera e affettuosa ammirazione. Quando sei in quella fase dell'esistenza in cui i vecchi amici cominciano ad abbandonare questa vita, non puoi che ricordarli con commozione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma, Waldemaro, nuovi amici sono pronti ad ascoltarci, è una assoluta verità. Insomma, un libro di cui consiglio vivamente la lettura. In libreria a Mola alla "Libreria Culture Club Cafè" di Domenico Sparno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           QUEI 25 PERSONAGGI IN CERCA DI SCIAMANI NOTE E…ARABE FENICI – I racconti di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Daniele Maria Pegorari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [La Gazzetta del Mezzogiorno - 4 giugno 2021, p. 15].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La fantasia narrativa di Waldemaro Morgese (1945), autore sempre a cavallo fra racconto d’evasione e saggismo, fra autobiografia e invenzione, trova in quest’ultimo libro, Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo (Giazira scritture, Noicattaro 2021), la via convincente di una serie di brevi racconti di varia ispirazione; variabile è anche il punto di vista, sempre «interno», ma ora maschile ora femminile, con un effetto che spiazza piacevolmente il lettore che nelle prime righe di ogni bozzetto prova a scommettere sul genere, sul carattere e sulle inclinazioni di gusto della voce narrante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad accomunare questa pluralità di voci, tuttavia, c’è una sorta di «aria di famiglia» che individuerei nella loro «memoria di carta»: più che di bibliofilia, intesa come collezionismo raffinato o compulsivo, i personaggi di questi venticinque racconti si muovono divaganti a partire quasi sempre dalle loro letture, dal loro ricorrente mestiere di bibliotecari, dalla curiosità con cui essi spaziano dal romanzo di viaggio alla matematica, dalla letteratura esoterica a quella politica, dalla storia locale alla musica colta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Impossibile non pensare allo spazio concreto della biblioteca della bella casina di campagna dell’autore, dove molti dei libri di cui si parla sono effettivamente custoditi, eppure l’abilità di questa scrittura ne fa il tappeto elastico di salti nel sogno, negli accostamenti bizzarri, negli svolazzi dell’affabulazione. Aneddoti e curiosità qui diventano spiragli che immettono in mondi alternativi, interstizi attraverso i quali i lettori accedono alle dimensioni alternative delle favole e della realtà virtuale, delle reincarnazioni e dello spazio microscopico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Allora ci commuoviamo per il cane che attende la voce del padrone rimanendo incollato alla tromba del grammofono e il particolare si colora improvvisamente di allusioni transumaniste circa la prosecuzione della vita attraverso la macchina; seguiamo la disperazione del comandante Adamo, superstite di un naufragio cosmico, il cui pensiero (forse l’ultimo) va a una danzatrice di ritmi tribali; facciamo una zingarata in auto con lo smemorato Vittorio oppure indossiamo il visore in un museo virtuale per trovarci al cospetto delle piramidi sul Nilo o fra le armature scintillanti dei paladini ariosteschi, ma forse nell’un caso e nell’altro solo per tentare di sfuggire al tedio del presente; ascoltiamo gli Style Council in una Varsavia che fa le prove generali di democrazia liberale, Bernstein che dirige la nona di Beethoven in una Berlino appena riunificata e la Roma capomunni di Nino Rota suonata a Bari per pochi intimi. Forse una chiave di lettura è offerta dal trittico di icone allineato nel racconto intitolato, non a caso, Heroes: Giordano Bruno (il teologo eretico che avrebbe aperto la strada al concetto di multiverso), Don Chisciotte (il cavaliere che non si arrende alla prosa della modernità e si ostina a interpretare il mondo secondo un codice favoloso) e la DeLorean (la supertecnologica automobile di Ritorno al futuro). Come dire: spregiudicatezza della ricerca, rifiuto della prassi e fiducia nella tecnica che, contro ogni apparente contraddizione (soprattutto del termine medio rispetto agli altri due), si costituiscono come virtù di quel tipo di intellettuale illuminato, diciamo pure ‘umanista innovatore’ che Morgese da sempre ha cercato di incarnare e di favorire con la sua attività di civil servant, professionalmente prima, creativamente poi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questa affascinante triangolazione sta forse il segreto per coniugare renitenza al conformismo e visione progressista della storia, nostalgia del passato e curiosità per il nuovo, inettitudine e attivismo. Ciò di cui abbiamo bisogno per scansare le odierne banalità insidiose «della ripresa e della resilienza».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO: IL PATTO AUTOBIOGRAFICO DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Annalisa Boni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Casinamorgese.it - 23 giugno 2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anton Čechov ha teorizzato che un racconto si caratterizza da un’introduzione, un climax e da una epifania o denouement che potrebbe essere grossolanamente tradotto ‘l’esito di una storia’.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese con il suo nuovo libro Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo, edito da Giazira Scritture, ci regala venticinque racconti. Questi racconti possono essere assaporati in maniera discontinua o no, secondo l’umore del lettore. Apparentemente nulla o poco lega un racconto all’altro a parte un clin d’œil all’intestazione del volume che fa echo ad alcuni titoli delle venticinque storie riunite in questo testo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hemingway diceva che il miglior prologo ad un romanzo sono i racconti nei quali, a prima vista, sembra che nulla di clamoroso accada ma, in realtà, i fili sottili della vita sono già ben dispiegati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questa raccolta, infatti, il tono è prevalentemente pacato, delineato dall’uso del discorso diretto, da un lessico preciso ma per lo più quotidiano. Tuttavia, quasi ogni racconto ha svariati riferimenti, qui elencati non in maniera esaustiva : bibliografici, musicali, cinematografici, politici, storici, di antropologia e di scienze agrarie. Nello specifico, nel ventiquattresimo racconto intitolato Banane gialle, il lettore s’imbatte nel termine ‘debbio’ che definisce la pratica ancestrale di rigenerare i terreni bruciandoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, in questi racconti prevalgono i personaggi maschili, tutti protagonisti, i quali si delineano per l’acutezza di osservazione, di riflessione e discernimento. Sono uomini guidati da uno spiccato senso dell’osservazione, molta curiosità, a volte sono sorprendentemente caparbi, ma in genere dotati di molto buon senso e di un pizzico di melanconia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si potrebbe azzardare allora che Waldemaro Morgese faccia celatamente con il lettore il cosidetto ‘patto romanzesco’ che è la pratica manifesta della non-identità (autore e personaggi non portano lo stesso nome) e dell’attestazione di fittività. Ad ogni modo, i racconti hanno una semantica molto vicina all’autobiografica o all’autofinzione, in cui la forma letteraria rimanda agli spazi letterari della vita. Nel delizioso tredicesimo racconto Il viaggio, un uomo di una certa età incomincia un viaggio in auto con un amico, e partendo da una regione che potremmo definire la Puglia, man mano che attraversa diverse regioni d’Italia, offre al lettore il suo intimo stato d’animo che culmina, alla fine di questo racconto, a mo’ di epifania, con la certezza della fine del legame di amicizia che lo legava al suo amico e anche accompagnatore di viaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco le frasi finali di questo racconto: «Giunto nel paese faccio qualche congettura: amare i viaggi può essere un diversivo, cioè una maniera per disinteressarsi del presente? È per questo che Vittorio all’improvviso ha dimenticato chi è e il suo oggi ? Oppure la sua malattia purtroppo incalza? Spero che la risposta sia la prima, ma in ogni caso era finita una grande amicizia».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In modo contrario, noi, da lettori, rinnoviamo il nostro amichevole affetto e la nostra gratitudine a Waldemaro Morgese per questa preziosa raccolta di racconti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LEGGERE UN LIBRO È DIALOGARE IN SILENZIO CON L’AUTORE – (WALDEMARO MORGESE, SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO, GIAZIRA SCRITTURE, NOICATTARO, 2021, PAGG. 160)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Enza Caputo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Casinamorgese.it - 25 giugno 2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggere un libro è dialogare in silenzio con l’Autore, è ricostruire l’insieme dei significati del testo. Nei venticinque racconti del libro di Waldemaro Morgese, il reale, il fantastico, il concreto, l’onirico si susseguono, si richiamano a vicenda ed elementi del mondo reale si fondono con le immagini del sogno, del surreale, tra storia e mistero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo stile narrativo richiama opere pittoriche del surrealismo, che inquietano (Salvator Dalì) e rasserenano per la vivacità cromatica (Chagall, Matisse, Mirò).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «…Passo dallo sconforto più nero alla speranza e poi di nuovo ricado nella disperazione e così via. Sono diventato un pendolo», parole che comunicano l’esperienza, la dinamica di un incubo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I primi racconti sconcertano, perché il fantasioso e il reale sono così in equilibrio che non è definibile dove inizia la rappresentazione concreta e dove subentra quella irreale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riscontra nei venticinque racconti un fil rouge: un amarcord felliniano, non racconti autobiografici, ma la testimonianza di una certa stagione, vissuta dall’ Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Egli si diletta a inventare, pertanto sono autobiografie un po’ approssimative, racconti di vita ispirati, appassionati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo lavoro l’autore si racconta attraverso i personaggi: Francis, Arturo, Nora, Francy, Carla, Roberto, Marcella, Martino, Elektra, Umberto, Irene…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Emerge, pertanto, una rievocazione nostalgica nel senso più delicato, intimo, a volte malinconico che sconfina nella ricerca della propria identità e del senso della vita. Lo stile onirico, sognante, irreale del linguaggio domina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad esempio ne La porta del tempo, si disquisisce su complessi ragionamenti fantascientifici, filosofici e il linguaggio è, spesso, vago e indefinibile. La conclusione realistica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’incipit di Io e Nora la protagonista esordisce: «Ci tengo a illustrare la mia filosofia di vita e a spiegare quanto importante sia la cultura, soprattutto ai giovani che frequentano la biblioteca in cui lavoro» (pag. 33). E poi i problemi sociali: l’uomo e la donna alla ricerca della propria identità di genere. Cronaca nera: scontro tra un padre e un figlio che dichiara la sua omosessualità e che finisce in tragedia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sacralità della natura emerge nella descrizione dell’ambiente agreste di collina di cui la protagonista è innamorata e che le dà tanta serenità e felicità, coinvolgendo egregiamente il lettore, facendolo riflettere sulle problematiche ambientali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel racconto Meticciamento, lo stupore, Antonio confessa il suo hobby: «…Contemplare il cielo stellato, ma anche albe nelle incipienti frizzanti mattine, appena sorto il sole. Oppure i rossi tramonti…» (pag. 40). La protagonista, raccontando le sue esperienze di studio, si sofferma sull’ annoso contrasto e spaccatura tra cultura umanistica e scientifica. Ricordo che con il dettato legislativo del 1979, i nuovi Programmi per la Scuola Secondaria di primo grado, si attuarono strategie didattiche per il superamento della dicotomia fra questi due ambiti culturali, indicando la ricerca geografica come strumento «per superare la frattura fra scienze umane e sociali da un lato e scienze naturali dall’ altro». La Geografia utilizza una pluralità di linguaggi «differenti e perciò non gerarchizzabili, il cui possesso integrale è necessario per una formazione completa della personalità umana» (Andrea A. Bissanti, Puglia, geografia attiva, perché e come, ad uso dei docenti, Mario Adda Editore, Bari, 1991, pag. 69): linguaggio verbale, numerico, elaborazione dei dati, rappresentazioni grafiche, cartografiche, simboliche, iconiche. La ricerca accademica si apre al territorio, collabora con la Scuola che, a sua volta, rivede e aggiorna finalità, metodologie e contenuti. Meticciamento, interdisciplinarità nella didattica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso della vita in Tre figure altere: «…la vita vale per quel che si è capaci di testimoniare e loro tre, da questo punto di vista, sono assolutamente tranquille» (pag. 118). Conclusione di foscoliana memoria, che richiama gli ideali di vita del Poeta: “La religione delle illusioni”, vera esigenza dello spirito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme, un racconto inizialmente didascalico: «…non bisogna sprecare la nostra vita, che ogni suo momento è prezioso, quindi che a ogni anno bisogna dare valore e viverlo in modo importante» (pag. 62). E poi l’amore, un nostalgico raccontarsi: le trasgressioni giovanili e “i ricordi dell’adolescenza”, i viaggi in continenti e Paesi con un’organizzazione sociale e culturale molto diversa: «ove il medico e lo sciamano si confondono, il guerriero e il folle, il mago e il pescatore…». Una conclusione dolorosa, una sofferenza discreta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In 8691 un raccontare esperienze che si sono trasformate in incubi ricorrenti. «Dimenticare tutto e tutti». Una scelta di vita in solitudine a contatto con una natura, con fenomeni estremi, il piacere di rileggere frasi di un libro: «In realtà sono attratto dalle incursioni esoteriche, quelle… che ci dicono… che la realtà non è quella che sembra».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Banane gialle: episodi della quotidianità che richiamano alla mente del protagonista, ormai vecchio, le scelte ideologiche, politiche e le convinzioni sociali di gioventù.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Racconto italiano, il venticinquesimo racconto, quello conclusivo, i toni amareggiati dell’incipit vengono cancellati dall’amore per la cultura, che procura al protagonista momenti di gioia, di felicità. Si chiude il cerchio, conclusione onirica, surreale, misteriosa: «… non so neppure se questa città è materiale, un luogo geografico, insomma, oppure una nuova condizione del mio essere».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una lettura coinvolgente. La rappresentazione della vita dei diversi personaggi richiama al lettore le sue esperienze e ne è attratto e coinvolto. Come è accaduto a me. Il ricordo del Maestro Nino Rota, molto vicino alla mia famiglia, la partecipazione ai suoi concerti, fra i tanti, alla prima assoluta a Perugia, settembre 1970, della rappresentazione de La vita di Maria per voci, coro e orchestra. E tanti gli episodi e gli aneddoti arricchenti sul piano umano e culturale. Quando si andava a Roma, era diventata una consuetudine incontrare il Maestro Rota, sempre molto ospitale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’amore e la sacralità della natura mi ha fatto riscoprire libri a me tanto cari, uno fra tutti Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati, letto qualche anno fa con i miei ragazzi e ragazze di seconda media, da loro molto apprezzato. Ritrovo l’amore per il paesaggio agreste con le tradizionali colture che, ahimè, subiscono l’inesorabilità dello scorrere del tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo stile linguistico dei racconti è caratterizzato da un registro espressivo: lo spazio del raccontare è in una zona indefinita che sta attorno alla realtà, la surrealtà, e che lascia libero l’autore nel gioco dell’immaginazione, della fantasia, del fantascientifico, del virtuale…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, raffinato intellettuale, pur con formazione umanistica, sostiene e promuove un approccio multimediale alla cultura (Umberto Eco, Apocalittici e integrati, Tascabili Bompiani, Milano, IX edizione, gennaio 1990, pp. 391). Ho dialogato volentieri con l’Autore attraverso la lettura del suo libro che emoziona, fa sorridere, sconcerta, fa riflettere, dà spunti per approfondimenti. Buona lettura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL RICORDO E IL SOGNO FILTRATI DAL TEMPO NEI RACCONTI DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di Giulia Poli Disanto 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Casinamorgese.it - 31 luglio 2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, autore di numerose e consolidate pubblicazioni, con il suo ultimo lavoro “Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo” (Giazira scritture), consegna al lettore venticinque racconti in cui il ricordo e il sogno permettono all’Autore di recuperare il rapporto con la realtà per superare la vita che passa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricordare è sempre un percorso doloroso della mente per ciò che di bello e di gioioso abbiamo vissuto, per ciò che siamo stati e non siamo più. Il sogno è fantasia e immaginazione perché costituisce il mezzo per guarire la malattia della vita, e che Giovanni Pascoli sviluppa nella poetica del fanciullino. Tra il ricordo e il sogno interferisce il tempo, come una forza capace di cancellare e trasformare tutto. Il tempo perduto che la coscienza ha assimilato, accantonando i ricordi che la memoria involontaria mantiene e che l’Autore riporta in superficie proprio attraverso la scrittura, magari grazie ad un sapore ad un profumo ad una madeleine, per dirla con Marcel Proust.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei venticinque racconti, dicevo, il tema del ricordo spesso si presenta come rievocazione, rielaborazione di un passato ormai lontano e sfuggente, come reminiscenza di figure di luoghi e di eventi di carattere personale. Come ricordo, appunto, di un passato storico doloroso e/o gioioso e indimenticabile: E pur mi giova la ricordanza e il noverar l’etade del mio dolore, scriverà Leopardi nello Zibaldone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I racconti evidenziano diverse tematiche dove il concetto di morte, dell’handicap e dell’amore trascinano il lettore in un viaggio che introduce alla vita, a quella vissuta e a quella ancora da vivere per cercare nelle pieghe dei ricordi la strada maestra che quasi sempre è priva di pericoli, o quanto meno insegna ad evitarli. Il tutto è raccontato con un linguaggio essenziale e maturo, ovvero un registro linguistico asciutto e corposo dove lo stile, chiaro e scorrevole, riporta alla mente i quarantanove racconti di Ernest Hemingway.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il pregio di questi componimenti è la brevità. Le due pagine, o quasi, che li caratterizzano allertano sin dall’inizio l’attenzione del lettore, lasciandolo quasi sempre sorpreso per la chiusa mai scontata. Il filo rosso che li accomuna è la voce narrante del/della protagonista. Il tempo è un elemento essenziale che emerge in tutti i racconti e scorre tra passato e presente attraverso i diversi personaggi anche storici (vedi Giordano Bruno, Pitagora, Francis Drake) e a volte anche nella sua crudezza, vedi Io, Nora.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché non parlare anche di racconti intesi come eteronomi dell’Autore, magari alla maniera del portoghese Fernando Pessoa? Un intreccio di voci e di personaggi scomposti in varie altre personalità che sanno di vissuto, di passione all’insegna dell’umanità, dell’amore, del Recuerdo (riferimento al famoso tango dell’italo-argentino Osvaldo Pedro Pugliese) nonché della poesia dove l’emozione delle letture di Apollinaire, Mallarmé, Rimbaud hanno un ruolo fondamentale nel giovane protagonista del racconto Insieme: «Pongo fine ai ricordi dell’adolescenza e, calata la sera, tornati io e la mia compagna a casa, avverto il bisogno di tuffarmi nel mondo dolcissimo della poesia», afferma Roberto prima di tuffarsi nuovamente nei viaggi e nei ricordi di ciò che è stato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Raccontare, quindi, per Waldemaro Morgese è una necessità per esorcizzare il passato, oppure è una finzione per superare il presente?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risposta ci arriva dallo stesso Autore in Racconto italiano che, rifacendosi a Elogio della letteratura e della finzione di Mario Vargas Llosa, riporta: «Così come scrivere, leggere è protestare contro le ingiustizie della vita. Chi cerca nella finzione ciò che non ha, dice, senza la necessità di dirlo, e senza neppure saperlo, che la vita così com’è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto, fondamento della condizione umana, e che dovrebbe essere migliore».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La finzione, allora, ci viene da pensare, è per l’Autore una componente congenita all’essere umano che in questo modo esprime meglio la sua emotività. Finzione che – a mio parere, e per pirandelliana memoria – parte sin dall’infanzia, tenendo conto che l’essere umano indossa la sua maschera tutte le volte che si rapporta con un suo simile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per concludere: ritengo questi 25 racconti molto interessanti sia dal punto di vista emotivo che letterario. Quel gioco spontaneo che parte dal ricordo e si sofferma poi sul sogno, finisce con l’essere filtrato dal tempo che, come tutti sappiamo, è un implacabile censore degli eventi della vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SCIAMANI, ARABE FENICI…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Mary Sellani
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [Il Quotidiano di Bari - 3 agosto 2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo, ultima pubblicazione di Waldemaro Morgese, scrittore, saggista, editorialista (Giazira scritture, 160 pagine, 13,00 euro), composta da 25 capitoli, è una raccolta di ricordi rievocati in forma di racconti brevi, e nascenti prevalentemente da memorie di libri letti in grandissima quantità. In possesso di questa enorme erudizione, Morgese si diverte talvolta a metterla a disposizione anche della fiction.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Operazione in cui egli cita puntualmente autori noti e meno noti che sollecitano ad ogni modo le sue riflessioni sulla vita, sulla società, su problemi morali o ideali, sul valore della conoscenza e della cultura. Ripercorrendo la lettura di libri con tale facilità sembra quasi che egli non ami vivere la propria vita, ma la vita “già vissuta”, ricalcando orme che sono già state calcate: citando, ripetendo, riscrivendo, fondendo il presente con il passato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco allora che, attraverso le letterature del mondo, egli si cimenta con la propria scrittura in una regione più ampia della realtà nella quale è immerso, vivendo un’esistenza non personale ma puramente psicologica, e finendo così per percorrere l’universo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aggiungendo poi un pizzico di mitologia alle storie lette, la realtà da lui descritta diventa più scintillante, piena d’incanti e seduzioni, misteriosa e contraddittoria nell’alternarsi perenne tra la luce il buio. Si intuisce così, tra le letture di volta in volta scelte per la stesura dei suoi racconti, ciò che più soddisfa la sua immaginazione: il viaggio, la fuga, la metamorfosi, il naufragio, la recitazione, la menzogna, la fine di un’amicizia, il rifiuto della prassi, la fiducia nella tecnica, la refrattarietà al conformismo, la nostalgia del passato e l’attrazione per il nuovo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma la parte più riflessiva della sua mente lo porta anche a riconoscere che crescendo intellettualmente ci si accorge, per esempio, che il bene e il male non stanno tutti dalla stessa parte. Lo si percepisce nel racconto Banane gialle quando il protagonista, interpellando un amico dopo aver acquistato delle banane da un ambulante di strada, tra cui ve ne sono alcune marce, riflette: «Io nella mia vita sono sempre stato a favore dei lavoratori e dei piccoli operatori economici. Le multinazionali e comunque il grande commercio li odio. Ora cosa sta accadendo? Che ho mandato a quel paese un povero ambulante e mi sono ripromesso di cadere per sempre nelle fauci della grande distribuzione! È una catastrofe, i miei principi di una vita che fine hanno fatto?». La risposta dell’amico al suo dilemma è che «bisogna distinguere caso per caso, che non si può prendere una decisione per così dire ideologica, cioè a prescindere!»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non contento di questa spiegazione egli rintraccia un libro dalla sua biblioteca, Terra nuova e buoi rossi di Emilio Sereni (1981) in cui l’autore ricostruisce l’antica pratica agricola del “debbio”, vale a dire rigenerare con il fuoco i terreni. Fatto sta che il racconto si conclude con la decisione del protagonista che d’ora in poi comprerà le banane anche dal diavolo, purché le possa mangiare con gusto. È l’evoluzione del mercato globale bellezza! Che vuol dire benefici per alcuni e sacrifici per altri. Purtroppo, di paradossi e scomuniche di ideologie salvifiche è fatta la Storia del nostro Novecento. Ed in questa ambivalenza sembra muoversi tutto il libro di Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO": GLI INTRIGANTI SCENARI DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Andrea Laterza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [molalibera.it - 26 agosto 2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se un titolo può essere la fortuna di un libro, ebbene questo lo è.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La struttura apparentemente frammentata è invece condotta da un intenso fil rouge che tutto tiene e tutto pervade.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I racconti sono asciutti e colpiscono la mente e l’animo del lettore come un colpo veloce, a volte feroce. E’ nell’intima essenza dei personaggi, tutti o quasi alter ego dell’Autore, che si esalta la cifra stilistica del libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese riprende e ripercorre a volte le gesta di alcuni dei protagonisti di altri suoi romanzi, in particolare I guerrieri cambiano e Città buie, portando Nora e altri a disvelarsi ancor più e meglio, in un gioco di specchi multiforme, dove la realtà, il sogno, l’idealità, il passato, il presente e il futuro spesso si fondono e si sovrappongono, dando vita ad un caleidoscopio di suggestioni e riflessioni molto intense.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei venticinque racconti, l’Autore racchiude la sua filosofia di vita: la cultura come momento fondante nella vita di un essere umano senziente e cosciente; la letteratura, l’arte, la musica come la melodia che fa vibrare le corde più profonde e che tutto trascende, anche in un futuro onirico e fantascientifico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pure le incursioni nel presente dell’Autore, con la citazione di personaggi e fatti identificabili, è sempre connotata da interrogativi di fondo, mai da asserzioni apodittiche, sebbene il laicismo di Morgese non faccia sconti: egli si pronuncia con nettezza e chiarezza sui valori di fondo che dovrebbero permeare una comunità matura, proiettata verso migliori traguardi di consapevolezza collettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I personaggi dei racconti sono problematici, complessi, mai lineari e adamantini: anche quando provengono dal popolo e da sacche di disagio sociale e non dalla borghesia delle arti e delle professioni, recano con sé un’inquietudine di fondo che la volontà di riscatto, attraverso il libro e il viaggio, non riesce a diradare, ad illuminare completamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ambivalenza e spesso l’ambiguità dei “guerrieri” che abitano anche questo libro dell’Autore, testimoniano la difficoltà del quotidiano, l’incertezza del presente, l’angoscia del futuro, il contrappasso da scontare vivendo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il viaggio intricato, attraverso la finzione della mente e l’evanescenza di luoghi fisici e metafisici, conducono i personaggi nella logica labirintica di Borges: «Un fuggiasco non si nasconde in un labirinto. Non innalza un labirinto su un luogo alto della costa, un labirinto cremisi che i marinai avvistano da lontano. Non ha bisogno di erigere un labirinto, perché l’universo già lo è» (Abenjacàn il Bojarì, Jorge Luis Borges).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco, i personaggi dei venticinque racconti di Waldemaro Morgese, si perdono in quell’immenso labirinto che è la memoria, il sogno, il desiderio, la mente universale di ogni uomo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi navigano avanti e indietro nel tempo, con suggestioni letterarie e sciamaniche, cyborg che risorgono come arabe fenici, banane gialle di antico e maieutico impegno sociale e un mambo caraibico e ritmico, preludio del viaggio per mare, l’unico che nell’immaginario collettivo, dalla peregrinazione omerica, abbia il senso dell’avventura e, al tempo stesso, della sacralità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La lettura è immediata, godibile, ricca di erudite citazioni, intrigante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I 25 RACCONTI DI WALDEMARO MORGESE: PERSONAGGI INQUIETI ALLA RICERCA DELLA VIA PER ITACA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Piero Fabris
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [molalibera.it - 11 settembre 2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un periplo di riflessioni è il testo: Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo (Giazira scritture); una rete di storie nelle quali Waldemaro Morgese non solo si specchia, ma getta l’àncora della speranza nel porto del futuro. Come un salmone nelle correnti dell’Oceano dello scibile si muove l’Autore. Un lavoro nel quale si coglie la proiezione dei suoi trascorsi e dei suoi vividi dubbi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Racconti come volumi di un’enciclopedia che rimandano non solo a memorie, quanto alla Cultura come strumento per rintracciare le coordinate dell’umanità integra che trova nelle biblioteche dello scibile i cunicoli luminosi per gli affamati del sapere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Racconti con i quali l’autore, il saggista, l’editorialista ci restituisce personaggi meditabondi, anzi il luogo del loro spirito irrequieto che si incammina nella bruma del domani possibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attraverso queste pagine ci restituisce le figure di quanti sopravvivono oltre il tempo, in una dimensione fantastica e amara, magari mistificata dall’immaginario di spazi paralleli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese dà voce alle incertezze e agli interrogativi di esseri che come naufraghi cercano la via per Itaca in una realtà deturpata: il pianeta amato, vissuto, nel quale ci si sente estranei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo scrittore, da fine polemista, restituendoci nomi e spartiti d’artisti relegati nella soffitta di vite passate, evoca spettacoli e atmosfere come bagagli per affrontare il divenire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un condensato di interrogazioni che obbligano a compiere fermate nel pronao di se stessi, sulla soglia del Dio Bifronte o della Dea Kalì che in pochi attimi brucia ogni velo d’ipocrisia!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono pagine della curiosità dei piccoli, tratteggiati con incisività nel bisogno argenteo di sapere, simbolo di bisogni genuini di capire, dell’onestà intellettuale così diversa da colui che ha smesso di camminare, felice della presunzione d’essere andato oltre il grammofono, ma che nel profondo rimane un troglodita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È il contraddittorio e l’analisi lucida, il vero filo conduttore delle venticinque narrazioni! È il desiderio di viaggiare sempre per crescere e il guardare tutto attraverso ottiche del distacco concentrato e del credere nella cultura e ricerca come dispensa d’ingredienti per discernere tra miraggi del deserto e illusionisti, per aprire nuovi sentieri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Libro di racconti come “luogo/crogiolo” dei pionieri del pensiero che desiderano guardare a chi ha fatto la Storia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo stile, asciutto e scorrevole dei racconti, inanella ricordi ed esperienze con immediatezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’erudizione e le citazioni puntuali tornano, senza retorica, come rintocchi di una pendola che disegna invisibili archi evocatori di universi, ideologie, metamorfosi dell’essere, misura di bisogni autentici «sulla strada/inerpicata al cielo…», capaci di strappare l’inganno di certa nostalgia del passato, grazie a uno sguardo limpido, razionale, concentrato e distaccato da venditori di balle di Banane nel dubbio che interroga la vita con le sue contraddizioni e potenzialità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
              
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE E MAMBO. UN LIBRO DI RACCONTI TRA PASSATO E FUTURO SCRITTO DALLO SCRITTORE MOLESE WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Giusy Carminucci
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Fax – edizione di Mola di Bari – 11 settembre 2021, p. 20].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ci propone con la sua ultima passeggiata letteraria un libro interessante, Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo, edito da Giazira. Si tratta di una raccolta di brevi, ma intensi racconti di varia ispirazione, adatti ad un lettore più maturo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni narrazione è una sorta di monologo interiore, in cui l’Autore sembra essere in dialogo con se stesso, quasi alla riscoperta del proprio tessuto identitario: a volte delle proprie radici, altre di un luogo fisico o psicologico da esplorare e rendere fedelmente, ma sempre carico di emozioni, al lettore, che, ignaro, viene dolcemente avvolto in un’aura di mistero. Dirà il Nostro: «Si tratta di scomparire e ritrovarsi in un luogo dai contorni sconosciuti». E ancora: «La proposta consiste nell’andare incontro al mistero totale: ci confortano solo le storie raccontate dalle nostre nonne con protagonisti elfi e uccelli di fuoco che rinascono dalle loro ceneri».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei suoi “cortometraggi di carta” – così mi piace definire questi racconti – Waldemaro Morgese affida le immagini alle parole e alla fantasia del lettore e con aneddoti e curiosità lo immette in meandri della memoria, in spazi che sembrano reincarnazione di mondi futuri. Così i temi trattati sono quelli legati ai problemi esistenziali: la famiglia, l’amore, l’amicizia, la miseria umana, la morte e l’eternità, le relazioni umane, il meticciamento delle culture, la solitudine, l’eremitaggio, la capacità empatica di comprendere realmente l’altro. «Il problema è cosa mai accadrà ai nostri corpi senza programmare. Alcunché»: farà dire lo scrittore ad uno dei suoi personaggi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Icona, quasi logo addirittura di ciascun racconto sono i libri, ben esposti nella “vetrina delle meraviglie” che è la biblioteca: «Di cosa si tratta esattamente? Di una grande bacheca di vetro con tre mensole anch’esse di vetro, ben piantata per terra alla vista di chiunque, con dentro, collocati in giusta esposizione, libri e documenti rari: meraviglie, appunto!»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Libri regalati, ritrovati, già letti, proibiti: trampolini di lancio di relazioni raccontate, luoghi indiscussi di ricordi e di finzione, ma anche spazi in cui, meglio che in ogni altro luogo, si esprime l’emotività… e tutto questo definito con estrema chiarezza ora da uomini ora da donne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’alternanza di genere nei protagonisti non è casuale: sembra voler soddisfare il principio secondo il quale medico e sciamano, guerriero e folle, mago e pensatore, Yin e Yang si confondono, dando luogo all’inimmaginabile, creando quello scenario misterico che alimenta la voglia e il desiderio di compiere il viaggio della vita, per soddisfare la sete di Assoluto e affrontare “lo star bene con qualcuno”, proprio come Elektra fa con il suo uomo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leitmotiv della narrazione è, infatti, l’Amore: ora per un nonno che non c’è più, ora per un amico perduto, ora per vecchie passioni rispolverate, ora per una donna molto più giovane, ma – come suggerisce il Nostro - «l’Amore non è contare gli anni, ma far sì che gli anni contino…».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           8691 è il racconto in cui si avverte più forte nell’Autore il sentirsi ancorato ad un presente che profuma di un futuro incerto, ma che contemporaneamente lo attira verso misteriose strutture portanti della propria vita, che costruiscono ponti tra passato e futuro: «L’anno in cui tutto ebbe inizio lo riconoscerei anche se me lo scrivessero al contrario con l’effetto specchio»; «La vita è una cosa complicata e in molti casi c’è bisogno di prendere tempo prima di risolversi a fare qualcosa, qualunque cosa, anche rispondere a un’innocua domanda».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo è un agile libro di piccole ma intriganti storie di vita, raccontate da uno scrittore che vuole porgere al lettore fotogrammi di una realtà nitida, capace di superare lo scoglio della finzione, per tuffarsi in un intrigante dedalo di sogni e desideri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           WALDEMARO MORGESE: SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO (GIAZIRA SCRITTURE, NOICATTARO, 2021)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Mary Sellani
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [“Incroci Online” – 12 settembre 2021. Posted by: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://incrocionline.wordpress.com/author/redazioneincroci/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           redazioneincroci
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            on: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://incrocionline.wordpress.com/2021/09/12/waldemaro-morgese-sciamani-arabe-fenici-banane-gialle-e-mambo/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           12/09/202
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1 in: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://incrocionline.wordpress.com/category/narrativa/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           narrativa
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            | 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://incrocionline.wordpress.com/category/recensioni/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           recensioni
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quest’ultima pubblicazione di Waldemaro Morgese, scrittore, saggista ed editorialista, composta da venticinque capitoli, è una raccolta di ricordi rievocati in forma di racconti brevi e nascenti prevalentemente da memorie di libri letti in grandissima quantità. In possesso di questa enorme erudizione, l’autore si diverte talvolta a metterla a disposizione anche della fiction. Ne scaturisce un’operazione in cui egli cita puntualmente autori noti e meno noti che sollecitano le sue riflessioni sulla vita, sulla società, su problemi morali o ideali e sul valore della conoscenza e della cultura. Ripercorrendo la lettura di libri con tale facilità, sembra quasi che egli non ami vivere la propria vita, ma la vita ‘già vissuta’, ricalcando orme che sono già state calcate: citando, ripetendo, riscrivendo, fondendo il presente con il passato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco allora che, attraverso le letterature del mondo, egli si cimenta con la propria scrittura in una regione più ampia della realtà nella quale è immerso, vivendo un’esistenza non personale ma puramente psicologica, e finendo così per percorrere l’universo. Aggiungendo poi un pizzico di mitologia alle storie lette, la realtà da lui descritta diventa più scintillante, piena d’incanti e seduzioni, misteriosa e contradditoria nell’alternarsi perenne tra la luce il buio. Si intuisce così, tra le letture di volta in volta scelte per la stesura dei suoi racconti, ciò che più soddisfa la sua immaginazione: il viaggio, la fuga, la metamorfosi, il naufragio, la recitazione, la menzogna, la fine di un’amicizia, il rifiuto della prassi, la fiducia nella tecnica, la refrattarietà al conformismo, la nostalgia del passato e l’attrazione per il nuovo. Ma la parte più riflessiva della sua mente lo porta anche a riconoscere che crescendo intellettualmente ci si accorge, per esempio, che il bene e il male non stanno tutti dalla stessa parte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo si percepisce nel racconto Banane gialle, quando il protagonista, interpellando un amico dopo aver acquistato delle banane da un ambulante di strada, tra cui ve ne sono alcune marce, riflette: «Nella mia vita sono sempre stato a favore dei lavoratori e dei piccoli operatori economici. Le multinazionali e il grande commercio li odio. Ora cosa sta accadendo? Che ho mandato a quel paese un povero ambulante e mi sono ripromesso di cadere per sempre nelle fauci della grande distribuzione! È una catastrofe, i miei principi di una vita che fine hanno fatto?». La risposta dell’amico al suo dilemma è che «bisogna distinguere caso per caso, che non si può prendere una decisione per così dire ideologica, cioè a prescindere!». Non contento di questa spiegazione, egli rintraccia un libro dalla sua biblioteca, Terra nuova e buoi rossi di Emilio Sereni (1981) in cui l’autore ricostruisce l’antica pratica agricola del debbio, vale a dire rigenerare con il fuoco i terreni. Fatto sta che il racconto si conclude con la decisione del protagonista che d’ora in poi comprerà le banane anche dal diavolo, purché le possa mangiare con gusto. È l’evoluzione del mercato bellezza, che vuol dire benefici per alcuni e sacrifici per altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Purtroppo, di paradossi e scomuniche di ideologie salvifiche è fatta la Storia del Novecento e in questa ambivalenza sembra muoversi tutto il libro di Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           COME UN SALMONE NELLE CORRENTI DELL’OCEANO DELLO SCIBILE – Il nuovo volume di racconti di Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Piero Fabris
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [“La Forbice” n. 10 di ottobre-novembre 2021, p. 16].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un periplo di riflessioni è il testo: “SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO” (Giazira scritture, Pagine 168, € 13,00); una rete di storie nelle quali Waldemaro Morgese non solo si specchia, ma getta l’ancora della speranza nel porto del futuro. Un lavoro nel quale si coglie la proiezione dei suoi trascorsi e dei vividi dubbi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Racconti come volumi di un’enciclopedia che rimandano non solo a memorie quanto alla Cultura come strumento per rintracciare le coordinate dell’umanità integra che trova nelle biblioteche dello scibile i cunicoli luminosi per gli affamati del sapere. Racconti con i quali l’autore, il saggista, l’editorialista ci restituisce personaggi meditabondi, anzi il luogo del loro spirito irrequieto che si incammina nella bruma del domani possibile. Attraverso queste pagine ci restituisce le figure di quanti sopravvivono oltre il tempo, in una dimensione fantastica e amara, magari mistificata dall’immaginario di spazi paralleli. Waldemaro Morgese dà voce alle incertezze e agli interrogativi di esseri che come naufraghi cercano la via per Itaca in una realtà deturpata: il pianeta amato, vissuto nel quale ci si sente estranei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo scrittore, da fine polemista, restituendoci nomi e spartiti d’artisti relegati nella soffitta di vite passate, evoca spettacoli e atmosfere come bagagli per affrontare il divenire. Un condensato di interrogazioni che obbligano a compiere fermate nel pronao di se stessi, sulla soglia del Dio Bifronte o della Dea Kalì che in pochi attimi brucia ogni velo d’ipocrisia! Sono pagine della curiosità dei piccoli, tratteggiati con incisività nel bisogno argenteo di sapere, simbolo di bisogni genuini di capire, dell’onestà intellettuale così diversa da colui che ha smesso di camminare, felice della presunzione d’essere andato oltre il grammofono, ma che nel profondo rimane un troglodita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È il contraddittorio e l’analisi lucida, il vero filo conduttore delle venticinque narrazioni! È il desiderio di viaggiare sempre per crescere e il guardare tutto attraverso ottiche del distacco concentrato e del credere nella cultura e ricerca come dispensa d’ingredienti per discernere tra miraggi del deserto e illusionisti, per aprire nuovi sentieri. Libro di racconti come “luogo/crogiolo” dei pionieri del pensiero che desiderano guardare a chi ha fatto la Storia. Lo stile, asciutto e scorrevole dei racconti, inanella ricordi ed esperienze con immediatezza. L’erudizione e le citazioni puntuali tornano, senza retorica, come rintocchi di una pendola che disegna invisibili archi evocatori di universi, ideologie, metamorfosi dell’essere, misura di bisogni autentici “sulla strada/inerpicata al cielo…”, capaci di strappare l’inganno di certa nostalgia del passato, grazie a uno sguardo limpido, razionale, concentrato e distaccato da venditori di balle di Banane nel dubbio che interroga la vita con le sue contraddizioni e potenzialità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “SCIAMANI, ARABE FENICI, BANANE GIALLE E MAMBO”: UN VIAGGIO EMOZIONALE LUNGO 160 PAGINE (Giazira scritture, Noicattaro 2021)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Carmen Mari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Casinamorgese.it - 5 gennaio 2022].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Autore ci regala un affascinante testo che racchiude 25 racconti brevi dalla scrittura di qualità tenuti assieme da un invisibile filo carico di emozioni e popolato da sorprendenti personaggi che si muovono in ambienti e scenari riconducibili a situazioni tra il veritiero e l’inventato ma sempre densi di sentimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La voce narrante, a volte femminile a volte maschile, sin dalle prime righe di ogni racconto coinvolge il lettore che di volta in volta si misura con molteplici situazioni e punti di vista: partecipa alla fine di un’amicizia, incontra Antonino autore di stornelli, conosce sciamani e guerrieri, magici astri e affascinanti navi, scopre intriganti meticciamenti…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il coro dei personaggi conduce la narrazione, scandita da perfetta punteggiatura; così emergono trepidanti scenari e storie della famiglia dell’Autore. Famiglia popolata da poeti, musicisti, letterati ed è con questa eredità esistenziale che i racconti svelano i numerosi interessi di Waldemaro Morgese, che spaziano dalla fantascienza alla letteratura, dalla matematica alla poesia, dall’esoterismo alla musica, dalla storia alla politica. Il libro, come oggetto, si infila in moltissimi racconti mai come protagonista ma sempre elemento palpitante e significativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mescolanza delle categorie che troviamo nel titolo del testo è un fedele annuncio della ricchezza dei contenuti di quest’ opera di ottima fattura editoriale scritta con lucida prospettiva mantenendo l’equilibrio tra le radici salde nel passato e lo sguardo a grandangolo volto al futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scrittura limpida e possente, compagna dei grandi pezzi letterari classici, fa di “Sciamani, arabe fenici, banane gialle e mambo” un libro godibile ed elegante.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCIAMANI-+ARABE+FENICI-+BANANE+GIALLE+E+MAMBO+Recensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCIAMANI-+ARABE+FENICI-+BANANE+GIALLE+E+MAMBO+Recensioni.jpg" length="117757" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 12 Apr 2021 15:25:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/sciamani-arabe-fenici-banane-gialle-e-mambo-recensioni</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCIAMANI-+ARABE+FENICI-+BANANE+GIALLE+E+MAMBO+Recensioni.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCIAMANI-+ARABE+FENICI-+BANANE+GIALLE+E+MAMBO+Recensioni.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA COMPAGNIA DEL MELOGRANO, ROMANZO DI PIERO FABRIS</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-compagnia-del-melograno-romanzo-di-piero-fabris</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Recensione di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di Piero Fabris La Compagnia del Melograno (Radici Future Produzioni, Bari, 2021, pagg. 214, € 15.00) è un’opera che non esito a definire eccellente; anche ben risolta sul piano della “cifra” stilistica e dell’intreccio. Sull’intreccio (la “storia” narrata) avrei un solo dubbio e riguarda la scelta dell’Autore di “incapsulare” nella parte finale del libro un omaggio ad alcune mode contemporanee, in questo caso sulla scia del “Codice da Vinci” di Dan Brown e del suo protagonista principale Robert Langdon, esperto internazionale di simbologia e crittografia religiosa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma a parte questo particolare, il romanzo potrei definirlo un florilegio di messaggi fascinosi ed anche coraggiosi, che di certo colpisce nel profondo il lettore purché sia una mente coraggiosa e ricettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul romanzo aleggia in ogni pagina la figura di Hrand Nazariantz: il poeta simbolista armeno nato nel 1886 a Iskudar-Costantinopoli ed esule a Bari nella parte più feconda della sua vita artistica (dal 1913). Personalmente ho appreso dell’esistenza di Hrand esattamente nel dicembre 1987, quando Pasquale Sorrenti mi regalò il suo “Hrand Nazariantz uomo, poeta, patriota”, pubblicato con Levante Editori in occasione del venticinquesimo della morte del poeta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo è sapientemente costruito grazie ad una approfondita frequentazione da parte dell’Autore di una vasta messe di documenti e fonti sul poeta armeno e, soprattutto, sul milieu artistico-culturale che si venne a costituire attorno alla sua carismatica e sotto certi aspetti inquietante figura. Quindi potremmo definirlo anche un romanzo “storico”, di una tipologia che conosce interessanti esempi nel panorama letterario: citerei perfino il romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini “Petrolio”, che al suo interno ha numerosi innesti documentali. E tuttavia non deve affatto credersi che l’opera di Fabris sia in qualche modo paludata: anzi, è uno splendido avvicendarsi di spunti di riflessione e di godimento estetico offerti al lettore attento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Enumererò questi “fiori” (o petali del florilegio) ma prima intendo dichiarare una mia sensazione che ho avvertito fin dalle prime pagine, vale a dire un prepotente impulso a considerare un rimando filmico. Ebbene, La Compagnia del Melograno mi ha fatto pensare a “Midnight in Paris”, scritto e diretto da Woody Allen, e mi spiego. Il film di Allen catapulta il protagonista, l’aspirante scrittore Gil, quasi un secolo addietro, nella Ville Lumière degli anni Venti, ove incontrerà Scott Fitzgerald, Picasso, Buñuel, Hemingway, Stein. Pur senza il marchingegno del viaggio nel tempo anche Fabris ricostruisce magistralmente le atmosfere soprattutto della Bari intellettuale ed artistica del tempo di Hrand: richiamando in vita i suoi pittori, i suoi letterati, i suoi poeti e scrittori e i luoghi in cui si riunivano per discutere di arte, di poesia, di cosmogonia. Con maestria (e fascino) Fabris ricostruisce anche l’aura spiritualista, simbolista ed esoterica (oltre che avanguardistica) che percorse agli inizi del XX secolo il capoluogo pugliese, citando nomi topici come Rudolf Steiner (una cui importante opera fu tradotta dagli Editori Laterza) o Giuliano Kremmerz (al secolo Ciro Formisano, forte presenza neopitagorica a Bari), o anche i futuristi che animarono il movimento marinettiano in Puglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma quali sono questi “fiori”?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il revival di personalità e luoghi mitici del capoluogo pugliese, cui ho accennato, non solo degli inizi del Novecento ma anche di alcune decine di anni fa, come ad esempio la Libreria Sorrenti, il Bar Sottano, il Circolo Canottieri Barion, il ristorante del Circolo Unione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli omaggi alle bellezze di Troia e soprattutto alla “massa critica” culturale della Conversano di alcuni decenni fa, ricostruita in modo efficace per sottolineare che la vera cultura non è eventistica ma una lunga e paziente sinergia fra le capacità umane (anche quelle capacità giovanili che si riunivano nel giardino con l’albero di melograno).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le splendide descrizioni delle atmosfere veneziane.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un forte richiamo alla valore immaginifico della poesia, che parla senza mediazioni: “la poesia è distillato del cuore. Raffina l’animo”; “I poeti verranno, saranno come pellegrini dalle lingue di fuoco, saranno i figli di miraggi immensi fatti di segreti incanti”. La condivisione di una idea di poesia “che non inciampa nell’ipocrisia di intellettuali prostituiti alla notorietà, ma poeti visionari, che si sono immersi nel flusso cosmico della bellezza autentica”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La valorizzazione di musei e biblioteche (imperdibile il battibecco con il custode demotivato di un museo periferico!).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il valore medicamentoso del ricordo: Santino, padre di Sophie, “inciampa nei ricordi”, oppure è “inarcato sulla pertica della memoria”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fastidio per tutto ciò che sia rozza esaltazione dell’effimero, del vacuo: “si ritrovarono nella Bari del proprio tempo, che si consuma in eventi spettacolari senza ali né radici, tra il brusio di gente sull’uscio dei negozietti e lo scalpitio dei passi sui lastricati, tra le corti e i vicoli”; ovvero la condanna dell’involuzione dei futuristi “belli ingegni naufraghi nei bassi fondi della popolarità”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’idea che la bellezza è fatica e non è per tutti: “i semplici non devono essere confusi con i banali, perciò l’isolamento e la riservatezza erano un obbligo per chi è conscio del miele della propria arte”; “non si prepara un letto di rose per gli asini”; i veri artisti “son persone vicine al popolo e distanti dalla gente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso acuto della caducità e dello svanire di tutto: “Dei sognatori di un’alba di bellezza, gli animatori della cultura raffinata, i protagonisti di un’epoca di grandi progetti sembra non sia rimasto nulla o meglio, sia rimasto ben poco e niente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insomma questo “florilegio” è un insieme di suggestioni subliminali molto coerenti fra loro, che da un lato sono la poetica e le convinzioni dell’Autore, dall’altro impreziosiscono il racconto e rappresentano il vero lascito che l’Autore affida al poeta, all’uomo e al patriota magnificato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo ci parla? Hrand ci parla? L’Autore ci parla? Ci parlano certo, in modo forte e chiaro, dal momento che l’oggi è un’epoca di spettacolo, spesso di stilemi scontati, di vanesio protagonismo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+COMPAGNIA+DEL+MELOGRANO-+ROMANZO+DI+PIERO+FABRIS.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 Jan 2021 16:28:32 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"CAFFÈ ENIGMA LEOPOLI" DI VITO MARANGELLI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/caffe-enigma-leopoli-di-vito-marangelli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La chiave della seconda fatica di Vito Marangelli (la prima è stata “Caffè Enigma”, La Rambla, 2021, pagg. 125) ce la offre l’Autore stesso, che a pag. 11 di “Caffè Enigma Leopoli” (medesimo Editore, 2022, pagg. 268, € 16) annota: «Questo è un libro scritto per divertire e rasserenare». Cioè un libro perfetto da leggere sotto l’ombrellone o sotto l’ombra di una quercia (se si è in campagna) o anche mentre si viaggia in treno. La definizione che ne dà l’Autore è felice, cioè coglie nel segno e ci permette di evitare per l’opera più scontate e commerciali etichette (thriller tecnologico, spy story, etc.). Ad essere precisi: la tecnologia c’è di sicuro ed è un pregio del libro, come dirò, il thriller o la spy story di certo no.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Anzi, azzarderei a definire questo sequel di “Caffè Enigma” una bella prova di letteratura di viaggio, ma di un viaggiare per lo più in cifra salgariana: infatti qui la ricostruzione dei luoghi e della vita della città di Leopoli, ottenuta con paziente ed efficace investigazione del web, è ammirevole. Ho scritto “per lo più” perché vi sono anche descrizioni non virtuali, specie di Bari (un po’ echi “carofigliani”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’interno di questo spiccato contesto inclinante al viaggio c’è nel romanzo un contenuto di “autofiction”, declinato in termini di tematica tecnologica, su cui conviene spendere qualche considerazione. Si tratta dell’altro aspetto rimarchevole di “Caffè Enigma Leopoli”: deriva dal fatto che l’Autore è in fondo quello che in gergo si definisce un “doppio”, insieme romanziere e (in questo caso) cardiologo aduso all’uso delle tecnologie sanitarie avanzate; ma su questa questione tornerò più oltre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non descriverò la trama del libro, per non privare il lettore del piacere dell’avventuroso suo dipanarsi, ma c’è un particolare importante da sottolineare, almeno: la figura dell’assistente virtuale (di nome Gilles-AI) diventa perfino, in modo originale, un simpatico personaggio del libro ed è trattata in modo brillante, quasi esemplificando l’intento “rasserenante” dell’opera e, nel contempo, il suo contenuto tecnologico (che ha a che fare con l’Intelligenza Artificiale e con la Realtà Aumentata).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La struttura narrativa scelta dall’Autore si sostanzia di un continuo alternarsi delle “location” e di una marcatura progressiva del tempo, scanditi entrambi dai capitoli. Infatti ognuno dei 42 capitoli ha una intestazione del tipo “Lecce, 30 novembre, ore 8:00”, e così via. Riguardo al tempo, i fatti si svolgono fra il 30 novembre e l’8 giugno mentre le “location” sono Lecce, Bari e Leopoli, con l’inserimento di Grottaglie in un capitolo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Una struttura che, in verità, presenta qualche elemento di monotonia, peraltro riscattato dall’andamento dell’intreccio che si anima decisamente nell’ultimo terzo del romanzo (dal cap. 28 precisamente) e che anzi offre in alcuni capitoli singoli (penso ad esempio al 15) elementi di circonclusa e autentica suspence.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Resta da formulare qualche considerazione sulla definizione di “doppio” che ho dato dell’Autore. Come si sa, la storia del romanzo ha conosciuto grandi “doppi”, proprio nel campo scientifico e tecnologico: ricorderei il sommo Primo Levi (chimico e scrittore) per tutti; ma anche Paolo Barbaro, ingegnere e scrittore come la più giovane Veronica Galletta, o il primo Gianrico Carofiglio (magistrato e scrittore), per non riandare all’indietro addirittura a quel classico monumento che è “Il Volga si getta nel Caspio” del sovietico Boris Andreevic Pil’njak. I “doppi”, dunque, riservano sempre sorprese: nel caso di Marangelli sorprese ottimamente scritte, divertenti e rasserenanti a leggersi!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CAFFE-+ENIGMA+LEOPOLI+DI+VITO+MARANGELLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 Jan 2021 10:10:14 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>KATASTROFE'. L'ITALIETTA NEL CORONAVIRUS: recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/katastrofe-l-italietta-nel-coronavirus-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           KATASTROFE'. L'ITALIETTA NEL CORONAVIRUS: recensioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           GLI SLOGAN? SPIA DELLA CATTIVA COSCIENZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La cattiva politica sotto accusa in Katastrofé, l’ultimo libro di Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Michele Casella
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [su EPolis Bari inweek del 18 settembre 2020]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre la penisola supera con spensieratezza l’estate 2020 e affronta la pandemia da Covid-19 con gioiosa e rinnovata superficialità, arriva nelle librerie il nuovo libro di Waldemaro Morgese “KATASTROFÉ, l’Italietta nel Coronavirus” (Edizioni dal Sud). Un titolo programmatico per una raccolta di testi che l’opinionista di EPolis Bari ha cominciato a comporre fin dagli inizi di febbraio, provando a interpretare ciò che è accaduto nei quattro mesi cruciali della pandemia italiana. Ne abbiamo parlato assieme a lui per capire cosa sta succedendo e se c’è ancora speranza per un popolo perennemente sprovveduto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Il Covid potrebbe rivelarsi un evento educatore? Siamo ancora in tempo?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. Secondo me potrebbe essere educatore, ma non educherà nessuno purtroppo. Dicono che io su questa questione sia pessimista, credo però di essere – piuttosto – realista: oggi, dopo i quattro mesi “orribili”, questa sensazione mi si rafforza. Cosa sta cambiando? Tutti cercano di tornare “a come prima”!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Anche per te il Covid ci racconta che l’uomo è dominante sulla terra per pura alea?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. C’è un filo di pensiero che accomuna discipline diverse e di cui dò conto nella premessa al volume: l’essere umano è nato per caso e semplicemente per caso, non perché migliore, è divenuto il re della Terra. Si pensa che l’Homo Sapiens sia prevalso perché più intelligente, ma non è così! Questo significa che, in futuro, all’uomo potrebbe sfuggire di mano ciò che egli stesso produce nel campo della scienza e della tecnica, risultandone travolto…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Cosa ti preoccupa maggiormente, la strumentalizzazione politica o il negazionismo popolare?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. Di certo la strumentalizzazione politica. Del resto nei 4 mesi “orribili” una potente macchina mediatica ha creato dal nulla una sorta di improbabile dux!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. A tuo parere l’Italia continua a soffrire di un individualismo regionale assai marcato? Ci sono soluzioni possibili?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. La formula centralistica non ha futuro, appartiene al passato. Solo che il decentramento nato con le Regioni 50 anni fa andrebbe revisionato, creando poche Macroregioni. Ma di cosa parlano i nostri politici? Del taglio dei parlamentari: surreale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Una maggiore globalizzazione porta a responsabilità più determinanti?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. La globalizzazione è ineluttabile. Edgar Morin voleva la “Terra patria”. Ma l’impalcatura istituzionale (e anche costituzionale) della globalizzazione è tutta da costruire, ora c’è solo la messa a fattor comune della finanza. Senza evolvere verso questa consapevolezza la globalizzazione può creare molte disfunzioni, in primo luogo le diseguaglianze e una maggiore rabbia sociale. Ma dove sono gli illuminati che agiscono di conseguenza? Non li vedo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Lo slogan “saremo migliori” è ora diventato una frase canzonatoria, soprattutto online: abbiamo perso a tal punto la fiducia in noi stessi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. Questo slogan, come tu dici, è la spia della nostra cattiva coscienza, del fatto appunto che non siamo diventati Italia, siamo ancora Italietta. In Germania il piano pandemico lo hanno sempre aggiornato e poi applicato, noi abbiamo compilato un po’ di carte e lo abbiamo lasciato a dormire per 12 anni. Così abbiamo affrontato lo scoppio dell’infezione a mani nude.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Il giudizio che trapela nel tuo libro sull’Unione Europea è abbastanza severo, cosa si doveva aspettare di più?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. Il coordinamento delle politiche sanitarie, che è mancato totalmente. Anche i cospicui aiuti deliberati quest’anno sono solo il frutto della preoccupazione di perdere un grande mercato delle merci. Gli Stati Uniti d’Europa sono di là da venire, purtroppo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D. Quale normalità dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           R. Sul futuro possiamo elaborare scenari, poi ci dobbiamo rimboccare le maniche per adoprarci a far prevalere lo scenario che più desideriamo. Ci può essere una normalità che ingloba i cambiamenti dovuti allo shock o quella che ignora del tutto lo shock. Io però sono un po’ pessimista, perché non vedo ceti politici e intellettuali all’altezza, intesi come massa d’urto (non le singolarità, che ci sono, certo).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MA QUESTO VIRUS È DAVVERO UNA…KATASTROFÈ. L’ITALIETTA FATTA CON I «SE»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese e il diario di una crisi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Giampaolo Busso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [su La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 agosto 2020].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Katastrofè. L’Italietta nel Coronavirus, è il titolo di un libro breve (Edizioni dal Sud, luglio 2020) che raccoglie diciotto articoli scritti da Waldemaro Morgese tra il 21 febbraio ed il 26 giugno dell’anno in corso, lungo le settimane del lockdown e delle diverse fasi di contenimento della epidemia. Questa ultima è la dichiarata protagonista e, al contempo, il soggetto al centro delle riflessioni: come si è diffusa nel contesto della globalizzazione, i suoi impatti di breve periodo, le conseguenze prospettiche delle quali è portatrice sulla salute, sulla economia, sugli stessi criteri di concezione delle vite individuali, dell’etica e della morale pubblica e privata, della convivenza sociale e del rapporto tra l’uomo e la natura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In greco antico katastrofè indicava il rovesciamento di una situazione, anche di quello che può sembrare l’ordine naturale delle cose. In questa accezione etimologica esprime efficacemente il ribaltamento della usuale quotidianità intervenuto con il regime delle restrizioni. A sua volta, la definizione di Italietta sintetizza, secondo l’autore, l’amara constatazione della pochezza che ha saputo tesaurizzare la nostra Nazione: tanto che è stata capace solo di diventare (o restare) un’Italietta, non di trasformarsi in un’Italia. Il giudizio sulla conduzione della crisi è molto netto e chiaro. Morgese ritiene che vi sia stata una cinica svalutazione degli istituti della democrazia repubblicana e che una potente macchina mediatica abbia concorso a promuovere nell’immaginario collettivo la figura di un improbabile dux e, per altri versi, a rendere i cittadini assuefatti ad una sorveglianza totalitaria basata sull’uso improprio di dati individuali sensibili e sulla diffusione di numeri fasulli. La recentissima desecretazione dei verbali del Comitato tecnico scientifico è destinata ad alimentare ulteriormente polemiche e contrapposizioni di giudizi su questi aspetti così delicati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un paio di articoli di Morgese, pur convinto europeista della prima ora, chiamano in causa l’assenza di una strategia europea all’altezza della crisi sanitaria e i ritardi e le incertezze che hanno accompagnato la messa a punto, più che dei primi interventi, degli annunci di quelli che saranno i primi interventi concreti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La storia e anche la cronaca non si fanno con i «se», tuttavia talvolta essi aiutano a capire come sarebbero potute andare diversamente le cose. Se si fosse intervenuti tempestivamente ed efficacemente sui primi focolai epidemici e sui contesti più esposti (RSA) e se l’attrezzatura territoriale della sanità ed il numero dei posti disponibili nelle terapie intensive non fossero stati devastati da tagli di spesa per circa 30 miliardi di euro negli ultimi otto anni, molto probabilmente il numero degli italiani deceduti (pari allo 0,068% circa della popolazione) sarebbe stato di gran lunga inferiore. Ovviamente c’è anche da chiedersi cosa sarebbe accaduto di più o di meno drammatico se le attività industriali fossero rimaste aperte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quello che è successo nei mesi scorsi in Italia non è assolutamente paragonabile alle tragedie sanitarie del passato, che siano le pestilenze descritte da Tucidite e da Manzoni o la «spagnola», eppure può assestare un colpo micidiale alla tenuta non solo economica del Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cento miliardi di euro provenienti da nuovo debito pubblico e da minore tassazione a sostegno di consumi che continuano a languire, un incremento inevitabile della disoccupazione, una perdita di oltre dieci punti di Prodotto Interno Lordo dei quali almeno un terzo irrecuperabile in quanto riconducibile ad imprese che hanno cessato di esistere o stanno per farlo, rappresentano dati sconvolgenti che gettano ombre pesanti sul futuro delle nuove generazioni quanto, ancora più drammatiche, sul presente. L’italiano di «domani mattina» dovrà affrontare un quadro di questo genere e le implicazioni potranno essere le più diverse su ogni piano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il diario di Waldemaro Morgese è una sorta di viaggio tra gli avvenimenti sociali e politici affrontati e vissuti, tra i sentimenti ed i richiami culturali e bibliografici che la solitudine suggeriva in quell’arco di settimane indimenticabili e, speriamo, non destinate a ripetersi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           KATASTROFÉ, L’ITALIETTA NEL CORONAVIRUS: IL PAMPHLET DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’opuscolo dell’editorialista e scrittore molese analizza, in maniera critica e senza alcuna concessione alla retorica, i vorticosi eventi della politica e della società italiana accaduti nel corso dei quattro drammatici mesi della pandemia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mola Libera, 17 agosto 2020 [quotidiano online, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.molalibera.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           www.molalibera.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Piero Fabris
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggere i diciotto elzeviri di Waldemaro Morgese raccolti sotto il titolo “Katastrofé – L’Italietta nel Coronavirus” (Edizioni dal Sud. Collana riflessioni 11. Pagine n° 52, € 8,00) significa ritrovarsi davanti a un mosaico dai tasselli vivaci.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trattasi di un pamphlet che ci consente di avere delle visioni più chiare e di considerare i fatti da angolazioni diverse o, se vogliamo, con risonanze non schierate che inquadrano certe realtà volutamente opacizzate dai manipolatori dell’informazione, per i quali il trambusto susseguirsi dei fatti e il brumoso modo di affrontarli (i rallentamenti nel fosco come un atto dovuto alla giustizia) è uno strumento collaudato per la monopolizzazione delle notizie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autore di queste pagine, nel presentare le azioni degli uomini, protagonisti della direzione della cosa pubblica, sottolinea e accenta la presunzione di dominio con acutezza raffinata, cosicché Hybris e l’idea contagiosa dell’uomo di essere dominatore del pianeta, viene sottolineata con un’ironia sottile che ci schiude, retoricamente al dubbio sull’operare, sulla competenza, sull’onestà di alcuni addetti alla promozione del bene comune, i quali sembrano cadere, sempre in piedi, dalle sovrastanti nubi dell’onniscienza, per quanto riguarda il pianeta delle catastrofi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La loro sensibilità è infatti straziata dalla ribellione della “terra matrigna”, che colpisce i loro animi illibati per la dolorosa perdita di quanti furono vittime del caso e mai della mancata ispezione delle infrastrutture volute e sognate per velocizzare scambi e collegamenti; si sentono profondamente uniti al lutto, per i disastri di ogni genere, per i quali i cinque minuti di “silenzio/raccoglimento” sono un obbligo istituzionale!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma Waldemaro Morgese che già aveva consegnato alle stampe nel mese di luglio 2019 un libricino di venti articoli pubblicati su “EPolis Bari inweek” e “Gazzetta del Mezzogiorno”, mostra il suo valore confermandosi osservatore privilegiato, utilizzando la sua penna per denunciare quella cultura effimera, dove i signori degli “eventismi” spazzano la vera cultura sostituendola con la spettacolarizzazione: tuoni senza pioggia, per i quali tutti accorrono, vittime incoscienti di quell’attimo di protagonismo di piazza dove i riflettori illuminano l’apparire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autore smascherando con eleganza e ridicolizzando l’evidente mancanza di contenuti di certe vetrine dell’esibizionismo, che è spreco di soldi pubblici, sostituisce all’arenarsi in spelonche dell’opportunismo un disegno di irrigazione culturale che restituisce alla mente ossigeno per la creatività, riflesso d’identità e conoscenze che rendono florido il giardino dello scibile grazie al quale è possibile guardare al futuro con lungimiranza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’«ITALIETTA» E LA CATASTROFE DEL CORONAVIRUS
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il diario del lockdown di Waldemaro Morgese, alla ricerca di una nuova ecologia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Corriere del Mezzogiorno - Puglia”, 6 settembre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Maria Villani (nome “de plume” di Mary Sellani)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Waldemaro Morgese, saggista, editorialista, scrittore, è uscito nel mese di luglio Katastrofé – L’Italietta nel Coronavirus (Edizioni dal Sud, pp. 52, euro 8), un libro breve che raccoglie alcuni suoi articoli pubblicati sulla rivista EPolis Bari in week tra il 21 febbraio e il 26 giugno 2020, lungo tutto il percorso di lockdown dovuto all’epidemia da Coronavirus. È una sorta di “diario” della fase più acuta dell’infezione arrivata nel nostro Paese in cui sfilano alcune tematiche che Morgese sottopone ad una severa riflessione politica e culturale: dalla diffusione del virus nel contesto della globalizzazione, alle conseguenze negative sulla salute, sull’economia, sulla scuola, e sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa che ha ribaltato la “normale” quotidianità della nostra vita con il regime delle restrizioni e delle prescrizioni sanitarie: praticamente uno shock, o, come dice l’autore, una katastrofé, la quale, d’altra parte, ha messo ancor più in evidenza la debolezza politica, le mancanze, i ritardi dell’Italia (definita appunto Italietta), non assurta ancora a dignità di Nazione. Dal tenore degli articoli si coglie pertanto il pessimismo di fondo dell’autore anche rispetto alla conduzione di Governo e Regioni proprio nei mesi cruciali della pandemia; allo stesso tempo egli coglie l’assenza di una strategia europea all’altezza della crisi sanitaria non essendo essa stata capace d’intervenire tempestivamente ed efficacemente sui primi focolai epidemici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, se non altro, questa emergenza ha avuto il merito di rimettere in primo piano il tema dell’urgenza di riconoscere seriamente la più grande questione della nostra epoca: la salvezza del nostro Pianeta. Si tratta infatti di un tema complesso che interseca ogni aspetto delle nostre vite e che richiederebbe di essere raccontato in modo più comprensibile di quanto fatto finora, di spiegare, per esempio, più approfonditamente il perché del riscaldamento globale, come funziona e cosa determina nel mondo naturale, e quanto esso dipende effettivamente dal comportamento umano. Perché se questa relazione esiste, è arrivato allora il tempo di prenderne finalmente coscienza e di attuare un cambiamento radicale del nostro tipo di sviluppo. Il quale, con la globalizzazione, ovvero con l’occidentalizzazione del sistema capitalistico, ha portato ad un aumento delle diseguaglianze sociali, ad una forte polarizzazione tra ricchezza e povertà, e ad una finanziarizzazione dell’economia. E cercare invece di attuare quell’«ecologia integrale» tra umanità e creato indicata dallo stesso Papa Francesco nella sua enciclica Laudato sì del 2015. Se la pandemia ha reso grave la rottura tra noi e il creato, si tratta ora – come auspicato nell’enciclica – di ricostruire quella nativa armonia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un aspetto di questo tentativo di ristabilire l’armonia originaria la cita Morgese nell’articolo “La campagna è il futuro?” in cui riferisce di una mostra ospitata nel febbraio scorso al Guggenheim Museum di New York, dal titolo “Countryside. The future”, ideata dall’architetto olandese Rem Koolhaas, basata sull’idea che le aree rurali possano essere un’importante soluzione ai problemi del presente; e che dunque, la montante urbanizzazione non sia affatto un fenomeno ineluttabile. Tra arditezze varie e dati satellitari captati in tempo reale nell’elicoide del Museo, la mostra espone un trattore e un campo sperimentale di pomodori maturati con i Led e coltivati da un esperto di idroponica, David Litvin, ribattezzato dai newyorkesi Tomato Man.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           KATASTROFÉ. L’ITALIETTA NEL CORONAVIRUS
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Severe riflessioni di Waldemaro Morgese durante il lockdown
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Vitangelo Magnifico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [su Città Nostra n. 199 del settembre 2020]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quattro mesi sono lunghi da passare standosene chiusi in casa ad ascoltare le notizie sull’epidemia che avanza e che ci vede, come italiani, protagonisti di un’esperienza che era difficile prevedere solo poche settimane prima, quando tutto scorreva nella routine quotidiana e con abitudini consolidate in decenni di pace. “Siamo in guerra” si sentiva spesso dire; ma non c’erano macerie e cadaveri nelle strade. Il senso della morte passava con i comunicati giornalieri della Protezione Civile e le immagini televisive delle chiese piene di bare e delle colonne di camion militari che le trasportavano in cimiteri che avevano ancora posto per accoglierle. C’era chi si dava coraggio cantando dalle finestre e chi faceva tesoro delle nuove tecnologie per aggregarsi a distanza; nascevano cori, orchestre intere mentre industrie, negozi, bar, ristoranti, cinema, teatri, stadi, scuole, università, chiese e perfino ospedali invasi dal virus chiudevano con un crescendo di frustrazione e preoccupazione per il domani. Divenne proibito perfino uscire di casa; l’unica occasione per farlo era andare a comprare qualcosa da mangiare, ma invece della tessera annonaria si doveva portare un’autocertificazione! Si rischiava una multa salata anche per andare a lavorare! Anche le due Camere del Parlamento si svuotarono e i pochi Onorevoli presenti a rappresentare il tutto sembravano larve impaurite. Ogni azione venne regolata dai Decreti emanati in successione dal Presidente del Consiglio dei Ministri nelle diverse fasi della pandemia dopo aver mediato una riottosa compagine governativa e chi “non voleva chiudere”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo, gli italiani scoprirono di essere stati più bravi degli altri popoli a combattere un nemico invisibile, un coronavirus, che, stando agli esperti, era passato da una specie di pipistrello all’uomo. E andò a ruba un libro pubblicato diversi anni prima in America che aveva previsto tutto! Nonostante gli avvertimenti, al suo arrivo il virus trovò una strada spianata dall’assenza di un piano anti-pandemico; e gli italiani si trovarono senza mascherine e senza tamponi e i sanitari perfino senza gli ausili necessari per evitare le contaminazioni. Passeranno alla storia le immagini degli infermieri avvolti nelle buste della spazzatura! Una vera e propria catastrofe!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese non era alla finestra a cantare e nemmeno seduto davanti ad un PC a chattare o contestare fake news, ma meditava da par suo e appuntava le sue riflessioni che settimanalmente affidava a EPolis Bari in week per la pubblicazione. I diciotto brevi articoli pubblicati dal 21 febbraio al 26 giugno sono stati, in seguito, raccolti in Katastrofé: L’Italietta nel Coronavirus (Edizioni dal Sud, Bari; pp. 52; € 8,00).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Già in premessa Morgese si chiede: Insomma: il Covid-19 dobbiamo considerarlo un evento epocale o un incidente di percorso? Un rivolgimento radicale oppure un semplice sconvolgimento che – superata la fase del suo drammatico svolgersi – sarà progressivamente riassorbito non avendo in sé la forza di poter ostacolare il ritorno al “come prima”? E da quel rigoroso osservatore evidenzia antichi vizi italici utilizzati per mascherare la pretesa ineluttabilità di certe decisioni, da italietta che non riesce a diventare Italia anche in una drammatica situazione. Lo irrita un pessimo governo e l’atteggiamento del premier, che arriva a definire, più volte, Fregoli (Leopoldo Fregoli era un attore e regista trasformista, dal quale il termine fregolismo) che gestisce l’emergenza a colpi di Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), che per Waldemaro sarebbero una “furba impalcatura decisionale per sterilizzare il Parlamento e prendersi tutto il proscenio” come un novello DUX, al quale si ricorre nei periodi bui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sono molto d’accordo su queste preoccupazioni. Ritengo che la nostra democrazia sia abbastanza forte per consentire certe forzature. La vigilanza del Presidente Mattarella e di tutti gli organi istituzionali, compreso il Parlamento (che non ci fa una bella figura!) e i Sindacati sono sufficiente garanzie. Per Waldemaro sono, comunque, segnali pericolosi; egli vorrebbe, invece, la responsabilizzazione dei cittadini che passa attraverso la fiducia e la trasparente informazione, anche per poter gestire il dopo emergenza. Le avventate uscite di certi Ministri, i comportamenti di alcuni Presidenti di Regioni (pomposamente chiamati Governatori, che approfittano del momento per chiedere maggiori autonomie!), le posizioni delle opposizioni, interessate solo a far cadere il Governo e andare alle elezioni con la speranza di vincerle, e gli scienziati che litigano e si offendono in diretta televisiva non offrono uno spettacolo confortante!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E che dire degli Italiani con la memoria corta che hanno rimosso subito le colonne di bare e corrono in vacanza e a ballare appena si passa alla fase tre senza un minimo di precauzione e fornendo numeri di telefono errati per non essere rintracciati in caso di positività al COvid-19! Chi diceva che ogni popolo ha il Governo che si merita? Eppure, grazie a quelli bravi e seri, di meriti gli Italiani ne hanno accumulato nei quattro mesi di lockdown. Ma l’italietta è più forte dell’Italia. Il timore di Waldemaro Morgese è che a vincere sarà come al solito la prima, per tornare alle ammucchiate pre-covid e magari approfittare per accaparrarsi i soldi che l’Unione Europea ci darà e ci presterà per riparare i danni del coronavirus che si sono aggiunti a quelli pregressi. A ben vedere, Waldemaro Morgese si preoccupa più dei danni morali; e non si può che essere d’accordo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per chiudere, permettetemi una considerazione di tipo professionale. Nel quattordicesimo articolo dal titolo “La campagna è il futuro?”, stimolato da una mostra a New York (al Guggenheim Museum, allestita ma mai aperta al pubblico per la pandemia), Morgese ritiene “che le aree rurali possano essere un’importante soluzione ai problemi del presente e che, dunque, la montante urbanizzazione non sia affatto un fenomeno ineluttabile”. Nella mostra c’è un campo sperimentale di pomodori maturati con i LED gestito da un solitario esperto di coltivazione idroponica che i newyorkesi hanno battezzato Tomato Man. Morgese, alla fine dell’articolo si chiede: “Dove sono i nostri Tomato Man?”. La risposta, facile, è: alla periferia di Mola, nell’Azienda Sperimentale “La Noria” del CNR. Sono Ricercatori pluripremiati a livello internazionale per le loro ricerche innovative sulle coltivazioni idroponiche. È probabile che il Tomato Man newyorkese utilizzi tecniche scoperte a Mola. Ma nessuno lo sa; perché nessuno se ne cura, perché la nostra agricoltura deve essere quella “bella” dei decenni passati non quella progredita americana! Forse i tomato men, nostri, innovativi, non ci piacciono!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_KATASTROFE-.+L-ITALIETTA+NEL+CORONAVIRUS+recensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 18 Sep 2020 15:15:40 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>LA RETE DEI MUSEI IN PUGLIA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-rete-dei-musei-in-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA RETE DEI MUSEI IN PUGLIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I ritardi della cultura al Sud. La realtà aumentata, lo storytelling: esistono in altre Regioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DIO DELLA LENTEZZA È NEI MUSEI PUGLIESI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese: la tecnologia assente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo articolo Waldemaro Morgese chiede maggiore innovazione nei musei del Sud
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [La Gazzetta del Mezzogiorno, 18 settembre 2020, p. 15].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo nel XXI secolo e ragionando di musei non si può evitare di accennare alla «realtà aumentata», di cui un visitatore del museo può giovarsi utilizzando i cosiddetti vearable devices, ad esempio i visori e gli occhiali intelligenti. Inquadrando un referto, si aprono al visitatore gli overlays, cioè le informazioni aggiuntive sotto forma di testi, immagini, suoni, parlati, statici o dinamici che siano. In sostanza si tratta di narrazioni (storytelling) virtuali: se ben costruite, sono esperienze sensoriali di eccezionale fascino e profitto informativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dove sono in Puglia? Purtroppo nei musei pugliesi non albergano gli iper-mondi. Al visitatore si squaderna una realtà sconsolatamente «uni-versa», fatta di referti materiali offerti al godimento visuale, ma di «multi-versi» non c’è quasi mai traccia. A Bologna prospera l’Integrated Research Team – Alma Heritage Science dell’Università Alma Mater: si tratta di imaging multispettrale, tomografia computerizzata 3D, rendering digitale, radiografia digitale… In Puglia non vi è nulla di simile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Poiché sono stato anche un bibliotecario, sono solito conservare gelosamente i libri che posseggo. Ne ho preso uno dai miei scaffali: I musei della Puglia-Guida illustrata, curato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Puglia nel 1981. Censisce una novantina di strutture, «musei» artistici, archeologici, etnoantropologici, storici e naturalistici. Confrontando quella situazione con l’attuale, anche giovandomi di una ricerca di due studiose pubblicata sulla rivista dell’Università di Macerata Il Capitale Culturale (n. 6 del 2013), posso sostenere tranquillamente che la situazione non è cambiata granché dal 1981. Per cui la frase attribuita a Peter Handke, «Perché non ci si è mai inventati un dio della lentezza?», che ho appreso grazie a Byung-Chul Han, un filosofo allievo di Peter Sloterdijk, in Puglia riguardo ai musei non vale: qui il dio della lentezza non solo esiste ma opera efficacemente!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fuor di celia.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci lasciamo un po’ distrarre dalle sbandierate procedure per nominare i direttori dei musei (tredici nomine con giurie specchiate per i musei statali proprio in questi giorni, sulla base di un bando internazionale emesso a gennaio, che si aggiungono ad altre ventisette); ci lasciamo fuorviare anche dalle statistiche relative alle presenze totalizzate da ciascun museo (dato che di per sé non significa granché); ci infervoriamo per esaltare o svalutare l’intervento di testimonial-influencer (come accaduto al MarTa di Taranto con Chiara Ferragni), del tutto ininfluente. Ma sulla questione fondamentale tutti tacciono (forse per carità di patria?). Che è molto semplice: il sistema museale pugliese è arretrato, ripiegato su se stesso, poco aperto alla contemporaneità, insomma statico, restio alle innovazioni e alle sperimentazioni. La riprova? Manca in Puglia un grande museo del clima; manca un museo degno di questo nome sull’emigrazione nel corso dell’Otto-Novecento; manca un grande museo dell’acqua (perché non insediarlo nel Palazzo Cambellotti di Bari, trasferendo altrove gli uffici Aqp?); manca un vero museo della scienza e della tecnica o un grande museo della Terra. Presenze necessarie per declinare in termini contemporanei l’identità regionale e a questo proposito è indubbio che il processo strategico di nuova implementazione del sistema museale non può che essere in capo ai poteri regionali con l’obiettivo di staccarlo dalle sirene dell’economia turistica e incardinarlo nella filiera del Knowledge (l’istruzione, il sapere, la formazione, la cultura). Infine pensiamo alla rete degli Ecomusei, tramiti formidabili con le Comunità di riferimento: ultimi nati in Puglia, sono stati trascurati in questi anni e attendono un rilancio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+RETE+DEI+MUSEI+IN+PUGLIA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Fri, 18 Sep 2020 15:13:48 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>29-08-2020: "GRAN BERLINO" A BISCEGLIE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/29-08-2020-gran-berlino-a-bisceglie</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           29-08-2020: "GRAN BERLINO" A BISCEGLIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 29 agosto 2020, a Bisceglie, nell'ambito dell'undicesima edizione della Rassegna "Libri nel Borgo Antico", presso il Porto in via Nazario Sauro è stato presentato il volume di Waldemaro Morgese "Gran Berlino. Germania dolce e amara" (Radici Future Produzioni, Bari 2019).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il testo è stato presentato da Antonio Gelormini, che ha chiesto all'Autore di sintetizzare le ragioni per cui questo libro è stato definito, triplicemente, una guida turistica sui generis, un diario di viaggio e un breviario sentimentale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'autore ha risposto dilungandosi successivamente anche su una interpretazione della Nazione tedesca e sul perché - a sua opinione - la Germania è oggi egemone nell'UE.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO+A+BISCEGLIE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sat, 29 Aug 2020 15:04:13 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>FRANCA PESCE, IN MEMORIAM</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/franca-pesce-in-memoriam</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FRANCA PESCE, IN MEMORIAM
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FRANCA PESCE, IN MEMORIAM
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 14 agosto 2020 Franca (Delfino) Pesce è morta, all’età di 97 anni. Franca era nata a New York il 27 febbraio 1923, figlia di Ottone Pesce (fratello di Piero Delfino Pesce), musicista, compositore, direttore d’orchestra e di Carolina Palmieri, in arte Lina Palmieri, soprano leggero. Ottone e Lina si erano conosciuti sul palcoscenico di un teatro lirico messicano, durante una tournée, e si erano sposati in New York il 3 luglio 1922: testimoni di nozze Fiorello La Guardia futuro sindaco di New York per tre mandati consecutivi dal 1933 e Arturo Tomaiuoli, noto poeta e librettista. La sorella di Franca, Maria, non più fra noi da tempo, è stata scrittrice nonché insegnante nei Licei Classici romani; aveva sposato il poeta, attore e docente di tecniche sceniche Argo Suglia, di origini molesi. Tornata stabilmente in Italia Franca visse quasi un anno in Milano per le attività musicali del padre Ottone e durante questo soggiorno lo scultore Bruno Calvani, amico di Ottone, scolpì una sua testina oggi dispersa. Si stabilì quindi definitivamente a Roma con la sua famiglia, in una casa del Quartiere “Africano” sita in via Benadir n. 8 e si iscrisse il 21 dicembre 1936 alla “Terza Ginnasiale” presso il Regio Ginnasio parificato S. Angela Merìci (istituito nel 1930 nel Quartiere Nomentano), che faceva riferimento alla “pedagogista” ante litteram e fondatrice delle Orsoline, poi santa, Angela Merìci. Presso l’Istituto delle Orsoline frequentò anche il nuovo Liceo Classico maturandosi il 5 giugno 1941. Negli anni trascorsi nell’Istituto S. Angela Merìci fece amicizia con Giulietta Masina (nata nel 1921), anch’essa alunna presso le Orsoline e presumibilmente conobbe il giovane Federico Fellini che allora a Giulietta faceva la corte. Franca perse la cittadinanza statunitense perché alla data dell’entrata in guerra dell’Italia non fece ritorno negli USA, pur avendo il Console statunitense a Napoli offertole la possibilità di rientrarvi, insieme alla sorella Maria, a bordo di un sommergibile. Sul finire del 1944 sposò Giuseppe Morgese (nato nel 1916, morto nel 2005), successivamente capo degli Uffici Legale e Personale dell’Ente di Riforma Fondiaria di Puglia, Lucania e Molise ed ebbe con lui due figli: Waldemaro (nato nel 1945) e Maria Carla (nata nel 1949). Nell’intervallo fra la nascita dei due figli Franca si laureò il 15 luglio 1947 nell’Università di Roma “La Sapienza” in Lettere, discutendo con l’illustre Maestro Luigi Ronga una tesi in Storia della musica sul seguente argomento: “Albori dell’opera buffa in Roma: dal ‘Sant’Alessio’ all’opera ‘Dal male il bene’ – 1634-1653. Un librettista e quattro compositori”. In questa tesi, fra l’altro, si può leggere: “Non si può dimenticare che lo sviluppo rigoglioso del Teatro Barberini comincia nel ’37, da quando, cioè, il melodramma religioso si permise venisse recitato nei conventi e quindi non c’era più nemmeno la limitazione di pretesto del soggetto religioso”. Il gioco della sorte ha voluto – lo noto per inciso – che il figlio Waldemaro, dopo essersi iscritto a “La Sapienza” nel 1966, abbia frequentato e superato due esami in Storia della musica proprio con l’ormai anziano Luigi Ronga! Madre poco meno che trentenne Franca volle recarsi con i due figli bambinelli nel rinomato studio fotografico Venturini (in via Veneto a Roma), il cui “direttore artistico” era Alberto Parsi, per lo scatto di alcuni ritratti che fermassero nel tempo la sua bellezza giovanile e quella fanciullesca dei due figli: anche di questo dobbiamo esserle grati. Trasferitasi a Mola di Bari con il marito, Franca si iscrisse al quarto anno (d’ufficio) per il conseguimento della Laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Bari con numero di matricola 571. Successivamente ha intrapreso una carriera di educatrice, insegnando per decine e decine di anni materie letterarie ma anche lingua francese e inglese. Ha impartito anche molte lezioni private nel corso di numerosi anni (persino gratuitamente per studenti senza possibilità economiche ma meritevoli). Fin nella sua veneranda età era spesso riconosciuta per le strade di Mola di Bari e lodata da suoi vecchi alunni, ormai non più giovani. Ha lasciato ai due figli un biglietto autografo su cui ha espresso (e i figli hanno eseguito) la volontà che sulla sua lastra tombale fosse scritto: “Persona speciale”. Non perché lei si credesse tale, ma semplicemente perché ricordava lucidamente anche in età anziana le tante volte in cui suo papà Ottone, quando era bimbetta, le diceva affettuosamente “sei una persona speciale”. Quindi con questa frase in realtà Franca ha voluto ricordare, nell’ora estrema, la figura del padre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_FRANCA-PESCE--IN-MEMORIAM.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 14 Aug 2020 15:12:17 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>03-08-2020: A CECILIA MANGINI LE CHIAVI DI MOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/03-08-2020-a-cecilia-mangini-le-chiavi-di-mola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           03-08-2020: A CECILIA MANGINI LE CHIAVI DI MOLA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CECILIA MANGINI, NELLE RADICI DELLA NOSTRA STORIA È IL SUO LEGAME CON MOLA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [pubblicato su “Mola Libera” del 6 agosto 2020].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lunedì 3 agosto 2020 alle 20.00, nel Chiostro di Santa Chiara in Mola di Bari, sono state consegnate a Cecilia Mangini le chiavi della città di Mola (un’opera ceramica preziosa di Maria Elena Savini): tributo deliberato dall’intero Consiglio Comunale rappresentato in quest’occasione dal Sindaco. Il folto pubblico presente è stato allietato all’inizio dal meraviglioso gruppo corale queer “Ricchitoni”, schierato sul fronte LGBTI e alla fine dalla proiezione integrale di “In viaggio con Cecilia”, un documentario con la regia di Mariangela Barbanente e Cecilia Mangini prodotto da GA&amp;amp;A Productions nel 2012. La serata è stata organizzata dall’Associazione “Musicando” diretta da Annamaria Tanzi e da “Palazzo Pesce”, struttura animata da Margherita Rotondi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’immagine che si è presentata agli intervenuti è stata molto bella: Cecilia Mangini sul palco circondata da un “parterre” di autentiche speranze “cinefile”, tutte di Mola di Bari come lei e che con lei hanno interloquito: Mariangela Barbanente (regista e sceneggiatrice), Gianluca Sciannameo (film-maker, critico e studioso di cinema), Annalisa Mirizio (docente di letteratura comparata e di cinema nell’Università di Barcellona).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Purtroppo la città di Mola non ausilia granché la cultura (a meno che non la si confonda con l’eventistica…); prova ne è l’assenza totale di una valida presenza della filiera MAB (Musei-Archivi-Biblioteche), architrave della Cultura con la C maiuscola. Da tempo ho proposto agli Amministratori di trasformare la Biblioteca Comunale (che vivacchia) in una Fondazione culturale che possa implementare la filiera MAB, ma finora sono una Cassandra clamans in deserto. Si immagini il lettore cosa potrebbe – a mo’ di esempio – sortire di beneficio per i cittadini se, in una struttura museale molese, fossero incaricati appunto Mariangela Barbanente, Gianluca Sciannameo e Annalisa Mirizio di approntare la sezione dedicata a Cecilia Mangini? E se ciò si replicasse per le tante vite “illustri” della città? Chissà, forse Mola finirà per arrivarci quando nasceranno politici meno distratti e, se accadrà, diremo che non è mai troppo tardi, per farci coraggio!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma ora parliamo di Cecilia. Anche una parte della mia vita è intrecciata con lei, attraverso molteplici fili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In una memoria che probabilmente sarà pubblicata a breve, lei ha scritto fra l’altro: «Lentamente sono riuscita a risalire ai tempi della Teca del Mediterraneo, quando la dirigeva Waldemaro Morgese e Maria Abenante ne era la vicedirettrice: di anno in anno la Teca organizzava una tavola rotonda che riuniva storici, giornalisti, critici, registi, scrittori e la più varia umanità. La Teca del Mediterraneo produceva anche documentari dedicati agli autori di origine pugliese e arrivò un anno, il 2010, che Waldemaro affidò quello su di me a due documentaristi che io non conoscevo, che non mi conoscevano e tutti insieme in coro rifiutammo quella scelta ma Waldemaro ostinatamente dichiarò che proprio perché non ci conoscevamo la sua era una scelta sacrosanta. Era nel giusto e lo dimostra quel documentario, “Non c’era nessuna signora a quel tavolo” di Davide Barletti e Lorenzo Conte, girato con sovrimpressioni in anticipo sui tempi, con un montaggio molto articolato e un bel crescendo musicale sul titolo “FINE”. In più c’è un booklet firmato Gianluca Sciannameo».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al perché nel 2009 decisi di produrre un film-documentario (durata 66’) dedicato a Cecilia arrivo subito. Prima desidero rimarcare la parabola essenziale di Cecilia. Dopo una lunga attività a Firenze come organizzatrice nella Federazione Italiana Circoli del Cinema, cura la regia e la sceneggiatura di quattro intensi corti nel triennio 1958-1960: Ignoti alla città, Firenze di Pratolini, Stendalì (Suonano ancora), Maria e i giorni. Poi, con altri fra cui il marito Lino Del Fra e Lino Micciché, firma fino al 2004 innumerevoli altri documentari e dopo quell’anno (esattamente dopo Uomini e voci del congresso socialista di Livorno) entra “in sonno”. Dal “sonno” la tirano fuori anni dopo gli animatori del Cinema del Reale e la Presidenza della Repubblica, che la fregia della medaglia d’oro “per aver trasmesso alle generazioni future, attraverso la sua attività di cineasta documentarista, alcune delle più belle immagini dell’Italia degli anni ’50 e ‘60”. Il 2009 è l’anno in cui viene rivalutata la sua attività di fotografa: Claudio Domini, docente di Storia e tecnica della fotografia al DAMS di Gorizia, pubblica il volume L’impero dell’immagine. Cecilia Mangini fotografa 1952-1965, replicando un’operazione da lui già svolta su Luigi Di Gianni, tesa a investigare le relazioni fra inquadratura cinematografica e fotografia. Inoltre nel 2009 il “NododocFest” di Trieste valorizza la rassegna completa delle sue opere filmiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel Sud d’Italia la vera “ri-emersione” di Cecilia si chiama Non c’era nessuna signora a quel tavolo e segna come data il 2010: anno nel quale il film-documentario di Davide Barletti e Lorenzo Conte sulla vita di Cecilia viene distribuito e più di una volta subito trasmesso su RAI STORIA e in varie altre sedi in modo da farlo conoscere ad un vasto pubblico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché nasce Non c’era nessuna signora a quel tavolo? È il fortunato spillover di un progetto di Teca del Mediterraneo, quello di valorizzare le identità della Puglia e dimostrare che l’identità – contrariamente a quanto sostenuto da una errata vulgata “progressista” – non è necessariamente un fattore di conservazione o immobilismo ma può essere un potente vettore di arricchimento culturale e di valorizzazione dinamica delle radici. Teca del Mediterraneo fu antesignana e successivamente anche le politiche culturali regionali compresero tutto ciò e si comportarono di conseguenza. Fatto sta che il 15 settembre 2010 nel padiglione 152bis della Fiera del Levante si svolse una importante manifestazione: “Verso una mappa delle icone culturali dell’identità pugliese: film/frammenti in progress”. Furono proiettati in anteprima assoluta alcuni fotogrammi dei due film-documentari in corso di completamento, i cui titoli diventeranno Non c’era nessuna signora a quel tavolo (su Cecilia, di Barletti e Conte) e Io e la mia sedia (un film sul cantastorie pugliese Enzo Del Re, regia di Angelo Amoroso D’Aragona). A fine anno i due film erano pronti e furono resi pubblici. Livio Costarella, nell’annunciare l’evento, intitolò il suo articolo Del Re suona la sua sedia e Cecilia ricorda (La Gazzetta del Mezzogiorno del 13 settembre 2010). Il progetto di Teca, si badi, era già in corso di implementazione con ricchezza di contenuti: operisti e musicisti, cineasti, il Cut/Bari, i futuristi pugliesi, il primo film muto pugliese Idillio infranto arricchito con una magnifica colonna musicale opera di Nico Girasole…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo il 2010 la vita di Cecilia è stata un magnifico crescendo di popolarità, nazionale e internazionale; si sono anche vieppiù cementati i rapporti virtuosi con la Puglia e persino anche con la sua città nativa, Mola di Bari. La stessa decisione di Mariangela Barbanente di firmare con lei un film documentario in cui ripercorrere la “vita civile” di Cecilia degli anni “eroici” per compiere una sorta di bilancio su quanto successivamente accaduto nel Sud è la riprova più eloquente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È da sottolineare che mentre il rapporto con la Puglia è stato vivificato essenzialmente dal Cinema del Reale e dall’Apulia Film Commission, quello con la città di Mola ha visto come protagonista soprattutto l’Associazione “Le Antiche Ville”, per la semplice ragione che Cecilia è nata nella contrada rurale molese di Brenca, nel Poggio delle Antiche Ville (a riprova dello spessore storico della ruralità molese) e in questa contrada da un certo momento in poi si è ritirata ogni anno, in estate, per trascorrere un ameno soggiorno con il marito Lino (deceduto nel luglio 1997), dimorando nella casina di campagna ereditata dal padre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco alcuni riferimenti che danno conto di questo legame della città nativa con Cecilia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 14 dicembre 2002 su promozione dell’Associazione culturale “Realtà Nuove” e con il sostegno del Comune di Mola si svolse nel Centro Aperto Polivalente una retrospettiva intitolata Il cinema come strumento di indagine sociale: i documentari di Cecilia Mangini. Anton Giulio Mancino, nell’annunciare l’iniziativa, titolò il suo pezzo sulla Gazzetta del Mezzogiorno del giorno prima Ho fatto ciak sulla realtà. E Gianluca Sciannameo, nel suo libro Con ostinata passione. Il cinema documentario di Cecilia Mangini (pubblicato da Teca presso Edizioni dal Sud in astuccio con Non c’era nessuna signora a quel tavolo) ricorda che prendendo la parola in questa retrospettiva Cecilia sottolineasse con amarezza come il documentario avesse perso via via visibilità e pubblico dopo la stagione vivace del dopoguerra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 25 febbraio 2011 presso il Castello Angioino di Mola fu proiettato il film-documentario Non c’era nessuna signora a quel tavolo, con il saluto dell’Amministrazione Comunale e la presenza di Cecilia cui fu consegnata dall’Associazione “Le Antiche Ville” una targa. L’evento inaugurava la IX edizione della rassegna “Baricentro di cultura in collina”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sempre nel 2011, il 13 e 14 luglio, presso il Castello Angioino di Mola (replicata il 18 settembre presso Casina Morgese in Brenca), fu allestita dall’Associazione una mostra documentaria su “Cecilia Mangini maestra dell’immagine” (vi collaborò anche Maria Abenante): composta di 2 sezioni, la prima con l’esposizione di 6 fotografie scattate da Cecilia nelle campagne di Brenca; riprendono Maria Limitone, meglio conosciuta come “Maria di Capriati” per il suo legame morganatico con don Sebastiano Capriati (Maria è anche la protagonista di Maria e i giorni). La seconda sezione espose 9 cartoline postali spedite negli anni Venti allo zio paterno Angelo in 3 città: Arezzo, ove Angelo frequentava il Convitto Nazionale; Torino, ove frequentò l’Università e Roma ove frequentò il Centro Chimico Militare. Nonché altre 9 cartoline con vedute di Mola: ricevute tutte dallo zio paterno Angelo, che divenne un importante professore universitario di chimica, studioso di fama e Accademico dei Lincei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cecilia così scrisse all’Associazione “Le Antiche Ville” il 6 luglio 2011 in merito alle cartoline da esporre: «Da mio zio Angelo, fratello minore di mio padre, e anche da mio padre ho ereditato la fissa di conservare tutto, come se la vita potesse essere testimoniata da lettere, immagini, fotografie, cartoline – forse le più importanti di tutte: raccontano i luoghi, le città, i paesi, i nostri rapporti con i parenti, con gli amici. Figuratevi se non ho maniacalmente conservato quanto conservato da papà e da mio zio: vedete le foto di famiglia e altro che ho regalato al nostro ecomuseo. Le cartoline che si riferiscono alla Mola anni Venti e Trenta del secolo scorso e che sono state scelte per essere ingrandite come racconto di una comunità, hanno anche un retro, e questo retro parla in presa diretta dell’adolescenza e della giovinezza di mio zio. Sono stati soprattutto loro, mio papà e mio zio, a non farmi dimenticare il debito che mi lega a Brenca e a Mola». Così, credo, abbiamo scoperto una Cecilia non solo cineasta, non solo fotografa, ma anche collezionista affettuosa di cartoline!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 22 febbraio 2020, presso Casina Morgese in contrada Brenca, l’Associazione “Le Antiche Ville” ha promosso una serata musicale incentrata sulla proiezione di alcuni dei suoi documentari degli anni ’60 (Stendalì e Maria e i giorni), offrendo ai partecipanti anche una piccola mostra su Cecilia negli ambienti della Biblioteca “Il Poggio”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Concludo. Cecilia è anche una (potenziale) scrittrice fascinosa. Per sincerarsene, il lettore scorra (è solo un esempio) la breve ma intensa sua prefazione intitolata “Omero persuasore occulto” in testa alla raccolta di 47 fotografie scattate da lei a Lipari nel 1952 (Lipari 1952. Viaggio nelle cave di pietra pomice, a cura di Claudio Domini e Mattia Felice Paino, Edizioni del Centro Studi Eoliano, Lipari 2015), della quale trascrivo qui solo l’incipit:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Estate 1952: per fuggire dalla monotonia delle spiagge nascoste da quattro file di ombrelloni, Omero è il mio persuasore occulto: tutte le Eolie sono il regno degli dei del vento, però Lipari, identificata come l’isola delle pietre galleggianti, è in testa ai desideri miei. Purtroppo non ha alberghi né locande. A Panarea, invece, il medico condotto ha organizzato una trattoria sul lastrico di casa e per dormire affitta le casette calcinate bianche, abbandonate dagli isolani partiti in massa per l’Australia – allora eravamo noi italiani a partire per l’ignoto».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_A+CECILIA+MANGINI+LE+CHIAVI+DI+MOLA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 03 Aug 2020 14:55:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>29-7-2020: ANNALISA BONI LEGGE IL LIBRO DI VITANGELO MAGNIFICO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/29-7-2020-annalisa-boni-legge-il-libro-di-vitangelo-magnifico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 29 luglio 2020 nell'atrio del Castello Angioino di Mola di Bari è stato presentato il libro di Vitangelo Magnifico "Là dove c'erano le norie" (Gelsorosso, Bari 2020). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso della presentazione, cui hanno partecipato vari studiosi ed eruditi di Mola, l'attrice Annalisa Boni ha letto alcuni brani suggestivi del libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco di seguito la recensione al libro di Magnifico scritta da Waldemaro Morgese:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           AGRICOLTURA: MORTE O RINASCITA?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il settore agricolo nel nostro macrosistema economico, storico e ambientale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [su Città Nostra n. 199 del settembre 2020].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è già chi ha osservato che nelle varie proposte su come utilizzare i nuovi fondi che l’Italia ha avuto dall’UE manchi l’agricoltura; eppure dal 1970 ad oggi la superficie agricola utile si è ridotta di oltre 5 milioni di ettari e l’Italia oggi non solo non è autosufficiente sul piano alimentare (ci manca il 20% del fabbisogno) ma – per chi non lo sapesse – importa anche l’olio d’oliva. Molte produzioni sono “animate” da rapporti di lavoro semischiavistici, gli agricoltori in generale sono sussidiati altrimenti non potrebbero sopravvivere: infatti le cosiddette “filiere” agro-alimentari sono affollate di intermediari e - non potendo il prezzo finale dei prodotti essere superiore ad un certo limite perché oltre i consumi ne risulterebbero disincentivati – il risparmio si fa sul soggetto più debole della filiera, vale a dire l’agricoltore, in gran parte lasciato solo con se stesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo Vitangelo Magnifico nella voluminosa silloge Là dove c’erano le norie (Gelsorosso, Bari 2020) intitola la sua premessa La noria è morta! Vorrebbe significare, pessimisticamente, “l’agricoltura è morta” e chiosa: «La misera condizione della nostra agricoltura assume, così, valore di metafora del declino dell’intera comunità, quindi espressione di sottosviluppo, del quale i più non vogliono ancora prendere coscienza». O anche: «Perché all’innegabile ‘progresso’ della nostra comunità non è seguito l’atteso ‘sviluppo’ della nostra agricoltura nonostante la grande tradizione, il prestigio delle produzioni e il sufficiente know-how?».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La silloge ha un sottotitolo: Raccolta di scritti sull’agricoltura di Mola di Bari e dintorni (1970-2020). Nei 98 ‘pezzi’ scelti, fra i tanti scritti dall’Autore in 50 anni di operosa attività e studi, si spazia con dovizia in lungo e in largo sulle problematiche dirette o collegate per mille fili all’agricoltura-produzione. Questo è un fondamentale merito di Vitangelo Magnifico: l’agricoltura non è da lui concepita come una monade, ma come un sistema di civiltà e di ricchezza che connota i luoghi, tributaria e proattiva nel medesimo tempo di innumerevoli fenomeniche economiche, sociali e culturali. Nel volume insomma non emerge solo il ferrato tecnico, esperto di singole produzioni agricole e di singoli prodotti del lavoro agricolo, ma l’accorato sostenitore di un “mondo” plurisecolare che avrebbe grandi potenzialità ma rischia di rovinare su se stesso per insipienza e miopia (politica ma non solo).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo ‘sentire’ complesso era tipico di noi giovani del tempo (Magnifico è mio coetaneo, del 1945, solo qualche mese più anziano di me) ed non è facile farlo comprendere ai giovani d’oggi. Mi conforta però che la trentatreenne Marta Barone, inserita nella dozzina del Premio Strega, abbia scritto per il quotidiano la Repubblica del 7 agosto 2020 un bellissimo articolo intitolato Padre e figlio piantano gli alberi per salvare la terra: «rendere quel paesaggio brutale vivibile, fruibile, era una sfida, romantica ma anche sociale, un sogno commovente ma anche la messa in moto di qualcosa che aveva poco a che fare col sentimentalismo e molto con la vita degli umani e degli animali di quel luogo. Creare uno spazio di comunità, di condivisione, una campagna di tutti e per tutti». Nelle aree rurali infatti è tuttora possibile implementare uno spazio di comunità, anzi si tratta di una sfida interessante anche sul piano economico: è l’intuizione alla base degli ecomusei ed è sufficiente riflettere su cosa può diventare la socio-cultura e l’economia che insiste attorno alla “villa”. Per capirlo, basta rileggere le pagine illuminanti di James S. Ackerman consegnate in La villa. Forma e ideologia (Edizioni di Comunità, Torino 2000).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia scrivere di agricoltura significa anzitutto affrontare di petto due dualismi che da decenni attraversano il nostro Paese: quello città-campagna e quello Nord-Sud. Sono dualismi storici che si intrecciano fra loro e l’unica maniera per risolverli al meglio fu individuata – da noi giovani del tempo e da una parte dell’infrastruttura politica del tempo – nel metodo della “programmazione”, ma aimé con deludente risultato. Non per nulla Magnifico ripropone opportunamente la recensione che fece nel 1985 su Realtà Nuove (un periodico pubblicato a Mola di Bari) del libro La sfida della programmazione. Movimenti e politiche per l’agricoltura in Puglia, scritto a quattro mani, da me e dal compianto senatore Antonio Mari per le Edizioni dal Sud nel 1985, con una prefazione di Giuseppe Caldarola: un libro di successo, ristampato l’anno successivo. Magnifico così riassume (e felicemente) il libro: «Detto in breve, il resoconto di tutto ciò che doveva essere fatto e non è stato, invece, realizzato nell’agricoltura pugliese dalla istituzione delle Regioni».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Autore di certo ricorderà il comune impegno per il recupero delle terre incolte della nostra regione, a partire dagli anni ‘80, sull’onda della legge 285 del 1977. E oggi? Sarebbe senza dubbio utile tornare a programmare, intersecando città e campagna, Nord e Sud, enfatizzando inoltre un quinto convitato di pietra e cioè le aree interne. Secondo molti studiosi il riequilibrio territoriale e il nuovo rapporto città-campagna dovrebbe valorizzare non solo il patrimonio paesaggistico salvandolo dal dissesto idrogeologico, ma anche la società civile che nelle aree interne e rurali sopravvive (oggi residua, ma non è detto che lo spopolamento debba continuare così): una società civile, come ha scritto di recente Dario Di Vico (sul Corsera del 10 agosto), «comunque decisamente più vivace di quanto si possa trovare nei secondi o terzi anelli delle aree metropolitane».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando parliamo di città e campagna, di aree metropolitane e aree interne, in sostanza parliamo anche di Nord e di Sud: perché valorizzando le relazioni virtuose fra città e campagna, fra metropoli e aree interne noi in realtà ausiliamo il riequilibrio del rapporto fra Nord e Sud, o per meglio dire possiamo contribuire a riequilibrarlo a patto di agire in modo programmato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Su tutto ciò ci aiuta ancora Vitangelo Magnifico, nel suo bel libro che parla sì di Mola di Bari ma soprattutto – attraverso l’approccio microterritoriale - dell’Italia e della nostra storia profonda. Infatti egli scrive con accorata chiarezza: «Affrontare il ‘caso studio’ dell’agricoltura molese, oltre a condurre alla formulazione di un modello per la rinascita ambientale ed economica del territorio, è anche un atto dovuto nei confronti dei nostri antenati, i quali, con il lavoro e immani sacrifici, crearono una identità produttiva e morale che ancora caratterizza la nostra comunità e che sarebbe un imperdonabile errore dissipare».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Libri come questo sono pietre miliari importanti della microstoria e microeconomia: se riguardano Mola di Bari dobbiamo esserne vieppiù orgogliosi e riconoscenti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ANNALISA-BONI-LEGGE-IL-LIBRO-DI-VITANGELO-MAGNIFICO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 29 Jul 2020 15:18:01 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>26-07-2020: MATERA, RICORDANDO LEONARDO SACCO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/26-7-2020-matera-ricordando-leonardo-sacco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I26-07-2020: MATERA, RICORDANDO LEONARDO SACCO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese è intervenuto nel Borgo rurale “La Martella” (Matera) in presenza del Comitato di quartiere Quaroni, dell’Associazione culturale Adriano Olivetti e di altri cittadini del Borgo sulla figura del grande meridionalista Leonardo Sacco.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Ha affermato che Sacco fu un grande meridionalista "non mainstream", sempre orgoglioso delle proprie opinioni e restìo a compromessi sulle questioni fondamentali. Al termine del suo intervento e di quello di altri (fra cui Mimmo Calbi, presidente dell'Associazione culturale "Leonardo Sacco") si è svolto lo spettacolo teatrale conclusivo del Festival “Nessuno resti fuori”, itinerante nei luoghi abbandonati di Matera.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di fronte al teatro “Quaroni” mai aperto ufficialmente, alla Biblioteca “Olivetti” (senza i libri di Sacco per gli interni mai risanati) e all’arena cinematografica in deperimento, tutti hanno potuto notare quanto l'occasione di Matera capitale europea della cultura sia stata sciupata, perché su tutto ciò si è glissato. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MATERA-+RICORDANDO+LEONARDO+SACCO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 26 Jul 2020 14:53:34 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA CULTURA E' ALIMENTO DELLA MENTE O ALTRO?</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-cultura-e-alimento-della-mente-o-altro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA CULTURA E' ALIMENTO DELLA MENTE O ALTRO?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL LIBRO POSSIBILE? NON PARLIAMO DI CULTURA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [pubblicato su «Corriere del Mezzogiorno» del 18 luglio 2020, p. 9].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Covid-19 ha acuito una problematica molto poco mainstream ma che aleggia con sempre maggiore vivacità quale sorta di “convitato di pietra” nel dibattito mai sopito che si dipana nel nostro Paese sulla cultura. In tempi normali esplode di solito nei mesi estivi (sono quelli del moltiplicarsi delle rassegne, dei festival “del libro”, ecc.), ma quest’anno ha trovato nell’infezione un’altra ragione per manifestarsi, perché si fa un gran parlare su come costruire modelli culturali che non siano “quelli di prima”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dilemma generale in cui tutto si inscrive è facile da formulare: deve la Cultura essere alimento della mente o deve alimentare lo sviluppo economico di un territorio, di una nazione, di un’enclave comunque connotata? Si badi: intendiamo riferirci alla sua vocazione fondamentale, caratterizzante, perché una volta assolto al compito – imprescindibile - di nutrire la mente, se la Cultura aiuta anche l’economia va da sé che ciò è benvenuto! Ma qualora i compiti secondari tralignino e divengano gli unici impatti sul serio perseguiti, che si fa?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni volta che quest’ultima circostanza dovesse verificarsi (come purtroppo accade in molte rassegne di “cultura mordi e fuggi”, ad esempio “Il Libro Possibile” di Polignano per intenderci) penso che bisognerebbe avviare una semplice ma doverosa “operazione verità”: finanziamole pure queste rassegne “mordi e fuggi” ma non consideriamole operazioni culturali bensì di marketing turistico o di collateralismo a questo e quel potente di turno, o altro. Sostenere il consumo di pizze, aperitivi, B&amp;amp;B, ristoranti, hotel e posti barca e tutto l’indotto connesso sta bene, ma diciamo pane al pane e vino al vino: cioè, per carità, non parliamo di Cultura ma di altro, anch’esso accettabile, certo. Ma la mente, l’acculturazione, il sapere, la riduzione delle disuguaglianze attraverso l’apprendimento non c’entrano affatto, anche se ci sbattono sotto il muso pile di libri e di novità editoriali e scomodano grandi bestsellerrisiti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si badi, è un intero sistema di comportamenti “culturali” che andrebbe finalmente demistificato e ripensato: ho letto con godimento la sapidissima sostanziale stroncatura dello Strega sul «Domenicale» del 5 luglio scorso, ove l’imperdibile Gianluigi Simonetti parla di libri scritti in un italiano di plastica che sono all’incrocio fra convenzioni di genere e ammiccamenti glamour.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se prevalesse il nutrimento della mente, allora la Cultura starebbe in filiera non con il Turismo (come accade ora al MiBACT) ma con l’Istruzione e la Formazione permanente; e Musei, Archivi, Biblioteche, Conservatori di Musica, Accademie di Belle Arti, Fondazioni e altro (cioè le molte istituzioni non effimere) costituirebbero il backbone, la spina dorsale della Cultura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Del resto, qualora l’attuale organizzazione dei modelli culturali fosse funzionale dovremmo notare impatti positivi sul cosiddetto “capitale umano” (preferirei usare il termine “capacità umane”, come si esprime Amartya Sen); impatti che, aimé, non ci sono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+CULTURA+E-+ALIMENTO+DELLA+MENTE+O+ALTRO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 18 Jul 2020 14:45:35 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I "QUADERNI DEL CUT/BARI"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/my-post</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I "QUADERNI DEL CUT/BARI"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «QUADERNI DEL CUT». IL TEATRO DA BARI FECE CULTURA IN ITALIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il periodico del Centro universitario citato anche da Italo Moscati sulla prestigiosa «Sipario».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [pubblicato su «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 14 luglio 2020, p. XVIII].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’annata 1968 della rivista Sipario (nata nel 1946 e fin dal 1947 edita da Valentino Bompiani) si apre con America Hurrah di Jean-Claude van Itallie (un belga cresciuto dall’età di 4 anni a Great Neck – Long Island), inscenato dall’Open Theater di Joe Chaikin e si chiude sempre con America Urrà: il teatro della rivolta. Sfilano oltre all’Open e al Living Theatre, il Cafe La Mama, il Performance Group, Caffe Cino, Daytop Theatre, Theatre Genesis, Black Theatre, Gut Theatre, Bread&amp;amp;Puppet Theatre, Teatro Campesino, San Francisco Mime Troupe, Firehouse Theater, Om Theatre Workshop. Insomma una fetta dell’off America all’insegna di: “Broadway addio” e della massima di Manny Farber «gli americani devono capire che in arte correr dietro a ciò che è scontato significa perdere la partita in partenza».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Era una plastica dimostrazione che il teatro non poteva restare ai margini del sommovimento sociale in atto nel Mondo occidentale. Il fascicolo di giugno della prestigiosa rivista ci segnala anche l’audience che si erano guadagnati i Quaderni del Cut/Bari, perché Italo Moscati, nell’informare i lettori che anche Pier Paolo Pasolini aveva pubblicato un suo manifesto per il teatro sulla rivista Nuovi Argomenti diretta dal medesimo Pasolini con Alberto Carocci e Alberto Moravia, si chiedeva: «sarebbe interessante apprendere le reazioni dei redattori di Teatro/Festival e dei Quaderni del Cut/Bari sul manifesto pasoliniano, specie sul punto in cui si parla di un teatro per gli intellettuali avanzati della borghesia cioè di un teatro per pochi, dato che in queste 2 riviste, non prive di contenuti rilevanti, giovani universitari chiedono ripetutamente un teatro politico e di idee per molti». 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proprio ad essere pignoli, curiosamente l’ultimo fascicolo del 1967 di Sipario aveva arato il terreno: infatti era stato dedicato interamente al teatro futurista italiano e proponeva ben evidente la riproduzione di un articolo di Antonio Gramsci del 5 gennaio 1921 in cui il futuro dirigente comunista dichiarava di approvare quanto stavano facendo i futuristi, cioè “distruggere” la civiltà attuale nel campo delle arti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            I Quaderni del Cut/Bari nascono sostanzialmente nell’ottobre 1967 curati da Vito Attolini, si arricchiscono di 9 fascicoli e dal giugno 1973 sono retti da un comitato redazionale con Achille Mango, Franco Fanizza, Egidio Pani, Vito Attolini, Antonio Serravezza, Antonio (Waldemaro) Morgese, Franco Perrelli e Gianni Attolini. L’ultimo fascicolo è del giugno 1983: in tutto, dal 1967, ben 22 numeri che sono la testimonianza più importante del fatto che il Cut/Bari non fu soltanto una compagnia di teatro sperimentale ma anche una presenza culturale di grande livello, di certo non provinciale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Quaderni del Cut/Bari ci permettono dunque di comprendere che il meglio della giovane intellettualità pugliese (ma non solo) e comunque che la Puglia partecipò in pieno allo “spirito pubblico” prevalente in quella fase esaltante dell’impegno sociale e dell’innovazione che ormai definiamo “Sessantotto”. Fase che per di più vide, sullo scenario nazionale, il fiorire anche di altre riviste di teatro, cui i Quaderni del Cut/Bari si affiancarono degnamente: La scrittura scenica (curata da Giuseppe Bartolucci), Biblioteca Teatrale (da Ferruccio Marotti e Cesare Molinari), Teatro (da Giuseppe Bartolucci, Ettore Capriolo, Edoardo Fadini). Nonché la scelta da parte di riviste prestigiose di editare numeri monografici sul teatro: penso a Il Verri diretta da Luciano Anceschi, Ulisse da Maria Luisa Astaldi e Il Ponte da Enzo Enriques Agnoletti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-I+QUADERNI+DEL+CUTBARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 14 Jul 2020 14:49:34 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-I+QUADERNI+DEL+CUTBARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-I+QUADERNI+DEL+CUTBARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"KATASTROFE'": LA NOVITÀ EDITORIALE DI WALDEMARO MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/katastrofe-la-novita-editoriale-di-waldemaro-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Katastrofé - L'Italietta nel Coronavirus" (Edizioni dal Sud 2020, pagg. 56, euro 8,00) è il nuovo libro di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Contiene 18 editoriali (i "Multiverso") pubblicati dall'Autore su "EPolis Bari inweek" dal 21 febbraio al 26 giugno 2020. Interventi rapidi ma densi, nei quali sfilano tutte le tematiche rilevanti implicate dalla diffusione dell'infezione: unificate nel concetto di "catastrofe" intesa come causata dall'indomita propensione dell'Homo sapiens a coltivare l'Hybris.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_KATASTROFE-+LA+NOVITA-+EDITORIALE+DI+WALDEMARO+MORGESE-723d7c15.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_KATASTROFE-+LA+NOVITA-+EDITORIALE+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg" length="13700" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Jun 2020 08:59:51 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_KATASTROFE-+LA+NOVITA-+EDITORIALE+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-02-2020: MUSICA E RICORDI IN CASINA MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-2-2020-musica-e-ricordi-in-casina-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           22-02-2020: MUSICA E RICORDI IN CASINA MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 22 febbraio 2020 si è svolto nella Casina Morgese (1898) un evento promosso dall'Associazione Le Antiche Ville ONLUS e dall'Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari, con lo scopo di ricostruire una serata di tanti anni fa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il maestro Nilla Pappadopoli ha eseguito e/o accompagnato su un vecchio pianoforte verticale opere dei musicisti Ottone Pesce e Vito Valdemaro Morgese, vissuti nel Novecento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si sono esibiti i giovani cantanti Jasmin Ungaro (contralto) e Michele Sansone (tenore). Si è proceduto alla proiezione di un breve documentario di RAI Storia su Cecilia Mangini, film-maker ultranovantenne di origini molesi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           I partecipanti hanno potuto anche visitare una piccola mostra sulla Mangini nella Biblioteca Rurale Il Poggio. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MUSICA+E+RICORDI+IN+CASINA+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 22 Feb 2020 15:25:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/22-2-2020-musica-e-ricordi-in-casina-morgese</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MUSICA+E+RICORDI+IN+CASINA+MORGESE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MUSICA+E+RICORDI+IN+CASINA+MORGESE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>31-1-2020: "GRAN BERLINO" ALL'ARCHEOCLUB DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/31-1-2020-gran-berlino-all-archeoclub-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           31-1-2020: "GRAN BERLINO" ALL'ARCHEOCLUB DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Venerdì 31 gennaio 2020 a Bari, presso la sede dell'Archeo Club, si è svolta una presentazione del libro di Waldemaro Morgese Gran Berlino. Germania dolce e amara (Radici Future, 2019).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L 'opera è stata introdotta da Carlo Attilii, vicepresidente del Club, presente anche Niny Spinetti Bartolo, infaticabile promotrice dell'Associazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Quindi vi è stata una illustrazione del libro da parte del prof. Gaetano Veneto, che ha ricordato fra l'altro le sue permanenze a Berlino, presso l'Università Humboldt, per studiare il grande giurista tedesco Philipp Lotmar.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' intervenuto anche l'Autore, che ha toccato alcuni dei punti salienti dell'opera.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un pubblico numeroso e partecipe di ascoltatori ha seguito il dibattito con attenzione; si sono registrati anche alcuni interventi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO+ALL-ARCHEOCLUB+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 31 Jan 2020 15:15:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/31-1-2020-gran-berlino-all-archeoclub-di-bari</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO+ALL-ARCHEOCLUB+DI+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>KATASTROFE'. L'ITALIETTA NEL CORONAVIRUS</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/katastrofe-l-italietta-nel-coronavirus</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           KATASTROFE'. L'ITALIETTA NEL CORONAVIRUS
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scarica gratuitamente il PDF integrale del libro di Waldemaro Morgese KATASTROFÉ - L'ITALIETTA NEL CORONAVIRUS (Edizioni dal Sud, Bari, 2020, € 8): clicca sull'icona PDF in basso a sinistra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se invece vuoi nella tua biblioteca l'elegante libretto in cartaceo bisogna rivolgersi alle Edizioni dal Sud (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:info@dalsud.it" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           info@dalsud.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ) oppure acquistarlo su AMAZON.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Buona lettura!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-KATASTROFE-.+L-ITALIETTA+NEL+CORONAVIRUS.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 01 Jan 2020 16:10:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/katastrofe-l-italietta-nel-coronavirus</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-KATASTROFE-.+L-ITALIETTA+NEL+CORONAVIRUS.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>16-12-2019: M'ha guardato dall'occhio di un gatto</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/16-12-2019-m-ha-guardato-dall-occhio-di-un-gatto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 16 dicembre 2019, alle ore 19.30, presso Palazzo Pesce in Mola di Bari si è svolto, alla presenza di un foltissimo pubblico, l'evento inaugurale di MOLA CREA, con la presentazione della raccolta di poesie di Argo Suglia, M'ha guardato dall'occhio di un gatto, Giazira Edizioni, Noicattaro 2019. Ha aperto l'evento l'esecuzione di "Ultimo Valzer" scritto da Ottone Pesce per la figlia Mariolina, divenuta la consorte di Argo Suglia. Ha suonato al piano Roberto Casulli. Reading di Carlo D'Ursi, Annalisa Boni, Katia Berlingerio. Ha condotto l'evento Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CENNO BIOGRAFICO SU ARGO SUGLIA (di Waldemaro Morgese):
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Argo Suglia (Mola di Bari, 23 agosto 1921 – Roma, 16 febbraio 2018), figlio di Pietro e Cecilia Castellana (casalinga e provetta ricamatrice), crebbe in un ambiente familiare particolare, influenzato dal padre, non solo amabile ma anche forte personalità totalmente immersa nel mondo essoterico del cosiddetto “ermetismo terapeutico” fondato da Giuliano Kremmerz (1861-1930), al secolo Ciro Formisano, nativo di Portici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Kremmerz nel 1896 dette vita alla “Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam” (scuola di medicina occulta a beneficio dei fratelli e sorelle affiliati, posti nella condizione di diventare terapeuti).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Kremmerz promosse alcune accademie operative della medicina ermetica a Napoli, Bari, Roma, Taranto, La Spezia. L’accademia barese era denominata Accademia di Pitagora, quella romana Accademia Vergiliana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pietro subito dopo la fine della seconda guerra mondiale fu nominato preside dell’Accademia Vergiliana, in cui erano confluiti gli affiliati dell’Accademia di Pitagora, posta “in sonno”: a Roma infatti si trasferisce dopo un periodo di servizio come geometra negli uffici napoletani delle Ferrovie dello Stato (a Napoli Argo Suglia frequenta la Facoltà di Medicina, senza però laurearsi).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Argo Suglia si fondono, per tutta la durata della vita, molteplici impulsi creativi: conoscitore della dottrina ermetica (lascito del padre), poeta, attore, scrittore di testi teatrali, insegnante autorevole di dizione, anche regista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha nutrito inoltre uno spiccato sentiment identitario perché molto legato affettivamente (in un rapporto per verità di “odio-amore”) alla sua città natale, Mola di Bari, ove ebbe modo di tornare in varie occasioni dopo il suo definitivo trasferimento in Roma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conclusa una breve attività lavorativa alle dipendenze della compagnia telefonica romana TE.TI, che si sciolse nel 1964, cominciò per Argo Suglia una vita in perfetta simbiosi con il variegato e stimolante mondo artistico romano, con al fianco l’amata consorte Maria – professoressa di lettere e successivamente scrittrice anch’essa –, figlia del musicista Ottone Pesce (uno dei sette figli di Angelo, il cui primogenito fu Piero Delfino, il fondatore del partito repubblicano pugliese).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Argo Suglia svolse per vari anni l’insegnamento di dizione e tecniche attoriali prima presso la famosa scuola romana di Alessandro Fersen, poi presso altre strutture ed anche privatamente impartendo lezioni domiciliari. I suoi “alunni” sono stati una vera schiera: Raffaella Carrà, Antonio Campobasso, Marina Sciarelli Genovese, Michele Soavi, Marco Modugno, Fulvia Midulla, John Clap, Adriana Pecorelli, Teresa Pedroni, Bianca Grieco e numerosi altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ebbe anche il merito di elaborare un compiuto metodo di tecniche e creatività dell’attore, un vero e proprio manuale noto a molti attori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fondò proprie compagnie teatrali: Officina del Commediante, Scuola-Officina, Officinarte. Operò anche presso il Teatro-studio di Spoleto, il Teatro-studio di Roma, la Scuola di Tecniche dello Spettacolo di Roma, l’Accademia di Campobasso. In qualità di regista teatrale diresse L’istruttoria di Peter Weiss e nel 1992 Ipotesi di spettacolo, da lui scritto, con cui intese mettere in scena «il ghigno e i soprusi del potere, i conformismi e lo sfruttamento dell’uomo». In queste opere militanti Argo Suglia volle saggiare gli abissi sovente oscuri dell’animo umano, ponendo al bando ogni orpello e convenzione per restituire la vita vera, quella segnata spesso dall’indicibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È stato presente in radio, in televisione e nel cinema: per il cinema scrisse nel 1968 insieme a Paolo Bianchini la sceneggiatura Non sparate a Will Newman.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Argo Suglia ha coltivato la propria vena poetica per tutta la vita: anche negli ultimi anni, nonostante le sue condizioni fisico-psichiche fossero diventate via via durissime.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha vinto quattro premi nazionali, con lusinghiere motivazioni da parte delle giurie: il Città di Palestrina 1988, il premio Poesia Haiku 1989, il Lidense 1997 e il primo Poetry Meeting Italo-Elvetico 2000. Ha ottenuto anche altri riconoscimenti, classificandosi nelle terne o cinquine premiate. Sue poesie sono apparse in antologie, riviste e giornali. I suoi haiku (poesie di 3 versi) sono stati oggetto di lezione presso le Università degli studi di Urbino e Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Era solito dedicare sue poesie a parenti e amici. Ne dedicò alcune anche alla sua città natale: quella più nota, Mola del Mare, era collegata alla sua “battaglia” tesa ad ottenere la modifica della denominazione da Mola di Bari in Mola del Mare (infatti la sua corrispondenza dal 2013 cominciò a portare l’indirizzo “70042 Mola del Mare”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Importante il suo profondo sodalizio amicale e artistico con lo scrittore e critico Mario Lunetta e con l’attore Achille Millo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le ceneri di Argo Suglia giacciono ora in Roma, nel cimitero del Verano, insieme alla moglie Maria, deceduta il 2 giugno 2011 dopo lunga malattia e alla figlioletta Maria Rita nata senza vita il 14 agosto 1962.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ===  ===
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La poesia di Argo Suglia è stilisticamente in alcuni casi dolce, in altri molto aspra; l’andamento in alcuni casi è elegiaco o addirittura ridondante di affettività, in altri algido ed ermetico: pregno di riferimenti criptici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul piano contenutistico vi è l’amore (o per meglio dire l’odio-amore) per la terra natìa, per i buoni sentimenti, ma anche la forte protesta, lo scherno o l’ironia per le ingiustizie e per le forme di superstizione e conformismo presenti nella società. Ed anche la pietà per la morte precoce, nonché la denuncia per eventi apocalittici come i terremoti o l’amara sorte dei migranti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Costantemente positivi nel corso del tempo sono stati i giudizi delle giurie dei premi letterari cui Argo Suglia ha partecipato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 1966 la giuria del premio “Costantino Nigra”, composta da importanti nomi quali Carlo Bo, Libero Bigiaretti, Marco Forti, Giovanni Getto, Geno Pampaloni, Leone Piccioni, Paolo Volponi, Ludovico Zorzi e Giuseppe M. Musso, espresse il seguente giudizio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «La poesia di Argo Suglia, frutto di lenta maturazione, si rifà a un’esperienza di infanzia e adolescenza meridionali, rivissute con una nostalgia ferma, mai abbandonata, dichiarata con accento asciutto, più epigrammatico che elegiaco, talvolta acceso dalla protesta. In ogni lirica vi è la presenza non rettorica di persone e animali, terra e mare, fatiche, amori e lutti. La scena non è mai vuota, come l’immagine non è mai gratuita».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 1997 la giuria del premio “Lidense”, composta da Aldo Rosselli, Mario Lunetta, Giampiero Sanavio, Mario Verdone e Gianni Sepe, così si espresse:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Una lirica ermetica, una voce poetica forte e dirompente, quella di Argo Suglia, poeta-attore. Dai suoi versi emanano, e le si respira nella pienezza espressiva, l’aria e la gestualità scenica dei grandi interpreti della tragedia ellenica. Canta, Argo Suglia, il mare e la terra delle radici, e la koinè della sua creatività poetica percorre i canoni classici della purezza ermetica della parola, fino al narcisismo espressivo. Versi saturi di empatia, che penetrano il lettore, trasportandolo sulle onde musicali di un fascinoso percorso che lo portano a congiungersi simbioticamente con il poeta». 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così, infine, nel 2007, la giuria del premio “Maestrale-San Marco”:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Dotato di una singolare ricchezza ritmico-lessicale, sorvegliata e orchestrata dal pensiero vigile, l’autore lascia trasparire una visione noumenica del pietoso nulla, contrastata tuttavia dalla passione dell’intelletto e della poesia».
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           [1] Su Kremmerz si veda almeno Giuliano Kremmerz e la sua Scuola Iniziatica, a cura di Pier Luca Pierini, Edizioni Rebis, Viareggio 2000, opera in cui appare la fotografia che Argo Suglia teneva esposta nel salotto della sua casa romana, ove sono ritratti Kremmerz e il padre Pietro. Argo Suglia negli ultimi anni della sua vita ha consegnato l’archivio in suo possesso, relativo a Kremmerz e al padre, all’Università degli Studi Roma Tre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [2] Per onorare la morte di Millo (ottobre 2006), Argo Suglia compose il seguente necrologio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Tu, amico mio, non sei morto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sei andato di là cambiando il
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tempo della “battuta”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aiutami a trovare un posto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vicino a te perché la nostra
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           amicizia di settant’anni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           continui ancora»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/locandina-evento.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 16 Dec 2019 15:32:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/16-12-2019-m-ha-guardato-dall-occhio-di-un-gatto</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. MORGESE - "GRAN BERLINO. GERMANIA DOLCE E AMARA": recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-gran-berlino-germania-dolce-e-amara-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. MORGESE - "GRAN BERLINO. GERMANIA DOLCE E AMARA": recensioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           METTI UNA SERA A BERLINO. TRA IL DOLCE E L’AMARO RESTA SEMPRE LA BELLEZZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il pugliese Waldemaro Morgese e il viaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Domenico Mugnolo, germanista [recensione apparsa su La Gazzetta del Mezzogiorno del 14 dicembre 2019].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il volume di Waldemaro Morgese dal titolo Gran Berlino. Germania dolce e amara, Radici future, Bari 2019 (con deliziosi disegni originali di PierMarino Zippitelli) si presenta come una guida alla capitale tedesca e costituisce il resoconto di un viaggio di una decina di giorni intrapreso nel 2018 dall’autore, insieme alla sua compagna, la poetessa e docente di tedesco Angela Redavid.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In verità, il lettore si trova difronte (non inganni la scrittura piacevole e scorrevole) a qualcosa di ben più ricco e complesso di un vademecum per chi si rechi a visitare questa città che ha segnato di sé la storia di buona parte dell’Otto e del Novecento. Gran Berlino è il frutto di un’attenzione alla cultura di lingua tedesca che risale fin dagli anni di gioventù dell’autore. E dietro l’attenzione di Morgese si indovina non soltanto l’ammirazione per tanti aspetti della cultura tedesca, ma anche una certa simpatia. Ciò non significa, tuttavia, che egli dimentichi o sottovaluti gli aspetti tragici legati al nome della Germania. E però sa che «l’elaborazione del lutto è stata perseguita dal popolo tedesco con una fermezza e tenacia che pochi popoli hanno dimostrato nel corso della storia». Insomma, affrontando il viaggio, il corredo ideale e mentale di Waldemaro Morgese non poteva essere certo racchiuso in una valigetta: vi trovano posto letture numerose e importanti, riflessioni approfondite e acute. Né l’autore rinuncia a brevi incisi che ci restituiscono aspetti della sua stessa personalità: cosa cui non siamo più abituati a sentirci proporre da una guida, ma che ha una sua lunga e nobile tradizione, risalente all’epoca in cui chi si metteva in viaggio si considerava un viaggiatore, non un turista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il turista dei nostri giorni è abituato a girare per le città, inseguendo frettolosamente le mete suggerite da guide cartacee o virtuali, selezionate in base alla durata del soggiorno: un giorno, un week end, una settimana. In città si percorrono le vie che conducono ai monumenti segnalati come significativi mentre le altre, nelle quali si svolge la normale vita cittadina, vengono disertate. Non è per questo tipo di turista che scrive Waldemaro Morgese, che, certo, non ignora snobisticamente i monumenti cruciali della città, ma accanto ad essi cerca quegli angoli e quei luoghi che solo la curiosità (e le letture pregresse) suggeriscono di non ignorare, ma anzi a volta di privilegiare: l’obiettivo dei due viaggiatori non è depennare una dopo l’altra da una ideale lista le mete irrinunciabili: sanno bene che in dieci giorni sarebbe illusorio farlo. A loro preme cercare i luoghi che per l’uno o l’altro motivo richiamano memorie, letture, immagini. Così è per la leggendaria Volksbühne, il teatro che fu di Max Reinhardt, così è per il mitico cinema Babylon, così per il museo dedicato alla Blindenwerkstatt di Otto Weidt, un imprenditore che in piena Berlino dava lavoro a operai ebrei ciechi altrimenti destinati alla deportazione e allo sterminio. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si concedono però anche soste in locali da ballo, ci portano a cena con loro a gustare una pizza o a goderci uno spettacolo teatrale scoperto un po’ per caso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tempo tolto alla visita della città? Niente di più sbagliato. Capire come ci si diverte altrove, come si cena, come si assiste a uno spettacolo è quanto di meglio ci sia per capire la città che si visita. La guida è frutto di scelte: meglio parlare con agio di quello si può dire nello spazio limitato a disposizione, anziché accennare a malapena a questioni che meriterebbero una trattazione approfondita. E tuttavia i temi di cui non parla, Morgese li ricorda: dal sistema bibliotecario (significativo oltre ogni dire che ogni museo abbia la sua attrezzata biblioteca per chi non voglia limitarsi a una visita anche attenta), al movimento del Bauhaus. Ed è come se ricordandoli lanciasse un suggerimento al lettore: queste cose andrebbero conosciute. Non a caso ci fornisce sempre opportuni suggerimenti bibliografici. Un volumetto che va messo in valigia, quando si parte per Berlino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ‘GRAN BERLINO’ IL BREVIARIO DI VIAGGIO SENTIMENTALE DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ‘Gran Berlino’ Germania dolce e amara: il breviario sentimentale di Waldemaro Morgese, edito da Radici Future Produzioni, con postfazione di Domenico Mugnolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Di Antonio V. Gelormini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione apparsa su Affaritaliani.it di martedì 19 novembre 2019].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A definire così ‘Gran Berlino’, il prezioso volumetto edito da Radici Future Produzioni 2019, è lo stesso autore, Waldemaro Morgese, che in un certo modo ne delinea anche i caratteri dell’originale “compagno/manuale di viaggio”, per noi, allorquando descrive il ‘suo’ passe-partout introspettivo per l’affascinante capitale tedesca: un libretto di Abraham Yehoshua ‘Antisemitismo e sionismo. Una discussione’, Edizioni Einaudi 2004.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Gran Berlino” più che una guida è davvero un breviario da leggere, rileggere e consultare: per tener vivi curiosità e interesse nella scoperta di questo suggestivo forziere di cultura, innovazione, storia e modernità, che fanno di questa città – cantata e decantata da artisti d’ogni sorta – un vero e proprio santuario laico ed europeo della bellezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come Damiel e Cassiel, i due angeli de ‘Il cielo sopra Berlino’ di Wim Wenders, Waldemaro Morgese (che col regista tedesco condivide specularmente passione cinefila e caratteri delle iniziali) insieme alla sua compagna di viaggio, Angela Redavid, indicano, suggeriscono e spesso svelano al lettore/visitatore – con molta discrezione – una Berlino alquanto nascosta o in genere ‘tralasciata’ dalle tradizionali guide turistiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un percorso binario, che mette in evidenza il destino ‘duplice’ della città che più di tutte riassume e riflette il carattere identitario della stessa Germania: l’ellisse con due fuochi al centro dell’Europa. Gioia e dolore, croce e delizia del Vecchio Continente, in cui la sua persistente dicotomia diventa esaltazione e orgoglioso slancio nazionalista: nel senso più nobile del termine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Due Germanie, due Berlino, due facce dello stesso popolo. Amaro e dolce, mostruosità e bellezza, amore e crudeltà – apprezzabilmente descritti in due pagine anch’esse binarie (11 e 22), presumo inconsapevolmente ma significativamente appropriate – che raccontano e descrivono la cohabitation della grande musica, della grande filosofia, della grande letteratura e della grande arte, con le mostruosità aberranti e deformi dell’orrore più devastante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con le parole di George Steiner, l’autore ricorda come: “Adesso sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke a sera, può suonare Bach e Schubert, e quindi, il mattino dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In altre parole, la narrazione senza tempo e senza canoni dell’espressionismo germanico, nell’indomabile fermento volitivo: riassumibile nella fenice anch’essa bicefala – che accorpa la tradizione greca e quella egizia – capace di risorgere, ogni volta più attraente, dalle proprie ceneri o dalle profondità fluviali o marine più infime.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei suggerimenti discreti di Morgese, però, c’è anche la descrizione di una potenza economico-industriale, in cui l’esaltazione del Welfare è da sempre la spina dorsale di un Paese caparbio, che si ostina a trasformare la ricchezza ‘diffusa’ in benessere per ciascun cittadino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una serie di itinerari, di passeggiate e di esperienze in grado di far cogliere, fino in fondo, il carattere travolgente di una “Berlino, città in divenire”, che coltivando l’esercizio della memoria, prova a farne un antidoto efficace contro i fantasmi del passato e il rifiorire di mal-sopite spinte totalitarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fermenti virtuosi che prendono forma nel mosaico museale senza pari, che Berlino può vantare e coordinare in una rete culturale cittadina, segnata da innovazione e proiezione tecnologica avanzata. Rinforzato da un sistema bibliotecario ricchissimo, altamente fruibile, sostenibile e all’avanguardia, nonché da un patrimonio e da una cultura cinematografici di raffinata e diffusa competenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tutto in una sorta di ‘Esprit de géométrie’ della Germania, che esplode nella proposta architettonica variegata all’insegna del ‘Futuro nelle radici’ di cui Waldemaro Morgese si fa cantore raro e autoctono, dato che come ricorda Domenico Mugnolo, nella sua postfazione, “il numero di resoconti di viaggiatori italiani in Germania è numericamente irrilevante, rispetto a quello di viaggiatori tedeschi in Italia”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-Gran+Berlino+Germania+Dolce+e+Amara.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 14 Dec 2019 16:06:28 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>03-12-2019: "GRAN BERLINO" A BARI PRESSO FELTRINELLI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/03-12-2019-gran-berlino-a-bari-presso-feltrinelli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           03-12-2019: "GRAN BERLINO" A BARI PRESSO FELTRINELLI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Martedì 3 dicembre 2019 il saggio di Waldemaro Morgese Gran Berlino.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Germania dolce e amara (Radici Future Edizioni, 2019) è stato presentato presso la Libreria Feltrinelli di Bari. Hanno dialogato con l'Autore Antonio V. Gelormini e Domenico Mugnolo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I due interlocutori hanno ripercorso il libro ponendo in rilievo il primo l'originalità della trattazione e il secondo l'attitudine dell'autore ad essere un "viaggiatore" piuttosto che un "turista".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un pubblico folto ha seguito l'intera presentazione, non disdegnando di formulare anche qualche domanda all'autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO+A+BARI+PRESSO+FELTRINELLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 03 Dec 2019 15:12:47 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-11-2019: "GRAN BERLINO" A MOLA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-11-2019-gran-berlino-a-mola-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-11-2019: "GRAN BERLINO" A MOLA DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 28 novembre 2019 presso la Libreria Culture Club Café di Mola di Bari è stato presentato il saggio di Waldemaro Morgese Gran Berlino. Germania dolce e amara (Radici Future Edizioni 2019). La presentazione è stata aperta da Angela Redavid, poetessa e docente di lingua e letteratura tedesca. L'opera è stata presentata da Domenico Mugnolo, insigne germanista già titolare di lingua e letteratura tedesca nelle Università e presidente dell'Associazione italiana di Germanistica, che ha firmato l'epilogo dell'opera. Il libro è arricchito da disegni originali di PierMarino Zippitelli. Gli interventi dei relatori, fra cui quello dell'Autore, sono stati apprezzati dal pubblico presente e ascoltati con attenzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO+A+MOLA+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 Nov 2019 15:09:29 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>16-11-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A IMOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/16-11-2019-i-guerrieri-cambiano-a-imola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;h4&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            09-11-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A BITONTO
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 16 novembre 2019, alle 11.00, il romanzo di W. Morgese "I guerrieri cambiano" è stato presentato nella Biblioteca Comunale di Imola (BIM), con la presenza di Roberta Turricchia che ha conversato con l'Autore. Brani del romanzo sono stati letti da Paola Cardace, della BIM.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Roberta Turricchia ha presentato l'Autore, comprese le sue attività di bilbiotecario e di ecomusealista, anche con l'ausilio di immagini a schermo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riguardo al romanzo, Turricchia ha sostenuto, riferendosi al protagonista: "Ugo non riesce ad impietosirmi, nonostante le sue oppressioni, le ossessioni e il bisogno di cambiare la sua vita. Non ha rispetto dell'amicizia, dell'amore, delle donne, non ha pietà per se stesso e per gli altri. Nella seconda parte del libro poi si rivelerà uno psicopatico, un perverso e un assassino.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tuttavia è descritto sempre su un gradino sopra gli altri, mai come un malato o un uomo dilaniato e fregile. Come mai?".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'Autore ha interloquito con la presentatrice, definendo Ugo un esempio della fragilità e della confusione dell'uomo contemporaneo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+IMOLA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 16 Nov 2019 15:07:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/16-11-2019-i-guerrieri-cambiano-a-imola</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>09-11-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A BITONTO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/09-11-2019-i-guerrieri-cambiano-a-bitonto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           09-11-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A BITONTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 9 novembre 2019 alle 18.30 il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano" (Homo Scrivens Editore in Napoli) è stato presentato a Bitonto, presso la Libreria del Teatro. Gianluca Rossiello, titolare della Libreria, ha dialogato con l'Autore e ha anche letto i brani da lui ritenuti più interessanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Altri brani sono stati letti da Angela Redavid con brevi commenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Una partecipante fra il pubblico ha posto in rilievo la propria preferenza per la seconda parte del romanzo (Oltreverso), perché ritenuta molto creativa. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-09-11-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+BITONTO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 09 Nov 2019 15:05:38 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/09-11-2019-i-guerrieri-cambiano-a-bitonto</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-09-11-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+BITONTO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-09-11-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+BITONTO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>31-10-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A MILANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/31-10-2019-i-guerrieri-cambiano-a-milano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           31-10-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A MILANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovedì 31 ottobre 2019, nella saletta di Open, spazio coworking di Milano, è stato presentrato il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano" (Homo Scrivens editore in Napoli), insieme alla silloge di poesie di Angela Redavid intitolata "Io come una moneta" (dal Sud editore in Bari). L'evento ha avuto come titolo "Amore e ombre. Un viaggio nell'incerta realtà dell'io". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sandro Marabelli ha aperto e coordinato, proiettando altresì alcune fotografie di Puglia. Nicola Fanizza ha discusso del romanzo (interpretato come manifestazione dello "spazio duale", secondo la tesi sostenuta nella sua recensione del libro apparsa su "Nazione Indiana" del 28 ottobre). Stefano Boldorini ha dialogato con Angela Redavid sulla silloge. Paola Martelli ha letto brani delle due opere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una bella iniziativa nel corso della quale si sono toccati vari argomenti, anche inquietanti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+MILANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+MILANO.jpg" length="53708" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 31 Oct 2019 15:01:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/31-10-2019-i-guerrieri-cambiano-a-milano</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+MILANO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+MILANO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UN NUOVO PARADIGMA PER LE BIBLIOTECHE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/un-nuovo-paradigma-per-le-biblioteche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           UN NUOVO PARADIGMA PER LE BIBLIOTECHE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha risistemato, ai fini della pubblicazione di un ebook, il proprio intervento svolto durante gli "stati generali della cultura" a Caserta, in data 28 settembre 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco l'intervento nella sua versione integrale:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Occorre partire, nella nostra speculazione sullo stato della cultura in Italia, da una constatazione di certo non ottimistica: gli istituti che la connotano non godono di grande salute, anzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scuola, che produce cultura nelle sue pratiche più accorte e non solo erudizione nozionistica, non riesce a divenire l’organismo che servirebbe per i futuri cittadini del XXI secolo: ad esempio si misura uno iato profondo rispetto alla sensibilità per l’ambiente (mentre essa dovrebbe informare più incisivamente i programmi e la didattica).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma è in relazione ad una potenzialmente importante filiera della cultura quale il “MAB” (musei-archivi-biblioteche) che il precario stato di salute si evidenzia nel modo più clamoroso. Magari, stando all’interno della filiera quali operatori ciò non emerge in modo plastico, prevalendo di certo le logiche e le dinamiche di tipo autoreferenziale (e consolatorio). Ma osservando la situazione da un punto di vista esterno – qualunque esso sia – la “veduta” cambia e molto (purtroppo).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Intanto c’è la situazione difficilissima delle due principali biblioteche nazionali (Firenze e Roma): talmente difficile da sembrare quasi incredibile che non siano neppure paragonabili a strutture ben più efficienti e dotate, anche se operanti in ambiti geograficamente periferici come ad esempio lo scacchiere mediorientale (si pensi alla Nazionale di Teheran…).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre si registra – pesante come un colpo di clava – la sostanziale insignificanza attuale in Italia di biblioteche e archivi rispetto alla vita delle persone, quindi una sorta di irrilevanza o scarsa utilità welfaristica misurata dal fatto che le statistiche stimano in appena il 15% la frequentazione delle biblioteche da parte dei cittadini (per gli archivi la percentuale è più drammatica ancora, ad una cifra; per i musei la situazione non è migliore, salvo che per alcune strutture – non più di una ventina - che sono assurte a realtà di importanza nazionale).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come si sa, le statistiche sono il frutto di una media e se scomponiamo i dati su base territoriale, capiamo meglio come alcune aree (il Sud naturalmente) siano vieppiù “desertiche”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa situazione, già drammatica in termini puntuali, se osservata in modo prospettico ci induce a formulare congetture alquanto pessimistiche, perché di certo il futuro – a bocce ferme, per così dire – non è amico della filiera “MAB”, soprattutto delle biblioteche e degli archivi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20stati%20generali%20Caserta28-9-2019.docx#_ftn1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , a causa di vari fattori fra cui vale la pena di menzionare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -        l’intelligenza artificiale (IA);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -        la realtà aumentata e tutte le tecnicalità che promuovo l’iper-realtà o l’ultra-realtà;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -        la robotica;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -        la progressiva transizione della specie umana allo stato di cyborg.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di quattro fenomeni che congiurano tutti a “individualizzare” e quindi parcellizzare i percorsi di Knowledge e che potrebbero condurre addirittura, in un futuro non prossimo ma incombente, a “introiettarli” nella complessione fisico-mentale della persona, ad esempio attraverso impianto di chip. Uno scenario congetturabile, dunque, è che il fanciullo, il giovane, l’adulto del futuro prossimo venturo dispongano delle “scatole degli attrezzi” del Knowledge quali protesi personali. Sembra quasi di poter immaginare che i processi prospettici per la filiera “MAB” potrebbero essere simili a quelli che hanno portato i grandi calcolatori mainframe degli anni 50 a miniaturizzarsi sempre più, fino a divenire piccole scatolette facili da tenere in tasca o anche al polso!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per affrontare tutto ciò e soprattutto le tendenze prospettiche bisognerebbe ragionare in termini strategici, mutando radicalmente le opzioni in campo, e inoltre compiere una riflessione approfondita sulle mission dei vari istituti del Knowledge.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anzitutto è da promuovere fra gli operatori e presso i decisori istituzionali e politici lato sensu una visione della cultura e degli istituti del Konwledge fondata sulla integrazione diffusa. Bandendo i settorialismi e i micro-interessi, occorrerebbe dare vita ad una filiera espansa, vale a dire la macrofiliera “CIF”: cultura, istruzione, formazione (Long Life Learning); ove all’interno del segmento “C” vi sia una collocazione forte per il “MAB”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa conversione di strategia consentirebbe di apprezzare l’importanza per il Paese di un comparto fortemente articolato rappresentativo di una esigenza di sommo valore, la “nutrizione della mente”; inoltre di chiarire anche come tutti gli istituti del Knowledge siano da preordinare a questa esigenza. Attualmente le istituzioni pubbliche e la politica hanno delineato una macro-filiera che unisce cultura e turismo, con la conseguenza che la prima si trova sostanzialmente sottomessa al secondo che prevale sul piano delle occasioni di business. Alimentare il reddito, peraltro, piuttosto che la mente, è ritenuto oggi – a torto – un asset prevalente!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’integrazione di cultura, istruzione e formazione avrebbe un notevole impatto sul fine tuning delle mission particolari: quelle di scuola di ogni ordine e grado, università, alta istruzione, formazione permanente, musei, archivi, biblioteche. Mi soffermo qui sulle mission del “MAB”, cui si riferiscono gli stati generali della cultura in Terra di Lavoro, di cui oggi questa giornata casertana è parte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Andando oltre una intuizione di alcuni decenni fa, pur molto fortunata e interessante, che discettò di biblioteche come “piazze del sapere” (cioè luoghi aperti della “conversazione” civile oltre che culturale), oggi base di partenza di ogni discorso innovativo sulla filiera “MAB” non può che essere l’approccio “eco”, intendendo per “eco” il termine greco òikos, casa. Cioè l’esigenza che la produzione ed elaborazione della conoscenza (Knowledge) e l’uso che se ne debba fare parta – rigorosamente e direi anche coraggiosamente - dalla consonanza con il proprio territorio, al fine di garantire la perspicuità e “giustificazione ad esistere” di qualsivoglia attività degli istituti della cultura: per le biblioteche è stato elaborata (anche da chi scrive) l’espressione “ecobiblioteca” a significare, appunto, la presenza privilegiata dell’òikos.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20stati%20generali%20Caserta28-9-2019.docx#_ftn2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insomma occorre oggi un fine tuning delle mission dei vari istituti della filiera “MAB” in modo da ri-porli in consonanza con la società umana in evoluzione. Per indicare questo fine tuning (quando è radicale) fra la società in tumultuosa e rapida evoluzione e gli istituti del Knowledge di cui stiamo trattando, si suole utilizzare il termine “paradigma”, ricorrendo evidentemente alla speculazione del filosofo della scienza Thomas Samuel Kuhn, che di paradigmi ha scritto compiutamente nella sua opera The structure of Scientific Revolutions.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I cambi di paradigma, quando avvengono, contrastano il pensiero e gli assetti mainstream, quelli che si sono affermati nel corso del tempo precedente e sono avvertiti come dominanti. Li sostituiscono o più frequentemente li affiancano, a guisa di stratificazioni, talché gli “strati” precedenti non perdono subito o del tutto la loro giustificazione pur se cronologicamente sono scavalcati; divengono comunque ben presto obsoleti proprio perché è sorto e si è consolidato un nuovo paradigma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riguardo ai musei, un paradigma innovativo è stato alcuni decenni fa elaborato dalla “nouvelle muséologie” con protagonisti Hugues de Varine e Georges-Henri Rivière che concettualizzarono l’ecomuseo. Anche nel campo bibliotecario sono strati individuati vari paradigmi dagli studiosi di biblioteconomia ed oggi si discute su quale possa essere il più efficace ed anzi se ne possa esistere uno nuovo dopo la sequenza dei noti paradigmi “documentale”, “manageriale” e “sociale”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dobbiamo comunque porci una domanda: nell’epoca dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU, ha un senso indagare su un nuovo paradigma in campo culturale con particolare focalizzazione sugli istituti bibliotecari? Se sì, avrebbe evidentemente anche un senso riposizionare sul piano delle mission la filiera “MAB”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di certo, se è da concepire un nuovo paradigma per gli istituti bibliotecari, esso deve avere fortemente a che fare con l’esigenza che la mission non sia solo quella di “interpretare” o “documentare” la società e la realtà più complessivamente, bensì quella di migliorarle o addirittura cambiarle (in meglio): le esigenze complesse, spesso anche drammatiche, che promanano dall’òikos congiurano in questa direzione, fino a suggerire una figura di bibliotecario per nulla neutrale o “indifferente” ma impegnato nella modificazione degli aspetti negativi o perniciosi che l’òikos presenta. Crisi ecologico-ambientali ma anche crisi sociali in termini di diseguaglianze crescenti, identità negate, globalizzazione squilibrante, povertà: ecco un possibile catalogo delle fenomeniche che, se aggredite, posizionerebbero le biblioteche in un “fuoco culturale” del tutto nuovo (e appassionante).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È forse questa la via maestra per contrastare l’obiettiva attuale irrilevanza welfaristica delle biblioteche, innegabile per quanti generosi e volitivi siano gli sforzi profusi dai bibliotecari stessi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quelle qui elaborate sono riflessioni utili per il dibattito e il confronto. Perché la “verità” è sempre una costruzione sociale che trae linfa da più ruscelli, più vene. Abbiamo cercato di contribuirvi."
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20stati%20generali%20Caserta28-9-2019.docx#_ftnref1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Riguardo ai musei il processo non è al momento chiaramente visibile, ma la “realtà aumentata” sarà in progressione decisiva per uniformarne il destino rispetto agli altri due soggetti della filiera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20stati%20generali%20Caserta28-9-2019.docx#_ftnref2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Mauro Ceruti ed Enzo Tiezzi hanno diretto dal 1990 una rivista quadrimestrale di “ecologia delle idee” intitolata proprio Oikos. La seconda serie, diretta dal solo Tiezzi a partire dal 1997, è stata pubblicata da Greentime Editori per volontà di Ekoclub International e si è posta come orizzonte la ricerca di «stili ecologici di pensiero» (cfr. l’Editoriale del n. 1 del 1997, p. 9). La rivista tuttavia è stata focalizzata sull’òikos inteso come sistema complesso di interazione delle dinamiche dei cicli biogeochimici globali, mentre nel nostro caso la focalizzazione riguarda le relazioni fra “capitale” naturale e “capitale” prodotto dall’uomo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_UN+NUOVO+PARADIGMA+PER+LE+BIBLIOTECHE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Sep 2019 14:43:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/un-nuovo-paradigma-per-le-biblioteche</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-09-2019: STATI GENERALI DELLA CULTURA A CASERTA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-09-2019-stati-generali-della-cultura-a-caserta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-9-2019: STATI GENERALI DELLA CULTURA A CASERTA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese è intervenuto quale relatore ad una giornata di dibattito pubblico svoltasi nell’ambito degli Stati Generali per la cultura in terra di lavoro, sabato 28 settembre 2019 a Caserta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese ha posto in rilievo come la situazione delle istituzioni della conoscenza (knowledge) sia difficilissima e oggi oltremodo precaria: a mero titolo esemplificativo le statistiche stimano nell’appena il 15% i cittadini frequentanti le biblioteche in Italia, una percentuale peggiore perfino di quella dei lettori di almeno un libro all’anno e che è destinata – se non intervengono veri correttivi – a scendere ancora di più nei prossimi anni, perché il futuro è nemico non amico delle biblioteche a motivo dello sviluppo della realtà aumentata, dell’IA, della robotica intelligente e del passaggio della specie umana a quella di cyborg. Si aggiunga che si tratta di una cifra media, in quanto nel Sud la situazione è ancora peggiore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le eccellenze, che pure vi sono, purtroppo non fanno tendenza e comunque sono una goccia nel mare: se non lo si riconosce, vuol dire che ci si attarda in un approccio ingenuo, autoreferenziale e consolatorio, che a nulla serve per cambiare la situazione negativa (quando non diventa nei fatti autolesionista e dannoso).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per affrontare tutto ciò occorre un mutamento radicale delle opzioni strategiche (quelle che si formulano a 15, 30 anni) e una riflessione approfondita sulle mission delle varie istituzioni della conoscenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riguardo alle strategie, bisognerebbe cominciare a ragionare (e ad imporre alla politica) una visione dell’azione sulle istituzioni della conoscenza fondata sulla integrazione diffusa: bisognerebbe creare cioè anzitutto la macrofiliera CIF: cultura, istruzione, formazione (Long Life Learning). Bisognerebbe reclamare per la macrofiliera CIF un’unica fondamentale opzione strategica: la nutrizione della mente, perché agire sul fattore umano costituisce l’azione più efficace per l’avanzamento di ogni altro aspetto. La politica ha risposto all’esigenza di creare filiere integrando cultura e turismo: circostanza perniciosa e devastante, in quanto ha sottoposto la cultura al business turistico, degradandola ad ancella o fattore servente. Bisogna invertire tutto ciò, ponendovi fine. Determinati settori degli operatori della conoscenza hanno dimostrato consapevolezza dell’importanza, oggi, di creare microfiliere, concependo il MAB ad esempio (musei-archivi-biblioteche), ma il progetto è rimasto tuttora ad una fase embrionale, salvo riproporlo stancamente ogni tre-quattro anni, perché al suo compiuto sviluppo ostano le “gelosie” di ruolo, gli approcci autoreferenziali e gli orgogli storici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riguardo alla mission di ciascuna istituzione della conoscenza il discorso da fare è vasto: coinvolge gli istituti della scuola, dell’università, della formazione permanente, della microfiliera MAB, gli altri istituti della cultura come accademie di belle arti, conservatori di musica, etc. Mi soffermo perciò solo sulla microfiliera MAB, più vicina agli interessi di questi “stati generali”, non senza sottolineare che la base di partenza di ogni discorso innovativo in fatto di mission non può non essere – anche per l’alta formazione – l’approccio “eco”, intendendo per “eco” il termine greco òikos (casa). Cioè la necessità che la produzione ed elaborazione della conoscenza e l’uso che se deve fare parta necessariamente da una consonanza con il proprio territorio, al fine di garantire la perspicuità e giustificazione ad esistere di qualsivoglia attività degli istituti: per le biblioteche personalmente ho elaborato da tempo il concetto di “ecobiblioteca”, ma il discorso è molto più ampio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Occorre oggi un “fine tuning” delle mission dei vari istituti MAB ponendoli in consonanza con la società in evoluzione. Per indicare questo “fine tuning” fra la società in tumultuosa e rapidissima evoluzione e gli istituti MAB si suole utilizzare il termine “paradigma”, ricorrendo evidentemente alla speculazione del filosofo della scienza Thomas Samuel Kuhn, che di paradigmi ha scritto compiutamente nella sua opera The Structure of Scientific Revolutions.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I cambi di paradigma contrastano il pensiero “mainstream”, quello che si è affermato nel corso del tempo ed è dominante: lo sostituiscono o più frequentemente lo affiancano, a guisa di stratificazioni successive, talché gli “strati” precedenti non perdono la loro giustificazione ad esistere pur se cronologicamente scavalcati ma divengono più “obsoleti” proprio perché è sorto un nuovo paradigma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In campo museale un paradigma innovativo, ad esempio, vari decenni fa è stata la “nouvelle muséologie” implementata da Hugues de Varine e da Georges-Henri Rivière, con la concettualizzazione dell’ecomuseo. Anche nel campo bibliotecario sono stati individuati vari paradigmi dagli studiosi di biblioteconomia ed oggi si discute su quale possa essere il più efficace ed anzi se ne possa esistere uno nuovo dopo la sequenza dei paradigmi “documentale”, “manageriale” e “sociale”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’epoca successiva all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU, ha un senso indagare su un nuovo paradigma in campo culturale? Se sì, ha anche un senso riposizionare sul piano operativo (delle mission) la filiera MAB?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di certo se va concepito un nuovo paradigma per le biblioteche, esso deve avere a che fare con l’esigenza che le biblioteche non abbiano come mission fondamentale solo quella di “interpretare” o “documentare” la realtà, bensì quella di migliorarla o addirittura cambiarla utilizzando gli strumenti del “knowledge” (che dovrebbero agire soprattutto, come già precisato, per nutrire la mente): le esigenze dell’òikos “congiurano” in questa direzione, fino a profilare una figura di bibliotecario per nulla neutro o “indifferente” ma impegnato nella modificazione degli aspetti negativi o perniciosi della propria società. Tutto ciò è molto evidente in campo ecologico e ambientale, ma vi sono anche molte altre problematiche, prime fra tutte quelle che ci portano ad intervenire per ridurre le diseguaglianze sociali, la povertà, l’abbandono delle identità a fronte dei processi di globalizzazione, eccetera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo mio intervento è per forza di cose una sorta di “sommario”, perché molti temi implicati nel ragionamento generale che ho fatto sono da sviluppare (su alcuni ho anche scritto in varie sedi) ma spero di aver dato il senso delle convinzioni che ho maturato dopo decenni di impegno nel campo del knowledge.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_STATI+GENERALI+DELLA+CULTURA+A+CASERTA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Sep 2019 13:56:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>25-08-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A BISCEGLIE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/25-08-2019-i-guerrieri-cambiano-a-bisceglie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           25-08-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A BISCEGLIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Domenica 25 agosto 2019, alle ore 20.50, il romanzo di W. Morgese "I guerrieri cambiano" è stato presentato presso il Porto di Bisceglie, in una location suggestiva, nell'ambito della rassegna "Libri nel borgo antico", decima edizione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Alla presenza di un folto pubblico e introdotto dall'organizzazione, il romanzo è stato illustrato dall'attrice e regista teatrale Paola Martelli, che ha anche letto alcuni brani. L'Autore ha risposto alle domande e si è dilungato su alcuni aspetti del romanzo, specie in relazione ai rapporti fra realtà e finzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+BISCEGLIE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 25 Aug 2019 13:54:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>GIORGIO NEBBIA: L'INSOSTENIBILITA' DELLA SOSTENIBILITA'</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/giorgio-nebbia-l-insostenibilita-della-sostenibilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           GIORGIO NEBBIA: L'INSOSTENIBILITA' DELLA SOSTENIBILITA'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NEBBIA E L’AMBIENTE UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il ricordo. A un mese dalla scomparsa dello studioso che fu anche nostro collaboratore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno, sabato 3 agosto 2019, p. 17].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Atlantide giunse via via a rappresentare tutti i mondi perduti: perché l’isola fantasmatica più famosa viene descritta da Platone inabissatasi per terremoti e inondazioni, migliaia di anni prima. Così ha scritto il bibliofilo e membro della Royal Geographic Society Edward Brooke-Hitching, raccontandola nel suo L’atlante immaginario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In effetti sappiamo che se il riscaldamento globale superasse i 5 gradi la civiltà terrestre collasserebbe, come Atlantide, e il fatto grave è che stiamo perdendo molte occasioni per limitare il riscaldamento: basta ripercorrere la cronaca dell’andamento della curva dell’anidride carbonica, che è altalenante e non scende affatto sotto i 2 gradi dell’era preindustriale (come stabilito nella conferenza di Parigi del 2015), per comprendere quanto sia fondato lo scetticismo di molti sul concetto di «sostenibilità».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fra costoro c’è Giorgio Nebbia. Ci ha lasciati un mese fa, il 3 luglio: luglio 2019 è stato un mese funesto per tutti noi, sul serio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando scrissi il libro La sottile linea verde (sottotitolo: Eccessi svolte e prospettive della questione ambientale), nel 2013, chiesi ad Antonella De Robbio (al tempo coordinatrice del polo biblioteche giuridiche dell’Università di Padova) e a Giorgio due contributi da inserire nel libro. Nebbia mi inviò il suo con sollecitudine, accompagnato da questa mail perentoria: «il mio contributo è questo, non va cambiata neppure una virgola, se ti va, bene, altrimenti cestinalo». Nebbia era fatto così: schietto e diretto, come tutti i veri grandi. Naturalmente lo pubblicai così come lui voleva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché Nebbia teneva molto a ciò che mi aveva scritto? Perché il suo contributo era intitolato: L’insostenibilità della sostenibilità. Nove paginette affascinanti, dense di numeri, che però si concludono con un respiro panico e un velo di pessimismo: «È del tutto vano chiacchierare su quanto a lungo potrà durare la storia dell’uomo sulla Terra, su quanto potranno durare le riserve di petrolio o di minerali, sull’innalzamento della temperatura del Pianeta o del livello degli oceani, sul massimo numero di esseri umani che la Terra può sopportare. Nove miliardi di persone a metà del XXI secolo? Dieci o undici alla fine del XXI secolo? Come vivranno e dove saranno questi in futuro? Finirà un giorno l’avventura degli esseri umani su questo Pianeta? Domande futili, perché anche dopo la scomparsa degli esseri umani, dei nostri arroganti grattacieli e delle nostre fabbriche e centrali, e anche quando le scorie radioattive che lasciamo alle generazioni future si saranno stancate di liberare radioattività, continuerà la vita, quella sì, sostenibile, a differenza delle cose umane, fino a quando il Sole – anche lui – non si sarà stancato di gettare calore nello spazio. Per ora, nel brevissimo (rispetto ai tempi della natura) spazio di una o dieci o cento generazioni, accontentiamoci di ammirare il mondo che ci circonda e, se possibile, di rispettarne le meraviglie». Nebbia, come può comprendere il lettore, è stato anche un poeta, perfino con una vena distopica!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho rivisto Giorgio a Roma il 15 aprile 2016, nella Biblioteca Nazionale, avendolo invitato a testimoniare (e ad avere un «attestato d’onore» da tutti i bibliotecari) in un convegno intitolato «L’ambiente in biblioteca, le biblioteche per l’ambiente». In quella occasione perorò la causa del preziosissimo archivio-biblioteca della Fondazione Micheletti di Brescia, che raccoglie anche le carte sue e dell’amata consorte Gabriella. Gli atti di quel convegno si aprono così, con una sua frase: «L’ambiente va protetto. Si può proteggere l’ambiente solo guardandolo in faccia e lo si può guardare in faccia solo attraverso le biblioteche».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giorgio Nebbia ci ha insegnato molto, non lo dimenticheremo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GIORGIO+NEBBIA+L-INSOSTENIBILITA-+DELLA+SOSTENIBILITA-.jpg?dm-skip-opt=true" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 03 Aug 2019 13:59:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/giorgio-nebbia-l-insostenibilita-della-sostenibilita</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GIORGIO+NEBBIA+L-INSOSTENIBILITA-+DELLA+SOSTENIBILITA-.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GIORGIO+NEBBIA+L-INSOSTENIBILITA-+DELLA+SOSTENIBILITA-.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>25-07-2019: INTERVISTA A W.MORGESE SULLA BIBLIOTECA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/25-07-2019-intervista-a-w-morgese-sulla-biblioteca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           25-7-2019: INTERVISTA A W.MORGESE SULLA BIBLIOTECA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 25 luglio 2019 il magazine online MOLALIBERA (
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.molalibera.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           www.molalibera.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ) ha pubblicato una intervista a Waldemaro Morgese, che può essere letta al link 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.molalibera.it/2019/07/25/intervista-a-waldemaro-morgese-la-biblioteca-comunale-e-una-cosa-morta-va-rifondata/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           https://www.molalibera.it/2019/07/25/intervista-a-waldemaro-morgese-la-biblioteca-comunale-e-una-cosa-morta-va-rifondata/
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ed anche nel file PDF in allegato al presente post.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            W. Morgese sostiene, in risposta alle domande di natura generale postegli dall'intervistatore (il direttore del magazine Andrea Laterza), che oggi in presenza di una situazione difficile della società globale le biblioteche devono svolgere sempre più e meglio un ruolo di autentiche istituzioni culturali autonome, dotate di una visione che le ponga in sintonia con l'oikos, la propria casa, cioè il proprio territorio di riferimento, al fine di migliorarlo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A ciò corrisponde la teorizzazione della "ecobiblioteca", evoluzione della biblioteca "verde" specializzata in questioni dell'ambiente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'ecobiblioteca va oltre sia alla tradizionale biblioteca "deposito di libri" (ipotesi peggiore), sia alla più evoluta biblioteca intesa come agenzia di servizi, anche complessi e sofisticati (ipotesi migliore).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Insomma, secondo W. Morgese, siamo di fronte alla nascita di un nuovo paradigma biblioteconomico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_INTERVISTA+A+W.MORGESE+SULLA+BIBLIOTECA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_INTERVISTA+A+W.MORGESE+SULLA+BIBLIOTECA.jpg" length="71372" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 25 Jul 2019 13:51:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/25-07-2019-intervista-a-w-morgese-sulla-biblioteca</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_INTERVISTA+A+W.MORGESE+SULLA+BIBLIOTECA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_INTERVISTA+A+W.MORGESE+SULLA+BIBLIOTECA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"LA CULTURA EFFIMERA": IL NUOVO LIBRO DI W.MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-cultura-effimera-il-nuovo-libro-di-w-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A luglio 2019 le Edizioni dal Sud hanno pubblicato il nuovo libro di Waldemaro Morgese: La cultura effimera. Nutrire la mente nel Sud dimenticato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ISBN 978-88-7553-283-3. Pagg. 68, € 8,00.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si tratta di 20 elzeviri più una premessa introduttiva in cui l'Autore sottolinea il nesso fra lo sviluppo delle pratiche culturali improntate all'effimero e il deserto culturale che si diffonde in un Sud d'Italia peraltro dimenticato dalle politiche generali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sotto la lente d'ingrandimento sono soprattutto i festival del libro, della canzone e del cinema, la scuola, le biblioteche, le sagre e le feste patronali, l'idea che la cultura sia "servente" rispetto al turismo (specie quello dei "grandi eventi") e al commercio, i poteri criminali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si sottolinea inoltre l'importanza di spettacoli minori come il circo, della poesia, di paesi esteri che - per quanto piccoli - hanno saputo investire in cultura. Nella "premessa" l'Autore argomenta l'assunto del libro in modo più approfondito, fornendo una critica ragionata di tendenze che, sotto certi aspetti, originano anche dalle attuali impostazioni "economicistiche" dell'Unione Europea.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+CULTURA+EFFIMERA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+W.MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+CULTURA+EFFIMERA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+W.MORGESE.jpg" length="65240" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 01 Jul 2019 08:56:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/la-cultura-effimera-il-nuovo-libro-di-w-morgese</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+CULTURA+EFFIMERA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+W.MORGESE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-06-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" IN LIBRERIA LATERZA A BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-6-2019-i-guerrieri-cambiano-in-libreria-laterza-a-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11-06-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" IN LIBRERIA LATERZA A BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Martedì 11 giugno 2019, presso la Libreria Laterza in Bari, si è svolta la presentazione del romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano" (Homo Scrivens editore in Napoli, 2018). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme all'Autore Maria Laterza, Daniele Maria Pegorari, professore di letteratura italiana moderna e contemporanea nell'Università di Bari "Aldo Moro", l'attrice Paola Martelli che ha letto brani delll'opera. Vivace è stata la partecipazione del pubblico che si è lasciato coinvolgere in un dibattito che ha riguardato i temi cardine del libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo il presentatore Daniele Maria Pegorari, innanzitutto quello dello sdrucciolevole confine fra autobiografismo e finzione narrativa; ma, più che alter ego di Morgese, il protagonista del romanzo, lo scrittore di mezza età Ugo De Mitris, è la proiezione di un’intera generazione cresciuta all’insegna di grandi utopie di trasformazione del mondo e poi costretta a fare i conti con una realtà che ha spento quei sogni che ora rischiano di apparire solo dei «sentimentalismi». Così Ugo scivola in una catabasi infernale di cinismo, venalità e violenza, intravedendo però nel finale – e grazie alla provvida scoperta di un libro di Paulo Coelho – una speranza di riscatto morale e di ritorno a un più responsabile contatto con la realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+IN+LIBRERIA+LATERZA+A+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+IN+LIBRERIA+LATERZA+A+BARI.jpg" length="72728" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 11 Jun 2019 13:47:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/11-6-2019-i-guerrieri-cambiano-in-libreria-laterza-a-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+IN+LIBRERIA+LATERZA+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+IN+LIBRERIA+LATERZA+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>12-4-2019: BARI, NASCE LA BIBLIOTECA DEL POPOLO "MARIA A. ABENANTE"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/12-4-2019-bari-nasce-la-biblioteca-del-popolo-maria-a-abenante</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           12-4-2019: BARI, NASCE LA BIBLIOTECA DEL POPOLO "MARIA A. ABENANTE"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Venerdì 12 aprile 2019 presso la "Casa del Popolo" sita in via Celentano 76 a Bari è stata inaugurata la Biblioteca del popolo "Maria Antonietta Abenante", nata spontaneamente per iniziativa dei cittadini e intitolata appunto alla cara bibliotecaria e intellettuale empatica morta per una terribile malattia il 28 febbraio all'età di 50 anni non ancora compiuti. Alla presenza dei parenti e con una foltissima partecipazione di pubblico Waldemaro Morgese e Angelo Amoroso d'Aragona (cineasta documentarista e regista, per vari anni responsabile della Mediateca Regionale Pugliese), introdotti da Alessandro Cobianchi, hanno discusso di biblioteche; Waldemaro Morgese ha inoltre rievocato la figura di Maria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare W. Morgese ha espresso alcune idee non propriamente 'mainstream' su cosa sia una biblioteca. Riprendendo analisi svolte da studiosi di biblioteconomia durante la recente convention dei bibliotecari italiani a Milano (Palazzo delle Stelline, 14-15 marzo 2019), con cui ha dichiarato di concordare pienamente, W. Morgese ha delineato alcuni capisaldi di una moderna biblioteca, immersa nella contemporaneità del XXI secolo. Idee già da lui espresse in varie occasioni e consegnate a pubblicazioni, da ultimo ad uno scritto sulle "ecobiblioteche" ospitato nel recente "Rapporto sulle biblioteche italiane 2015-2017" curato per l'AIB da Vittorio Ponzani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima tesi sostenuta, in consonanza con quanto argomentato da Jeffrey T. Schnapp (Faculty director metaLAB nell'Harvard University), ha riguardato il fatto che una biblioteca non si è caratterizzata come tale nei secoli in base alle "scaffalature di libri" (per così dire) che ospita, bensì in base alle relazioni che è capace di attivare. Citando Schnapp: "Le biblioteche sono sempre state luoghi di connessioni più che di collezioni; luoghi di incontri e azioni attraverso i media; alveari di attività dove ciò che è vivo sta insieme a ciò che è morto, oltre che naturalmente insieme a ciò che è vivo; insomma luoghi dove questa condivisione è generativa in quanto capace di preservare forme di conoscenza ereditate mentre ne produce di nuove". La caratterizzazione basata sulle "collezioni", ha precisato W.Morgese, è un portato storico e perciò transeunte, dovuto in modo particolare all'era industrialista, in ispecie al forte sviluppo dell'industria editoriale nell'Ottocento e nel Novecento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La seconda tesi sostenuta è in consonanza con un intervento svolto anch'esso alle Stelline da Alberto Salarelli, docente di biblioteconomia nell'Università degli studi di Parma. W. Morgese aderendo ad una impostazione "neoistituzionalista" (implicita nella sua teorizzazione dell'ecobiblioteca come una struttura che si occupa della propria "casa", cioè del proprio territorio), ha valorizzato la precisazione enunciata da Salarelli secondo cui esiste una "politica per le biblioteche" ma anche una "politica delle biblioteche". A causa di una certa deriva "autoreferenziale" che tuttavia non riguarda affatto tutti i bibliotecari, si suole focalizzare l'attenzione sulle politiche "per le biblioteche" piuttosto che su quelle "delle biblioteche": le politiche per le biblioteche riguardano gli interventi che i poteri pubblici decidono di applicare (con i relativi finanziamenti) per i sistemi bibliotecari, mentre le politiche "delle biblioteche" sono le modalità, gli obiettivi strategici e di medio e breve periodo che il manangement di una biblioteca elabora consapevolmente per intervenire a modificare in meglio i parametri del territorio su cui agisce, vale a dire sono le politiche che le biblioteche pongono in atto per migliorare la vita delle persone che abitano nella propria "casa". Queste politiche "delle" biblioteche non sono da confondere con l'erogazione dei servizi bibliotecari, altrimenti - ha sostenuto W. Morgese - equipareremmo una biblioteca ad una semplice agenzia di servizi, mentre invece una biblioteca deve essere considerata come una vera e propria "istituzione", specifica nel campo della cultura e dell'azione educativa. Se la biblioteca oggi non gode di grande appeal o considerazione anche da parte del sistema politico, ciò dipende in buona parte dalla sottovalutazione (in primo luogo da parte degli stessi bibliotecari) dell'essere la biblioteca una "istituzione".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Combinando le due tesi si può avere una chiara prospettazione di cosa debba essere oggi una biblioteca, ha sostenuto W. Morgese: una vera e propria istituzione che attiva, attraverso la molteplice interconnessione con i soggetti del territorio, "politiche" che siano in grado di intervenire sulle grandi questioni del XXI secolo: diseguaglianze di vario tipo, globalizzazione, migrazioni, robotizzazione crescente (e crescente "cyborgizzazione"), imprinting geopolitici, eccetera. Ciò la biblioteca lo fa e deve continuare a farlo con i suoi strumenti propri, definiti dal più o meno ampio e più o meno innovativo arco di servizi che è in grado di erogare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le biblioteche, insomma (e con esse i bibliotecari), non possono oggi solo "descrivere" o "memorizzare" la realtà, ma sono chiamate a contribuire a cambiarla per migliorarla: scopo non neutrale dunque, ma indispensabile se si vuole che le biblioteche (e i bibliotecari) continuino ad avere un futuro utile nel nostro secolo. Ciò significa anche procedere ad una destrutturazione radicale della "professione" del bibliotecario, al fine di ristrutturarla sulla base della riconduzione della professione e della biblioteca alla loro configurazione più congeniale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese ha chiarito che tutto ciò non significa affatto - secondo una interpretazione banale di tali approcci innovativi - "meno libri in biblioteca", anzi; non significa neppure "meno servizi", anzi. Significa però che la nuova intelaiatura paradigmatica dei sistemi bibliotecari non può più fondarsi, in modo sostanzialmente immobile e acritico, sui vetusti modelli otto-novecenteschi. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esprimendo un ricordo di Maria Abenante, W. Morgese ha parlato della sua perdita come di una vera e propria tragedia per la Puglia e per il Sud, dato che il destino ha troncato una vita, anzi una preziosa risorsa umana formatasi in lunghi e laboriosi anni che proprio ora si apprestava ad esprimere la sua piena maturità. Si è trattato anche di una cocente sconfitta della scienza, risultata impotente. W. Morgese ha definito Maria una "eroina della cultura che educa", amante "di tutti i media che possono mettere in connessione il sapere umano, l'atto della conoscenza con le persone in carne ed ossa", sottolineando così la sua caratura di vera intellettuale empatica con interessi molteplici nel campo della letteratura, musica, teatro e cinema e non solo delle biblioteche, per le quali tuttavia ha lavorato con indefessa abnegazione e grande professionalità a cominciare dalla Teca del Mediterraneo, dall'AIB e dalle biblioteche operanti in ambito ospedaliero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Successivamente fra la commozione di tutti è stata scoperta (dalle giovanissime nipoti) una targa intestata a Maria A. Abenante, in cui è raffigurato un arcobaleno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BARI-+NASCE+LA+BIBLIOTECA+DEL+POPOLO+MARIA+A.+ABENANTE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 12 Apr 2019 13:44:44 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>30-3-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A FLUMERI</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           30-3-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A FLUMERI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 30 marzo 2019, alle ore 17.30, il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano" (Homo Scrivens Editore) è stato presentato a Flùmeri (AV), nell'ambito del "Festival 3H" promosso dall'Editore Delta3.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La location della presentazione è stata l'imponente Dogana degli Aragonesi, interamente restaurata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'evento è stato co-promosso da InfinitArt, dal Rotary Distretto 2100, dall'Associazione Vizio di leggere, da Gràphein-Associazione di poeti e scrittori irpini, nonché altri organismi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Insieme alla presentazione sono stati esposti 10 dei disegno creati da Christian Nirvana Damato per illustrare il libro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno partecipato l'Autore, Angela Redavid, Paola Martelli, Chiara Lo Conte. L'assessore alla cultura di Flùmeri Angela Masucci ha recato il saluto dell'Amministrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+FLUMERI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 30 Mar 2019 14:40:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>30-03-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" AD ARIANO IRPINO</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           30-3-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" AD ARIANO IRPINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 30 marzo 2019, alle 10.00, il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano" (Homo Scrivens Editore) è stato presentato agli studenti di due classi del Liceo Classico "Pietro Parzanese" di Ariano Irpino (AV). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La trama del romanzo è stata illustrata da Angela Redavid e raccontata con le letture di Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Presente la Vicepreside del Liceo e alcuni docenti, oltre alla prof.ssa Moccia responsabile dell'Associazione "Vizio di leggere" che ha promosso l'evento insieme all'Associazione "InfinitArt".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Gli studenti hanno ascoltato con attenzione e interloquito con l'Autore, a cui hanno posto alcune domande soprattutto sulla corrispondenza fra trama e biografia dell'autore. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+AD+ARIANO+IRPINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 30 Mar 2019 14:37:58 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>26-03-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A MONOPOLI</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           26-03-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A MONOPOLI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 26 marzo 2019 nella Libreria Minopolis di Monopoli (BA), si è svolta una presentazione del romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ha presentato l'opera il poeta Lino Angiuli, mentre alcune letture sono state offerte al pubblico presente dalla giovane Federica Fiume e da Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli onori di casa sonom stati fatti dalla titolare della libreria. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lino Angiuli ha svolto una minuziosa analisi del romanzo, interloquendo con l'Autore e anche con il pubblico presente, che si è mostrato molto interessato e ha dato vita ad un dibattito sui temi del futuro, dell'onirico, del significato da dare alla parola "guerriero".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Per Angiuli il romanzo si basa su due avverbi: "oltre" e "forse"; ha azzardato una sua lettura, secondo cui se si vuole la luce bisogna accogliere l'ombra, piuttosto che guerreggiare con i propri mostri: se impariamo ad accoglierli, allora possiamo vincere e avvicinarci all'armonia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+MONOPOLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 26 Mar 2019 14:35:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-03-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A NAPOLI</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-03-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" A NAPOLI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 23 marzo 2019, nella Libreria Raffaello al Vomero, in Napoli, è stato presentato il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno partecipato alla presentazione l'Autore, l'attrice Paola Martelli, l'editore di "Homo Scrivens" Aldo Putignano e Chiara Tortorelli, creativa pubblicitaria ed editor, oltre che scrittrice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Putignano ha introdotto la presentazione formulando qualche domanda all'Autore, mentre la Tortorelli si è dilungata in una brillante analisi del romanzo, sottolineando in modo particolare la sua dimensione onirica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Paola Martelli ha letto numerosi brani riscuotendo l'ammirazione del numeroso pubblico presente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+NAPOLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 23 Mar 2019 14:32:34 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+NAPOLI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+A+NAPOLI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-2-2019/28-2-2021: MARIA A. ABENANTE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-2-2019-28-2-2021-maria-a-abenante</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-2-2019/28-2-2021: MARIA A. ABENANTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_28-2-201928-2-2021+MARIA+A.+ABENANTE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MARIA A. ABENANTE (PROCIDA, AGOSTO 2010)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_28-2-201928-2-2021+MARIA+A.+ABENANTE.jpg" length="67924" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 16:20:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/28-2-2019-28-2-2021-maria-a-abenante</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_28-2-201928-2-2021+MARIA+A.+ABENANTE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-2-2019/28-2-2020: MARIA A. ABENANTE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-2-2019-28-2-2020-maria-a-abenante</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-2-2019/28-2-2020: MARIA A. ABENANTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_MARIA+A.+ABENANTE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_MARIA+A.+ABENANTE.jpg" length="71897" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 15:20:46 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_MARIA+A.+ABENANTE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_MARIA+A.+ABENANTE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MARIA ANTONIETTA ABENANTE E IL POGGIO DELLE ANTICHE VILLE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/maria-antonietta-abenante-e-il-poggio-delle-antiche-ville</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MARIA ANTONIETTA ABENANTE E IL POGGIO DELLE ANTICHE VILLE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «A Maria, che porta baci fra i mondi,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e alcuni li tiene per sè»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Abenante%20box%20per%20Casinamorgese.docx#_ftn1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria Antonietta Abenante (Umbriatico, 13-4-1969; Roma, 28-2-2019) è stata una bibliotecaria professionista, dotata di notevoli virtù empatiche. Si è laureata in Lettere moderne nell’Università degli studi di Bari. Ha conseguito tre perfezionamenti post-laurea. Ha pubblicato su Mario Luzi, Artemisia Gentileschi ed Elsa Morante. Cofondatrice nel 1998 della cooperativa di servizi culturali “Ninive” di cui è stata vicepresidente. Membro dell’Associazione Italiana Biblioteche dal 1998. Dal 1998 bibliotecaria in rapporto di outsourcing presso Teca del Mediterraneo, Biblioteca multimediale e centro di documentazione del Consiglio Regionale della Puglia. Cofondatrice della rivista “Incroci” e segretaria di redazione dal 1999 al 2009. Socia fondatrice dell’Associazione “Attraverso lo spettacolo” nel 2005. Componente degli organi esecutivi regionali dell’AIB dal 2003 e di quelli nazionali dal 2011 al 2016 (dal 2014 vicepresidente nazionale). Dal 2016 presidente dell’AIB Puglia. Dal 2014 componente del comitato di redazione della collana editoriale “Percorsi di Teca”. Ha collaborato per vari anni con l’Associazione ONLUS “Le Antiche Ville”, con l’Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari e con l’Associazione di volontariato “Libri su misura” in ambiente ospedaliero (presso la Biblioteca “Quattro stagioni” nel Policlinico di Bari). Ha curato i “Workshop di Teca” dal 1998 al 2018. Ha svolto ruoli di responsabilità gestionale in progetti internazionali di contenuto biblioteconomico. Ha coordinato presso Teca del Mediterraneo il progetto “Apulia-Polo bibliodocumentale dell’identità regionale”. È autrice di numerosi scritti e curatele. È stata membro di comitati scientifici, di comitati promotori e componente di giurie di premi, nonché relatrice in vari convegni e seminari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sulla facciata della Biblioteca Rurale “Il Poggio”, nel Poggio delle Antiche Ville a Mola di Bari sul primo gradone collinare delle Murge, a pochi metri dall’ottocentesca Casina Morgese, si legge ora questa targa, da me voluta:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MARIA ANTONIETTA ABENANTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Intellettuale solare, bibliotecaria
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Umbriatico, 13 aprile 1969
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roma, 28 febbraio 2019
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria Abenante conosceva bene la Biblioteca Rurale, inaugurata il 18 settembre 2011 (vi portò anche il saluto dell’Associazione Italiana Biblioteche) con la partecipazione di moltissime persone: per ascoltare in una tiepida serata sotto le stelle uno splendido concerto organizzato dalla pianista e docente di Conservatorio Angela Annese, sua grande amica. In quella occasione si esibì il coro a 20 voci Antiphonìa e Angela suonò fascinosamente il tamburo marino, tra lo stupore rapito degli astanti. Nella stessa occasione il collezionista Carmelo Calò Carducci mise in mostra per i fortunati partecipanti le 11 edizioni originali del romanzo futurista di Aldo Palazzeschi Il codice di Perelà, pubblicato esattamente un secolo prima. E in quella stessa occasione la direttrice dell’Ecomuseo del Poggio, Fannj Massimeo, regalò ai presenti ricordini significativi realizzati con le sue mani laboriose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria con Angela, Fannj, Carmelo e Waldemaro: legati in totale purezza nel nome della cultura!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria apprezzava della Biblioteca Rurale alcuni fondi preziosi, nel campo del teatro e dello spettacolo, della letteratura ed anche alcuni carteggi di microstoria e carte autografe lì custoditi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel Poggio Maria aveva soggiornato spesso per lunghi anni, prima che si presentasse la terribile malattia: partecipe anche delle tante iniziative dell’Ecomuseo, innamorata di quella natura splendente con il sole, malinconica ma avvolgente in inverno e in autunno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Abenante%20box%20per%20Casinamorgese.docx#_ftn2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Numerose volte il suo rifugio era stato la mia “casina” ottocentesca ove spesso lavorava al PC e a me, in segno d’affetto, aveva regalato un magnifico copritavolo composto tutto ad uncinetto con le sue mani e un meraviglioso copriletto broccato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aveva perfino curato, insieme alla direttrice dell’Ecomuseo, uno dei libri che raccolgono gli elaborati delle centinaia di giovanissimi partecipanti al concorso di scrittura creativa indetto dall’Associazione “Le Antiche Ville”. L’epigrafe sul suo contributo, ospitato nel libro, richiamava Cicerone: «La memoria è tesoro e custode di tutte le cose» e vi si possono leggere considerazioni acute fra cui: «il museo tradizionale si occupa in genere di una “collezione”, per forza di cose statica e quasi addirittura protetta in una teca, mentre l’ecomuseo ha come proprio teatro di attività un vasto patrimonio materiale e immateriale insito nel territorio». Ora questo concorso è stato a lei intestato e la giuria dell’edizione odierna, la XV, è simbolicamente da lei presieduta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme a me si era anche occupata per l’Associazione e l’Ecomuseo di un volume di 250 pagine (Conosci il tuo paese, 2) ricco di una ricerca degli studenti, di schede biografiche e di esempi virtuosi, ricevendo il ringraziamento “per il lavoro minuto e sistematico svolto attraverso il controllo di tutti i testi”: non una semplice correzione di bozze, si badi, ma qualcosa di più, molto di più!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi, lei dipartita, anzi strappata a tutti noi, la Biblioteca Rurale custodisce un piccolo fondo documentale che la riguarda, da me collazionato così come ho fatto per altre personalità della cultura e dell’arte che con la città di Mola di Bari hanno un legame significativo: il musicista Enzo Del Re, la regista Cecilia Mangini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Abenante%20box%20per%20Casinamorgese.docx#_ftn3" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [3]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , il poeta Argo Suglia, il direttore d’orchestra Ottone Pesce, la disegnatrice Giuliana Calvani ad esempio. Personaggi ormai simbolici, patrioti, eroi, guerrieri della cultura che ci salva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo piccolo fondo documentale è un granello rispetto a quanto necessario per ricordare l’incommensurabile significato dell’esistenza di Maria, di cui sono ben consapevole perché il mio rapporto con lei è stato intensissimo e continuo per più di venti anni: insieme – puntando sulla cultura, sul sapere, sul valore della conoscenza – abbiamo cercato di fare del bene alla Puglia, terra di adozione di Maria qui approdata giovane da uno sperduto ma amatissimo paesino della lontana Calabria (Umbriatico), per laurearsi con una tesi sul teatro di Mario Luzi (trasformata in saggio e pubblicata) e per perfezionarsi su Artemisia Gentileschi (anche in questo caso pubblicò un saggio).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La targa posta sulla facciata della Biblioteca Rurale è la promessa di una consuetudine al ricordo, che si ripeterà: nella giornata gioiosa della nascita o in quella terribile della perdita, o in altre occasioni, non importa. Coloro che l’hanno conosciuta e frequentata sapranno sempre quando incontrarsi nuovamente con lei, nel dolce Poggio delle Antiche Ville.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non la dimenticheremo mai.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Foto: 7-10-2012. Maria Abenante nel Centro Servizi dell’Ecomuseo del Poggio delle Antiche Ville in occasione della presentazione di un libro sui giardini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Altre 60 immagini su Maria Abenante sono nel box a lei dedicato della sezione FOTO GALLERY di questo sito
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Abenante%20box%20per%20Casinamorgese.docx#_ftnref1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Dedica di Bruno Tognolini a Maria Abenante, scritta di pugno su una copia del proprio romanzo “Il giardino dei musi eterni”, Salani Editore, Milano 2017.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Abenante%20box%20per%20Casinamorgese.docx#_ftnref2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Aveva anche dato consigli al nuovo proprietario di Villa Gallo, Domenico Pinto, per salvare durante la ristrutturazione le mangiatoie in pietra presenti nella dépendance!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Abenante%20box%20per%20Casinamorgese.docx#_ftnref3" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [3]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Per la IX Rassegna “Baricentro di cultura in collina” dell’Associazione “Le Antiche Ville” Maria curò con amore la mostra fotografica “Cecilia Mangini maestra dell’immagine” (Castello Angioino di Mola, luglio 2011).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MARIA+ANTONIETTA+ABENANTE+E+IL+POGGIO+DELLE+ANTICHE+VILLE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MARIA+ANTONIETTA+ABENANTE+E+IL+POGGIO+DELLE+ANTICHE+VILLE.jpg" length="73524" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 28 Feb 2019 14:29:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/maria-antonietta-abenante-e-il-poggio-delle-antiche-ville</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-02-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A FIRENZE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-02-2019-i-guerrieri-cambiano-presentato-a-firenze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-02-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A FIRENZE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 23 febbraio 2019 il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano" è stato presentato nella Biblioteca di Villa Bandini a Firenze.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il direttore Peter Genito ha introdotto l'evento, dando successivamente la parola all'Autore e ad Angela Redavid che ha letto alcuni brani e commentato parti del libro. Carattere speciale dell'evento il fatto che è stato un incontro con il gruppo di lettura della Biblioteca, che aveva già letto il testo e discusso al suo interno le problematiche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Si è sviluppata una discussione molto interessante, anche con opinioni diverse da parte del Gruppo ma con grande apprezzamento dell'opera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+FIRENZE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 23 Feb 2019 14:21:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>01-02-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A BARI, ARCHEO CLUB</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/01-2-2019-i-guerrieri-cambiano-presentato-a-bari-archeo-club</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           01-02-2019: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A BARI, ARCHEO CLUB
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Venerdì 1 febbraio 2019 in Bari, presso la sede dell'Archeo Club d'Italia "Italo Rizzi" ONLUS, con inizio alle 18.30, è stato presentato il nuovo romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Hanno dialogato con l'Autore Paola Martelli e Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Paola Martelli ha anche letto brani dell'opera, mentre Angela Redavid ha ripercorso fra l'altro la "carriera" creativa dell'Autore a partire dal primo romanzo del 2015,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           "Città buie".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'evento è stato promosso da Niny Spinetti Bartolo, segretaria del Club e da Rosalba Magistro, bibliotecaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il folto pubblico presente ha ascoltato con attenzione il colloquio fra l'Autore e le presentatrici e in assoluto silenzio l'eccellente lettura dei brani scelti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è sviluppato un vivace dibattito sui vari temi impliciti del romanzo, che ha anche posto in luce momenti di autentica autoriflessione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1-2-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+BARI-+ARCHEO+CLUB.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1-2-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+BARI-+ARCHEO+CLUB.jpg" length="49004" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 Feb 2019 14:17:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/01-2-2019-i-guerrieri-cambiano-presentato-a-bari-archeo-club</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1-2-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+BARI-+ARCHEO+CLUB.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1-2-2019+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+BARI-+ARCHEO+CLUB.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>1961: ARGO SUGLIA SCHERZA SU VITTORIO GASSMANN</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/1961-argo-suglia-scherza-su-vittorio-gassmann</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1961: ARGO SUGLIA SCHERZA SU VITTORIO GASSMANN
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ecco una eccezionale registrazione su nastro Geloso del 1961: Argo Suglia (Mola di Bari 1921-Roma 2018) "dialoga" con il nipote Waldemaro Morgese fingendo di essere Vittorio Gassmann. Nell'occasione recita la sua poesia "Ritorno" in cui canta la città natale, Mola di Bari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La registrazione è stata realizzata in modo artigianale dal nipote, allora giovane liceale sedicenne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           P.S. La poesia è pubblicata a pag. 62 dell'opera: Argo Suglia, "M'ha guardato dall'occhio di un gatto. Poesie", Giazira scritture, Noicattaro 2019. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+ARGO+SUGLIA+SCHERZA+SU+VITTORIO+GASSMANN.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+ARGO+SUGLIA+SCHERZA+SU+VITTORIO+GASSMANN.jpg" length="73788" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 15:43:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/1961-argo-suglia-scherza-su-vittorio-gassmann</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+ARGO+SUGLIA+SCHERZA+SU+VITTORIO+GASSMANN.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+ARGO+SUGLIA+SCHERZA+SU+VITTORIO+GASSMANN.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"GRAN BERLINO. GERMANIA DOLCE E AMARA": IL NUOVO LIBRO DI WALDEMARO MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/gran-berlino-germania-dolce-e-amara-il-nuovo-libro-di-waldemaro-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gran Berlino. Germania dolce e amara, con un epilogo del germanista Domenico Mugnolo e disegni oroginali di PierMarino Zippitelli (Edizioni Radici Future, Bari 2019) è l'ultimo libro pubblicato da Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In una premessa e undici snelli capitoli l'Autore propone una guida sui generis che è anche un diario di viaggio e un breviario sentimentale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La bussola di orientamento sono i simboli storico-culturali che hanno fatto di Berlino una grande capitale, fortemente attrattiva, ma il lettore viene accompagnato anche a conoscere una Berlino meno nota.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'opera il lettore può rintracciare altresì una interpretazione della nazione tedesca, sulla base della sua storia ma anche delle tensioni più contemporanee che la caratterizza.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO.+GERMANIA+DOLCE+E+AMARA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO.+GERMANIA+DOLCE+E+AMARA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg" length="127777" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 09:58:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/gran-berlino-germania-dolce-e-amara-il-nuovo-libro-di-waldemaro-morgese</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO.+GERMANIA+DOLCE+E+AMARA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GRAN+BERLINO.+GERMANIA+DOLCE+E+AMARA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"LA MEMORIA E' DI CASA": IL FILM DI GIROLAMO MACINA SUL POGGIO (2019)...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-memoria-e-di-casa-il-film-di-girolamo-macina-sul-poggio-2019</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "LA MEMORIA E' DI CASA": IL FILM DI GIROLAMO MACINA SUL POGGIO (2019)...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Biblioteca rurale "Il Poggio" possiede oltre 5.000 documenti, organizzati in 12 fondi archivistici o biblioteconomici, fra cui hanno speciale importanza quelli in materia identitaria (sulla Puglia), in materia storico-sociale, politologica, sociologica, economico-aziendale e giuridica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi è anche un interessante fondo sul teatro e lo spettacolo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            I 12 fondi sono il frutto di un "accumulo" pluridecennale di materiali e documenti da parte del fondatore, Antonio Waldemaro Ottone Morgese, che ha ritenuto di porli a disposizione della collettività.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            I fondi possono essere consultati previa richiesta specifica con una email a 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:w.morgese1@gmail.com" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           w.morgese1@gmail.com
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+MEMORIA+E-+DI+CASA+IL+FILM+DI+GIROLAMO+MACINA+SUL+POGGIO+2019.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 08:39:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/la-memoria-e-di-casa-il-film-di-girolamo-macina-sul-poggio-2019</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+MEMORIA+E-+DI+CASA+IL+FILM+DI+GIROLAMO+MACINA+SUL+POGGIO+2019.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>13-12-2018: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A BARI, HOTEL 7 MARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/13-12-2018-i-guerrieri-cambiano-presentato-a-bari-hotel-7-mari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           13-12-2018: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A BARI, HOTEL 7 MARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 13 dicembre 2018 a Bari, presso la sala dell'Hotel "7 Mari", si è svolta la presentazione del nuovo romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano", Homo Scrivens editore in Napoli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'iniziativa è stata patrocinata da InfinitART e Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'evento è stato introdotto da Fannj Massimeo, direttrice dell'Ecomuseo, che ha rapidamente tratteggiato la figura dell'Autore, citando anche le sue prime prove ad appena 8 anni di età (con il piccolo "romanzo" intitolato "3 anni su Marte").
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' seguita una breve conversazione di Giorgio Cusatelli con l'Autore, inframmezzata da letture del testo da parte di Franco Minervini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il pubblico presente ha partecipato ponendo domande e svolgendo anche brevi interventi. L'interesse per l'opera è stata segnalata dalla vendita di tutte le copie esposte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: da sinistra a destra, Fannj Massimeo, Giorgio Cusatelli, Waldemaro Morgese, Franco Minervini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+BARI-+HOTEL+7+MARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 13 Dec 2018 14:15:26 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+BARI-+HOTEL+7+MARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>03-12-2018 I GUERRIERI CAMBIANO PRESENTATO A RUTIGLIANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/03-12-2018-i-guerrieri-cambiano-presentato-a-rutigliano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           03-12-2018: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A RUTIGLIANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lunedì 3 dicembre 2018 "I guerrieri cambiano", il nuovo romanzo di Waldemaro Morgese pubblicato da Homo Scrivens di Napoli, è stato presentato a Rutigliano, presso il Magazzino Artigianato Pugliese di Aurelia Leone.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Il romanzo è stato introdotto da Carlo Picca, libraio e critico letterario.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'evento ha inaugurato la Rassegna Letteraria "Libri sotto l'albero", promossa da Angela Redavid, il cui calendario prevede altre 3 presentazioni di saggistica, di poesia e di letteratura per ragazzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-3-12-2018+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+RUTIGLIANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-3-12-2018+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+RUTIGLIANO.jpg" length="29030" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 03 Dec 2018 14:12:54 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>27-11-2018: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A MOLA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/27-11-2018-i-guerrieri-cambiano-presentato-a-mola-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           27-11-2018: "I GUERRIERI CAMBIANO" PRESENTATO A MOLA DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Martedì 27 novembre 2018, presso la Libreria Culture Club Café di Mola di Bari è stato presentato il romanzo di Waldemaro Morgese "I guerrieri cambiano". L'opera è stata introdotta da Aldo Putignano, Editore Homo Scrivens, che ha dialogato con l'Autore. Presente anche Christian Nirvana Damato, che è intervenuto per spiegare alcuni aspetti relativi alle illustrazioni da lui create per il romanzo. Letture di brani del romanzo sono state fatte dall'attrice Paola Martelli. Il pubblico presente ha seguito con molta attenzione la presentazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-27-11-2018+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 27 Nov 2018 14:07:17 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-27-11-2018+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-27-11-2018+I+GUERRIERI+CAMBIANO+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"I GUERRIERI CAMBIANO": le presentazioni promosse</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/i-guerrieri-cambiano-le-presentazioni-promosse</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di Waldemaro Morgese, intitolato "I guerrieri cambiano", edito dalla Casa editrice napoletana Homo Scrivens è acquistabile anche on line: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.ibs.it/guerrieri-cambiano-libro-waldemaro-morgese/e/9788832780734?inventoryId=112578908" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           h
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.ibs.it/guerrieri-cambiano-libro-waldemaro-morgese/e/9788832780734?inventoryId=112578908" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           ttps://www.ibs.it/guerrieri-cambiano-libro-waldemaro-morgese/e/9788832780734?inventoryId=112578908
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo è corredato da 20 disegni B/N di Christian Nirvana Damato, un giovane artista diplomando presso l'Accademia di Belle Arti di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco l'elenco degli eventi finora svoltisi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            27 novembre 2018, Mola di Bari, presso la Libreria "Culture Club Cafè", con Aldo Putignano e Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            3 dicembre 2018, Rutigliano, presso "Magazzino Artigianato Pugliese" di Aurelia Leone, con Carlo Picca.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            13 dicembre 2018, Bari, presso Hotel "7 Mari", con Fannj Massimeo, Giorgio Cusatelli e Franco Minervini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            1 febbraio 2019, Bari, presso Archeo Club "Italo Rizzi", con Paola Martelli e Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 febbraio 2019, Firenze, presso Biblioteca Villa Bandini, con Peter Genito e Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 marzo 2019, Napoli,presso Libreria Raffaello, con Aldo Putignano, Chiara Tortorelli, Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            26 marzo 2019, Monopoli, presso Liberia Minopolis, con Lino Angiuli e Federica Fiume.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            30 marzo 2019, Ariano Irpino, Liceo classico Parzanese, con Paola Martelli e Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            30 marzo 2019, Flumeri, presso Dogana Aragonese, con Chiara Lo Conte e Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            11 giugno 2019, Bari, presso Libreria Laterza, con Daniele M. Pegorari e Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            25 agosto 2019, Bisceglie, Porto, con Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            31 ottobre 2019, Milano, Open, con Sandro Marabelli e Nicola Fanizza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            9 novembre 2019, Bitonto, con Gianluca Rossiello e Angela Redavid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            16 novembre 2019, Imola, Biblioteca Comunale BIM, con Roberta Turricchia e Paola Cardace.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+le+presentazioni+promosse.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+le+presentazioni+promosse.jpg" length="62906" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 27 Nov 2018 09:54:32 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+le+presentazioni+promosse.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I GUERRIERI CAMBIANO: recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/i-guerrieri-cambiano-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I GUERRIERI CAMBIANO: recensioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riportano le recensioni al romanzo di Waldemaro Morgese, "I guerrieri cambiano" (Homo Scrivens Editore, Napoli 2018).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo. Un viaggio alla ricerca di sé, favorito dalla scrittura. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IN CERCA DI UN’ALTRA VITA ATTRAVERSO LA LETTERATURA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con «I guerrieri cambiano» di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con un’affermazione dello scrittore Bjorn Larsson «Il compito della letteratura è immaginare le possibilità della realtà», si apre il romanzo I guerrieri cambiano (edizioni Homo Scrivens, pagg. 228, euro 15,00) di Waldemaro Morgese, scrittore, saggista, editorialista: un’epigrafe che anticipa in un certo senso il tema stesso del libro, ovvero l’uso della narrativa come desiderio di chi, forse insoddisfatto della propria esistenza reale, anela ad intensificarla o cambiarla o diventare altro da sé o ricercare il tempo perduto, convinto che nell’epico viaggio della vita nessuno è veramente chi crede di essere. Così che, tra vita e letteratura, non ci sarebbe vera distinzione e la scrittura non sarebbe altro che il prolungamento della vita nella morte, nel passato, nel futuro, nei meandri dell’inconoscibile perché fuori dalla nostra capacità di comprensione, o perché non ancora accaduto, ma non per questo meno vero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I guerrieri cambiano è diviso in due parti: nella prima (Oltreoceano), il protagonista Ugo è uno scrittore italiano di successo, che in un gelido inverno si trova in trasferta a New York per organizzare la rappresentazione teatrale di una sua commedia, ma come uomo è in crisi, desidera una nuova vita, sebbene sia trattenuto dai mille fili che lo avvincono al presente, e lo legano al «peso» del passato; nella seconda parte (Oltreverso), Ugo è un’altra persona, anche se si tratta sempre di Ugo, però non sappiamo se siamo di fronte a due racconti con lo stesso protagonista o ad un unico romanzo frazionato in due parti. Comunque il secondo racconto nasce separatamente, originariamente come romanzo breve a sé stante, che è una sorta di incursione nella letteratura erotica spinta, una narrazione fatta di numerose avventure sperimentate da Ugo all’inseguimento di emozioni forti per sfuggire al tedio esistenziale, per cui da una parte si tratta di proiezioni verso fantasie visionarie di un universo malato, dall’altra di irruzioni in territori animati da relazioni equivoche, addirittura pericolose e oscure, tutte corposamente impastate di tremende pulsioni necrofore; tanto che in queste peregrinazioni, oniriche o reali, il sesso sembra scandalosamente fuso con una sensazione di fine, di morte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti, non essendo stato capace di cambiare la sua vita, Ugo viene travolto da un vero e proprio «cupio dissolvi», un disagio psichico dovuto non solo a ragioni autobiografiche, ovvero al difficile attraversamento del labirinto della propria coscienza, ma anche a cause esterne, storiche e ambientali, attribuibili al caos dell’epoca in cui viviamo che attanaglia l’uomo contemporaneo, lo smarrisce, lo fa sentire in bilico e in preda al Male, in un mondo pressoché da ultima spiaggia. Anche se, tuttavia, c’è sempre una possibilità di salvezza dal Male grazie al sapere, alla cultura, all’arte, le quali hanno appunto il potere di riscatto nel far ritrovare la pace interiore, o aiutando l’essere umano a convivere con i propri fantasmi. Perché sapere significa anche imparare a conoscere se stessi, come diceva l’oracolo di Delfi, a realizzare se stessi «secondo misura» onde evitare di oltrepassare il limite e procurarsi la propria rovina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa seconda parte del romanzo è anche un esperimento di tipo «salgariano» - come ammette alla fine del libro lo stesso autore nelle pagine dedicate a «La stanza dello scrittore» - nell’inventare cioè descrizioni «geografiche» e «topografiche» di quanto accade nei tre Paesi in cui si svolge la vicenda del protagonista, ossia tra Europa, Usa e Sudamerica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda il titolo, I guerrieri cambiano, esso gioca sull’uso transitivo e intransitivo del verbo cambiare: i guerrieri (cioè gli esseri umani volitivi, capaci di osare, percorrere plaghe sconosciute, diventare in qualche modo eroi «epici» come appunto il protagonista Ugo) possono cambiare tutto ciò che li circonda, ma anche essere cambiati e/o cambiare se stessi, e quindi mostrare la propria precarietà pur nell’approccio «eroico».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Recensione di Mary Sellani, pubblicata su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 25 novembre 2018, p. 19].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_I+GUERRIERI+CAMBIANO+recensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 25 Nov 2018 14:23:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>16-11-2018: W. MORGESE INTERVIENE A MONOPOLI SUL MAB</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/16-11-2018-w-morgese-interviene-a-monopoli-sul-mab</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           16-11-2018: W. MORGESE INTERVIENE A MONOPOLI SUL MAB
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 16 novembre 2018 si è svolta presso il Castello “Carlo V” di Monopoli una tavola rotonda sulla integrazione musei-biblioteche-archivi, promossa dalla Biblioteca Comunale “Prospero Rendella” e dall’Associazione culturale “Oltrescuola” di Monopoli. Fra i partecipanti: il prof. Roberto Sublimi, il dott. Waldemaro Morgese, la dott.ssa Valeria Dell’Anna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, invitato quale responsabile del gruppo di lavoro MAB della Sezione pugliese dell’AIB, ha svolto una digressione sul tema, partecipando successivamente al dibattito che si è aperto dopo gli interventi degli altri relatori. Ecco la sintesi del suo intervento:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le pratiche MAB sono oggi sviluppate in Italia un po’ a macchia di leopardo, ad esempio in Lombardia; trovano una vena feconda nella Regione Marche, ove da alcuni anni si svolge anche il “Gran Tour Cultura” che riguarda archivi, biblioteche e musei e che nell’ultima edizione ha coinvolto 60 comuni. Da vari anni è stato creato un coordinamento nazionale MAB fra AIB, ANAI, ICOM e sono sorti coordinamenti regionali in varie regioni fra cui anche la Puglia. In varie regioni vi sono iniziative in corso e nel 2019 la Sezione Puglia dell’AIB terrà un dibattito sul tema in occasione della giornata mondiale sul libro e il diritto d’autore promossa dall’UNESCO.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ chiaro che l’integrazione MAB sarà tanto più facile e utile quanto più si svilupperà una consapevolezza aggiornata del ruolo della biblioteca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Potremmo individuare per la biblioteca, sulla scorta di quanto dibattuto finora in Italia e all’estero, almeno tre funzioni o ruoli:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Spazio sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Presidio di accesso alla conoscenza (al sapere)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Agenzia dell’identità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il primo ruolo è stato enfatizzato negli scorsi anni (penso ad esempio all’idea della biblioteca come “piazza del sapere”, in cui però l’enfasi era posta sulla piazza, cioè sulla biblioteca come luogo di partecipazione e di incontro), allorché era fondato recuperare una misura “aperta” della biblioteca, troppo ingessata fino ad allora a somiglianza di uno spazio austero e quasi impenetrabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia oggi, al volgere del primo ventennio del XXI secolo, gli spazi per socializzare e partecipare in libertà sono alquanto cresciuti e, pur dovendo ogni biblioteca essere pur sempre una “piazza” cioè un luogo di incontro libero e partecipato, sembra necessario enfatizzare un concetto di piazza in cui si svolgano principalmente processi di apprendimento e di acculturazione intesi in senso largo: perché proprio questi spazi del sapere, infatti, sono oggi in continua regressione, a causa di vari fattori fra cui non sono estranei gli effetti negativi dell’uso dei social da parte delle giovani e giovanissime generazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20Monopoli%20tavola%20rotonda%2016-11-2018.docx#_ftn1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Quindi la biblioteca deve essere anzitutto presidio di accesso al sapere e in più – aggiungo - conservare in modo deciso la vocazione allo sceveramento dell’identità, intesa però in accezione dinamica e giammai statica o regressiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20Monopoli%20tavola%20rotonda%2016-11-2018.docx#_ftn2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di nodi che non possono essere più ignorati e che consentono, se non li ignoriamo, di evitare i fraintendimenti connessi oggi al concetto di “piazza”. Peraltro Joseph E. Stiglitz e Bruce C. Greenwald hanno segnalato di recente come gli innalzamenti degli standard di vita si debbano in buona parte al progresso tecnologico e all’apprendimento e che difficilmente si ha progresso tecnologico senza apprendimento: per cui la conoscenza (il sapere) è oggi l’input più importante per lo stesso sviluppo welfaristico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20Monopoli%20tavola%20rotonda%2016-11-2018.docx#_ftn3" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [3]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riguardo alla città di Monopoli, anche in questo contesto territoriale bisognerebbe oggi promuovere reti piuttosto che piazze, naturalmente reti dell’acculturazione, cioè del sapere, per di più saldamente ancorate all’identità dei luoghi e della storia come utile viatico per capire meglio cosa ci riservi il futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20Monopoli%20tavola%20rotonda%2016-11-2018.docx#_ftnref1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Oltre a questioni come la transizione all’economia 4.0 (il World Economic Forum ha calcolato che la transizione digitale costringerà il 55% degli addetti ad aggiornarsi e provocherà un forte aumento di ore di lavoro da parte delle macchine, vale a dire i robot), la crisi del libro e della lettura, la dispersione scolastica crescente specie nel Sud: non solo quella intesa in senso tradizionale, ma anche quella successiva all’obbligo: il rapporto Openpolis 2018 segnala che in Italia 14 giovani su 100 non proseguono gli studi dopo l’obbligo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20Monopoli%20tavola%20rotonda%2016-11-2018.docx#_ftnref2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il concetto di piazza fu sintetizzato, come noto, da A. Agnoli in Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Laterza, Roma-Bari 2009. L’elaborazione del concetto di “ecobiblioteca” intende rispondere all’esigenza di un presidio (ecobiblioteca) e di operatori (ecobibliotecari) che enfatizzino in un rapporto empatico l’òikos, cioè la propria “casa”, vale a dire il proprio territorio di azione. Cfr., fra gli altri scritti, W. Morgese, La biblioteconomia allo snodo del XXI secolo, in Atti del 59° Congresso Nazionale dell’AIB, Roma 2016, ebook (www.aib.it). Ed anche: P. Cavaleri, Bibliotecari e biblioteche. Coltivare la mente allo snodo del XXI° secolo, su “Biblioteche Oggi” n. 35 del 2017.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Desktop/Morgese%20Monopoli%20tavola%20rotonda%2016-11-2018.docx#_ftnref3" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [3]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Creare una società dell’apprendimento. Un nuovo approccio alla crescita, allo sviluppo e al progresso sociale, Einaudi, Torino 2018.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-16-11-2018+W.+MORGESE+INTERVIENE+A+MONOPOLI+SUL+MAB.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Nov 2018 14:04:23 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NELL'EPOCA DEI POPULISMI LE RIFORME ISTITUZIONALI SONO LA NECESSITA'</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/nell-epoca-dei-populismi-le-riforme-istituzionali-sono-la-necessita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NELL'EPOCA DEI POPULISMI LE RIFORME ISTITUZIONALI SONO LA NECESSITA'
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA CRISI E I POPULISMI LEGAME A DOPPIO FILO/MACROREGIONI COSÌ RIPARTE IL NOSTRO PAESE.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fenomeno dopo gli USA ha investito l’Europa, ma il vero nodo è quello delle riforme istituzionali. Per realizzare una forma di stato federale bisogna superare schemi illiberali e populisti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Rubrica Multiverso di Waldemaro Morgese, su EPolis Bari inweek del 20 e 28 luglio 2018.]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rivista «Foreign Affairs», magazine statunitense di geopolitica alquanto autorevole, si è interessata alla sorte dei Paesi di democrazia “liberale” a fronte di quelli “autocratici” sostenendo che il PIL di questi ultimi potrebbe presto segnare il sorpasso, mentre vari opinionisti e studiosi cominciano a elaborare analisi che riconcettualizzano e attualizzano l’epocale confronto che oppose nel Novecento il “mondo libero” al “blocco comunista”: un confronto che assunse – si ricorderà – aspetti anche di vero e proprio agonismo giocato nello spazio (lo sputnik con Jurj Gagarin, lo sbarco sulla Luna con Neil Armstrong…).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi la “guerra fredda” assume altri contorni, profondamente mutati e, dal lato del campo che fronteggia le democrazie liberali, ha alcune teste di ponte molto significative: Cina, Russia, India ad esempio. Non c’entra più il comunismo ma l’illiberalismo delle forme di governo resta immutato. Yascha Mounk, politologo tedesco che insegna ad Harvard, ha individuato la causa scatenante il successo populista: finché negli USA si è avuto un costante aumento degli standard di vita, la democrazia ha retto, ma con il diffondersi della crisi ecco che nelle presidenziali ha prevalso Donald Trump. Nei paesi dell’UE la situazione è analoga e il successo delle forze populiste, chiaramente illiberali, risiede in queste identiche dinamiche (“Popolo vs democrazia”, Feltrinelli 2018). Consiglierei al lettore di leggere “Il muro invisibile”, lo sconvolgente réportage di Tonia Mastrobuoni apparso su «la Repubblica» del 15 giugno scorso sulla situazione della Germania e sul successo delle forze populiste in tutta la ex RDT: può insegnare qualcosa anche all’Italia, specie a noi del Sud. Così come è utilissimo il servizio “Populisti di tutto il mondo (dis)unitevi”, apparso sul magazine del Corsera «La Lettura», che nel numero dell’8 luglio radiografa paesi a incipiente o stabilizzato populismo come il Messico, gli USA, La Cina, le Filippine, la Svezia, il gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia), la Turchia, l’Olanda. In questa situazione non sorprende che un brillante storico liberal come Mark Lilla, docente nella Columbia University di N.Y., scriva di capire perché i cittadini europei, stretti fra i diktat della lontana Bruxelles e l’immigrazione di massa, abbiano l’impressione di non poter controllare il proprio destino collettivo e siano pronti “a considerare il ricorso a mezzi non democratici” (“L’identità non è di sinistra”, Marsilio 2018).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ questo il panorama preoccupante in cui si iscrive la probabile incipiente apertura in Italia di una nuova fase di riforme istituzionali, dopo il fallimento di quella radicale tentata dal governo Renzi, annunciata dal ministro in carica per la “democrazia diretta” con l’idea di ridurre i parlamentari a 600 in tutto: ma avremo modo di tornare sull’argomento nel prossimo Multiverso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un articolo di un paio di mesi fa (su “l’Espresso” del 6 maggio 2018), intitolato “Nani sulle macerie”, Massimo Cacciari ha ridicolizzato le “nuove” Repubbliche che ci si inventa ad ogni tornata elettorale ed ha auspicato che, quando si andrà a nuove elezioni, esse diano luogo ad un Parlamento «in cui ci si impegni a realizzare un nuovo ordine repubblicano, attraverso un confronto che almeno assomigli a quello che ebbe luogo nel ‘46».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ il tema delle riforme istituzionali, più volte tentate. Da ultimo quelle del governo Renzi sono fallite sull’onda di un referendum in cui i cittadini italiani hanno segnato “no” per disarcionare l’ex presidente del Consiglio non tanto le riforme.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi questo tema riappare in un contesto geopolitico ed economico del tutto nuovo. Mettiamola così. Prima della nascita del governo Lega-M5S una quasi-spia come il putiniano Guryev lanciava i suoi ami con la copertura del sentimento nicolaiano di migliaia di ortodossi russi (teatro delle operazioni: Bari, patria di san Nicola) ma senza l’ammiccamento governativo italiano, esattamente come accadeva anche per i gruppi di preghiera animati dalla quasi-spia russa Maria Butina, affascinante ventinovenne cui invece era stato assegnato il teatro USA. Ora però, con governi in carica chiaramente filo-Putin a Roma come a Washington, urgono innovazioni radicali ben precise.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel nostro Paese stanno emergendo due proposte. La prima è del governo: il ministro M5S della “democrazia diretta” intenderebbe facilitare l’istituto referendario (abolendo il quorum per quello abrogativo) nonché le leggi di iniziativa popolare (con l’obbligo di loro discussione e votazione da parte delle Camere) e ridurre il numero di parlamentari (dagli attuali 945 effettivi a 600). La seconda vede protagonista il costituzionalista Giovanni Guzzetta supportato dall’associazione “Nuova Repubblica”. Consiste nell’elezione diretta del presidente della Repubblica attraverso un referendum di indirizzo e una successiva Assemblea costituente che modifichi la costituzione vigente: il tutto con lo strumento di una proposta di legge popolare depositata proprio in questi giorni presso la Cassazione, in attesa di raggiungere le firme necessarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi scrive è propenso da sempre alla revisione della Costituzione, fin da quando Pietro Ingrao propugnò il monocameralismo: ciò lo scrivo a scanso di equivoci (anzi non comprendo a cosa serva ridurre i parlamentari lasciando intatte le due Camere!). Ma ritengo necessario, in un contesto attuale di innamoramento per stati o governanti populisti e illiberali, evitare il più possibile che le modifiche finiscano per profilare una nuova Repubblica sì, ma stretta fra volontà diretta dei cittadini alla base e comando di uomini soli al vertice. Questo inconveniente dunque dovrebbe essere bilanciato dalla nascita, tra base e vertice, di un forte tessuto di governi decentrati, vale a dire da un numero ridotto di macroregioni che profilino finalmente una moderna forma di stato federale. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_NELL-EPOCA+DEI+POPULISMI+LE+RIFORME+ISTITUZIONALI+SONO+LA+NECESSITA-.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 20 Jul 2018 12:57:50 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-06-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A CASSANO MURGE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-06-2018-il-mondo-e-di-tutti-a-cassano-murge</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-06-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A CASSANO MURGE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giovedì 28 giugno 2018 nella Biblioteca Comunale di Cassano delle Murge è stato presentato il volume di Waldemaro Morgese "Il mondo è di tutti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Italia fra Europa e globalizzazione" (Edizioni dal Sud).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'evento si è svolto nell'ambito della celebrazione-festa del terzo anno di vita dell'Ecobiblioteca di Cassano e del quinto anno di attività del Circolo Legambiente di Cassano. Insieme al libro di W. Morgese è stato presentato anche "Alla scoperta della Green Society" di Vittorio Cogliati Dezza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Ha introdotto gli autori e svolto il dialogo con loro la giornalista Marilena de Nigris (redattrice del magazine Volontariato Puglia e direttrice responsabile del mensile CSV San Nicola). Successivamente i partecipanti, in folto numero, hanno presenziato all'inaugurazione nei giardini di Cassano di una Free Little Library.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_28-06-2018+IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+A+CASSANO+MURGE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 Jun 2018 12:53:38 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-06-2018: "LECCE HOMO" A MOLA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-06-2018-lecce-homo-a-mola-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-06-2018: "LECCE HOMO" A MOLA DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 23 giugno 2018 presso la Libreria Culture Club Café di Mola di Bari è stato presentato il romanzo di Peter Genito “Lecce Homo” (Robin Edizioni, 2016). Ha introdotto Waldemaro Morgese, ha letto brani Angela Redavid (che si è offerta volontariamente). W. Morgese ha dialogato con l’Autore, che ha recato ulteriori elementi di riflessione e di comprensione dell’opera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo il presentatore si tratta di un chiaro “romanzo di formazione” (Bildungsroman) ove l’Autore si immedesima frazionalmente nei personaggi principali: il commissario Oronzo Mazzotta e i fratelli Martino e Alessandro. Il romanzo presenta anche elementi tipici del genere giallo (un cadavere, un commissario che indaga, la soluzione dell’evento delittuoso a fine romanzo), senza però esaurirsi affatto nel genere. Costruito integralmente con la tecnica di un equilibrato altalenarsi di flash-back, in una prosa accattivante, con più di un io narrante, presenta alcuni focus evocativi importanti, ben amalgamati nella più complessiva scrittura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese li ha elencati così:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) i segni, molto robusti, del romanzo di formazione, in complesso forse addirittura sovrabbondanti (nell’eterno conflitto fra vita e letteratura, vita e arte, qui prevale di certo l’arte…): si tratta precisamente di un numero folto di citazioni letterarie (titoli di libri e in qualche caso brani, con una enfasi per “L’uomo in rivolta” di Albert Camus e per “La Vita Nova” di Dante Alighieri), musicali e cinematografiche (in questo ultimo caso solo residualmente), che di certo scandiscono la parabola di vita dei personaggi-Autore;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) la presenza della natura declinata con maestria e qualche eccellente empito poetico in tre paesaggi topici: il Nord brumoso (i paesaggi piemontesi di nord-est), la Toscana con il suo “cielo etrusco”, il Salento pugliese nelle parti marine ma anche nelle tracce barocche;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3) una vena essoterica, per la presenza di una citazione di fascino, vale a dire la leggenda della bell’Alda di San Michele Arcangelo, angelo e strega, ma anche per un richiamo che a ha a che fare con la vita oltre la morte, sia pure introdotto a contrario (“ma io non ho mai creduto all’esistenza dell’anima e alla sua sopravvivenza oltre la morte dei corpi”), nonché per la vaga possibilità che le tecnologie possano compiere il miracolo del ritorno di chi non c’è più (il che introduce anche una leggera vena-thriller nel romanzo);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) una forte critica sociale, specie riguardo alle difficoltà di una intera generazione – quella dell’Autore, nato nel 1972 – a realizzarsi: “la sua vita era sospesa tra la disperazione di una generazione soffocata in ogni prospettiva di sviluppo sociale e la speranza di fare radici, metter su famiglia”;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5) una forte critica politica (forse elemento un po’ sovrapposto), cui contribuisce anche l’intreccio del romanzo per il fatto che le indagini del commissario Mazzotta, rivolgendosi a sospettare un potente della politica, sono ostacolate dal procuratore di turno che vorrebbe insabbiarle, ma vivificata anche dagli accenni alla “Milano da bere”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi focus sono in realtà la vera intelaiatura (il vero intreccio) del romanzo, che quindi acquista spessore di contenuto, che si aggiunge allo spessore della scrittura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono riconoscibili evidenti echi, consapevoli o meno, di alcuni capisaldi letterari: Silvia Avallone con la sua “Marina bellezza”; Pier Vittorio Tondelli con il suo “Camere separate” (in “Lecce Homo” l’omosessualità ha una presenza forte, anzi fortissima); e, per gli aspetti essoterici, la serie TV “Black Mirror” con l’episodio “Be right back” e il film di Giuseppe Tornatore “La corrispondenza”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presentazione ha avuto una notevole presenza di pubblico e al suo termine si è sviluppato un vivace dibattito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Nella foto: a sinistra Peter Genito, a destra Waldemaro Morgese
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-23-06-2018+LECCE+HOMO+A+MOLA+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 23 Jun 2018 12:49:54 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"ROSSO MELOGRANO" DI GIULIA POLI DISANTO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/rosso-melograno-di-giulia-poli-disanto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "ROSSO MELOGRANO" DI GIULIA POLI DISANTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Rosso Melograno", il nuovo romanzo di Giulia Poli Disanto, è stato presentato a Mola di Bari, il 6 giugno 2018 presso Casina Morgese, nell'ambito della rassegna "Baricentro di cultura in collina" - XVI edizione - promossa dall'Associazione Onlus "Le Antiche Ville" e dall'Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari, con InfinitART.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, presentatore del romanzo nell'occasione, ha scritto su di esso una breve recensione che si riporta di seguito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Poli Disanto con Rosso Melograno (Il Grillo Editore, 2018, pagg. 216) dedica il suo romanzo a tutti coloro che “sono alla ricerca di una Patria e che decidono di cambiare la propria vita”. Manifesta questo suo sentiment, ricco di patos e volitivo, attraverso la storia di un profugo curdo, il piccolo (bicuk) Serush, appartenente ad una famiglia di “audaci” per carattere: “perché sognava la conquista di un Paese unico, dove mettere radici”, una regione “che potesse essere riconosciuta anche come Stato e che fosse in grado di eliminare le tante disuguaglianze sociali, come pure i matrimoni delle fanciulle, o lo scambio di donne tra famiglie”. Ma questo sfondo geopolitico (un popolo senza patria di oltre 20 milioni di persone divisi fra 5 Paesi), pur presente nel romanzo, resta – appunto – sullo sfondo, mentre emerge prepotente e a suo modo meravigliosa la figura dell’audace ragazzo – novello Ulisse - che trasmigra fra Kurdistan, Iraq, Siria, Italia e di nuovo Iraq in un susseguirsi di vicende avventurose, in alcuni casi drammatiche, sempre avvincenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ curioso che il romanzo di Giulia Poli Disanto sia stato pubblicato nello stesso anno in cui un ormai prolifico nume tutelare della letteratura curda della diaspora, Bachtryal Alì, ha pubblicato in traduzione italiana (edizioni Chiarelettere) e presentato al milanese Tempo di libri il suo L’ultimo melograno, già scritto in dialetto curdo “sorani” nel 2002. Nel romanzo di Bachtryal Alì il protagonista si chiama Muzafari Sublidan ed è anch’egli un audace figlio del Kurdistan.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La struttura del romanzo di Giulia è accattivante (39 brevi capitoli) e consente di superare agevolmente l’impegno che comporta la lettura di un’opera abbastanza ponderosa, densa perché ricca di riferimenti e di vicende. A questo proposito, l’Autrice ha di certo superato brillantemente una prova per così dire “salgariana”: perché il suo districarsi fra i luoghi del Kurdistan, dell’Iraq e della Siria (da lei non conosciuti direttamente, come per sua stessa ammissione), compresi gli usi e costumi e la gastronomia, è sul serio ammirevole! Questo topos è tipico di quanti anelano a percorrere plaghe nuove, della geografia ma anche del pensiero e la tecnica “salgariana” rappresenta una chiave di soluzione sovente praticata: in questo caso, ripeto, in modo perfettamente riuscito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il melograno è per i curdi (ma in generale per molti popoli) simbolo di fecondità e libertà, solidarietà e amore ardente: sovrasta tutto il romanzo, i cui squarci caratterizzati da simbolismi sono più di uno, insieme agli echi letterari – consapevoli o meno – che potremmo far risalire all’omeriana Odissea, a Dostojevski, a Garcia Marquez e alle Mille e una notte (citato esplicitamente perché acquistato da Layla, un personaggio del romanzo, in un suk del suo villaggio).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fulcro tematico del romanzo, che ne fa un’opera di spessore, è racchiuso in una dicotomia lacerante: lotta armata o cultura e pace? Questo dilemma è rappresentato solarmente dall’Autrice, messo in bocca a Goran il poeta, apparentemente lo zio di Serush, di cui il nostro protagonista segue le orme: “Sai, Serush, avevo vent’anni e tanta voglia di cambiare il mondo, quando nel 1978 incominciarono i primi dissidi con l’Itar. Allora, feci la scelta più importante della mia vita. Scelsi di continuare gli studi invece di entrare nella lotta armata o di portare al pascolo le bestie come faceva mio fratello Rêzan. Ero convinto, e lo sono ancora, che solo attraverso la cultura e la pace i popoli possono crescere e imparare ad amarsi”. E’ questo passo (pag. 93), il cui nocciolo tematico è ripreso a pag. 171, il nucleo “duro” del romanzo: una opzione neoilluministica forte e chiara. Il che non significa per l’Autrice svalutare la lotta dei curdi, tutt’altro, ma arricchirla di possibilità, inserirla in un più vasto orizzonte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rosso Melograno è un nuovo riuscito esempio di quella che è stata definita (da Armando Gnisci) la “letteratura della migrazione”, o “letteratura migrante”, che si suole datare, in Italia, a partire dall’assassinio di Jerry Essan a Villa Literno nell’agosto 1989 (prima di questa data forse l’unico esempio è stato il Pasolini cantore delle borgate romane, popolate di personaggi stranieri, a cui Claudio Giovannesi si è ispirato per il suo film Alì ha gli occhi azzurri del 2012). Letteratura oggi ormai ricca di testimonianze, non solo di autori stranieri che hanno pubblicato prima con l’ausilio di traduttori poi direttamente in lingua italiana, ma anche di autori italiani. Citerei Alì Elisani, Khaled Hosseini, Mohsin Hamid, Alberto Pellai, Maria Bellu, Igiaba Scego, Domenico Quirico, Fabio Geda, Pap Khouma, Ruggero Pegna, Irena Bregna, Giuseppe Catozzella e altri: un genere attraverso cui si produce un interessante scontro/incontro fra culture e che oggi sembra particolarmente attuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-ROSSO+MELOGRANO+DI+GIULIA+POLI+DISANTO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 06 Jun 2018 13:00:56 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>31-05-2018: "IL TEMPO UGUALE" A POLIGNANO</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           31-05-2018: "IL TEMPO UGUALE" A POLIGNANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovedì 31 maggio 2018 a Polignano a Mare (BA), presso la Biblioteca Comunale "Raffaele Chiantera", è stato presentato il romanzo di Waldemaro Morgese Il tempo uguale (Les Flaneurs Edizioni, 2016). L'evento si è svolto nell'ambito della rassegna "EQUILIBRI POLIGNANESI", promossa dal Comune di Polignano tramite il Settore Cultura. Il romanzo, presente l'Autore e l'Assessora alla cultura Marilena Abbatepaolo, è stato introdotto dall'attore Franco Minervini, che ha anche letto alcuni brani ponendo domande all'Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_31-05-2018+IL+TEMPO+UGUALE+A+POLIGNANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 31 May 2018 12:32:28 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL MONDO E' DI TUTTI: recensioni</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL MONDO E' DI TUTTI: recensioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riportano di seguito le recensioni al volume di Waldemaro Morgese Il mondo è di tutti. L'Italia fra Europa e globalizzazione (Edizioni dal Sud, Bari 2017).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SE L’EUROPA NON SA COGLIERE I CAMBIAMENTI. «Il mondo è di tutti» di Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci vuole una intelligenza collettiva che in questo momento manca. Capace di far capire che Il mondo è di tutti, come Waldemaro Morgese titola il suo libro (Edizioni dal Sud, pag. 99, euro 8). Capace soprattutto di far capire che una storia è finita e da un pezzo ne è cominciata un’altra verso la quale siamo quasi completamente inadeguati. E ha ragione l’economista Michele Capriati nel suo epilogo a dire che sarà necessaria una controrivoluzione con uomini nuovi e programmi alternativi. A cominciare dall’abbandono di quella «cultura del recinto» della quale parla il giornalista Dionisio Ciccarese nel suo prologo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese, saggista, editorialista e animatore culturale pugliese, ha qui raccolto una serie di 21 articoli pubblicati soprattutto sul quotidiano EPolis Bari. Nei quali con ammirevole conoscenza e aggiornate citazioni passa in rassegna tutti i temi del nostro scontento. Anzitutto L’Italia fra Europa e globalizzazione, come dice il sottotitolo. Ma anche l’immigrazione e la tecnoscienza, lo statalismo e l’islamismo, la barbarie dell’odio e, perché no, san Nicola e il G7 a Bari. Temi che, ancorché possano sembrare remoti, determinano la nostra vita di ogni giorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno dei segni che siamo in un’altra storia è il papato di Bergoglio. Il primo non europeo in duemila anni di chiesa. Il secondo è nella legge dei grandi numeri, quelli che riguardano Cina e India. Ma soprattutto l’Africa col suo miliardo e 200 milioni di persone, e con l’età media di 19 anni. Popolo in cammino nonostante gli intralci (anche devastanti) di percorso. Con la vecchia Europa ormai ricca, ma stanca minoranza, diciamo fuori dalla nuova storia. Insomma si è spostato l’«ombelico del mondo» (come nella canzone di Jovanotti). Ma ci comportiamo come se non lo fosse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giustamente dice Morgese che ci vorrebbe una «identità terrestre». Verso la quale però alziamo muri che non ci salveranno. Così come inutili muri sono il ritorno agli interessi nazionali. Come se fosse così possibile arginare sia una immigrazione che si muove come una risacca. Sia arginare l’universalità di Internet che passa attraverso tutto. Cui sono collegate le «Grin» (genetica, robotica, intelligenza artificiale, nanotecnologie) che disegnano una nuova specie umana (il «cyborg») e la fine del lavoro come lo abbiamo conosciuto per secoli. Una «intelligenza connettiva», come la chiama giustamente Ciccarese. Cui non corrisponde, appunto, quella collettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di fronte a tutto questo, tutto il resto sembra retroguardia. Per cui l’Occidente che si chiude a riccio è una disdetta epocale verso se stesso. Soprattutto non puntando sul capitale umano che in questo nuovo inizio è l’interesse strategico più importante in assoluto. E fomentando diseguaglianze che sono il principale motivo dei conflitti fra gruppi e fra Stati. Ma che saranno spazzate come bolle di sapone, benché in questo momento i ceti popolari e i poteri forti sembrino imbattibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese è consapevole del grande Vuoto del momento. Quello che, al di là dell’indottrinamento islamico, spinge i giovani di mezzo mondo all’antagonismo del terrorismo. Alla ricerca, a modo loro, di un senso. Il suo libro aiuta a orientarsi nello scoramento, nella frustrazione, nella sensazione che il peggio sia irreversibile. Indica una fiducia. Altrimenti «scrocconi, briganti, pirati e imbroglioni prenderanno il controllo» come scrisse nove anni fa il musicista Brian Eno. Morgese ci suggerisce un «sentire comune» che è il più grande assente del nostro tempo. Poggiare l’orecchio sulla prateria come facevano i pellerossa per capire dove andavano gli zoccoli dei cavalli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Lino Patruno apparsa su «La Gazzetta del Mezzogiorno» di mercoledì 23 maggio 2018, p. 22].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+recensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 May 2018 12:28:40 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-05-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-05-2018-il-mondo-e-di-tutti-a-bari</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-05-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mercoledì 23 maggio 2018 si è svolta a Bari, presso la Liberia Laterza, la presentazione del libro di Waldemaro Morgese Il mondo è di tutti (Edizioni dal Sud, 2017): una raccolta di 21 editoriali di argomento internazionale apparsi sul quotidiano "EPolis Bari" dal 2012 al 2017, con un prologo di Dionisio Ciccarese e un epilogo di Michele Capriati. Il libro è stato discusso dall'Autore, da Michele Capriati (economista) e da Luigi Paccione (giurista). L'evento è stato aperto da Maria Laterza e da Irene Paolino, responsabile dell'Antenna Europe Direct Puglia dell'UE, nel cui progetto "Dialoghi con i cittadini sul futuro dell'Europa" la presentazione era inserita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'evento ha beneficiato di una folta partecipazione e di un interesse per tutta la durata, con interventi del pubblico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 23 May 2018 12:23:23 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>13-05-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A TORINO</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           13-05-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A TORINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo libro di Waldemaro Morgese "Il mondo è di tutti" (Edizioni dal Sud, 2017) è stato presentato domenica 13 maggio 2018 a Torino, alle ore 17.00, nell'ambito del XXXI Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand della Regione Puglia. Ne hanno discusso l'Autore con Enzo Borio, presidente della Sezione piemontese dell'Associazione Italiana Biblioteche, che ha posto a W. Morgese numerose domande sui contenuti della raccolta di editoriali: il dibattito con l'Autore si è sviluppato su temi cruciali quali l'immigrazione, il "capitale" umano, il ruolo delle biblioteche, lo stato di Paesi strategici come l'Africa, ed altro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+A+TORINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 13 May 2018 12:19:05 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>27-04-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A MOLA</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           27-04-2018: "IL MONDO E' DI TUTTI" A MOLA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è svolta venerdì 27 aprile 2018, alle 18.30, la presentazione del libro di Waldemaro Morgese IL MONDO E' DI TUTTI presso la Libreria Culture Club Café di Mola di Bari. La raccolta di editoriali a tema internazionale, edita da Edizioni dal Sud nel 2017, è stata oggetto di una vivace interlocuzione da parte dei relatori e del pubblico presente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha coordinato Michele Capriati, economista, docente presso l'Università Aldo Moro di Bari, hanno interloquito l'Autore e Ivan Ingravallo, giurista, docente in diritto dell'UE presso la medesima Università.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'evento è stato aperto da Irene Paolino, responsabile dell'Antenna dell'UE "Europe Direct Puglia", essendo una iniziativa parte del progetto "Dialoghi con i cittadini sul futuro dell'Europa".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto, da sinistra a destra: l'Autore, Michele Capriati, Ivan Ingravallo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+A+MOLA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 27 Apr 2018 12:17:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/27-04-2018-il-mondo-e-di-tutti-a-mola</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+A+MOLA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+A+MOLA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"IL MONDO È DI TUTTI": le presentazioni promosse</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-mondo-e-di-tutti-le-presentazioni-promosse</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro di Waldemaro Morgese IL MONDO E' DI TUTTI. L'ITALIA FRA EUROPA E GLOBALIZZAZIONE (Edizioni dal Sud, 2017) è stato presentato in varie occasioni, che qui si elencano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro di Waldemaro Morgese IL MONDO E' DI TUTTI. L'ITALIA FRA EUROPA E GLOBALIZZAZIONE (Edizioni dal Sud, 2017) è stato presentato in varie occasioni, che qui si elencano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            27 aprile 2018, Mola di Bari, presso la Libreria Culture Club Café, con Michele Capriati e Ivan Ingravallo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            13 maggio 2018, Torino, presso il Lingotto, nell'ambito del XXXI Salone Internazionale del Libro, con Enzo Borio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 maggio 2018, Bari, presso la Libreria Laterza, con Michele Capriati e Luigi Paccione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            28 giugno 2018, Cassano Murge, presso l'EcoBiblioteca Comunale, nell'ambito dell'evento "Tra le righe dell'ambiente", con Marilena de Nigris e Vittorio Cogliani Dozza. 
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tutte le manifestazioni ha partecipato l'Autore. Per notizie più particolareggiate sulle varie presentazioni si rinvia alla sezione ARCHIVIO.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+le+presentazioni+promosse.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+le+presentazioni+promosse.jpg" length="36350" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 27 Apr 2018 08:52:52 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+le+presentazioni+promosse.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+MONDO+E-+DI+TUTTI+le+presentazioni+promosse.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-02-2018: "IL TEMPO UGUALE" ALLA LIBRERIA ROMA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-02-2018-il-tempo-uguale-alla-libreria-roma-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           22-02-2018: "IL TEMPO UGUALE" ALLA LIBRERIA ROMA DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 22 febbraio 2018, alle ore 18.30, il romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale" (Les Flaneurs Edizioni) è stato presentato presso la Liberia Roma di Bari, con la presenza dell'Autore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            La giornalista Mary Sellani ha presentato l'opera chiarendo i vari piani interpretativi cui si presta il romanzo e formulando varie domande all'Autore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L' attore Franco Minervini ha letto alcuni brani, sia della prima che della seconda parte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche il pubblico presente è intervenuto con richieste di chiarimenti e domande.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+ALLA+LIBRERIA+ROMA+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+ALLA+LIBRERIA+ROMA+DI+BARI.jpg" length="140815" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 22 Feb 2018 12:38:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/22-02-2018-il-tempo-uguale-alla-libreria-roma-di-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+ALLA+LIBRERIA+ROMA+DI+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+ALLA+LIBRERIA+ROMA+DI+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ARGO SUGLIA: UN RICORDO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/argo-suglia-un-ricordo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ARGO SUGLIA: UN RICORDO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E le cicale? E il vento?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non ci sono più cicale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           tra le pietre bianche della mia casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se n’è andato il silenzio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pietro, il padre
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Argo Suglia (Mola di Bari, 23 agosto 1921 - Roma, 16 febbraio 2018) crebbe in un ambiente familiare particolare, influenzato dal padre Pietro, non solo amabile ma anche forte personalità totalmente immersa nel mondo essoterico del cosiddetto “ermetismo terapeutico” fondato da Giuliano Kremmerz (1861-1930), al secolo Ciro Formisano, nativo di Portici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il maestro di Pietro fu iniziato a sua volta da Pasquale de Servis (Izar Bne Escur) che lo accolse nel Grande Oriente (ovvero Ordine) Egizio, una non meglio identificata organizzazione di rito massonico. Si noti che l’ermetismo egizio è di tradizione ultramillenaria: si diffuse in Magna Grecia attraverso la scuola pitagorica e nel napoletano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Kremmerz nel 1896 fondò la “Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam” (scuola di medicina occulta a beneficio dei fratelli e sorelle affiliati, posti nella condizione di diventare terapeuti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn3" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [3]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ), editò alcune riviste di dottrina, diffuse i principi della medicina ermetica e promosse alcune accademie operative a Napoli, Bari (qui risiedeva la figlia Gaetanina), Roma, Taranto, La Spezia. L’accademia di Bari era denominata Accademia di Pitagora, quella di Roma Accademia Vergiliana: tutte ebbero vita difficile per causa dell’ostilità del regime fascista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante gli anni post-seconda guerra mondiale, caratterizzati da un vivace contrasto fra le varie anime della Fratellanza, che dura tuttora, Pietro (subito dopo la fine della seconda guerra) fu nominato preside dell’Accademia Vergiliana, in cui erano nel frattempo confluiti gli affiliati dell’Accademia di Pitagora, posta in sonno: nella capitale infatti si trasferisce dopo un periodo di servizio come geometra negli uffici napoletani delle Ferrovie dello Stato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn4" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [4]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una personalità poliedrica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Argo si fondono, per tutta la durata della vita, molteplici impulsi creativi. Potremmo indicare in questa caratteristica la peculiarità profonda della sua personalità, il quid che ne ha fatto una persona in qualche modo dotata di carisma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conoscitore della dottrina ermetica, poeta, attore, scrittore di testi teatrali, insegnante di dizione e tecniche attoriali. Anche regista: ad esempio assistente per lo spettacolo Il soldato bombolone di Vincente Simon, un libero adattamento da Bertold Brecht.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha avuto anche una spiccata inclinazione identitaria perché legato alla sua città di nascita (Mola), ove ebbe modo di tornare su mia richiesta e iniziativa il 9 settembre 2000 per uno spettacolo da mattatore (pur avendo l’età di quasi ottant’anni) in cui dette prova di brillante maestria dinanzi ad una folta platea presso la casina Morgese in contrada Brenca (Poggio delle Antiche Ville): Povero enjambement, una carrellata poetica nei secoli con Dante, Prévert, Leopardi, Lorca, Francesco d’Assisi, Saffo, Jacopone, Osborne, Montale, Lunetta (suo grande amico), Brecht, Suglia stesso. Come scritto da lui: “una smarrita antologia in ricerca del chiarore e dei silenzi degli oracoli antichi della voce”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn5" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [5]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La bohéme…
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma torniamo indietro. Dopo una breve attività alle dipendenze della compagnia telefonica romana TE.TI, che si sciolse nel 1964, cominciò per Argo una vita in perfetta simbiosi con il variegato ambiente artistico romano, con al fianco l’amata consorte Maria Pesce (mia zia materna), figlia del musicista Ottone (mio nonno), uno dei sette figli di Angelo, il cui primogenito era Piero Delfino Pesce.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn6" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [6]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricordo un episodio a questo proposito, quando ero studente universitario presso “La Sapienza” di Roma. Mi invitò con Maria ad una scampagnata fuori porta, precisamente ad Anticoli Corrado, paese collinare di mille abitanti, che godeva di panorami magnifici e che per questi motivi era divenuto nel corso dei decenni una sorta di casa degli artisti, inizialmente pittori ma poi anche scultori, teatranti, scrittori, poeti. Le donne di Anticoli si erano ben presto adeguate divenendo modelle. Anticoli era anche set cinematografico, dato che vi erano stati girati famosi film. Lo scopo principale della gita ad Anticoli era quello di farmi conoscere il poeta spagnolo Rafael Alberti, loro amico, a quel tempo esule del franchismo. E infatti così accadde.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Argo Suglia svolse per vari anni l’insegnamento di dizione e di tecniche attoriali prima presso la famosa scuola romana di Alessandro Fersen, poi presso altre strutture ed anche in privato sotto forma di lezioni ad personam: i suoi “alunni” sono stati una vera e propria schiera. Ne cito qui solo alcuni, non solo attori: Raffaella Carrà, Antonio Campobasso, Marina Sciarelli Genovese, Michele Soavi, Marco Modugno, Fulvia Midulla, John Clap, Pasquale Pesce, Teresa Pedroni, Beatrice Palme, Adriana Pecorelli, Bianca Grieco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ebbe la grande capacità e merito di mettere a punto un compiuto metodo di tecniche e creatività dell’attore, un vero e proprio manuale noto a molti attori. Da ultimo ho raccolto la testimonianza dell’attrice e regista Paola Martelli che, pur non avendo conosciuto di persona Argo, conosceva perfettamente l’esistenza del suo manuale, avendo frequentato la scuola Fersen successivamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Argo fondò sue compagnie: Officina del Commediante, Scuola-Officina, Officinarte. Svolse la sua attività anche presso il Teatro-studio di Spoleto, il Teatro-studio di Roma, la Scuola di Tecniche dello Spettacolo di Roma, l’Accademia di Campobasso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare con l’Officina del Commediante presentò cinque spettacoli fra il 1987 e il 1993. Nel 1992 fu la volta di Ipotesi di spettacolo, scritto e diretto da lui, la cui prima si svolse presso il Metateatro di via Mameli a Roma con lo scopo precipuo di valorizzare la fatica e la genialità dell’attore. Con Argo recitarono Domenico Carrino, Simonetta Cartia, Annamaria Compare, Renata De Luca, Giorgio Mozzarelli, Massimo Nicosia, Alessandro Possenti, Mimmo Surace. Su questo spettacolo, più volte replicato, che intendeva mettere in scena “il ghigno e i soprusi del potere, i conformismi e lo sfruttamento dell’uomo”, la critica si espresse in modo entusiastico. Ecco un esempio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Argo Suglia come un sacerdote pronto ad officiare il rito della comunione tra noi e loro, ci conduce attraverso storie di individui infangati dalla cultura (fallica direbbe Ida Magli, e ha ragione) che ha sempre governato, ovvero quella della violenza. Donne stuprate o costrette alla prostituzione, religiosi messi a tacere da dogmi che non sono certo quelli dell’amore e della fratellanza, omosessuali, e i bambini; le uniche vere vittime dell’idiozia umana. Lo spettacolo colpisce al cuore appunto senza mediazioni di sorta. Ogni danza, canto o nenia, pianto o urlo, parola o sorriso, risuonano di più eco. Come un teatro da farsi, che si costruisce durante e in faccia allo spettatore, sembrano appartenerci quelle storie, perché prive di retorica”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si comprende l’afflato dell’artista: in Argo Suglia, quasi al termine della sua “carriera”, gli insegnamenti della recitazione, che conducono a saggiare anche gli abissi sovente oscuri dell’animo umano, si intrecciano con una esplosione di teatro militante che mette al bando ogni orpello, ogni convenzione per restituire allo spettatore la vita vera, quella di ogni giorno, segnata spesso dall’indicibile. Tutto ciò ci sembra molto attuale, quasi ci parla ancora!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’altra critica entusiastica fu scritta da Paolo Ruffini sulla rivista fiorentina Il Portolano, nella primavera del 1994.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il poeta
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Argo Suglia ha coltivato la propria vena poetica per tutta la vita. Anche negli ultimi anni e negli ultimi mesi, nonostante le sue condizioni fisico-psichiche fossero precipitate divenendo durissime.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da poeta ha vinto quattro premi letterari nazionali: il Città di Palestrina 1988, il Premio Poesia Hayku 1989 (fra 2000 partecipanti), il Lidense 1997 e il primo Poetry Meeting Italo-Elvetico 2000. La giuria del Lidense, composta da illustri personalità (fra cui Mario Lunetta, Mario Verdone, Gianni Sepe), così motivò il primo premio per una sua silloge di 4 poesie (Le Murge non sappiamo; Le statue di Portecchia; Altro suono ha la voce; Occhi di donna a guardare):
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Una lirica ermetica, una voce poetica forte e dirompente, quella di Argo Suglia, poeta-attore. Dai suoi versi emanano, e le si respira nella pienezza espressiva, l’aria e la gestualità scenica dei grandi interpreti della tragedia ellenica. Canta, Argo Suglia, il mare e la terra delle radici, e la koinè della sua creatività poetica percorre i canoni classici della purezza ermetica della parola, fino al narcisismo espressivo. Versi saturi di empatia, che penetrano il lettore, trasportandolo sulle onde musicali di un fascinoso percorso che lo portano a congiungersi simbioticamente con il poeta”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Hayku lo vinse con questa poesia: “Giro di luna,/ gioca nuova la serpe/all’avventura”. Sue poesie sono apparse in antologie, riviste e giornali; alcune sono state pubblicate in lingua giapponese e in inglese. I suoi hayku sono stati oggetto di lezione presso le Università degli studi di Urbino e Milano. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha vinto anche altri premi, classificandosi nelle terne o cinquine, come ad esempio il secondo premio Maestrale-San Marco 2000 con la poesia O dolcezza che tingi la mia sera. Già la giuria del Costantino Nigra 1966, composta da Carlo Bo ed altri, espresse il seguente giudizio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “la poesia di Argo Suglia, frutto di lenta maturazione, si rifà ad un’esperienza di infanzia e adolescenza meridionali, rivissute con una nostalgia ferma, mai abbandonata, dichiarata con accento asciutto, più epigrammatico che elegiaco, talvolta acceso dalla protesta. In ogni lirica vi è la presenza non rettorica di persone e animali, terra e mare, fatiche, amori e lutti. La scena non è mai vuota, come l’immagine non è mai gratuita”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Era solito dedicare poesie a parenti e amici, anche molesi. A me il 28 maggio 2016 dedicò questa, intitolata Cave Maulenses: “I pomodori accesi/alla scala del cielo./Per mareggiate d’uva e di carciofi/una pisciata d’olio tra le stelle./Una rete di mare sulla porta/dentro gli occhi l’anguilla levantina/e il cuore che si spacca/a infarti e a coltellate”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ne dedicò anche a Mola: quella più nota, Mola del Mare, ebbi modo di farla pubblicare sul quotidiano EPolis Bari del 5 aprile 2013, a fianco dell’articolo a mio pugno Suglia, il poeta con Mola nel cuore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn7" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [7]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ne dedicò anche al dialetto (molese), che amava. Ma il suo amore per il dialetto era intriso, come tutta la sua vita sostanzialmente, di protesta sociale:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E subito li becchi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E subito li becchi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I piccoli borghesi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dispregiano il dialetto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e mai portano il lutto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cincischiano uno stemma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           s’aggiungono un cognome
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per nobili sembrare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           e fieri quando brindano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -con la bottiglia a tavola-
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           gorgheggiano: «cin cin».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le ceneri di Argo giacciono ora in Roma, nel cimitero del Verano, insieme alla mia zia Maria e alla figlioletta nata morta nei primissimi anni del loro matrimonio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Epilogo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mola non coltiva archivi, biblioteche e musei: istituzioni che innervano la memoria e i suoi legami con il presente e il futuro. Da questo punto di vista, e da molti altri, è divenuta icona di una tragedia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I suoi padri nobili e i suoi figli di talento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftn8" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [8]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            soffrono di ciò. Faccio voti perché tutto quanto si è abbattuto su Mola e sui molesi sia superato al più presto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma dubito molto, non per pessimismo, bensì perché so quanto sia faticoso e difficile risalire le chine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            E’ la prima strofe di una poesia composta nei primi mesi del 2017 da Argo Suglia intitolata Con le cicale il vento. Questo articolo è stato pubblicato nel n. 173, marzo 2018, della rivista «Città Nostra».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref2" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [2]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Ermete è l’egizio dio Thot o l’ebraico profeta Misraim; Ermete Trismegisto è la scuola ermetica originaria, fondata da un essere umano e divino tre volte Mago (il collegamento con il cristianesimo è nei tre Magi che seguono la stella per raggiungere la capanna di Gesù). A Napoli si può tuttora ammirare la cappella Sansevero (oggi anche museo visitabile), voluta dall’ermetico Raimondo di Sangro, ispiratore del Rito Egizio, ricca di riferimenti misterici e alchemici. Nel cuore della Neapolis greco-romana ha trovato collocazione anche il quartiere Nilense. Si comprende dunque perché a Napoli si è sviluppato a livello popolare il culto del gioco del lotto e della cabala. Un utile abbrivio è: Martin Rua, Napoli esoterica e misteriosa, Newton Compton, Milano 2015.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref3" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [3]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Secondo Elémire Zola la medicina ermetica prospettava un uomo perfetto di corpo fisico saturnino, di anima o psiche mercuriale e di solarità apollinea o spirito. Kremmerz scrisse vari vademecum, fra cui oggi è da ricordare almeno: Lunazioni – Annotazioni sulle influenze siderali e lunari sulle piante, i medicamenti, le infermità del corpo umano, Editrice Miriamica, Bari 1992. Si propugnava in essi la possibilità di curare e guarire anche a distanza. Le edizioni Giuseppe Laterza a Bari hanno pubblicato bibliografia kremmerziana. Su Kremmerz si veda Giuliano Kremmerz e la sua Scuola Iniziatica, a cura di Pier Luca Pierini, Edizioni Rebis, Viareggio 2000 (opera in cui appare la foto che Argo teneva esposta nel salotto della sua casa romana, in cui sono ritratti Kremmerz e il padre).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref4" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [4]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il legame del padre di Argo Suglia con la mia famiglia è documentato da varie testimonianze. Ricordo solo che nel 1975 Nino Rota (1911-1979) volle esibirsi al pianoforte durante il matrimonio di mia sorella Maria Carla Morgese con Agostino Divella, come regalo di nozze, auspice proprio Pietro, cui Nino Rota era legatissimo per fratellanza pitagorica e massonica (Rota fu fra l’altro indefesso raccoglitore dei testi alchemici ed ermetici apparsi nei secoli dal XV al XVIII, oggi presso l’Accademia dei Lincei). Argo Suglia manifestò in un certo momento della sua esistenza il desiderio di scrivere una storia della vita del padre (progetto non portato a termine) e comunque di certo la sua scelta giovanile di iscriversi alla Facoltà di medicina di Napoli, la sua inclinazione per le pratiche pranoterapeutiche, per la “lettura” dei tarocchi e la formulazione di oroscopi, forse perfino la secchezza ermetica della sua poesia sono da ricondurre alla temperie filosofica che ebbe a respirare attraverso la figura paterna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref5" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [5]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Nella sua vita Argo Suglia ha svolto molte performance poetiche, spesso intrecciate a canzoni. Ad esempio il 26 luglio 1997 ad Ostia si esibì in un recital dal titolo Gatto a nove voci, con la cantante Chiara Tomarelli e il direttore d’orchestra Adriano De Santis.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref6" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [6]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Un profilo di Maria Pesce (1927-2011) professoressa di lettere classiche e poi anche scrittrice può essere letto al link: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/maria_suglia_pesce_scrittrice_un_ricordo_6088524.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           http://www.casinamorgese.it/1/maria_suglia_pesce_scrittrice_un_ricordo_6088524.html
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref7" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [7]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Propose, inascoltato, che il toponimo “Mola di Bari” fosse cambiato in “Mola del Mare” e la sua corrispondenza, dal 2013 in poi, cominciò a portare l’indirizzo “70042 – Mola del Mare”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Suglia%20Argo%20Morgese%20%20articolo%20Realt%C3%A0%20Nuove.docx#_ftnref8" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [8]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            I cui profili si è provveduto a tratteggiare, da ultimo, nella pubblicazione: Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari/Associazione ONLUS Le Antiche Ville, Conosci il tuo paese 2, ArtStampa 2000, Monopoli 2015.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ARGO+SUGLIA+UN+RICORDO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Feb 2018 12:45:17 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ARGO+SUGLIA+UN+RICORDO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>1961: ARGO SUGLIA DECLAMA CECHOV</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/1961-argo-suglia-declama-cechov</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1961: ARGO SUGLIA DECLAMA CECHOV
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ecco una eccezionale registrazione su nastro Geloso del 1961: Argo Suglia (Mola di Bari 1921-Roma 2018) interpreta Cebutykin in "Le tre sorelle" di Anton Cechov.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La registrazione fu realizzata in modo artigianale dal nipote Waldemaro Morgese, allora giovane liceale sedicenne. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+ARGO+SUGLIA+DECLAMA+CECHOV.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Jan 2018 15:38:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/1961-argo-suglia-declama-cechov</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>1961: ARGO SUGLIA DECLAMA LORCA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/1961-argo-suglia-declama-lorca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1961: ARGO SUGLIA DECLAMA LORCA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ecco una eccezionale registrazione su nastro Geloso del 1961: Argo Suglia (Mola di Bari 1921-Roma 2018) declama "Lamento per la morte di Ignazio" di Federico Garcia Lorca.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La registrazione fu realizzata in modo artigianale dal nipote Waldemaro Morgese, allora giovane liceale sedicenne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+ARGO+SUGLIA+DECLAMA+LORCA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Jan 2018 15:35:27 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>1961: OTTONE PESCE ESEGUE SE STESSO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/1961-ottone-pesce-esegue-se-stesso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1961: OTTONE PESCE ESEGUE SE STESSO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco una eccezionale registrazione su nastro Geloso del 1961: Ottone Pesce (Mola di Bari 1889-Roma 1967) esegue al pianoforte la "Danza delle sacerdotesse", tratta dalla sua opera lirica "La Sposa del Sole", purtroppo mai rappresentata. La registrazione fu realizzata artigianalmente dal nipote Waldemaro Morgese, allora giovane liceale sedicenne.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_1961+OTTONE+PESCE+ESEGUE+SE+STESSO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Jan 2018 15:32:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>1961: OTTONE PESCE ESEGUE VAN WESTERHOUT</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/1961-ottone-pesce-esegue-van-westerhout</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1961: OTTONE PESCE ESEGUE VAN WESTERHOUT
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco una eccezionale registrazione su nastro Geloso risalente al 1961: Ottone Pesce (Mola di Bari 1889-Roma 1967) esegue "Ronde d'Amour" di Niccolò Van Westerhout (Mola di Bari 1857-Napoli 1898).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La registrazione fu realizzata artigianalmente dal nipote Waldemaro Morgese, allora giovane liceale sedicenne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_OTTONE+PESCE+ESEGUE+VAN+WESTERHOUT.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_OTTONE+PESCE+ESEGUE+VAN+WESTERHOUT.jpg" length="100544" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 01 Jan 2018 15:28:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/1961-ottone-pesce-esegue-van-westerhout</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>05-12-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" A BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/05-12-2017-bibliotecari-e-biblioteche-a-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           05-12-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" A BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 5 dicembre 2017, presso la saletta di Edizioni dal Sud a Bari è stato presentato "Bibliotecari e biblioteche. Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo", una raccolta di editoriali scritti da Waldemaro Morgese nel periodo 1999-2015, con un prologo di Maria A. Abenante e un epilogo di Maria A. Ruiu. L'evento ha inaugurato il ciclo "INCONTRI...'dal sud'", che prevede anche altre manifestazioni su poesia, migrazioni, teatro, traduzioni, narrazioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La presentazione e il coordinamento sono stati svolti da Domenico D'Oria e vi hanno partecipato Maria A. Abenante, presidente AIB Puglia, Angelo Amoroso d'Aragona, del direttivo nazionale AVI Mediateche, Lucia di Palo, direttore del polo biblitecario scientifico dell'Università di Bari Aldo Moro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il pubblico presente, numeroso, è intervenuto recando contributi importanti sul tema generale del libro. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+BARI.jpg" length="40803" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 05 Dec 2017 12:34:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/05-12-2017-bibliotecari-e-biblioteche-a-bari</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-10-2017: IL DISCOBOLO E CITTA' BUIE AD ARIANO IRPINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-10-2017-il-discobolo-e-citta-buie-ad-ariano-irpino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           28-10-2017: IL DISCOBOLO E CITTA' BUIE AD ARIANO IRPINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 28 ottobre 2017 nella Biblioteca Comunale di Ariano Irpino si è svolto un evento sul tema "I giovani, ieri e oggi", promosso nell'ambito di LIBRIAMOCI! (edizione 2017) dalla Biblioteca Comunale e dalle Scuole Giulio Lusi e Aurelio Covotta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel corso della manifestazione gli studenti e gli insegnanti hanno dialogato attivamente e in modo molto partecipato con l'autore dei due romanzi "Città buie" e "Il discobolo", Waldemaro Morgese.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'evento è stato coordinato da Angela Redavid e aperto da Chiara Lo Conte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le letture di brani dei romanzi sono state di Antonio Perna, speaker, doppiatore e entertainer.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            I temi focalizzati con gli studenti sono stati la scuola (storia di Nora da Città buie), il viaggio (storia di Moby da Città buie), l'amore (storia di Achille da Città buie) e il volontariato e l'ambiente (storia di Marco da Il discobolo). 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+E+CITTA-+BUIE+AD+ARIANO+IRPINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+E+CITTA-+BUIE+AD+ARIANO+IRPINO.jpg" length="85089" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 28 Oct 2017 10:29:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/28-10-2017-il-discobolo-e-citta-buie-ad-ariano-irpino</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+E+CITTA-+BUIE+AD+ARIANO+IRPINO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-09-2017: W.MORGESE PREMIATO A NAPOLI PER "IL DISCOBOLO"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-09-2017-w-morgese-premiato-a-napoli-per-il-discobolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-09-2017: W.MORGESE PREMIATO A NAPOLI PER "IL DISCOBOLO"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 23 settembre 2017 W.Morgese è stato premiato per il romanzo "Il discobolo" (FaLvision Editore) dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli (premio internazionale "Letteratura", XXXIII edizione).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Autore ha illustrato il romanzo nella sede dell'Istituto a Napoli, leggendone alcune parti, presente la giuria presieduta dal dott. prof. Roberto Pasanisi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il folto pubblico partecipante ha mostrato di apprezzare l'opera.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Nel corso della cerimonia si è proceduto a conferire anche altri premi per la sezione letteratura e per le altre sezioni previste dal bando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+PREMIATO+A+NAPOLI+PER+IL+DISCOBOLO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 23 Sep 2017 10:26:41 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-09-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" A ROMA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-09-2017-bibliotecari-e-biblioteche-a-roma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           18-09-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" A ROMA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 18 settembre 2017, nell'area della biblioteca AIB, in Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si è svolta la presentazione del libro di Waldemaro Morgese "Bibliotecari e biblioteche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo" (Edizioni dal Sud, 2016), con un prologo di Maria A. Abenante e un epilogo di Maria A. Ruiu.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'evento, promosso dall'AIB LAZIO e dalla Biblioteca dell'AIB, è stato così presentato: "Migliorare la nostra vita con le biblioteche: suggestioni e idee leggendo il libro di Waldemaro Morgese".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Autore è stato intervistato da Chiara Faggiolani (docente presso "La Sapienza" di Roma).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Brevi introduzioni sono state svolte da Fabio D'Orsogna (vicepresidente Aib Lazio) e Vittorio Ponzani (vicepresidente dell'Aib). A conclusione dell'intervista il pubblico presente ha posto domande pertinenti all'Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+ROMA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 18 Sep 2017 10:23:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/18-09-2017-bibliotecari-e-biblioteche-a-roma</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+ROMA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>15-09-2017: PERCORSI DI MORTE E DIALOGHI DI PACE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/15-09-2017-percorsi-di-morte-e-dialoghi-di-pace</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           15-09-2017: PERCORSI DI MORTE E DIALOGHI DI PACE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 15 settembre 2017, presso lo stand del Consiglio Regionale in Fiera del Levante, a Bari, si è svolto il convegno "Percorsi di morte e dialoghi di pace tra terrorismo e immigrazione", promosso dall'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il tavolo tecnico antimeridiano è stato coordinato da Waldemaro Morgese e ha visto la partecipazione di vari relatori, preceduti dai saluti istituzionali, a cominciare da quelli del vicepresidente nazionale ANVCG Aurelio Frulli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno svolto relazioni Ennio Triggiani, Michele Indelicato, Letizia Carrera, Patrizio d'Ambrosio, Vito Antonio Leuzzi, Ilaria Decimo, Giulia Negro e Antonio Maria La Scala. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            W. Morgese, nell'introdurre il tavolo tecnico, ha ricordato la "faglia" che divide orizzontalmente il globo terracqueo fra "Calmolandia" (Canada, Stati Uniti, Europa, Federazione Russa e Cina) da "Caoslandia", cioè le altre aree, funestate da una trentina di focolai di guerra.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Talché il problema del terrorismo e delle immigrazioni non può essere risolto senza affrontare tale divario planetario geo-politico e soprattutto di natura socio-economica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PERCORSI+DI+MORTE+E+DIALOGHI+DI+PACE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PERCORSI+DI+MORTE+E+DIALOGHI+DI+PACE.jpg" length="44817" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 15 Sep 2017 10:21:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/15-09-2017-percorsi-di-morte-e-dialoghi-di-pace</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PERCORSI+DI+MORTE+E+DIALOGHI+DI+PACE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PERCORSI+DI+MORTE+E+DIALOGHI+DI+PACE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>27-08-2017: "IL TEMPO UGUALE" A BISCEGLIE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/27-08-2017-il-tempo-uguale-a-bisceglie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           27-08-2017: "IL TEMPO UGUALE" A BISCEGLIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale" (Les Flaneurs Edizioni, 2016) è stato presentato a Bisceglie il 27 agosto 2017, nell'ambito della ottava edizione della rassegna LIBRI NEL BORGO ANTICO.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L' opera è stata illustrata da Nicola Fanizza, professore nelle scuole superiori a Milano. L'intervento conclusivo è stato affidato all'Autore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La presentazione si è svolta nella centrale piazza Margherita ed è stata seguita da un folto pubblico che ha anche applaudito calorosamente ad alcuni passaggi sul libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+BISCEGLIE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+BISCEGLIE.jpg" length="57524" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 27 Aug 2017 10:18:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/27-08-2017-il-tempo-uguale-a-bisceglie</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+BISCEGLIE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+BISCEGLIE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE: recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/bibliotecari-e-biblioteche-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE: recensioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riporta la recensione di Piero Cavaleri al volume di Waldemaro Morgese, Bibliotecari e biblioteche. Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo, Edizioni dal Sud, Bari 2016. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE. Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo libro di Waldemaro Morgese, che comprende un prologo di Maria Abenante e un epilogo di Maria Antonietta Ruiu, può essere letto secondo due prospettive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima è quella dei concetti, la seconda quella dei significati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Partirò dalla seconda prospettiva, brevemente ma non leggermente, perché è quella che può spiegare anche la prima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti essendo un libro composto da testi scritti lungo l’ultimo decennio, tranne uno che risale alla fine del secolo scorso, e su argomenti vari, il semplice elenco di questi ultimi non potrebbe dare in alcun modo la giustificazione del loro essere stati radunati e pubblicati oggi sotto il titolo Bibliotecari e biblioteche. Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo individuando i significati di tutte le pagine di questo libro possiamo capire la ragione e l’importanza della sua pubblicazione. Questi significati sono, a mio parere, l’impegno civile dell’autore, la fiducia nella possibilità di riuscire a modificare la realtà e la certezza della superiorità, sia morale sia pragmatica, del sapere, del conoscere, dell’essere consapevoli in tutte le sue forme e manifestazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre ai significati, altrettanto importante è comprendere chi è il destinatario dei testi, chi è che deve interpretarli per rendere reale il significato. Questo destinatario coincide idealmente con l’autore. L’autore è un intellettuale, forse gramsciano, sicuramente illuminista, che si rivolge a chi riconosce come proprio omologo per invitarlo a essere e ad agire per cambiare il mondo attraverso la diffusione del sapere e la capacità di utilizzare il sapere reificato nelle opere sia di tipo conoscitivo che di tipo espressivo. Questo è ciò che il libro ci indica, e lo fa usando alcuni concetti riferiti alla biblioteca, ai bibliotecari, agli altri operatori del filone produttivo della conoscenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sullo sfondo rimangono invece i veri interlocutori dell’autore. Se l’autore si rivolge ai bibliotecari e agli altri operatori della conoscenza lo fa perché questi si rendano protagonisti di un dialogo/scontro con i detentori del potere. Questi, i politici, i dirigenti, i grandi manager, chi comanda e prende le decisioni strategiche, sono gli interlocutori che i bibliotecari devono individuare per costruire una nuova tipologia di biblioteche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dato il quadro generale, entriamo ad esaminare quali sono i principali concetti che emergono dai vari testi, testi, che ripeto, sono stati pubblicati o presentati durante un decennio e in forme diverse risultando perciò eterogenei se non tenessimo sempre presente durante la loro lettura ciò che abbiamo detto riguardo il significato generale dell’insieme.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il primo concetto che emerge in molti testi è il cambiamento. Non la banale innovazione che spesso non è altro che la novità di una vetrina rinnovata ad ogni mutare di stagione, ma il cambiamento reale di elementi fondamentali della società. Morgese cerca, insistentemente e presentando casi diversi, di parlarci di ciò che realmente sta accadendo nella struttura profonda della società in cui viviamo. Il cambiamento che lo preoccupa e dovrebbe preoccupare tutti coloro che lavorano, che decidono, che pianificano nelle biblioteche è la possibile fine di un sistema in cui la coesione sociale sia sostenuta da una convergenza dei redditi e degli interessi della maggior parte della popolazione, sia attiva che ritirata dal lavoro per motivi d’età. In vari punti del libro ritorna il concetto di divaricazione nei destini delle persone. La divaricazione in atto tra chi guadagna molto e chi invece perde reddito è il cambiamento strutturale che mette in discussione il ruolo della biblioteca e che, al contrario, determina anche la possibilità di ricoprire un nuovo ruolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nostra società, o almeno la società di molti paesi occidentali e di tutti i paesi che recentemente hanno imboccato percorsi di rapido sviluppo, manifesta una decisa tendenza a concentrare su pochi detentori di sapere (forse di potere) redditi e ricchezze, mentre masse sempre crescenti di esecutori (forse robotizzate o forse destinate a essere sostituiti da robot) vedono i propri redditi contrarsi e i propri diritti diminuire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In una società di questo tipo la biblioteca, per come la conosciamo e per come la concepisce Morgese, è palesemente inutile. Avendo in gran parte perso il ruolo, quasi monopolistico, all’interno delle varie comunità di detentore dei documenti, servirebbe a ben poco quando i pochi potranno accedere facilmente a tutta la documentazione di valore di cui avranno bisogno, mentre i più saranno in grado e avranno necessità di utilizzare per svolgere le loro attività lavorative e condurre la propria vita di cittadini solo di poche informazioni fattuali e/o documenti elementari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese scommette che questa prospettiva non sia ineluttabile e che le biblioteche e, soprattutto i bibliotecari, possano e debbano avere un ruolo nel evitarlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti se questa prospettiva fosse ineluttabile, allora il secondo concetto che ci viene ripetutamente proposto, la responsabilità sociale del bibliotecario (dell’intellettuale), sarebbe inutile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per l’autore invece inutile non è perché, di fronte alla possibile polarizzazione di due classi separate da barriere insormontabili, esiste un’alternativa, fatta di azioni positive per dare potere conoscitivo anche a chi sembra destinato a restare senza alcun ruolo, che, tra i molti, anche bibliotecari e biblioteche dovrebbero scegliere. Ecco il terreno su cui dovrebbero collocarsi le biblioteche e soprattutto i bibliotecari. La biblioteca sociale, la biblioteca welfaristica, la eco-biblioteca sono declinazioni diverse della biblioteca “impegnata”, che fa una scelta di campo a favore della diffusione a tutti del sapere e del saper utilizzare il sapere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I bibliotecari, secondo Morgese, devono rendersi conto che nella società polarizzata non c’è bisogno del loro sapere se non sotto forma di un bene privatizzato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il ceto dominante farà proprio questo sapere distribuendolo tra le macchine (gli algoritmi) e figure specializzate non più pagate con risorse pubbliche e al servizio di tutti i cittadini, ma inserite in specifiche organizzazioni, anche pubbliche ma ad accesso riservato, comprese le scuole di élite. Il sapere dei bibliotecari in una società polarizzata sarà privatizzato oppure inutile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sarà inutile per i più, per coloro che dovranno svolgere funzioni robotizzate controllate dalle macchine in attesa di essere sostituiti dalle macchine. Questi più non avranno bisogno di sapere utilizzare le fonti per sviluppare pensiero originale e critico, perché questo tipo di pensiero non sarà necessario per svolgere l’unica attività di produzione di testi che gli sarà congeniale e utile: scrivere del proprio stato, delle proprie emozioni su Facebook o su Twitter.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché le biblioteche abbiano un futuro è necessario che la società imbocchi la strada opposta, che trovi in nuove forme di inclusione e di eguaglianza il destino del progresso scientifico e tecnologico. I bibliotecari non possono che scegliere questa seconda strada e decidere di essere protagonisti, pena la propria fine. Strano destino per una professione che per decenni ha rivendicato la neutralità di un sapere tecnico, dover ora scegliere di rischiare una scelta politica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro ci conduce di fronte a questa possibilità, a questa responsabilità e ci dà anche alcune idee su come agire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Su questo piano nei vari interventi troviamo alcune fascinazioni, alcune proposte, ma soprattutto gli esempi della Teca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra tutte queste proposte la più recente appare sicuramente quella dell’eco-biblioteca, che non deve intendersi riduttivamente come una biblioteca che rispetta l’ambiente oppure che propone raccolte sull’ambiente, ma ambiziosamente come la biblioteca che diviene casa della società che vuole capire i propri problemi (ambientali, ma non solo) e aiutare tutti ad acquisire conoscenze e capacità tali da poter partecipare attivamente alla produzione di beni e servizi. L’eco di eco-biblioteche va più in là dell’ecologia, fa riferimento diretto a òikos, la casa, la casa di tutti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La proposta dell’eco-biblioteca supera sicuramente quanto Morgese proponeva nel lontano 1999, la biblioteca manageriale, che a sua volta superava quella basata sulla tecnica biblioteconomica, e anche quella welfaristica di vari altri interventi, ma di tutti tre i modelli precedenti salva ciò che di essi era essenziale, lasciandone cadere le rigidità e le sovrastrutture inutili. Del modello biblioteconomico sicuramente è la conoscenza dei documenti da parte dei bibliotecari che deve essere traghettata nella nuova biblioteca. Il modello manageriale consegna al nuovo il fondamentale concetto di accountability, di rendere conto ai contribuenti dei risultati ottenuti con le risorse (fiscali) impiegate. Il modello welfaristico porta la concezione di pro-attività per il miglioramento della società, di intervento a 360 per migliorare le persone e le loro possibilità di vivere bene e pienamente da cittadini. Tutti questi aspetti si sommano appunto nella eco-biblioteca che aggiunge ed estende la responsabilità verso l’intero ambiente a quella verso la società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo dire che Morgese ci dà molte idee e le inquadra in una visione organica della società, delle biblioteche, dei bibliotecari, ma soprattutto indica a chi lo legge, soprattutto proprio ai bibliotecari, la necessità di elaborare delle conoscenze e idee per produrre continuamente un ambiente utile a che nascano nuove conoscenze e idee.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, una meritata attenzione va dedicata anche ai due interventi di Abenante e Ruiu. Maria Abenante si fa interprete del pensiero di Waldemaro Morgese cogliendone e presentandone gli aspetti essenziali come può aver visto chi è stato all’interno del processo elaborativo che l’ha portato allo stadio attuale. La lunga frequentazione lavorativa e professionale con Morgese ha consentito ad Abenante di cogliere quelle che sono le motivazioni che hanno portato un dirigente pubblico a cogliere la possibilità di occuparsi di una biblioteca istituzionale per trasformarla in elemento di trasformazione sociale e culturale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruiu invece ci propone un breve saggio che non si occupa di ciò che Morgese ha scritto, ma di dare una risposta, limitata a uno specifico caso, ma significativa, a ciò di cui Morgese vuole occuparsi: la possibilità delle biblioteche di cambiare la società in cui sono immerse. Il caso di cui si occupa Ruiu è l’anomalia dei tassi di lettura della Sardegna tra tutte le regioni del Sud (non inteso in senso strettamente geografico, ma socio-economico). Ruiu indica nell’esistenza di tante piccole biblioteche attive e nella professionalità di tante/i bibliotecarie/i di piccoli paesi una possibile spiegazione di questa anomalia. Là dove la biblioteca esiste realmente ed è parte del tessuto sociale, spesso come unica istituzione culturale, la società cambia e l’accesso alle conoscenze sociali (ai documenti) diviene un’abitudine diffusa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Piero Cavaleri pubblicata su "Biblioteche Oggi" n. 35 del luglio-agosto 2017, pp. 61-63].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+recensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 01 Jul 2017 12:14:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>17-06-2017: "IL TEMPO UGUALE" ALLA LIBRERIA LATERZA IN BARI</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           17-06-2017: "IL TEMPO UGUALE" ALLA LIBRERIA LATERZA IN BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 17 giugno 2017 il romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale" è stato presentato presso la Libreria Laterza in Bari, nell'ambito degli incontri mensili promossi da Maria Laterza, che ha aperto la serata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Ha introdotto al libro il prof. Daniele Maria Pegorari, docente di letteratura italiana contemporanea presso l'Università "Aldo Moro" di Bari. Paola Martelli ha letto brani del romanzo e l'Autore ha risposto alle domande del folto pubblico presente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+ALLA+LIBRERIA+LATERZA+IN+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sat, 17 Jun 2017 10:16:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL TEMPO UGUALE: recensioni a stampa</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL TEMPO UGUALE: recensioni a stampa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riportano, nell'ordine, le recensioni di: Daniele Maria Pegorari, Mary Sellani, Andrea G. Laterza, Teresa Gallone, Annalisa Boni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            E IL BIBLIOTECARIO FA I CONTI COL WEB
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni libro di Morgese è una tappa di una riflessione autobiografica, fatta attraverso episodi di vita familiare, professionale, affettiva o politica, ma anche di avventure strampalate, arrampicate sulle pagine della letteratura creativa e saggistica più amata dall’autore. Protagonista di questo romanzo è il bibliotecario Sergio, ma le sue relazioni sembrano coinvolgere ugualmente gli affetti reali e le storie ricavate dai romanzi d’avventura, dai libri di viaggio, dai manuali di scacchi, dai trattati di fisica e dalle scatole di documenti che gremiscono la casa di campagna. I personaggi di Kipling, di Molnar, di Guido da Verona, di Svevo e altri si confondono nella mente di Sergio con le persone realmente incontrate da Morgese nei viaggi internazionali compiuti per lavoro o per motivi politici. Il ricordo delle esperienze politiche, col connesso bilancio delle utopie e dei tradimenti che hanno segnato tutta una generazione, è un tema che torna frequentemente nei libri di Morgese e non poteva mancare in questo romanzo sul tempo, sul suo svolgersi senza variazioni, «anno dopo anno, generazione dopo generazione».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Sergio questo pensiero dà origine a un giudizio sull’insensatezza della Storia, in quanto il tempo sarebbe una convenzione umana e non possiamo esser certi di distinguere ciò che esiste da ciò che è frutto di fantasia. Ma si insinua, a un certo punto, il dubbio che la ‘derealizzazione’ del mondo sia un meccanismo di distrazione, un gioco – come gli scacchi – fondato su abilità geniali, che nasconde, però, l’impossibilità di incidere nel reale. Il dubbio si affaccia, non a caso, in una riflessione sulle virtualità del capitalismo finanziario e sui giochi di ruolo di alcune piattaforme web, a cui il bibliotecario si era appassionato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Là dove tutto è possibile nulla accade realmente, là dove si ammettono diversi regimi di temporalità la somma dev’essere sempre zero: come il conto della ‘seconda economia’ lo salda l’economia reale, così il conto della ‘seconda vita’ lo paga la vita reale, fatta di donne e uomini in carne e ossa. Sintomatico è che per reagire allo sgomento che lo prende quando pensa alla finanza, Sergio decide di fare «una bella passeggiata» nella concretezza della sua «campagna». Ma è soltanto un attimo: di fronte ai dubbi sul bilancio politico e affettivo della sua vita, Sergio rimane sospeso, bloccato nella preparazione di un gesto che non compirà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inventare storie, in effetti, non è la stessa cosa che cambiare la Storia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [recensione di Daniele Maria Pegorari apparsa su “La Gazzetta del Mezzogiorno” di giovedì 16 giugno 2017].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL TEMPO UGUALE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni nuovo libro saggistico o narrativo di Waldemaro Morgese, biblioteconomo ed editorialista del 1945, è la nuova tappa di una riflessione autobiografica inesausta, fatta attraverso un prisma. Alcune facce rivelano episodi della sua vita familiare, professionale, affettiva o politica; altre facce chiedono il soccorso alla fantasia e spingono i ricordi e le idee sociali oltre i limiti della prassi e dell’autobiografia, per farne romanzi brevi, avventure strampalate, arrampicate nella letteratura creativa e saggistica più amata. Invero anche i suoi libri di taglio professionale o giornalistico sono piuttosto ‘intimi’, scritti con la passione di chi ha messo in gioco se stesso per le cose in cui credeva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che abbia vinto o perso è un altro conto, quello che importa davvero è che, finché Morgese lavora ai suoi libri, noi avremo qualcosa su cui ragionare, come in una lenta, gratificante partita a scacchi. La copertina di questo romanzo riproduce proprio una scacchiera, con gli scacchi periclitanti o già abbattuti, allusiva non solo a una delle passioni del protagonista, l’ottantenne Sergio, ma anche ai movimenti e agli incastri di questa macchina narrativa, nella quale entrano, accanto ai non numerosi personaggi, anche i romanzi d’avventura, i libri di viaggio, i manuali di matematica e i trattati di fisica, e anche i documenti classificati e custoditi nelle scatole che gremiscono la biblioteca della casa di campagna di Sergio. I personaggi di Rudyard Kipling, di Ferenc Molnar, di Guido da Verona, di Italo Svevo e altri ancora si muovono nella mente del vecchio bibliotecario e prendono la stessa consistenza delle persone incontrate nei viaggi che l’autore ha realmente compiuto durante la sua vita, dall’Albania agli Stati Uniti, ora per lavoro, ora per motivi politici. Il ricordo delle esperienze politiche, col connesso bilancio delle utopie e dei tradimenti che hanno segnato la generazione dei sessantottini, è un tema che torna spesso nei libri di Morgese e non manca nemmeno in questo romanzo sul tempo, sul suo svolgersi senza variazioni, «anno dopo anno, generazione dopo generazione» (p. 90).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ un pensiero che, in Sergio, si collega alla convinzione che non esista nemmeno la morte e non per una speranza metafisica, ma per il suo opposto, cioè per l’applicazione anche all’uomo della «formula» scientifica per cui «nulla si crea e nulla si distrugge» e «la materia si trasforma in energia» (p. 89). Questo principio dà origine al sorprendente punto di vista dell’io narrante che può continuare a raccontare ciò che accade anche dopo la morte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se il tempo è una convenzione umana, allora non ha senso distinguere ciò che esiste da ciò che è fantasia e i giochi di ruolo degli internauti su ‘Second Life’, di cui Sergio è appassionato, hanno la stessa dignità degli accadimenti storici. Tuttavia inconsapevolmente Morgese connota Sergio con le cifre dell’irresolutezza e dell’inconcludenza, se è vero che, tanto nella prima quanto nella seconda parte del romanzo, si colgono dei passaggi che non possono non colpire il lettore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella prima parte, a proposito dell’ultima avventura virtuale creata per il suo avatar, Sergio scrive: «Il guaio era che questa storia non sapevo come concluderla. Infatti col mio spirito inquieto e sempre dubbioso, difficile a esaltarsi, non conclusi la storia in modo chiaro ed edificante, piuttosto incapsulai, per così dire, tutte le intricate vicende di Marcos in una bolla di indecisione» (p. 45). Mi pare che qui si insinui involontariamente il dubbio che la fascinazione dell’ex sessantottino per la virtualità, per la derealizzazione del mondo non sia che un meccanismo di distrazione, l’abile invenzione di un gioco intelligentissimo – come gli scacchi – fondato su abilità non comuni e talvolta persino geniali, che sublima il fallimento di un progetto, l’incapacità di incidere effettualmente. Il secondo passaggio che rafforza questa mia impressione riguarda l’improvvisa melanconia provocata da Marta, la giovane compagna di Sergio, quando gli dice: «Perché non trovi anche un gioco per me, per esempio usare il pallottoliere per guadagnare in borsa? Almeno la tua cultura sarà utile per fare un po’ di soldi» (p. 62). Qui inizia una breve riflessione sul capitalismo finanziario verso le cui virtualità il bibliotecario prova fastidio e stabilisce spontaneamente un collegamento con l’astrattezza delle piattaforme web.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Là dove tutto è possibile nulla accade realmente, là dove si ammettono diversi regimi di verità e temporalità la somma dev’essere sempre zero: come il conto della ‘seconda economia’ lo salda l’economia reale, così il conto della felicità della ‘seconda vita’ lo paga la vita reale, fatta di donne e uomini in carne e ossa. Sintomatico è che per reagire al «cruccio», allo sgomento che improvvisamente lo prende quando pensa alla borsa valori, Sergio decide di fare «una bella passeggiata nella sua campagna» (p. 63: in cui è riconoscibile il luogo dell’anima di Morgese, il ‘poggio delle antiche ville’ di San Materno).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma è soltanto un attimo: Sergio, come già il protagonista de Il discobolo (il romanzo di Morgese edito da FaLvision nel 2015, che era proprio un bilancio generazionale), è irresoluto, di fronte ai problemi complessi e ai dubbi sul bilancio politico e affettivo della sua vita, rimane sospeso, bloccato nella preparazione di un gesto che non compirà mai. Probabile che questo carattere dei personaggi di Morgese rivendichi il bisogno di sospendere il giudizio, come per una sorta di epoché che è l’habitus di una prudente moderazione, l’affermazione di un affrancamento dai condizionamenti politici, il sogno di costruire liberamente il proprio destino individuale, posto che sia diventato impossibile cambiare le sorti reali dell’umanità o anche solo di una porzione significativa di essa. Inventare storie, in effetti, non è la stessa cosa che cambiare la Storia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Daniele Maria Pegorari apparsa su “Incroci” n. 36 del luglio-dicembre 2017].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA MENTE OLTRE IL TEMPO E I CONFINI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Waldemaro Morgese, saggista, scrittore ed editorialista di EPolis Bari, è uscito di recente “Il tempo uguale” (Les Flaneurs edizioni, 96 pagine, 10 euro), un testo che è la terza tappa di una trilogia narrativa a sfondo probabilmente autobiografico, dopo “Multitask” (Edizioni dal Sud, 2014) e “Città buie” (Il Grillo editore, 2015). E come i precedenti anche questo libro sembra fatto di libri, tanti sono i rimandi alla letteratura di tutti i tempi che si ritrovano nel racconto del protagonista, Sergio, lettore assiduo fin da bambino, cresciuto in un ambiente familiare colto, in una casa ricca di libri accumulati da generazioni. Nulla di meglio per accompagnare la formazione di un fanciullo che aveva fame di sapere e di avventure intellettuali, potendo contare sul privilegio privato di nutrire la sua mente nella vasta scelta tra letteratura alta, libri per l’infanzia, volumi di scienza, ed anche fumetti, tra i quali il preferito era Tex Willer. E se è vero, come diceva il grande Borges, che “i libri sono crocevia e confluenza di innumerevoli relazioni”, Il tempo uguale racconta episodi della lunga vita di Sergio, storie che lui rievoca durante gli anni trascorsi nel suo ritiro di campagna, e che si confondono quasi con le sue letture di altre storie, tutto preso com’era dal desiderio di osare nell’ignoto,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           d’inoltrarsi in territori sconosciuti, giacché la lettura dona appunto il piacere di far assaporare anche ciò che appartiene ad altri, all’alterità. Finché, nell’età matura, quando ormai l’impegno di Sergio nella vita attiva è terminato, per non appiattirsi nel disincanto e nella mancanza di stimoli propri della senescenza, egli scopre, oltre il piacere della lettura, pure quello della “seconda vita” virtuale che l’informatica oggi può offrire attraverso la costruzione di storie fantastiche da collocare liberamente nel passato, nel presente o nel futuro: una specie di gioco imbastito con altri internauti con cui ipotizzare persino l’avvento di una specie umana resa immortale grazie a scoperte scientifiche avveniristiche, le quali consentono per esempio l’inserimento nel corpo umano di protesi artificiali in sostituzione di organi malati. Se dunque - come intuisce Sergio - la malattia e la morte possono essere vinte, ciò vuol dire che l’immortalità sconfiggerà anche il tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Su questa base concettuale, fondata sulla possibilità della mente di navigare nei mondi virtuali, sta il significato del titolo del libro di Morgese, Il tempo uguale, dove il tempo non scorre in maniera lineare, per cui, forse, il tempo non esiste affatto, ma è solo una nostra percezione. Un fenomeno considerato in
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fisica quantistica - secondo cui spazio e tempo non sono altro che energia allo stato puro, indistinguibile tra passato, presente e futuro - che consente dunque di osservare il nostro lascito, ovvero l’esistenza che continua nei ricordi che abbiamo abbandonato, e nella vita dei nostri cari rimasti dopo di noi. Tale è appunto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il finale del libro in cui Sergio si racconta dopo la sua dipartita, in un monologo immaginario verso il proprio figlio. Chissà, forse tutto ciò è un dispositivo inventato come strumento consolatorio, pertanto, a fine lettura, non sappiamo se il bisogno di raccontare dell’autore, come in genere l’arte di scrivere storie,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sia originato dalla volontà di ogni scrittore di amare la vita anche quando si sta per perderla, oppure dal timore di fare un bilancio vero e proprio, di intraprendere cioè un viaggio d’introspezione nella propria interiorità, in un movimento dal buio verso la luce, un chiaroscuro nelle crepe dell’esistenza con cui, prima o poi, tutti noi umani dovremo fare i conti. A questo punto conveniamo con Borges che, “siccome la nostra vita è un enigma, a risolverla vale soltanto un incanto o una fiaba”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [recensione di Mary Sellani apparsa su “EPolis Bari” del 15 dicembre 2016].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL TEMPO UGUALE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un provetto saggista passato con successo alla narrativa. Waldemaro Morgese, dopo aver pubblicato “Multitask”, “Città Buie” e “Il discobolo”, lo scorso 18 novembre ha presentato il suo nuovo romanzo “Il tempo uguale” (pagg. 90, Les Flaneurs Edizioni) presso la Libreria Culture Club Cafè di Mola, alla presenza di un ampio pubblico e la partecipazione di Antonella Linsalata, docente; Maria Michela Brunetti, pittrice; Vincenzo D’Acquaviva, scrittore; con le letture di alcuni brani a cura dell’attrice Paola Martelli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro, che si avvale dell’illustrazione dei preziosi disegni della prof.ssa Antonella Linsalata, si divide in due parti: “Le storie che mi hanno attraversato” e “Le storie dopo di me”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima parte è un tuffo nella memoria di Sergio, l’io narrante, alter ego di W. Morgese. Una memoria che si dipana attraverso il vivo ricordo delle letture dell’infanzia e dell’adolescenza, molte ritrovate nella vasta biblioteca della casa di campagna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è quella biblioteca, autentico scrigno di un passato indispensabile per leggere il futuro, che consente a Sergio, ormai giunto alla vecchiaia, di riandare indietro nel tempo e di riannodare i fili di una vita vissuta si potrebbe dire, con un termine ormai desueto ma sempre efficace, da “intellettuale organico”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un intellettuale impegnato a capire e a parteggiare per le lotte degli ultimi, come nel periodo romano dei primi Anni Settanta, quando Sergio si schiera con i baraccati della borgata dell’Acquedotto Felice e ripensa a distanza di tanto tempo alle parole di un “prete combattente” e al suo anatema contro i ricchi dell’epoca. Le memorie di Sergio non si limitano ai libri dell’età verde, ma riportano alla sua mente viva di anziano, attivo e partecipe, i tanti viaggi vissuti nell’età matura. Due su tutti: quello nel Paese delle aquile, l’Albania, e quello in America.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Albania, vissuta da Sergio come la “madre affettiva” di tutti i suoi viaggi, viene descritta come un Paese bellissimo, ricco di paesaggi da capogiro, di incredibili reperti storici e di arte diffusa. Il suggello ai suoi viaggi, al di là dell’Adriatico, viene messo dall’incontro con il romanziere albanese Skender Drini e con le grandi platee di giovani italiani ad ascoltarlo grazie allo slancio organizzativo di Sergio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli Stati Uniti, alle prese con un progetto multiculturale tra Canada e Russia, Sergio ritrova uno dei suoi ricordi più cari: in un teatro newyorchese, mentre assiste ad una pièce teatrale, si commuove pensando al nonno materno che, nel lontano 1924, diresse al National Theatre la “Sonnambula”, con la nonna soprano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I ricordi tangibili di Sergio si intrecciano però con una seconda vita, un’esistenza parallela che si svolge nella mente dell’uomo: pur nella tranquillità del suo “buen retiro” nella campagna pugliese, egli non disdegna di intraprendere viaggi nel tempo e nello spazio, forgiando personaggi immaginari eppure per lui concreti. “Il vantaggio eccezionale è nella potenzialità immensa delle possibilità di vita dei miei personaggi: sono sovrumani, perché posso fargli fare qualunque cosa, possono essere i protagonisti di trame che costruisco a volontà. Se le fermo sulla carta o in un file, le loro vicende valgono quanto quelle vissute concretamente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marcos è l’essere impermeabile alla dimensione spaziale, l’eroe trans-umano che cammina sul filo del tempo: dagli “anni di piombo, da solo, in un mondo popolato di dinosauri per poi proiettarsi nel Tremila.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un’epoca dilatata dalla scienza verso l’immortalità, che ha ibridato gli uomini in esseri robotici simil-umani, Marcos è il post-umano vittorioso sulle malattie e la morte e allo stesso tempo il Robin Hood del futuro che lotta contro i custodi silenziosi dei segreti dell’ibridazione e i proprietari anonimi delle società tecnologiche padroni del trans-mondo, la società non più umana del Tremila.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I giochi della mente di Sergio devono però fare i conti con l’incedere dell’età: l’alter ego dello scrittore capisce che “ora il problema è di far decantare la mia vita, non tanto di implementarla o rinnovarla”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è così che, complice un amore improvviso per Marta, una giovane donna, Sergio ottiene un grande dono: un figlio. Spartaco, questo è il nome del bimbo: come auspicio per una persona fiera, coraggiosa, generosa, ribelle.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quel bambino è la luce inaspettata che rischiara la vita di Sergio giunta alla sua ultima fase: “un figlio è luce pura, quindi rischiara tutto attorno, anche ciò che sembra già chiaro”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è quel figlio, che crescendo raccoglierà l’eredità intellettuale e morale di Sergio, a dare al protagonista del romanzo un’intima serenità. Quella che gli consente di travalicare il suo viaggio finale con una solida certezza: la vita continua nella memoria degli altri, in un tempo che non esiste, e che si snoda sempre uguale a se stesso per fecondare nuove esistenze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Andrea G. Laterza apparsa su “Città Nostra” n. 159 del dicembre 2016].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           WALDEMARO MORGESE PRESENTA IL NUOVO ROMANZO “IL TEMPO UGUALE”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Collaborazione congiunta fra Libreria Barcadoro e Presidio del Libro di Rutigliano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riprendono in veste nuova e interdisciplinare i consueti appuntamenti letterari patrocinati dalla Libreria Barcadoro, ora in collaborazione con il Presidio del Libro di Rutigliano. Protagonista dell’evento di giovedì 9 febbraio scorso lo scrittore saggista Waldemaro Morgese, già ospite lo scorso anno con l’opera “Città buie” (Il Grillo editore), ha presentato il romanzo breve “Il tempo uguale” (Les Flãneurs edizioni).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’impeccabile lettura di Paola Martelli ha impreziosito l’incontro con il contributo di Antonella Linsalata, docente di Storia dell’Arte e illustratrice. L’evento, svolto presso il ristorante La Vite Bianca, è stato condotto e moderato dalla dottoressa Angela Redavid. Presenti anche Paola Borracci, responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano e l’editore Alessio Rega.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’incontro è stato aperto in medias res, privo della canonica introduzione, dalla lettura di uno stralcio dell’opera. Il passo ha presentato all’uditorio Marcos e Mara, rivoluzionari attori di una storia di assoluta bruciante passione. L’assenza di un preludio ha contribuito a catalizzare l’attenzione del pubblico e a immergerlo in un’atmosfera fluida, resa ancor più suggestiva dalla proiezione delle illustrazioni di Antonella Linsalata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presenza dei disegni, fatto inconsueto e innovativo, ha svelato la doppia natura dell’opera di Morgese, non un semplice romanzo accompagnato da illustrazioni ma intreccio fra parole e immagini. Incalzato dalla moderatrice, l’autore ha condiviso la sua intenzione di creare un “libro nel libro”, di far sì che il tradizionale sviluppo narrativo fosse materia di creazione di un ulteriore nucleo fatto di immagini. Parola e immagine si fondono e allo stesso si discostano, caratterizzate ognuna dall’individualità dei rispettivi autori e dal rapporto di questi con i personaggi dell’opera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La liquidità del romanzo di Morgese si riflette anche nel protagonista, Sergio, uomo fatto di storie e creatore di storie, fermo fisicamente in un contesto quasi atemporale, il suo rifugio di campagna e lanciato con la mente avanti e indietro nella linea del tempo, alla continua ricerca di storie vere, inventate, perdute nella memoria. La razionalità e la fantasia del protagonista non si combattono fra loro ma si compenetrano. La capacità logica di Sergio è madre di speculazione che portano la mente lontano. La carica delle riflessioni ha bisogno di mezzi di espressione e di concretizzazione. Così nascono i personaggi del personaggio, creazioni del protagonista, simboli di viaggi in avanti e indietro nel tempo e nella memoria. A questo proposito Antonella Linsalata ha condiviso con il pubblico la sua propria visione del protagonista del romanzo di Morgese. A suo dire Sergio potrebbe essere ben rappresentato da una scacchiera, simbolo di razionalità. Sul piano della scacchiera i pezzi non sono posizionati ma in movimento e non monocromatici, metafora della fantasia in perenne fermento del protagonista. Questa visione è stata fermata in illustrazione e va a costituire la copertina del romanzo. Il lavoro di Antonella Linsalata non si è limitato alla copertina ma si snoda per tutta l’opera con la ricorrenza di figure topiche: la libellula variopinta, altro simbolo della fantasia di Sergio e animale ricorrente all’interno del romanzo, la figura materna, personaggio chiave, donna amata dal protagonista, il bambino, frutto dell’amore fra Sergio e la fanciulla. Nelle illustrazioni di Antonella Linsalata madre e figlio formano una monade separata dalla figura del padre, lontano ma sempre graficamente proteso verso gli altri due personaggi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pur essendo fermo, Sergio può viaggiare nel tempo. Il suo corpo è immobile nella biblioteca ed è proprio questo luogo a dargli allo stesso tempo fondamenta e mezzi per viaggiare. La cultura forma il senso critico e la curiosità, la carta stampata ferma il passato per sempre. Così il protagonista di Morgese vive saltando fra gli episodi del passato che la lettura gli rammenta e le riflessioni sul futuro che lo inducono a creare altre storie e a indovinare come il tempo si evolverà quando lui sparirà, quando l’uomo si estinguerà. Nelle illustrazioni di Antonella Linsalata ricorrono a questo proposito altre due immagini simbolo, i libri che si dispiegano verso l'orizzonte lontano e la mongolfiera. I libri vanno a rappresentare le fondamenta dell’individualità ma anche la spinta verso mete indefinite, quelle della fantasia e della speculazione, fuori dal tempo e dallo spazio. Qui l’illustratrice ha collocato il figlio di Sergio, diretta emanazione del padre, viaggiatore anche lui con la mente e con il corpo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo ulteriori letture di stralci del romanzo accompagnate dalle illustrazioni di Antonella Linsalata, la moderatrice Redavid ha spostato l’attenzione su ciò che a suo dire renderebbe attuale il romanzo di Morgese, gli accenni alla realtà virtuale e alla speculazione filosofico scientifica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autore ha definito inevitabile la presenza della realtà virtuale perché parte del reale. La realtà della rete non è tangibile ma presente, ha le sue dinamiche e le sue leggi e permea la vita di ognuno. I personaggi creati da Sergio vivono vera vita nella realtà virtuale che rimescola e dà nuova vita alle sue speculazioni. Secondo Morgese la vita della rete non è nient’altro che dimensione di protezione dell’individuo e di reificazione delle proprie fantasie, complice anche l’assenza di tempo determinato e scandito. Di qui anche la presenza di riferimenti scientifici e filosofici all’esistenza e al ruolo del tempo nella vita umana e nell’universo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il gioco fra sviluppo diacronico della narrazione e speculazione proiettata verso un orizzonte temporale indefinito ha colpito Paola Borracci. Il responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano ha definito il romanzo di Morgese come intreccio di generi, punto di partenza per riflessione che abbraccia varie discipline. In virtù di questa natura composita anche la presentazione dell’opera è stata organizzata in modo interattivo, capace di coinvolgere il pubblico in una fruizione di più ampio respiro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il procedere dell’evento non ha fermato la creatività di Antonella Linsalata che in conclusione ha mostrato un’illustrazione nata in itinere, una triade di personaggi legata all’immagine del libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Teresa Gallone apparsa su “Rutiglianoonline” n° 6 del 18 febbraio 2017, pag. 5].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           AVVINCENTI SCHEGGE DI MEMORIA CHE METTONO AI FERRI CORTI PROUST
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al centro dei ricordi, il rapporto tra l’io e la storia, il tempo privato e i tempi storici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ‘Tempus fugit’, ‘non si ha più tempo’. Queste frasi fanno ormai parte della nostra quotidianità sebbene dovrebbero invogliarci a prendere e trovare il tempo utile e necessario per riflettere. Le riflessioni possono essere di varia natura e vertere sul nostro percorso personale e/o ponderare sul tempo storico che ci è dato attraversare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rapporto speculare tra l’io e la storia, il tempo privato e i tempi storici è al centro dell’ultimo romanzo di Waldemaro Morgese ‘Il tempo uguale’. Il tempo è infatti il protagonista principale di questo scritto che è costruito intorno a Sergio, il narratore omniscente, e ai suoi ricordi che si snodano lungo un periodo che va dalla fine degli anni cinquanta fino ai nostri giorni. Questi ricordi, tuttavia, rimandano ad altri periodi storici quali l’impero romano o la seconda guerra mondiale. Queste schegge di memoria affiorano in superficie quando Sergio rievoca le letture fatte in varie fasi della sua vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I libri sono indiscutibilmente i deuterogonisti di questo romanzo abilmente costruito in due parti: la prima presenta otto capitoli, la seconda tre. Le letture del bimbo, del giovane e uomo Sergio offrono al lettore un doppio sapore che va aldilà della ‘madeleine’ di Proust. La valenza duplice giace principalmente sul legame intrinseco che esiste tra i ricordi/la memoria / le memorie della voce narrante e il Tempo. Il ricordare e raccontare svelano al lettore l’io privato di Sergio e il tempo/tempi storici legati alle diverse fasi della sua vita. Ai momenti storici si affiancano ugualmente molteplici luoghi: la casa familiare, Roma, l’Albania, gli Stati Uniti per terminare nella casa di campagna che diventa il locum per eccellenza in quanto depositario di tutte le memorie anche perché possiede una ricca biblioteca. Quest’ultima diviene il locum sacrum della casa e territorio prediletto dal figlio di Sergio avuto in tarda età. Qui il giovane si isola, legge, impara, riflette. I passaggi dedicati alle letture del figlio di Sergio fanno eco a delle riflessioni dello sfortunato poeta russo del secolo scorso Ossip Mandelstam. In una raccolta di sue considerazioni ‘Il rumore del tempo’, scritte nel 1923 in Crimea, egli consacra un capitolo alla biblioteca familiare. Mandelstam afferma che la biblioteca della prima infanzia è un compagno dell’intera vita di una persona. La disposizione degli scaffali, le varie collezioni di opere fanno parte dell’immaginario di un individuo. Mandelstam proferisce anche che, nel suo ricordo della biblioteca di famiglia, lo scaffale più basso offriva sempre un’immagine di caos: i libri sembravano essere adagiati su delle rovine ma via via che lo sguardo si spostava verso l’alto, i libri erano ben posti e ordinati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha anche immaginato un scenario post mortem in cui forse si ritrova un senso alle cose ritornando a leggere e a meditare. Tutti coloro che si sono formati grazie alle letture devono essere grati a Waldemaro per averci donato delle pagine squisite e un’illusione d’immortalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Annalisa Boni apparsa su “Quotidiano di Bari” di venerdì 9 giugno 2017].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “IL TEMPO UGUALE” DI MORGESE CHE CI FA SOGNARE L’IMMORTALITÀ
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rapporto speculare tra l’io e la storia, il tempo privato e i tempi storici è al centro dell’ultimo romanzo di Waldemaro Morgese, Il tempo uguale (Les Flaneurs Edizioni, Bari 2016). Il tempo è infatti il protagonista principale, costruito intorno a Sergio e ai suoi ricordi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le letture del bimbo, del giovane e uomo Sergio offrono al lettore un doppio sapore che va aldilà della ‘madeleine’ di Proust. Il ricordare e raccontare svelano al lettore l’io privato di Sergio e il tempo/tempi storici legati alle diverse fasi della sua vita. Ai momenti storici si affiancano ugualmente molteplici luoghi: la casa familiare, Roma, l’Albania, gli Stati Uniti per terminare nella casa di campagna. Quest’ultima, con una ricca biblioteca, diviene un locum sacrum, anche territorio prediletto dal figlio di Sergio avuto in tarda età. Qui il giovane si isola, legge, impara, riflette. I passaggi dedicati alle letture del figlio di Sergio ricordano le riflessioni dello sfortunato poeta russo del secolo scorso Ossip Mandelstam. In una raccolta di sue considerazioni, Il rumore del tempo, scritta nel 1923 in Crimea, il poeta consacra un capitolo alla biblioteca familiare: intesa come un compagno dell’intera vita di una persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha anche immaginato un scenario post mortem, in cui Sergio sopravvive a se stesso (sotto forma di energia? non sappiamo). Oltre la morte forse si ritrova un senso alle cose ritornando a leggere e a meditare: siamo grati all’Autore perché ci ha donato pagine squisite e un’illusione d’immortalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Annalisa Boni apparsa su “EPolis Bari” di venerdì 16 giugno 2017].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+recensioni+a+stampa.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Jun 2017 12:10:04 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>24-05-2017: "IL TEMPO UGUALE" A BARI PER "PALABRA EN EL MUNDO"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/24-05-2017-il-tempo-uguale-a-bari-per-palabra-en-el-mundo</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           24-05-2017: "IL TEMPO UGUALE" A BARI PER "PALABRA EN EL MUNDO"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 24 maggio 2017 il romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale" è stato presentato a Bari, nella sala del Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana di Bari, con la partecipazione dell'Autore e di Santa Vetturi, presidente dell'Associazione "Virtute e Canoscenza".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L' evento ha fatto parte del programma dell'XI Festival Internazionale di poesia "Palabra en el mundo" - Incontri di Letteratura, Musica, Teatro, Cinema.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di W. Morgese è stato presentato insieme al romanzo "L'incredibile storia di Fedele Raccatto" di Tommaso Armenise.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+BARI+PER+PALABRA+EN+EL+MUNDO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 24 May 2017 10:12:24 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>23-05-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" A TORINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-05-2017-bibliotecari-e-biblioteche-a-torino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-05-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" A TORINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A Torino, nell'ambito del 30° Salone Internazionale del Libro, a cura dell'AIB Piemonte è stato presentato il volume di Waldemaro Morgese "Bibliotecari e biblioteche. Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo", Edizioni dal Sud. L'evento è stato promosso da Enzo Borio, presidente AIB Piemonte. Il libro è stato presentato da Maria Abenante, con la partecipazione di Maria A. Ruiu e Rosa Maiello.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il pubblico presente ha posto varie domande all'Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da sinistra a destra: Maria Abenante (con il microfono), Maria A. Ruiu, Waldemaro Morgese e, ultima, Rosa Maiello.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+A+TORINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 23 May 2017 10:10:15 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>05-05-2017: "IL TEMPO UGUALE" AD APRICENA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/05-05-2017-il-tempo-uguale-ad-apricena</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           05-05-2017: "IL TEMPO UGUALE" AD APRICENA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale " (Les Flaneurs Edizioni) è stato presentato ad Apricena (FG), presso la Biblioteca Comunale "N. Pitta", operante nell'ottocentesco Palazzo della Cultura, in occasione del 47° compleanno della Biblioteca e nell'ambito del Maggio dei Libri. Ha portato il saluto l'assessore comunale alla cultura Anna Maria Torelli. Ha aperto l'evento Natia Merlino, bibliotecaria della "Pitta".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il romanzo è stato illustrato da Milena Tancredi, bibliotecaria della Magna Capitana di Foggia, che ha formulato anche alcune domande all'Autore. Brani del libro sono stati letti da Paola Martelli, attrice.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Presente una folta platea di utenti, insegnanti e anche molti studenti, che hanno recitato brani dell'opera e anche poesie composte per l'occasione in omaggio alla biblioteca. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+AD+APRICENA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 May 2017 10:07:54 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>04-05-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" PRESENTATO A NOICATTARO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/04-05-2017-bibliotecari-e-biblioteche-presentato-a-noicattaro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           04-05-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" PRESENTATO A NOICATTARO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 4 maggio 2017 presso l'auditorium della Biblioteca Comunale di Noicattaro (BA) è stata presentata la raccolta di scritti di Waldemaro Morgese, "Bibliotecari e biblioteche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo" (Edizioni dal Sud, Bari 2016, ISBN 978-88-7553-234-5).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La manifestazione è stata promossa dall'Ufficio IAT del COmune di Noicattaro, presieduto da Enzo Iovele.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La raccolta è stata illustrata da Rosalba Magistro, bibliotecaria presso la Mediateca Regionale Pugliese, introdotta da Cristiano Marti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Fra il pubblico anche una rappresentanza dei Presidi del Libro di Noicattaro e amministratori delle precedenti Giunte, mentre gli Amministratori in carica non sono stati presenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+PRESENTATO+A+NOICATTARO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 May 2017 10:06:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/04-05-2017-bibliotecari-e-biblioteche-presentato-a-noicattaro</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+PRESENTATO+A+NOICATTARO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-04-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" PRESENTATO A MILANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-04-2017-bibliotecari-e-biblioteche-presentato-a-milano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-04-2017: "BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE" PRESENTATO A MILANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell'ambito della prima fiera dell'editoria italiana TEMPO DI LIBRI, Milano, Rho, nella sala Optima domenica 23 aprile 2017 è stato presentato il volume BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            COLTIVARE LA MENTE ALLO SNODO DEL XXI SECOLO (Edizioni dal Sud, 2016).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La raccolta di scritti di W. Morgese è stata discussa da Piero Cavaleri (che ha svolto l'intervento di base) e da Maria Antonietta Ruiu.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attento il pubblico presente che ha partecipato al dibattito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+PRESENTATO+A+MILANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 23 Apr 2017 10:04:09 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+PRESENTATO+A+MILANO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+PRESENTATO+A+MILANO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-04-2017: "IL TEMPO UGUALE" A MILANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-04-2017-il-tempo-uguale-a-milano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-04-2017: "IL TEMPO UGUALE" A MILANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'ambito della prima edizione della fiera dell'editoria italiana TEMPO DI LIBRI, Milano, Rho, domenica 23 aprile 2017 W. Morgese ha presentato nello stand della Regione Puglia SCOPRI TUTTA LA PUGLIA DA LEGGERE il proprio romanzo IL TEMPO UGUALE, interloquendo con l'editore Alessio Rega.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MILANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MILANO.jpg" length="46055" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Apr 2017 10:02:12 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MILANO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MILANO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE: le presentazioni promosse</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/bibliotecari-e-biblioteche-le-presentazioni-promosse</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro di Waldemaro Morgese BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE: COLTIVARE LA MENTE ALLO SNODO DEL XXI SECOLO (Edizioni dal Sud, 2016) è stato presentato in varie occasioni, che qui si elencano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 aprile 2017, Milano-Rho, nell'ambito della Fiera del Libro "Tempo di libri", con Piero Cavaleri e Maria Antonietta Ruiu.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            4 maggio 2017, Noicattaro (BA), presso la Biblioteca Comunale, con Rosalba Magistro e Cristiano Marti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 maggio 2017, Torino, nell'ambito del 30° Salone Internazionale del Libro, a cura dell'AIB Piemonte, con Maria A. Abenante e Maria A. Ruiu.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            18 settembre 2017, Roma, nell'ambito delle iniziative della Biblioteca dell'AIB all'interno della Biblioteca Nazionale: con Chiara Faggiolani e Vittorio Ponzani.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            5 dicembre 2017, Bari. presso saletta delle Edizioni dal Sud: con Domenico D'Oria, Angelo Amoroso d'Aragona, Maria A. Abenante, Lucia di Palo. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tutte le manifestazioni ha partecipato l'Autore. Per notizie più particolareggiate sulle varie presentazioni si rinvia alla sezione ARCHIVIO.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+le+presentazioni+promosse.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 23 Apr 2017 08:51:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECARI+E+BIBLIOTECHE+le+presentazioni+promosse.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>21-04-2017: W.MORGESE AL CONVEGNO SULLE BIBLIOTECHE PER RAGAZZI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/21-04-2017-w-morgese-al-convegno-sulle-biblioteche-per-ragazzi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           21-04-2017: W.MORGESE AL CONVEGNO SULLE BIBLIOTECHE PER RAGAZZI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            W. Morgese quale presidente dell'AIB Puglia, ha portato il saluto al convegno promosso da AIB Puglia e Commissione Nazionale AIB Biblioteche e servizi per ragazzi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel suo intervento ha sostenuto che i servizi e le biblioteche per ragazzi dovrebbero esistere in ogni biblioteca generalista e integrarsi anche con la scuola dell'infanzia e dell'obbligo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Oltre a ciò W. Morgese ha sostenuto la necessità di un grande investimento poliennale in istruzione e cultura. Il testo del saluto è consultabile nel file allegato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+CONVEGNO+SULLE+BIBLIOTECHE+PER+RAGAZZI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 21 Apr 2017 09:31:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/21-04-2017-w-morgese-al-convegno-sulle-biblioteche-per-ragazzi</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+CONVEGNO+SULLE+BIBLIOTECHE+PER+RAGAZZI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+CONVEGNO+SULLE+BIBLIOTECHE+PER+RAGAZZI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>07-04-2017: W. MORGESE INTERVIENE AL XVIII WORKSHOP DI TECA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/07-04-2017-w-morgese-interviene-al-xviii-workshop-di-teca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           07-04-2017: W. MORGESE INTERVIENE AL XVIII WORKSHOP DI TECA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            W. Morgese, quale coordinatore MAB Puglia, ha portato il saluto al XVIII workshop di Teca del Mediterraneo, quest'anno sul tema: "Il futuro delle biblioteche: nuovi ruoli nell'universo digitale".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            W. Morgese nel suo intervento ha sostenuto che le biblioteche digitali hanno un futuro in sviluppo, ma non per questo cesseranno di esistere le biblioteche tradizionali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'unica confutazione della perdurante compresenza di fisico e digitale potrebbe valere nel tempo futuro, allorché un chip impiantato nel cervello dell'uomo potenzierà le nostre capacità trasformandoci in cyborg.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-04-2017+W.+MORGESE+INTERVIENE+AL+XVIII+WORKSHOP+DI+TECA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-04-2017+W.+MORGESE+INTERVIENE+AL+XVIII+WORKSHOP+DI+TECA.jpg" length="32185" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 07 Apr 2017 09:28:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/07-04-2017-w-morgese-interviene-al-xviii-workshop-di-teca</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-04-2017+W.+MORGESE+INTERVIENE+AL+XVIII+WORKSHOP+DI+TECA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-04-2017+W.+MORGESE+INTERVIENE+AL+XVIII+WORKSHOP+DI+TECA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>29-03-2017: "IL TEMPO UGUALE" AD ARIANO IRPINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/29-03-2017-il-tempo-uguale-ad-ariano-irpino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           29-03-2017: "IL TEMPO UGUALE" AD ARIANO IRPINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale" (Les Flaneurs Edizioni, Bari 2016) è stato presentato il 29 marzo 2017 nella Biblioteca Comunale di Ariano Irpino (AV) a due scolaresche dell'Istituto Comprensivo "Don Milani", accompagnate dalle insegnanti Michela De Iesu e Carla Moccia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Autore e il libro sono stati introdotti da Chiara Lo Conte, responsabile della Biblioteca e del Museo Archeologico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Aldo Putignano, titolare della Bottega di scrittura "Homo scrivens", ha condotto un laboratorio di scrittura creativa utilizzando il romanzo, con risultati molto positivi e la partecipazione attiva di numerosi fra gli studenti presenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha risposto a varie domande. Alcune delle pagine del romanzo sono state lette magistralmente da Paola Martelli, attrice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+AD+ARIANO+IRPINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 29 Mar 2017 09:18:02 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>24-02-2017: "IL DISCOBOLO" A PALESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/24-02-2017-il-discobolo-a-palese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           24-02-2017: "IL DISCOBOLO" A PALESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel contesto del "Caffè Letterario" di periferia, animato da Eugenio Lombardi a Palese e Santo Spirito (V Municipio di Bari), il 24 febbraio è stato presentato presso la Caffruttearia "Darjeerling" di Palese il romanzo di Waldemaro Morgese "Il discobolo" (FalVision Editore), con una introduzione di Eugenio Lombardi. La presentazione, cui ha contribuito l'Autore che ha risposto a varie domande, è stata una occasione di riflessione appassionata sul passato e sul presente, partendo dalle pagine del libro. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rassegna si svolge dal 27 gennaio al 7 aprile e conta 12 eventi, articolati fra Palese e Santo Spirito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La foto: l'Autore al centro, Eugenio Lombardi, Alessandro Marcon gestore e animatore della Caf-Frut-Tearia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+A+PALESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 24 Feb 2017 10:15:49 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>03-02-2017: CONVEGNO SULL'OPEN ACCESS</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/03-02-2017-convegno-sull-open-access</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           03-02-2017: CONVEGNO SULL' OPEN ACCESS
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è svolto il 3 febbraio 2017 presso l'Aula Magna dell'Università degli studi di Bari Aldo Moro un convegno promosso dall'AIB Puglia, intitolato: OPEN YOUR MINDS TO OPEN SCIENCE: LE MOLTEPLICI FORME DELL'ACCESSO APERTO. W. Morgese, quale presidente dell'AIB Puglia, ha svolto l'intervento di apertura, dopo i saluti istituzionali recati dai rappresentanti delle 4 Università pugliesi che hanno patrocinato l'evento: Università di Foggia, Università di Bari A.Moro, Politecnico di Bari, Università del Salento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intervento di W. Morgese può essere letto in versione sintetica in allegato e in versione completa delle note al link: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.aib.it/attivita/2017/60613-interventomorgese-conv20170203/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           http://www.aib.it/attivita/2017/60613-interventomorgese-conv20170203/
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre una galleria di immagini sul convegno può essere consultata al link: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1828311860758629&amp;amp;set=pcb.1828312374091911&amp;amp;type=3&amp;amp;theater" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1828311860758629&amp;amp;set=pcb.1828312374091911&amp;amp;type=3&amp;amp;theater
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine lo streaming del convegno è visibile ai link: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.youtube.com/watch?v=9UnqgJdhF9Q" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           https://www.youtube.com/watch?v=9UnqgJdhF9Q
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                         
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.youtube.com/watch?v=9UnqgJdhF9Q" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           https://www.youtube.com/watch?v=9UnqgJdhF9Q
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese nel suo intervento ha propugnato una considerazione più ampia e più inclusiva della teoria e pratica dell'open access, non limitata al solo mondo delle pubblicazioni scientifiche, che riguarda soprattutto il mondo universitario e della ricerca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CONVEGNO+SULL-OPEN+ACCESS.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 03 Feb 2017 10:11:33 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>09-02-2017:"IL TEMPO UGUALE" A RUTIGLIANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/09-02-2017-il-tempo-uguale-a-rutigliano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           09-02-2017:"IL TEMPO UGUALE" A RUTIGLIANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Giovedì 9 febbraio 2017 a Rutigliano, nella saletta esterna del café-restaurant "La vite bianca", si è svolta la presentazione del romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale" (Les Flaneurs Edizioni), promossa dalla Edicola&amp;amp;Libreria "Barcadoro", con la partecipazione del locale Presidio del Libro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Hanno dialogato con l'Autore Antonella Linsalata, Angela Redavid, Paola Borracci. Paola Martelli, attrice, ha letto brani. Antonella Linsalata, illustratrice del romanzo, ha creato un disegno estemporaneo sui temi dell'opera sulla base del dibattito svoltosi. Giambattista Creatore, titolare di "Barcadoro", ha aperto e chiuso l'evento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Folta la partecipazione del pubblico. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+RUTIGLIANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 02 Feb 2017 10:13:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/09-02-2017-il-tempo-uguale-a-rutigliano</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+RUTIGLIANO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VITE CHE SI FECONDANO: OTTONE PESCE, FIORELLO LA GUARDIA, JOE PETROSINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/vite-che-si-fecondano-ottone-pesce-fiorello-la-guardia-joe-petrosino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VITE CHE SI FECONDANO: OTTONE PESCE, FIORELLO LA GUARDIA, JOE PETROSINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La segnalazione di una mia procugina che vive a New York, Gloria Santoro Stingone, mi ha aperto uno squarcio sul serio interessante sul lontano primo Novecento. Gloria non la vedo dal 1965, quando cioè eravamo entrambi giovanissimi e lei traversò l’Atlantico con la mamma e il papà per conoscerci, a Mola di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mamma di Gloria, Vincenza Canonico Santoro, figlia di Clementina Palmieri Canonico, ha sempre raccontato alla figlia che Carolina Palmieri (sorella di Clementina) e Ottone Pesce si sono sposati con un testimone d’eccezione: Fiorello La Guardia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carolina (Lina) Palmieri e Ottone Pesce sono i miei nonni materni. Si conobbero durante una tournée in Messico (lei era soprano leggero, lui compositore e direttore d’orchestra) e si sposarono a New York. Il “certificate and record of marriage” porta la data del 3 luglio 1922: Ottone aveva poco più di 30 anni, Lina 26.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme a Fiorello La Guardia, l’altro testimone di nozze fu Arturo Tomaiuoli, librettista e poeta, grande amico di Ottone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Forse non è inutile rammentare qualche nota biografica almeno di Ottone, un illustre figlio della nostra città. Ottone Pesce nasce a Mola di Bari nel 1889 da Angelo Pesce, ultimo di sette fratelli (il primo è Piero Delfino Pesce). Manifesta ben presto la sua inclinazione per la musica e a diciotto anni si trasferisce a Napoli per frequentare il Conservatorio di San Pietro a Majella, ove si diploma in pianoforte e si perfeziona anche come violinista. Sappiamo che ebbe fra i suoi maestri Giacomo Setaccioli, che gli dedica di suo pugno un esemplare a stampa dei suoi “Tre Madrigali” per canto e pianoforte nel luglio 1913. Dopo il completamento degli studi al Conservatorio napoletano intraprende una serie di viaggi professionali all’estero, a cominciare da una tournée artistica a Cuba nel 1920. Del soggiorno artistico a New York resta memorabile la giornata del 30 marzo 1924 al “National Theatre” di Broadway, organizzata dalla “Lenox Hill Neighborhood Association”, con Ottone Pesce nella duplice veste di direttore d’orchestra de “La “Sonnambula” musicata da Vincenzo Bellini e del balletto fantastico in un atto “Arcadia”, musicato dal medesimo Ottone Pesce, scritto dal librettista Arturo Tomaiuoli e messo in scena da Luigi Albertieri (coreografo del “Metropolitan Opera House” e del “Covent Garden” di Londra). Nel cast de “La Sonnambula” ricopriva il ruolo di Amina la soprano Lina Palmieri, sposata due anni prima dal Maestro a New York. Lina era considerata negli Stati Uniti “la rivale della famosa Galli Curci” (così recitavano le locandine dell’epoca). Altre tournées artistiche di Ottone Pesce, in questo periodo fortemente creativo della sua vita, sono documentate in città quali Montreal, Montevideo (Teatro “Solis”), Città del Messico, San Paolo, Buenos Aires (Teatro “Colòn”). Successivamente Ottone Pesce si stabilisce in via definitiva in Italia, in sostanza forzatamente dal momento che per le sue simpatie antifasciste gli viene negato il rinnovo del passaporto. Soggiorna a Milano per un anno, ove conosce e frequenta lo scultore di origini molesi Bruno Calvani. Il soggiorno definitivo a Roma, dal 1929, viene intervallato da alcune attività svolte dal Maestro a Catania e da frequenti ritorni a Mola di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Torniamo al testimone illustre delle nozze. Fiorello La Guardia e Ottone Pesce si conoscono a New York e subito stringono una forte amicizia per varie affinità. Fiorello è figlio di un pugliese, Achille La Guardia, immigrato di Manfredonia di professione musicista. Achille diventa nel 1885 direttore della banda dell’11 U.S. Infantry. Il padre avvia Fiorello all’amore per la musica e lo educa alla familiarità con gli strumenti musicali, mentre la madre (una triestina di origine ebraica) gli insegna le lingue straniere. Fiorello La Guardia è dunque fin da giovane poliglotta e amante della musica. La conoscenza delle lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, ungherese, croato, ebraico e yddish) gli consente di ottenere un impiego a Ellis Island come interprete nel servizio immigrazione. Per di più aveva intrapreso gli studi di legge presso la N.Y. University e (lui ricorda) studiava sodo di notte, mentre di giorno esercitava l’impiego di interprete.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dunque Fiorello La Guardia e Ottone Pesce, presumibilmente, si conoscono e si legano da amicizia perché pugliesi, per la comune passione per la musica ed anche perché al momento in cui Ottone varca l’Oceano Fiorello è già un affermato uomo pubblico e per la sua professione può recare ausilio agli immigrati italiani: nel 1915 diventa assistente del procuratore generale di N.Y. e nel 1916 primo italo-americano ad essere eletto al Congresso degli Stati Uniti d’America come rappresentante del Lower East Side di Manhattan (tutte queste notizie su La Guardia sono tratte dalla voce ad hoc di WikipediA italiana).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sappiamo tutti che, successivamente, Fiorello La Guardia diverrà il leggendario sindaco di New York, dal 1933 (nel periodo più nero della depressione) e per ben tre mandati consecutivi. Sarà una grande icona dell’antifascismo e dell’antinazismo statunitense e, per le sue battaglie epiche contro il malaffare e gli affari corrotti, è da affiancare idealmente ad un altro italo-americano che si distinse per la tutela della legalità: Joe Petrosino, originario del Salernitano, soprannominato “lo sbirro dei due mondi”, celebre poliziotto antimafia caduto per mano della mafia e i cui funerali si svolsero alla presenza di 250.000 persone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fiorello La Guardia muore nel 1947, Joe Petrosino nel 1909, Ottone Pesce nel 1967. C’è uno iato di 60 anni fra i “fine vita” dei tre personaggi: ma essi restano legati da fili sottili, alcuni materialissimi, impressi nelle rispettive biografie, altri più impalpabili e immateriali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bisognerebbe riflettere su queste personalità che si sono fecondate vicendevolmente, tutte accomunate dall’avere traversato con coraggio e determinazione l’Oceano e vissuto vite quasi fantasmagoriche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VITE+CHE+SI+FECONDANO+OTTONE+PESCE-+FIORELLO+LA+GUARDIA-+JOE+PETROSINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 01 Jan 2017 12:31:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>15-12-2016: "IL TEMPO UGUALE" ALLA LIBRERIA CAMPUS DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/15-12-2016-il-tempo-uguale-alla-libreria-campus-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           15-12-2016: "IL TEMPO UGUALE" ALLA LIBRERIA CAMPUS DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il romanzo di Waldemaro Morgese IL TEMPO UGUALE (Les Flaneurs Edizioni) è stato presentato il 15 dicembre 2016 alla Libraria indipendente CAMPUS di Bari, con l'Autore, Maria Abenante, Mary Sellani e Paola Martelli (che ha letto brani dell'opera). Ha introdotto Antonella Paparella.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Nel corso della presentazione si è sviluppata una intensa discussione sui temi sollecitati dalla trama del romanzo: la gioventù, la vecchiaia, la morte, le seconde vite, la realtà virtuale, la memoria, il futuro. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+ALLA+LIBRERIA+CAMPUS+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Dec 2016 10:08:17 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>02-12-2016: "IL TEMPO UGUALE" A NAPOLI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/02-12-2016-il-tempo-uguale-a-napoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           02-12-2016: "IL TEMPO UGUALE" A NAPOLI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è svolta il 2 dicembre 2016 a Napoli, nel Teatro Bellini (punto libreria Laterza) la presentazione del romanzo di Waldemaro Morgese IL TEMPO UGUALE.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L' evento si è svolto nell'ambito del laboratorio di scrittura creativa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            HOMO SCRIVENS-BOTTEGA DELLA SCRITTURA, diretto da Aldo Putignano,
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            che ha partecipato alla presentazione. L'opera è stata illustrata da Chiara Lo Conte, bibliotecaria presso la biblioteca comunale di Ariano Irpino.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paola Martelli ha letto brani dell'opera. Era presente l'Autore. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+NAPOLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 02 Dec 2016 10:06:01 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>25-11-2016: LA BIBLIOTECONOMIA ALLO SNODO DEL XXI SECOLO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/25-11-2016-la-biblioteconomia-allo-snodo-del-xxi-secolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           18-11-2016: "IL TEMPO UGUALE" A MOLA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 25 novembre 2016 a Roma, nella sala congressi della Biblioteca Nazionale, nell'ambito del 59° congresso nazionale dell'AIB dedicato a BIBLIOTECHE SOSTENIBILI: CREATIVITA', INCLUSIONE, INNOVAZIONE, Waldemaro Morgese ha svolto una relazione durante la terza sessione sul tema "Sostenibilità e innovazione". Nella relazione intitolata LA BIBLIOTECONOMIA ALLO SNODO DEL XXI SECOLO, il relatore ha sostenuto che nella società robotizzata interveniente occorrono nuovi paradigmi per i bibliotecari e le biblioteche e che, in particolare, il paradigma welfaristico che si è recentemente affermato abbisogna di una reinterpretazione in direzione di un welfare frutto di reti solidali costruite proattivamente dai bibliotecari, dilettanti (volontari) e professionisti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il testo integrale della relazione sarà a breve pubblicato negli atti del Congresso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+BIBLIOTECONOMIA+ALLO+SNODO+DEL+XXI+SECOLO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 25 Nov 2016 10:03:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/25-11-2016-la-biblioteconomia-allo-snodo-del-xxi-secolo</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+BIBLIOTECONOMIA+ALLO+SNODO+DEL+XXI+SECOLO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+BIBLIOTECONOMIA+ALLO+SNODO+DEL+XXI+SECOLO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-11-2016: "IL TEMPO UGUALE" A MOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-11-2016-il-tempo-uguale-a-mola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           18-11-2016: "IL TEMPO UGUALE" A MOLA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Nella cornice della Libreria Culture Club Café, diretta da Mimmo Sparno, è stato presentato il nuovo romanzo di Waldemaro Morgese "Il tempo uguale", Les Flaneurs Editori.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ha letto brani l'attrice Paola Martelli, mentre del libro hanno parlato, oltre l'Autore, Antonella Linsalata (che ha anche proiettato e commentato le illustrazioni, opera sua, contenute nel testo), Maria Michela Brunetti e Vincenzo D'Acquaviva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Era presente un folto pubblico, che ha posto domande e svolto considerazioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L' Autore ad inizio di serata ha illustrato alcune carattereristiche di contesto del romanzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MOLA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 18 Nov 2016 10:01:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/18-11-2016-il-tempo-uguale-a-mola</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MOLA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+A+MOLA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL TEMPO UGUALE: le presentazioni promosse</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-tempo-uguale-le-presentazioni-promosse</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di Waldemaro Morgese IL TEMPO UGUALE (Les Flaneurs Edizioni, 2016) è stato presentato in varie occasioni, che qui si elencano di seguito:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            18 novembre 2016 a Mola di Bari, con Antonella Linsalata, Maria Michela Brunetti, Vincenzo d'Acquaviva, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2 dicembre 2016 a Napoli, con Chiara Lo Conte, Aldo Putignano, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            15 dicembre 2016 a Bari (Libreria Campus) con Antonella Paparella, Maria Abenante, Mary Sellani, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            9 febbraio 2017 a Rutigliano con Antonella Linsalata, Angela Redavid, Paola Borracci, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            29 marzo 2017 ad Ariano Irpino con Chiara Lo Conte, Aldo Putignano, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 aprile 2017 a Milano con Alessio Rega
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            5 maggio 2017 ad Apricena con Natia Merlino, Milena Tancredi, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            24 maggio 2017 a Bari (Colonnato ex Provincia) con Santa Vetturi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            17 giugno 2017 a Bari (Libreria Laterza) con Daniele M. Pegorari, Paola Martelli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            27 agosto 2017 a Bisceglie, nell'ambito della rassegna Libri nel borgo antico, con Nicola Fanizza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            22 febbraio 2018 a Bari (Libreria Roma), con Mary Sellani e Franco Minervini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tutte le presentazioni ha partecipato l'Autore. Notizie più particolareggiate sulle varie presentazioni si possono leggere nella sezione ARCHIVIO.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+le+presentazioni+promosse.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 18 Nov 2016 09:48:01 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-09-2016: FESTA DEI LETTORI AD APRICENA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-09-2016-festa-dei-lettori-ad-apricena</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-09-2016: FESTA DEI LETTORI AD APRICENA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese insieme a Gabriella Genisi ha partecipato presso la Libreria Culture Club Café a due incontri con 150 studenti sulla scrittura creativa e su come gli scrittori diventano tali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è parlato di Dami, Pennac, Rowling, Coelho, Molnar, de Amicis, Lindgren.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           E anche della "scuola letteraria molese".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno interloquito Mimmo Sparno, Katia Campanile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_FESTA+DEI+LETTORI+AD+APRICENA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2016 08:58:45 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-09-2016: FESTA DEI LETTORI A MOLA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-09-2016-festa-dei-lettori-a-mola-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           22-09-2016: FESTA DEI LETTORI A MOLA DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese insieme a Gabriella Genisi ha partecipato presso la Libreria Culture Club Café a due incontri con 150 studenti sulla scrittura creativa e su come gli scrittori diventano tali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è parlato di Dami, Pennac, Rowling, Coelho, Molnar, de Amicis, Lindgren.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           E anche della "scuola letteraria molese".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno interloquito Mimmo Sparno, Katia Campanile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_FESTA+DEI+LETTORI+A+MOLA+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 22 Sep 2016 08:47:29 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-08-2016: W.MORGESE PRESENTA "CARNEFICI"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-08-2016-w-morgese-presenta-carnefici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           22-08-2016: W.MORGESE PRESENTA "CARNEFICI"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 22 agosto 2016, presso il Castello di Mola di Bari, Waldemaro Morgese ha presentato il nuovo libro di Pino Aprile "Carnefici", Piemme editore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'iniziativa si è svolta nell'ambito della rassegna "Libri nel borgo antico" a cura del Comune di Mola e della Libreria CUlture Club Cafè.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L' Autore ha svolto una articolata presentazione del libro, incentrato sulla tesi che dopo il 1861 sia stato perpetrato nella nuova nazione italiana un vero e proprio "genocidio" di meridionali, oppositori del nuovo stato unitario.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese ha svolto la sua introduzione affrontando le vari tesi "revisionistiche" della vicenda risorgimentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+PRESENTA+CARNEFICI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 22 Aug 2016 08:45:04 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+PRESENTA+CARNEFICI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-06-2016: CITTA' BUIE A RUTIGLIANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-06-2016-citta-buie-a-rutigliano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-06-2016: CITTA' BUIE A RUTIGLIANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 23 giugno 2016 su iniziativa della Libreria Barcadoro, in collaborazione con lo staff di La Vite Bianca, è stato presentato a Rutigliano CITTA' BUIE di Waldemaro Morgese (Il Grillo Editore 2015), una raccolta di tre racconti, opera prima letteraria dell'Autore. L'opera è stata illustrata da Angela Redavid e alla discussione ha partecipato Antonia Vavalle (Centro d'ascolto della Caritas).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Brani del libro sono stati letti con passione dall'attrice Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il numeroso pubblico ha partecipato attivamente ponendo domande e formulando varie considerazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-06-2016+CITTA-+BUIE+A+RUTIGLIANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 23 Jun 2016 08:42:38 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/23-06-2016-citta-buie-a-rutigliano</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-06-2016+CITTA-+BUIE+A+RUTIGLIANO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-06-2016+CITTA-+BUIE+A+RUTIGLIANO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>19-05-2016: IL DISCOBOLO A BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/19-05-2016-il-discobolo-a-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           16-05-2016: IL DISCOBOLO A TORINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell'ambito del festival internazionale di poesia PALABRA EN EL MUNDO, si è svolta a Bari, presso la Sala del Colonnato, il 19 maggio 2016 la presentazione del romanzo-memoir di Waldemaro Morgese IL DISCOBOLO, pubblicato nel 2015 da FaLvision.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Hanno animato la presentazione, oltre l'Autore, Maria Abenante (che ha presentato l'opera), Santa Vetturi, Luigi Pignatelli (che ha letto brani) e Alessandro Lattaruli. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+A+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+A+BARI.jpg" length="45051" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 19 May 2016 08:39:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/19-05-2016-il-discobolo-a-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>16-05-2016: IL DISCOBOLO A TORINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/16-05-2016-il-discobolo-a-torino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           16-05-2016: IL DISCOBOLO A TORINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lunedì 16 maggio 2016, alle ore 13.00, il romanzo di Waldemaro Morgese "Il discobolo" è stato presentato nello stand Puglia del XXIX salone del libro di Torino. Ha dialogato con l'Autore Milica Malinkovič, scrittrice serba, dottoranda in francesistica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            L'attrice Enrica Ghislanzoni ha letto alcuni brani dell'opera, a cominciare dall'incipit del capitolo 4, in cui il protagonista, MARCO, conosce la forza della memoria: "Marco però non era stato completamente fagocitato nella lotta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un bel giorno avvertì un'insistente forza interiore che lo riportava con il pensiero, prepotentemente, nonostante gli sforzi per sottrarvisi, a certe immagini della sua fanciullezza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Veniva, insomma, chiamato da una voce nascosta, dentro di sé, in una sorta di ricerca proustiana". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+A+TORINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 16 May 2016 08:27:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>05-05-2016: IL DISCOBOLO AD APRICENA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/05-05-2016-il-discobolo-ad-apricena</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           05-05-2016: IL DISCOBOLO AD APRICENA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 5 maggio 2016 presso la Biblioteca comunale dei Apricena si è svolta una presentazione del romanzo "Il discobolo" di Waldemaro Morgese.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Insieme all'Autore Natia Merlino, Maria Abenante, Paola Martelli. La presentazione ha avuto una notevole partecipazione e si è chiusa con la recitazione di una poesia in dialetto apricenese in lode alla bibliotecva (di cui ricorreva l'anniversario, essendo stata inaugurata il 5 maggio 1970). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+AD+APRICENA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 May 2016 08:25:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>05-05-2016: ASSEMBLEA DEI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/05-05-2016-assemblea-dei-professionisti-dei-beni-culturali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           05-05-2016: ASSEMBLEA DEI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è svolta a Foggia il 5 maggio 2016 presso il Dipartimento di studi umanistici dell'Università una assemblea di giovani studenti universitari, docenti e operatori dei beni culturali, in preparazione della campagna "Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali". Waldemaro Morgese, invitato quale presidente dell'AIB Puglia, ha preso la parola per contribuire ad informare sulle problematiche della professione bibliotecaria. Mario Andrea Francavilla (libero professionista, paleontologo, esponente della campagna "Mi riconosci?"), Nancy Mangialardi (rappresentante dell'Associazione degli archeologi), Ruggiero Lombardi (presidente dell'ANA) hanno condotto il dibattito che ha visto una ampia partecipazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ASSEMBLEA+DEI+PROFESSIONISTI+DEI+BENI+CULTURALI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 May 2016 08:23:34 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-04-2016: LA GIORNATA UNESCO CELEBRATA CON I PICCOLI EDITORI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-04-2016-la-giornata-unesco-celebrata-con-i-piccoli-editori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-04-2016: LA GIORNATA UNESCO CELEBRATA CON I PICCOLI EDITORI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 23 aprile 2016, presso la biblioteca di quartiere "Quintiliano" (a Poggiofranco, Bari), animata con passione e competenza da Marina Leo, si è svolto un dibattito con i piccoli editori pugliesi cui ha partecipato Waldemaro Morgese nella sua qualità di scrittore e di presidente dell'AIB Puglia. Insieme a lui: Manlio Triggiani (moderatore del dibattito) e gli editori Luigi Bramato (LB), Stefano Ruocco (WIP), Alessio Rega (Les Flaneurs), Piero Cappelli (Pagina). Fra il pubblico, numeroso, Pasquale Martino, Carmen Mari e tanti altri. Nico Sciacqua, attore, ha letto brani del romanzo Sull'orlo del precipizio di Antonio Manzini e di Palmira-Amara terra mia, opera teatrale di Giovanni Gentile Begood.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+LA+GIORNATA+UNESCO+CELEBRATA+CON+I+PICCOLI+EDITORI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 23 Apr 2016 08:20:52 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-04-2016: TAVOLA ROTONDA SU SISTEMA BIBLIOTECARIO PUGLIESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-04-2016-tavola-rotonda-su-sistema-bibliotecario-pugliese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           22-04-2016: TAVOLA ROTONDA SU SISTEMA BIBLIOTECARIO PUGLIESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riunite dall’AIB Puglia le istituzioni attorno ad un tavolo per discutere di biblioteche, di sistema bibliotecario pugliese, di piano regionale della cultura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evento si è svolto il 22 aprile 2016, presso Teca del Mediterraneo, in occasione della giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore che l’AIB Puglia tradizionalmente celebra ogni anno, quest’anno ponendo in evidenza il simbolo fascinoso di una bella ma delicata rosa rossa posata su un libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SI sono incontrati Waldemaro Morgese e Maria Abenante (AIB), Domenica Gattulli (Consiglio Regionale della Puglia), Simonetta Buttò (MIBACT), Aldo Patruno (Regione Puglia), Carla Tedesco (Comune di Bari), Francesca Pietroforte (Città Metropolitana di Bari). Hanno svolto interventi importanti, assumendo precisi impegni che naturalmente dovranno essere verificati nel concreto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad ascoltare, anche con interventi puntuali, mirati e appassionati, un folto parterre di bibliotecari e operatori culturali. Maria Abenante ha coordinato la tavola rotonda, introdotta da Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Domenica Gattulli ha ribadito l’impegno del Consiglio Regionale per onorare le intese riguardo alla ex Caserma Rossani, ove confluirà la Teca del Mediterraneo, biblioteca di cui ha lodato il valore e l’importanza. Simonetta Buttò ha relazionato sulle problematiche evolutive che dovranno impegnare gli animatori di SBN e ha auspicato una presenza incisiva della Puglia in questo processo di consolidamento e innovazione. Aldo Patruno ha “lanciato” il piano regionale della cultura, attraverso cui veicolare importanti fondi della programmazione europea al 2020, insistendo sulla necessità di sviluppare una programmazione partecipata con tutti gli operatori del firmamento cultura. Carla Tedesco ha ripercorso la vicenda della ex caserma Rossani e l’impegno del Comune, sottolineando che la realizzazione in essa del “polo bibliotecario regionale” è l’aspetto più importante di questo progetto di riuso di strutture di pregio allocate al centro del capoluogo regionale e che la valenza dell’operazione è anche fortemente sociale oltre che culturale. Francesca Pietroforte ha chiarito l’impegno della Città Metropolitana per i propri presidi culturali, fra cui l’importante Biblioteca exprovinciale di Bari Santa Teresa dei Maschi-De Gemmis.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, qual presidente dell'AIB Puglia, ha illustrato le sei proposte avanzate dall’AIB Puglia, specie in relazione al piano redigendo della cultura a scala regionale, ma non solo, auspicando un riequilibrio a favore della rete dei presidi culturali della filiera MAB (musei, archivi, biblioteche).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste proposte riguardano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Valorizzazione dei Poli SBN: investimenti per arricchirli anzitutto di tecnicalità e progettazioni “digital libraries”, facendo leva sulle biblioteche capopolo di Bari (metropolitana), Foggia (exprovinciale), Trani (comunale), Brindisi (exprovinciale), Taranto (comunale), Lecce (exprovinciale)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Impegno a implementare la deliberazione GR n° 1285 del 27-5-2015 sugli standard minimi e di qualità, prioritariamente in termini di investimenti per: A) sicurezza; B) formazione e aggiornamento professionale dei bibliotecari
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell’ambito dell’attuazione della legge regionale n° 40 del 12-12-2013, investimenti sul “Buck Festival-Festival di letteratura per ragazzi” di Foggia, affinché divenga il corrispettivo regionale del Bif&amp;amp;st (Bari International Film Festival) per il libro e la lettura
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Investimenti per la creazione e decollo delle reti di biblioteche scolastiche e per lo sviluppo di sezioni “ragazzi-adolescenti” nelle biblioteche comunali, a partire dai centri urbani più consistenti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Attenzione per Bari, capoluogo regionale: investimenti per favorire la costruzione della Public Library (attraverso la confluenza di Teca del Mediterraneo e Mediateca Regionale Pugliese) nella ex Caserma Rossani e della rete collegata di biblioteche di quartiere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Individuazione di alcuni progetti di rilievo regionale basati sull’integrazione MAB (musei-archivi-biblioteche). Si segnalano le seguenti proposte: un “MAB DELL’ACQUA” da insediare nel Palazzo Cambellotti di Bari (attualmente sede AQP); un “MAB MULTICULTURALE” da attivare nell’area jonico-salentina (facendo perno su Biblioteca exprovinciale di Brindisi, Biblioteca “Acclavio” di Taranto, Biblioteca “Bernardini” di Lecce).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_TAVOLA+ROTONDA+SU+SISTEMA+BIBLIOTECARIO+PUGLIESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_TAVOLA+ROTONDA+SU+SISTEMA+BIBLIOTECARIO+PUGLIESE.jpg" length="77235" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 22 Apr 2016 08:18:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/22-04-2016-tavola-rotonda-su-sistema-bibliotecario-pugliese</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_TAVOLA+ROTONDA+SU+SISTEMA+BIBLIOTECARIO+PUGLIESE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_TAVOLA+ROTONDA+SU+SISTEMA+BIBLIOTECARIO+PUGLIESE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-04-2016: CITTA' BUIE A OSSI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-04-2016-citta-buie-a-ossi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11-04-2016: CITTA' BUIE A OSSI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lunedì 11 aprile 2016 il libro Città buie di Waldemaro Morgese è stato presentato nella biblioteca "Emilio Lussu" di Ossi (Sassari).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'Autore è stato introdotto da Maria Antonietta Ruiu, prresidente dell'AIB Sardegna. I partecipanti hanno manifestato apprezzamento per il libro e hanno formulato molte domande all'Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CITTA-+BUIE+A+OSSI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 11 Apr 2016 08:15:39 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>09-04-2016: SEMINARIO SULLE ECOBIBLIOTECHE A SASSARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/09-04-2016-seminario-sulle-ecobiblioteche-a-sassari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           09-04-2016: SEMINARIO SULLE ECOBIBLIOTECHE A SASSARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 9 aprile 2016 Waldemaro Morgese ha condotto presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Sassari un seminario di aggiornamento professionale rivolto ai soci dell'AIB Sardegna.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Oggetto del seminario la presentazione del volume Ecobiblioteche, ecoarchivi, ecomusei. Pratiche di sapere e di azione per la tutela ambientale (AIB, Roma 2015), volume curato da W. Morgese e da Maria A. Abenante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'evento è stato introdotto da Maria Antonietta Ruiu, presidente dell'AIB Sardegna. W. Morgese ha proiettato alcune slide al fine di chiarire l'importanza per le biblioteche di impegnarsi in azioni di tutela dell'ambiente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SEMINARIO+SULLE+ECOBIBLIOTECHE+A+SASSARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sat, 09 Apr 2016 08:13:37 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>30-03-2016: CITTA' BUIE ALLA LIBRERIA LATERZA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/30-03-2016-citta-buie-alla-libreria-laterza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           30-03-2016: CITTA' BUIE ALLA LIBRERIA LATERZA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 30 marzo 2016 la raccolta di racconti CITTA' BUIE di Waldemaro Morgese è stata presentata presso la Libreria Laterza di Bari. Ha aperto Maria Laterza, ha letto brani Paola Martelli, ha commentato criticamente il libro Daniele Maria Pegorari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Il folto pubblico presente ha assistito con molta attenzione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presentazione laterziana segue quelle svoltesi a Mola di Bari, Polignano, Napoli, Torino e precede quelle in programma a Sassari e Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CITTA-+BUIE+ALLA+LIBRERIA+LATERZA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 30 Mar 2016 08:11:36 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>19-02-2016: LETTERATURA BRASILIANA A MASSAFRA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/19-02-2016-letteratura-brasiliana-a-massafra</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           19-02-2016: LETTERATURA BRASILIANA A MASSAFRA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Venerdì 19 febbraio 2016 nella Biblioteca Comunale “Paolo Catucci” di Massafra, un popoloso comune in provincia di Taranto, con la regia sapiente della bibliotecaria responsabile, Stella Valle, si è svolta una cerimonia molto interessante: una scrittrice e “brasilianista” (come lei stessa si è definita), membro della Academia de Letras da Bahia (importante stato del Brasile nordorientale con 14 milioni di abitanti), fondata nel 1917 e animata da illustri scrittori come Jorge Amado e João Ubaldo Ribeiro, ha donato alla biblioteca di Massafra un fondo di libri brasiliani, tutti ovviamente in lingua portoghese, fra cui alcune edizioni molto rare e praticamente non rintracciabili in Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La manifestazione si è svolta d’intesa con la Consulta delle Associazioni massafresi e con la locale Università popolare delle Gravine Ioniche: buon esempio di collegamento sinergico fra la biblioteca e la società civile. Presenti anche gli amministratori comunali, il che è un altro punto a favore dell’iniziativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La donazione del fondo è parte integrante della politica dell’Academia, tesa a creare “ponti” di diffusione culturale fra Europa e Brasile, anche attraverso l’impegno dello scrittore e accademico Aleilton Fonseca che è uno dei promotori del progetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le opere rappresentate nel fondo riguardano scrittori quali Antônio Torres, Myriam Fraga, Edivaldo Boaventura, Florisvaldo Mattos, Aleilton Fonseca, Carlos Ribeiro, Evelina Hoisel, Luiz Antonio Cajazeira Ramos, Glaucia Lemos, Carlos Nejar, Raul de Taunay ed anche Jorge Amado, con alcuni libri finora mai giunti in Italia. La donazione ha riguardato anche alcune opere, del tutto sconosciute in Italia, di Zélia Gattai (figlia e nipote di emigrati italiani), già consorte di Amado, della quale la donatrice è biografa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese è intervenuto alla cerimonia quale presidente della sezione AIB pugliese, invitato fra i relatori. Morgese ha sviluppato un intervento - ascoltato con attenzione dal folto pubblico presente – incentrato su due aspetti. In primo luogo il migliore utilizzo del fondo librario, che potrà essere strumento per progetti multiculturali che coinvolgano soprattutto i giovani massafresi, ma anche occasione per stage a contenuto letterario o su aspetti particolari della realtà brasiliana. In secondo luogo i rapporti fra la biblioteconomia anglosassone, quella mediterranea e quella dell’America Latina. Ha ricordato, in particolare, il carattere fortemente sociale della biblioteconomia latino-americana, esplicato al meglio nella dichiarazione di Buenos Aires del 28 agosto 2004, tuttora attualissima, sottoscritta nell’ambito di un foro sociale dell’informazione, della documentazione e delle biblioteche promosso dall’IFLA nel quadro del suo settantesimo congresso. In questa dichiarazione, oltretutto, le politiche per le biblioteche sono considerate nella loro forte valenza ai fini educativi e nel loro forte legame con le problematiche museali, archivistiche, sanitarie, assistenziali, ambientali. W. Morgese infine ha fatto cenno ai risultati ottenuti in alcune città della Colombia, come ad esempio Medellín, ove sono state costruite biblioteche, teatri e musei sulle discariche dei narcos, contribuendo a ridurre i tassi di mortalità per omicidi; Morgese ha ricordato anche l’uso delle licenze di “Creative Commons” e degli spazi tridimensionali virtuali in alcune biblioteche pubbliche colombiane e di altri paesi latino-americani, compreso lo stesso Brasile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione, vi sono speciali affinità fra la biblioteconomia mediterranea e quella latino-americana, molto più spiccate che non con quella anglosassone. Un tema che secondo W. Morgese dovrebbe essere approfondito entro una prospettiva di internazionalizzazione a tutto campo dell'azione dei bibliotecari italiani, tesa ad enfatizzare le problematiche mediterranee.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+ALLA+PROFUMERIA+ARTISTICA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 19 Feb 2016 09:09:22 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL DISCOBOLO ALLA PROFUMERIA ARTISTICA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-discobolo-alla-profumeria-artistica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DISCOBOLO ALLA PROFUMERIA ARTISTICA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Domenica 24 gennaio 2016, alle 18.30, si è svolta a Bari la presentazione del romanzo di Waldemaro Morgese "Il discobolo".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'incontro ha avuto per sede la Profumeria Artistica CRABTREE &amp;amp; EVELYN.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Con l'Autore ha interloquito il giornalista Massimo Pillera.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcuni brani del libro sono stati letti da Giuseppe Trotta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+ALLA+PROFUMERIA+ARTISTICA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 24 Jan 2016 09:06:05 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL DISCOBOLO A MOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-discobolo-a-mola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Domenica 17 gennaio 2016, ore 10.30, si presenta a Mola il nuovo romanzo di Waldemaro Morgese "Il discobolo", Falvision Editore, 2015. La novità libraria sarà presentata presso la libreria Culture Club Café di Mola di Bari. Introdurrà e leggerà brani l'attrice Paola Martelli.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 17 Jan 2016 09:36:29 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>17-01-2016: PRESENTATO IL DISCOBOLO A MOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/17-01-2016-presentato-il-discobolo-a-mola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           17-01-2016: PRESENTATO IL DISCOBOLO A MOLA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 17 gennaio 2016 presso la libreria Culture Club Café è stato presentato il romanzo di Waldemaro Morgese "Il discobolo", edito da FaLvision.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Folta la partecipazione, tanto che le copie disponibili da acquistare non sono bastate per tutti!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il libro è stato presentato da Maria Abenante e Paola Martelli, che ha anche letto alcuni brani: in parrticolare l'epilogo (posta ad inizio del libro) e il capitolo 8.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L' Autore è intervenuto per rispondere ad alcune domande del pubblico ed anche delle due relatrici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            "Il discobolo" è un delicato memoir ed anche un romanzo generazionale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante la presentazione e il dibattito che ne è seguito numerose sono state le problematiche affrontate, suscitate dalle pagine lette.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PRESENTATO+IL+DISCOBOLO+A+MOLA.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 17 Jan 2016 09:04:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL TEMPO UGUALE: Florilegium-recensioni sulla pagina Facebook</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-tempo-uguale-florilegium-recensioni-sulla-pagina-facebook</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL TEMPO UGUALE: Florilegium-recensioni sulla pagina Facebook
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul romanzo di Waldemaro Morgese IL TEMPO UGUALE (Les Flaneurs Edizioni, Bari 2016) è stato aperto dopo la pubblicazione un "Florilegium" di opinioni sulla pagina Facebook dell'Autore. Qui di seguito si riportano gli interventi ospitati nei "lanci" del "Florilegium". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Le recensioni sono, nell'ordine di: Giulia Poli Disanto, Marisa Vasco, Chiara Lo Conte, Antonella Linsalata, Stefano Gaudiuso, Antonio Campanile, Vincenzo d'Acquaviva, Vittorio Farella, Angela Redavid, Franci Marzano, Giovanni Lafirenze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Poli Disanto, poetessa:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL TEMPO VIRTUALE E AMBIGUO DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’era una volta...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutte le storie da me ascoltate da bambina iniziavano così. Il tempo racchiuso in quelle poche parole diventava all’improvviso misterioso e intrigante tanto che passato e presente si confondevano, catapultandomi nella magica atmosfera di una storia senza tempo, con una visione della vita del tutto personale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Viverlo appieno o fermarlo il tempo, è una necessità che gioca un ruolo centrale nella nostra esistenza. Il suo valore scaturisce dall’uso che l’essere umano ne fa nel suo insieme, e rappresenta l’esperienza e la sostanza del nostro vivere quotidiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tempo uguale, di Waldemaro Morgese, Les Flaneurs edizioni, è un interessante racconto che si srotola sul filo filosofico della memoria con un linguaggio pacato e scorrevole. Una storia che inizia secondo la narrazione tradizionale e prosegue con il genere fantastico, tanto da coinvolgere il lettore sin dall’inizio proprio per quell’invisibile filo rosso che lega, in modo virtuale, passato, presente e futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È su quest’onda temporale che navigano i ricordi del protagonista Sergio, su quel c’era una volta con risvolti avveniristici e in compagnia dei suoi libri, della sua biblioteca, del suo abbecedario e dei suoi scacchi, testando l’intelligenza di tutti coloro che sono in grado di apprezzarne l’eredità spirituale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’esistenza tramandata da padre in figlio, dove il tempo nel suo divenire, seppure sconfitto, acquista continuità e coerenza per ben tre generazioni. Rifugio luminoso e intimo, una casa in campagna ereditata dal figlio Spartaco che continuerà ad operare, seguendo le orme del padre. Cosicché, passato e futuro possono essere riscattati nel presente, luogo di accumulazione del ricordo e dell’anticipazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un lungo monologo interiore, quindi, quello di Sergio che porta a riflettere sull’ambigua esistenza del tempo e su una possibile vita virtuale anche dopo la morte. Da quest’essenza visionaria non mancano sentimenti positivi, come la speranza, l’amore, nonché la fede per un futuro senza tempo, dove la morte stessa ne fa parte, assumendo levità e accettazione perché “se passato presente e futuro sono indistinguibili semplicemente perché il tempo non esiste, allora è possibile viaggiare anche nel futuro e modificarlo…”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      Il tempo, dunque, inteso come dimensione dell’anima – per dirla con Sant’Agostino – ma anche ambiguo e virtuale, a mio avviso, perché, alla fine, il tempo stesso ha il potere di cancellare tutto. Un discorso impegnativo, certo, dove non è esclusa una profonda riflessione filosofica nel chiedersi se il tempo esiste veramente oppure no. Una domanda intrigante dove la risposta rimane soggettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Belle ed eleganti le illustrazioni e la copertina a cura di Antonella Linsalata, dove l’autrice si esprime secondo una personale interpretazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una scelta che accende la curiosità e contribuisce a leggere il libro…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marisa Vasco, scrittrice:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tempo, lo spazio, la memoria, sono temi che da sempre affascinano l’uomo, l’uomo che pensa, che riflette sul significato vero della vita. Filosofi e scienziati hanno tentato, osato avventurarsi alla ricerca di una spiegazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Newton dice che “Spazio e tempo sono entità assolute e universali, per qualsiasi osservatore”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella concezione di Einstein, lo spazio e il tempo sono interconnessi tra loro. Essi formano un’unica entità a quattro dimensioni. Spazio e tempo non sono più assoluti ma sono relativi al sistema di riferimento dell’osservatore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Potrei citarne tantissimi, non cambierebbe. Potremmo solo soffermarci a meditare, cercando di compenetrare questi concetti formulati da menti superiori o comunque dedicate a comprendere i significati più remoti della vita stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il magnetismo che questa problematica emana è davvero forte e coinvolgente e Waldemaro Morgese nel suo “Il tempo uguale” ha reso semplice, laddove il rendere semplice un ragionamento non è affatto facile, e quasi naturale, lo scorrere del tempo in modo non lineare e continuo, ma direi piuttosto parallelo, su più binari e in direzioni diverse, che si intrecciano e si accavallano come il nastro di un’autostrada.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo racconto il verso della freccia sulla linea del tempo non solo non va sempre dal passato al futuro, ma è possibile continuare sulla direzione scelta anche dopo la morte. Ci saremo…saremo presenti nella memoria di chi ci ricorda, ne parleranno come fossimo vivi perché siamo nelle cose, negli oggetti, nei ragionamenti, nelle abitudini, nei libri che abbiamo letto, in quelli che abbiamo scritto, nelle cellule dei nostri figli e in quelle dei nipoti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’energia di Sergio, il protagonista del racconto, anche dopo la sua morte aleggia nella casa di campagna, nella biblioteca tanto amata, vicino l’albero del melograno e la piscina proletaria. Circonda i suoi amici e i suoi libri. C’è.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E accanto a questo panta rei ci sono i valori, c’è la forza in cui Sergio ha creduto e quella con cui ha lottato. Dal quadro emerge un uomo sereno, perché pensa di aver fatto quello che poteva, quando poteva, malinconico perché si accorge dello scorrere del tempo e vuole ritrovare un atteggiamento, una sensazione, qualche cosa di se stesso che ha smarrito, che è ricoperta dalla nebbia del tempo. Ricerca nelle sue letture, nei suoi disegni da bambino, nei suoi pensieri antichi, di fanciullo assorto nelle riflessioni e nei ragionamenti, a volte più grandi lui. Non una foto può comunicargli ciò che non ricorda. Una foto, è ferma, stantia, ruba l’immobilità dell’attimo e non la dinamica del pensiero che l’attraversa. Piuttosto un libro. Una frase scritta che ha suscitato una reazione, una meditazione più critica, più profonda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E nelle vite parallele si vede combattente al fianco dei vinti, o salvatore di antichi animali estinti o essere transumano, immortale che lotta sempre a difesa dei deboli, retaggio lasciatogli dalla sua stessa vita trascorsa accanto ai senza diritti contro le ingiustizie sociali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E poi l’accettazione della vecchiaia, una meravigliosa “decantazione” della propria vita, come fosse un buon vino di botte, questo distacco dalle passioni che mi ha riportato a Socrate, alla sua saggia “Apateia”, fra i banchi del mio vecchio liceo, nel millennio passato…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed infine Spartacus, un dono lieve, giunto in punta di piedi, senza forzature, senza drammi, senza sconvolgimenti, come ci si sarebbe aspettati dalla nascita di un figlio a così tarda età. Sergio continua a ripetersi che la sua nascita è stata un caso, ma poi la scelta del nome, Spartacus, richiama ancora una volta il patrimonio spirituale di una lotta fiera, coraggiosa, di una vita in cui c’è la ribellione ai soprusi, gli fa considerare un figlio come luce pura che illumina e chiarisce anche ciò che sembra chiaro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ tutto questo che Sergio gli lascerà o forse condividerà con lui. I suoi libri, tesori espugnati, il gioco degli scacchi, “così rigoroso e scientifico”, i suoi amici, le sue lotte, la sua casa di campagna con l’energia e la luce di intere generazioni rimaste lì a rischiarare il tempo e lo spazio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chiara Lo Conte, bibliotecaria:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è un caso che ad introdurre “Il tempo uguale” ci sia una bibliotecaria, perché questo testo è scritto da un bibliotecario/scrittore, tra i protagonisti c’è qualche bibliotecario ed in sé racchiude una biblioteca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attraverso le pagine si capisce pian piano quanto sia personale il concetto di biblioteca non solo per i libri che racchiude, ma anche e soprattutto per il significato che quei libri assumono nella vita, uno scrigno difficile da aprire agli estranei ma anche ai familiari, fino a quando la morte del protagonista non spinge il figlio a prendere contatto con quelle carte e quelle pagine, cosicchè la biblioteca diviene il contenitore della scoperta di luoghi reali, carte geografiche e città da visitare, nonchè legame indissolubile tra diverse generazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni esistenza è un intreccio di storie vissute, lette, raccontate, e quella di Sergio ne è particolarmente ricca. Le lotte al fianco dei deboli, i viaggi al centro della terra e sulle navi dei pirati (non meno reali anche se solo immaginati nella lettura), l’avventura della vita, degli incontri e della paternità: tutte queste storie fanno parte di Sergio, che le rievoca negli anni trascorsi nel suo ritiro in campagna, in compagnia di libri e amici. “Il tempo uguale” è il racconto di queste storie, e poco importa dove si trovi la voce narrante: forse il tempo non scorre in maniera lineare, e ci consente di osservare anche il nostro lascito, di sorridere nel comprendere che l’esistenza continua nei ricordi che abbiamo abbandonato e nella vita dei nostri cari. Da qui parte il concetto di tempo sempre uguale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sergio, il protagonista del romanzo ormai giunto alla vecchiaia, nella sua biblioteca attraverso le pagine dei suoi libri rivive la sua storia personale fin dalla tenera età passando attraverso fumetti, romanzi, appunti di frasi celebri strettamente legate a determinati periodi storici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il protagonista dice: "nella mia biblioteca ho anche un libro che non faccio vedere a nessuno ma che è giusto che conservi". Biblioteca come tesoriere/scrigno …: ciò mi ha fatto ricordare la celebre frase di Eliades Acosta Matos: “Quando tutto il mondo butta e distrugge, la biblioteca custodisce, perché restino impresse la memoria e l’essenza di un paese”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel testo si analizza il concetto di tempo ricomposto attraverso piccoli indizi, appunti, libri, oggetti: "...Tutto ciò stava a simboleggiare il mio amore appassionato per il viaggio, l’uscire da sé, il rincorrere continuamente il diverso, luoghi e persone sconosciuti…" dice Sergio, ma la verità è che il tempo inteso come passato, presente e futuro è forse solo una metafora, perciò alla fine ci chiediamo: perché il tempo vola quando ciò che sta accadendo ci piace e invece non trascorre mai quando ci stiamo annoiando?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nostro personaggio ci dimostra come alla fine la nostra esistenza dura anche dopo la morte: ciò è possibile finchè ci sarà qualcuno in grado di ricordarci e di leggere ciò che abbiamo lasciato scritto su qualsiasi supporto………da qui il concetto di viaggio nel tempo…….
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sergio piano piano da lettore diviene anche scrittore ed i suoi personaggi cominciano a intrecciare vite, seconde vite, fantasie attraverso un modo nuovo di viaggiare, quello virtuale: "il tempo fluisce senza interruzioni quindi la realtà è un continuo panta rei. Ma c'è chi sostiene che il tempo non esiste, che spazio e tempo sono la medesima cosa". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Nel mondo virtuale spazio e tempo sono la stessa cosa perché entrambe non esistono, eppure per noi diventano fin troppo veri nella realtà quotidiana dell’on-line.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riflettendo, in questo romanzo, già dal titolo “Il tempo uguale”, si sottolinea che lo scandire dei secoli non ha mai modificato nella storia una costante, ossia che il vero viaggio parte sempre dal virtuale. Mi spiego meglio: c’è sempre la fantasia a spingerci a voler vedere posti nuovi, ad immaginare scenari inesplorati, a realizzare storie che oggi ci sembrano fantascienza ma che il tempo trasformerà in realtà….
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Mi piaceva molto volare nel futuro", dice Sergio mentre crea nuovi mondi fantastici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eppure la realtà ci riporta sempre coi piedi per terra e una delle poche certezze è il sopraggiungere della morte. Così sarà anche per Sergio, marito di una giovane donna e padre di un giovanotto di nome Spartaco: "In fondo la famiglia cambia, è un concetto che non combacia più con i pupazzi del presepe". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche Sergio ha vissuto due vite, quella reale in cui si confronta con la bellezza e la difficoltà di gestire una paternità in tarda età e la vita virtuale delle letture nella sua biblioteca. Questo pensava la moglie Marta fino a quando il funerale di Sergio apre nuovi inaspettati punti di vista soprattutto in Spartaco che scopre un papà amato da "un meraviglioso campionario di umanità autentica". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Meravigliose le illustrazioni del romanzo che si soffermano a sottolineare il punto focale del narratore e trasformano interi capitoli in quadri magistralmente sintetici già nei sottotitoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Antonella Linsalata, docente:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Il tempo uguale" ...dove la flessibile sfumatura della realtà irrazionale, libera...sciolta nei movimenti e negli intenti ...si intreccia alle puntuali ...campiture ...razionali...rigide...rigorose e inflessibili del nostro essere... ha costituito ...un'occasione ...unica ...per creare ...con linee e colori ...per fissare basilari immagini che…leggendo il libro ...ho immaginato e assaporato come un sereno spettatore che a fine giornata....visiona un bel film....
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Libri volanti ...scacchi esplosivi...dinosauri duttili ...figure robotiche...rivoluzionarie ...passionali ...mescolate a ricordi che emergono nella memoria ...come iceberg dalle forme capricciose ed articolate ....sono state fantasiosamente elaborate dalla mia creatività, che ha reso visibile ...reinterpretato un mondo, attribuito un volto ...alla narrazione ...del mio caro amico Waldemaro!!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stefano Gaudiuso, studioso:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A PROPOSITO DEL TEMPO UGUALE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scrive Alceste Santini, nella premessa a “I tre tempi del presente” (Alessandro Natta – Edizioni Paoline, Anno 1989), con dichiarato riferimento a Agostino di Ippona che i tre tempi della vita sono contemporaneamente nell’anima. Si dovrebbe dire:” Il presente del passato” per indicare la memoria storica, Il presente del presente ossia la visione dell’oggi con i problemi nuovi che viviamo, Il presente del futuro che rende viva l’attesa per significare che il nostro destino è come lo costruiamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Credo che Waldemaro Morgese nel suo “Il tempo uguale”, non so quanto volutamente, si sia anche lui “ispirato a Sant’Agostino nel nuovo racconto che, devo dire magistralmente (come con i precedenti “Multitask” e “Il discobolo”) ricostruisce la sua esperienza con continue scorrerie tra passato, presente e futuro, anche con largo uso della fantasia, ma con frequenti riferimenti a persone e situazioni concretamente verificabili. E suggestive sono tanto la copertina quanto le illustrazioni, curate dalla brava Antonella Linsalata, che accompagnano, arricchendole, le pagine del racconto, scritto nel “buen retiro” della avita villa di campagna dove sono i suoi libri, i ricordi, gli amori, autodefinendosi “un solitario ma non una persona sola”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Il tempo uguale” è, naturalmente scritto molto bene e, al di là di alcuni pentimenti rispetto a convinzioni sostenute anche con impegno militante in un periodo non certo trascurabile della sua vita (parlando dell’Albania e di Enver Hoxha, Sergio condanna a giusta ragione il dittatore e intende, così, “onorare…il popolo così punito e martoriato durante i decenni di una dittatura crudele tenuta in piedi in nome di ideali calpestati, ma in cui –questo il problema- anche io ho creduto negli anni della gioventù”), Waldemaro rimane un idealista. Se ne ha conferma, a mio avviso, nella proposta, sia pure “impacciata”, di chiamare “Spartaco” il figlio “non previsto né voluto”, ma molto amato. E, d’altra parte, senza quegli ideali (certo, traditi nei Paesi del cosiddetto “socialismo reale”, in cui, forse, si è posta acriticamente una eccessiva fiducia), Waldemaro-Sergio si sarebbe mai impegnato per le lotte a favore dei baraccati a Roma e dei marinai a Mola nei primi anni ’70 del secolo scorso, durante il prolungato sciopero per il contratto di lavoro? E la sensibilità verso i temi ambientali, che pure nel suo racconto trovano ampio spazio, sarebbe stata la stessa? Il rivoluzionario schiavo Spartaco, poi, è la proiezione di sé nel figlio e la casa di campagna, già del padre e del padre di suo padre “ora di Spartaco, e la mia biblioteca erano sul serio un luogo delle meraviglie e di incessante precipitazione del tempo, quello che si snoda sempre uguale a se stesso, non isolata testimonianza ma legame fra generazioni e occasione di vivace fecondazione nel tentativo (narcisistico?) di replicare somiglianze”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Concludo ancora con A. Natta: “Questo dell’intreccio dei tempi, di ciò che del passato sentiamo e vogliamo resti vivo nel presente, e del nuovo che anche da quell’eredità dinamicamente vogliamo far scaturire, perché valga e impronti il futuro, non è solo un problema dell’individuo, finché vita lo regge. E’ anche, lo sappiamo, un problema politico di primaria grandezza: quello del rapporto fra tradizione e innovazione, o, se si vuole, della comprensione del proprio passato e del passato di altre formazioni sociali e politiche e chi più comprende più sarà in grado (come avvertiva Gramsci) di creare nuova storia”. Ad majora, caro Sergio/Waldemaro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Antonio Campanile, docente:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carissimo Waldemaro,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           intanto scusa il ritardo con cui ti rispondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ti ringrazio molto del tuo invito, che purtroppo sono costretto a declinare, un po' perché non ho mai fatto recensioni, un po' perché - ti confesso - il tuo romanzo non mi ha preso tanto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Purtroppo sono fatto così, essendo un lettore per così dire umorale. Probabilmente non sono riuscito ad entrare nel tuo stile narrativo, che mi è parso forse troppo razionale per i miei gusti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non me ne volere se sono così franco, ma trovare altre scuse sarebbe stato poco onesto. Per inciso, in un gruppo di lettura di Rutigliano cui faccio parte, discutemmo qualche tempo fa di un romanzo, "Gli anni al contrario", di Nadia Terranova. Ebbene, anche quel libro non mi ha preso per niente. Eppure sta girando...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non mi resta che salutarti rinnovando la mia stima nei tuoi confronti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A risentirci!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Vincenzo d’Acquaviva, scrittore:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MORGESE E IL SUO TEMPO UGUALE                                               
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra gli ultimi lavori pubblicati da Waldemaro Morgese, “Il tempo uguale” [Les Flâneurs, Capurso (BA), 2016] è sicuramente il più intrigante sotto diversi profili. In primo luogo per le immagini significative di Antonella Linsalata ivi contenute - egregiamente illustrate dall’autrice nella serata della presentazione del volume, nei locali della libreria Culture Club Café di via Van Westerhout, in Mola di Bari - per la visione atemporale di vicende vissute e, perché no, da un punto di vista squisitamente psicologico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il volume consta di due parti e ripercorre, in chiave autobiografica, le esperienze vissute dall’autore, a partire dall’infanzia, per proseguire con alcune situazioni che inducono il lettore a una attenta riflessione sulla propria condizione e vicenda umana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel leggere la prima parte, dedicata all’infanzia, non ho potuto fare a meno di ricordare i fumetti dell’epoca (anni Cinquanta e oltre) che anch’io leggevo avidamente: Il Grande Blek; Capitan Miki; Tex; l’Intrepido, Il Monello, solo per citare quelli che andavano per la maggiore. Di più. Quei giornaletti avevano anche un valore intrinseco di scambio. Per es., l’Intrepido o Il Monello, valeva tre Grande Blek o Capitan Miki.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autore ci accompagna nei suoi viaggi in Albania, negli Stati Uniti, e in terre sconosciute. A proposito del paese delle aquile dove, oltre a non avere visto nessun rapace, si sofferma a parlare di una mappa turistica del Paese posto sulla sponda opposta dell’Adriatico. Una mappa che conserva alla stregua di un ex voto per onorare quel “popolo così punito e martoriato durante i decenni di una dittatura crudele tenuta in piedi in nome di ideali calpestati, ma in cui - questo il problema - anche io ho creduto negli anni della gioventù”. Un’ammissione di rara onestà intellettuale, che rende onore all’autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In America, Morgese, si è recato in occasione della pubblicazione di un volume, “Dear America”, di un nostro compianto connazionale, Thomas Sgovio. Costui lascia gli Stati Uniti - dove il comunismo non trova cittadinanza - optando per l’Unione Sovietica e scopre, a sue spese (viene fatto prigioniero per le sue idee comuniste e condotto in una sorta di Arcipelago Gulag) che il Paese comunista per eccellenza, da lui idealizzato, è di gran lunga peggiore di quello precedente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Faccio un volo pindarico nella lettura e ritrovo Sergio, il nome del protagonista del libro, immerso in situazioni al limite dell’assurdo, dove la malattia e la morte possono essere vinte e, per converso, ciò implica che l’immortalità sconfiggerà anche il tempo. Quindi lo scopro impegnato in un mondo virtuale dove, appunto, il tempo non esiste. Lo spazio e il tempo rappresentano unicamente una sorta di energia allo stato puro, indistinguibile tra passato, presente e futuro. Come se l’esistenza di ognuno continuasse nei ricordi che siamo costretti ad abbandonare, ma che vogliamo conservare. Una miriade di ricordi che i più fortunati potranno vantare di rivivere nei loro eredi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con questo andamento paradossale il libro si avvia verso un finale, macabro per taluni versi, in cui Sergio si racconta, dopo il suo transito terrestre, in un monologo immaginario in cui il protagonista diventa il proprio figlio, Spartaco. Ma chi è Spartaco, se non proprio il protagonista nella doppia veste di genitore/figlio!?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sostanzialmente, il tempo uguale ripercorre alcuni episodi significativi della vita di Sergio (il protagonista/autore) che, dal suo ritiro nella campagna molese, rievoca gli anni trascorsi nella lettura sistematica di molti autori che hanno segnato la sua maturità intellettuale. Una maturità che si avventura nell’indagare realtà sconosciute, posto che la lettura consente un coinvolgimento che diventa piacere della scoperta della vita ‘altra’.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A dispetto di quello che sostiene fantasticamente l’autore, senza esserne davvero convinto, e cioè che il tempo è diseguale, può essere dimostrato da una serie di aforismi temporali che, in occasione della presentazione, ho avuto modo di leggere, alla presenza di un folto pubblico. Ne riporto solo i più significativi: “Quando un uomo siede vicino ad una ragazza carina per un’ora, sembra che sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività”; “Il tempo è un’illusione” (Albert Einstein). “Quanto dura un minuto, dipende da quale lato della porta del bagno si è” (Arthur Bloch, La seconda legge di Zall).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vittorio Farella, politico:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ripercorrere le tappe della propria esistenza, scorrendo le righe del diario della propria vita, non per suggellarne un bilancio consuntivo, in un’operazione a cavallo fra il nostalgico e l’esaltazione dei momenti rilucenti, ma “come scelta di un supremo distacco” e proiezione verso una seconda vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’immaginario di un tempo senza confini, fuori e senza più tempo, verso l’immortalità. Il racconto, affascinante e coinvolgente dell’amico Waldemaro, ti trascina in mondi fantastici che dal vissuto si proiettano nel desiderato, in quanto avrebbe potuto essere e in ciò che l’umanità potrebbe divenire, in un post-mondo o trans-mondo senza più umani, dominati dalla tecnologia dei robot con intelligenza artificiale, nuovi padroni del mondo: ma costruiti e guidati da chi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’eterna lotta tra il bene e il male, ripercorsa nei secoli e nello scenario del divenire, intrisa del proprio vissuto e nel segno di un “testimone” per il futuro, attraverso l’anelito di una “consegna” ai propri discendenti: l’eredità del proprio passaggio terreno ritrovata rovistando “fra le carte della biblioteca di famiglia”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così “anche dopo la nostra dipartita, se ce lo siamo meritato”, saremo ancora protagonisti e il tempo non avrà più significato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tempo non esiste, come davanti ad un computer: passato, presente e futuro si fondono in un caleidoscopio dai mille riflessi, in un intreccio senza più riferimenti temporali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ottima narrazione con vari spunti di riflessione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Angela Redavid, insegnante:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Definire il “Tempo Uguale” di Waldemaro Morgese non è affatto semplice, perché è un “pot-pourri” di più generi di romanzi: dal romanzo di formazione al romanzo d’amore, dal romanzo storico - realistico al trattato filosofico sul tempo e lo spazio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese, in questo romanzo, mette in dubbio che il tempo esista, ma parla di immortalità e memoria: un’esistenza può continuare a vivere anche dopo la morte, attraverso i ricordi delle persone care.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Protagonista assoluto del romanzo è Sergio, amante dei libri e del gioco degli scacchi. Ha una vita molto dinamica: viaggia in Albania, in America. E’ un libertino; si innamora di una donna molto più giovane di lui ed insieme hanno un figlio che chiameranno Spartaco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo si divide in due parti e presenta un epilogo finale. Mentre nella prima parte sarà descritta la vita del protagonista, nella seconda parte sarà narrato tutto quello che accade dopo la morte del protagonista.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con un forte richiamo autobiografico, in questo romanzo, si parla di tanti libri, libri anche leggeri ma non per questo meno importanti e incisivi nella formazione di una persona, come “Topolino”, “Il giornalino di Gian Burrasca” e il fumetto “Tex Willer”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A mio parere è un romanzo che scardina i principi consolidati e che mostra la fragilità della vita, la sua mutevolezza... ci fa riflettere sul transumano, sulla virtualità. E’ un romanzo che rigetta Dio, ma pregno di grande solidarietà per i più deboli e che crede fortemente nel valore della libertà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bisogna essere alquanto “moderni” per approcciarsi al romanzo di Morgese, perché niente è deciso, ma tutto è in continuo divenire!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Franci Marzano, casalinga per scelta: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Del romanzo "Il tempo uguale" mi ha molto interessato la parte relativa alle "storie" virtuali di "Second Life" che vive Marcos, l'alias del protagonista Sergio. Anche perché chi scrive ha praticato il mondo di SL (si legga Gianluca Nicoletti, “Le vostre miserie, il mio splendore”, Mondadori, Milano 2007).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La storia d'amore struggente tra Marcos e Mara che Sergio vive in una seconda vita virtuale mi riporta alla mente la figura di Abele Moonwalker che aveva posto su un treppiede una tela con il ritratto di Francesca Maria Zabelin ormai virtualmente deceduta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso si recava davanti alla tela per porgerle fiori e cimeli. Questa scena mi dava pena e gioia insieme. Gli mandai allora una messaggera, Blu Schwarz, che gli ricordò che il suo amore era vivo e vegeto nel mondo reale pronta ad incontrarlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abele Moonwalker disse che non avrebbe potuto amarla nel mondo reale ma solo lì in quanto vittima di una malattia degenerativa e dei fans.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vera identità di Moonwalker rimane per me a tutt'oggi un mistero ......forse era Michael Jackson negli ultimi anni di vita?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Posso capire dunque il protagonista del romanzo di Morgese, Sergio, e la sua potente soddisfazione quando si accinge a varcare le porte di questi mondi virtuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma i mondi virtuali non li elogio anzi li considero paradisi artificiali come droghe o abusi di alcool.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fruitori di conseguenza li definirei viziosi e non vittime. Preferisco e suggerisco paradisi naturali e salutari quali possono essere i libri, la musica, un bel film, una passeggiata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le piattaforme virtuali sono di grande supporto invece a malati terminali, gente costretta a vivere in un polmone d'acciaio e quant'altro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste sono le riflessioni che mi preme trasmettere, anche stimolata da bel libro di Waldemaro Morgese che è accattivante e si inerpica per plaghe inconsuete.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovanni Lafirenze, scrittore, presidente ANCVG:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL TEMPO UGUALE DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Gianni sei pronto? Tra due ore dovremmo essere già a Campomarino"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Certo dammi il tempo di controllare se non ho dimenticato nulla".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mia moglie è già sull’uscio di casa, saluto i ragazzi, e con celerità mi avvio verso di lei. Ad un tratto il mio sguardo è attratto da uno scaffale della libreria, in particolare da un libro distrattamente posato su altri due tomi. Leggo il titolo: “Il tempo uguale” autore Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Gianni stiamo aspettando solo te, intendo io e l'ascensore", mia moglie ride.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Delicatamente raccolgo il romanzo, lo inserisco in uno scomparto della borsa porta PC.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Raggiungo mia moglie, l’abbraccio, dopo due ore trascorse a conversare in auto siamo già a Campomarino. Due giorni di mare, amici, pizze e jogging, finché una mattina decido di non seguire il gruppo a mare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è di più, non voglio neanche dedicarmi a biografiadiunabomba (il mio sito web), non so che fare, anzi sì, decido di leggere il romanzo di Waldemaro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Già le prime pagine catturano curiosità ed attenzione, la vicenda che leggo è il racconto del passato di Sergio, personaggio piuttosto anziano nato dall’impressionante fantasia dell’autore. Le pagine che sfoglio sembrano penetrare la mente. Sergio racconta la sua adolescenza, ma pagina dopo pagina il romanzo pone anche me lettore al fianco del personaggio, addirittura ascolto le sue parole. Sergio continua a parlarmi dei libri a lui tanto cari, della sua casa con piscina e biblioteca. Non solo, Sergio narra dei suoi impegni sociali in quel di Roma dei suoi viaggi all’estero. È affascinante il suo dire: il tempo che interseca passato, presente e futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vedo altri due personaggi: Marcos e Mara due giovani idealisti inghiottiti da un labirinto concettuale all’interno del quale comprendono che il mostro che per anni hanno temuto e cercato altro non è che il riflesso di una società “indifferente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il racconto continua, Sergio conduce Marcos tra dinosauri, umanoidi e robot (passato e futuro). All’improvviso appare una giovane signora di nome Marta, è la sua donna, da questa unione nasce Spartaco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le appassionanti e travolgenti vicende vissute, tra logica e fantasia a dispetto del tempo si susseguono velocemente, inebriandomi sempre più…
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            "Gianni, Gianni non mi hai sentito entrare? Che stai combinando, dormi?"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "No, leggevo un romanzo"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Quale?"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Il Tempo Uguale di Waldemaro Morgese"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Il mio autore preferito".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+TEMPO+UGUALE+Florilegium-recensioni+sulla+pagina+Facebook.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 Jan 2016 13:06:48 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"BIBLIOTECARI E BIBLIOTECHE": UNA NOVITÀ</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Presso le Edizioni dal Sud è stato pubblicato nel 2016 "Bibliotecari e biblioteche. Coltivare la mente allo snodo del XXI secolo", di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' una raccolta di scritti e altri interventi escussi in un arco dal 1999 al 2015 e testimoniano della idea che l'Autore ha delle biblioteche e dei bibliotecari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il testo è arricchito di un prologo di Maria Antonietta Abenante e di un epilogo di Maria Antonietta Ruiu.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi è anche un ricco indice dei nomi citati. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/1000_0_5397393_370193.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 Jan 2016 09:45:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DROPS FROM THE WORLD</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/drops-from-the-world</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DROPS FROM THE WORLD
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese ha scritto una introduzione al volume "Drops from the world", curato da Santa Vetturi, Wip Edizioni 2016.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           E' una pubblicazione animata da 75 Autori, con scopi di solidarietà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_DROPS+FROM+THE+WORLD.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_DROPS+FROM+THE+WORLD.jpg" length="70331" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 Jan 2016 09:36:54 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_DROPS+FROM+THE+WORLD.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>14-12-2015: CITTÀ BUIE A NAPOLI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/14-12-2015-citta-buie-a-napoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Città Buie, il libro di Waldemaro Morgese, sarà presentato a Napoli presso la biblioteca di Area Architettura in Palazzo Gravina il 14 dicembre 2015.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pomeridiana sarà allietata anche dalla esibizione del complesso vocale e strumentale ""La Coriola".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'incontro, aperto da Giovanna De Pascale presidente AIB Campania, vedrà la partecipazione di Ferruccio Diozzi (CIRA, AIDA) e di Diego Guida (Edizioni Guida), che discuteranno il libro con l'autore.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+CITTA-+BUIE+A+NAPOLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+CITTA-+BUIE+A+NAPOLI.jpg" length="86740" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 14 Dec 2015 09:35:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+CITTA-+BUIE+A+NAPOLI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>19-09-2015: IL SUD, OGGI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/19-09-2015-il-sud-oggi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           19-09-2015: IL SUD, OGGI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 19 settembre 2015 è la giornata in cui l'Associazione dei consiglieri regionali e degli ex parlamentari della Puglia ha promosso in Fiera del Levante (Bari) un seminario sul Mezzogiorno. Dopo i saluti istituzionali, hanno svolto interventi W. Morgese (relazione di base), E. Cappello, sen. M. Cassano, N. Di Cagno. Ha moderato Giuseppe Dimiccoli, Gazzetta del Mezzogiorno.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le conclusioni sono state svolte dall'on. G. Bianco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, nel suo intervento, dopo una citazione attuale di Guido Dorso, ha proposto una declinazione specifica di cosa può oggi significare "self government" nel Sud d'Italia, sottolineando la "sequenza terribilmente consequenziale" che lega il "governarsi da se stessi" con il possesso di capacità e competenze, che solo la conoscenza e l'istruzione rende possibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella seconda parte W.Morgese ha passato in rassegna le anticipazioni del rapporto Svimez 2015, osservando come esso sia stato sostanzialmente poco approfondito, almeno finora.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La parte centrale dell'intervento ha riguardato la "risorsa umana": W. Morgese considera le politiche per sostenerla e svilupparla (istruzione permanente, soprattutto) come una pre-condizione strutturale per consentire al Sud di uscire dalla attuale marginalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nelle conclusioni W. Morgese ha citato Edmund Strother Phelps, Ignazio Visco e Carlo Cattaneo: sostenitori del valore fondamentale del fattore immateriale del sapere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+SUD-+OGGI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 19 Sep 2015 08:02:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/19-09-2015-il-sud-oggi</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+SUD-+OGGI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+SUD-+OGGI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>14-09-2015: "MULTITASK" ALLA BIBLIOTECA SORMANI DI MILANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/14-09-2015-multitask-alla-biblioteca-sormani-di-milano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 14 settembre 2015 alle 18.00 l'autobiografia di Waldemaro Morgese ("Multitask. Una vita complicata fra liberalismo e laburismo", Edizioni dal Sud, Bari, 2014) sarà presentata alla Biblioteca Sormani di Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ne parleranno insieme all'autore Saverio Monno docente allo IULM e Stefano Parise direttore della Sormani e responsabile del Settore biblioteche del Comune di Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I partecipanti potranno anche ammirare la mostra TAR-OCCHI ALLA SOR-MANI, circa venti chine su carta con una reinterpretazione dei tarocchi del Mantegna, autori la compianta Giuliana Calvani e Giacomo Oneto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso di 6 capitoli, un prologo dello storico Ennio Corvaglia (Università di Bari) e un epilogo del drammaturgo Nicola Saponaro, l'Autore attraversa la seconda metà del Novecento ed alcune delle principali vicende di quel periodo che videro protagonisti i giovani del '68 e l'Autore fra questi: i problemi del Sud d'Italia (il terremoto in Sicilia, in modo particolare), l'utopia del "teatro politico", l'impatto con l'URSS e il contrasto Cina-URSS, la nascita in Italia delle Regioni e le speranze di una innovativa fase di programmazione decentrata, la riflessione sulle prime "cattive pratiche" del regionalismo che portarono a forme di dissesto dei conti, l'ultima fase di vita del PCI e il crollo del comunismo "reale", il dislocarsi dei giovani di allora entro orizzonti nuovi come l'impatto con la natura e le problematiche ecologiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo Ennio Corvaglia e Nicola Saponaro è un libro scritto da un intellettuale "più scomodo che organico" in cui di certo "res nostra agitur".
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_14-09-2015+MULTITASK+ALLA+BIBLIOTECA+SORMANI+DI+MILANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 14 Sep 2015 08:32:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_14-09-2015+MULTITASK+ALLA+BIBLIOTECA+SORMANI+DI+MILANO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIULIANA CALVANI: PARLIAMO DI LEI...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/giuliana-calvani-parliamo-di-lei</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           GIULIANA CALVANI: PARLIAMO DI LEI...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo il ricordo che io, Waldemaro Morgese, desidero offrire di Giuliana Calvani. Lo consegno a chiunque sia interessato:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ""Giuliana Calvani, figlia di Bruno, non è più. Morta in agosto 2015, all'improvviso, nella sua casa di Brunate in provincia di Como. Era nata a Mola di Bari nel 1945. Avevo con lei conversato per telefono pochi giorni prima, perché insieme ad un artista siciliano ma in attività a Como, Giacomo Oneto, stavamo preparando una mostra di chine su carta presso la Biblioteca Sormani di Milano, il cui direttore, Stefano Parise, è un mio caro amico. L'idea era di presentare 10 chine per ciascun artista, dedicate al tema dei tarocchi, così come interpretati dal Mantegna (sono al British Museum). La mostra, con un calembour, aveva un titolo: "Tar-occhi alla Sor-mani". Il poster, ormai e aimé non più attuale, della mostra indicava anche la data: dal 2 al 14 settembre, giorno quest'ultimo in cui presso la Sormani presenterò la mia autobiografia intitolata "Multitask", sulla copertina del cui libro vi è un disegno di Giuliana che mi ritrae.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con Giuliana decenne, anch'io decenne, giocavo a Mola in estate, forse anche quando eravamo undicenni. Poi non la ho rivista più fino all'anno 2012, quando lei mi cercò per regalarmi una vecchia lettera autografa del padre che annunciava a mio nonno materno, Ottone Pesce, direttore d'orchestra, che stava lavorando ad una "testina" di Franca, sua figlia (e mia madre). Effettivamente Giuliana mi regalò questa lettera, che conservo come un prezioso documento degli affetti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colsi in quell'incontro l'occasione per decidere con lei di preparare presso la Biblioteca Rurale di Brenca una mostra documentaria sul padre nel 2015, in occasione del trentennale della morte di Bruno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il comunicato ufficiale di questo incontro, avvenuto il 27 luglio 2012, è al link: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/27_07_2012_incontro_fra_waldemaro_morgese_e_giuliana_calvani_7279925.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           http://www.casinamorgese.it/1/27_07_2012_incontro_fra_waldemaro_morgese_e_giuliana_calvani_7279925.html
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stavamo lavorando a questa mostra, che sarebbe confluita nella XIII rassegna dell'Associazione "Le Antiche Ville Onlus" BARICENTRO DI CULTURA IN COLLINA in un apposito evento del 3 ottobre 2015 intitolato "BRUNO CALVANI: UNA FAMIGLIA NON COME LE ALTRE". Probabilmente questo evento lo realizzeremo comunque insieme a Giacomo Oneto, giovane artista con laurea al DAMS di Messina, anche scenografo teatrale, cambiandone il contenuto perché purtroppo il materiale documentale in preparazione non è più nella disponibilità. Il nuovo contenuto dell'evento riguarderà anche un appello al Comune di Mola affinché non dimentichi i Calvani e si adopri per raccogliere ed evitare la dispersione dei fondi artistici e documentali che Giuliana conservava gelosamente presso di sè.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 2012 in poi i nostri incontri sono stati frequenti ed anche proficui. Oltre al progetto della mostra milanese, cui ho già accennato, Giuliana volle disegnare il mio profilo per la copertina della mia autobiografia "Multitask. Una vita complicata fra liberalismo e laburismo" (Edizioni dal Sud, 2014). Del mio ritratto da lei creato ho anche un'altra versione originale, diversa da quella scelta per la pubblicazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dalla sua casa di Brunate, ove si era trasferita dopo la morte della madre, Giuliana poteva ammirare dall'alto il lago di Como in tutto il suo splendore. Quando mi invitò da lei, cogliendo al volo un mio viaggio a Milano per altre ragioni, spalancò la finestra e potetti inebriarmi di una vista meravigliosa. Mi disse che davanti a quella finestra trovava la calma e il silenzio necessario per ispirarsi e disegnare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 2013 Giuliana mi regalò una sua china, creata il 15 novembre di quell'anno, cui ho dato il nome "Nudo di donna". Nelle frequentazioni presso la sua casa di Mola Giuliana mi fece ammirare molti suoi disegni e chine, tutti veri e propri studi anatomici, costruiti secondo una sua personale teoria geometrica e matematica: ci teneva a sottolineare la sua originalità artistica e il suo personale percorso di studi, distinti da quelli del padre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel frattempo Giuliana volle regalare alla mia Biblioteca Rurale di Brenca numerosi volumi, che facevano parte della sua biblioteca personale. Alla data del 2 luglio 2013 il fondo librario a me donato aveva raggiunto la consistenza di ben 250 opere, alcune delle quali molto interessanti. Maggiori particolari si possono leggere al link:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/il_fondo_giuliana_calvani_7578473.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           http://www.casinamorgese.it/1/il_fondo_giuliana_calvani_7578473.html
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giuliana ebbe molto a soffrire per l'incuria in cui il Comune di Mola ha tenuto finora la possente statua del padre Bruno, che campeggia nella piazza XX Settembre, raffigurante il personaggio di una famosa opera di Niccolò van Westerhout. Anzi ebbe a criticare fortemente l'intervento dissennato operato di recente, con l'apposizione di una targa di sponsor e soprattutto con la pitturazione in nero delle frasi scolpite sulla lunga stele: operazioni assolutamente proibite in vita dallo scultore stesso; Giuliana minacciò anche il ricorso alla Soprintendenza se il Comune avesse persistito nell'intenzione di affidare a ditta non qualificata la pulizia della statua!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma la città di Mola, è noto, è avara con i suoi figli illustri: si infervora sul trasloco delle ossa di Niccolò van Westerhout, ma non si è degnata di dedicargli neppure una camera museale, per non accennare al fatto che si potrebbe realizzare un appuntamento musicale ricorrente dedicato al suo nome. Finora su Enzo Del Re ha solo "aiutato" kermesse musicali, mentre la sua figura e i documenti che lo riguardano non sono stati degnati neppure di un pensiero (almeno finora). Ma la lista è anche più lunga: Onofrio Martinelli, Ottone Pesce, Piero Delfino Pesce e varie altre personalità di spicco. In compenso facciamo la sagra del polpo e il palio dei capatosta...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mola, insomma, non onora i suoi figli, quando meritano ovviamente, e ciò significa che i nostri figli e i figli dei nostri figli ignoreranno la storia della loro (nostra) città, che meriterebbe - forse - di essere conosciuta fuori di sè per altro e non solo per kermesse goderecce o giochi di invenzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giuliana Calvani era un'intellettuale sensibilissima e molto colta, anche di spirito libero. In gioventù aveva soggiornato per lunghi periodi a Parigi, Londra, Francoforte. Il matrimonio con il violinista Theodor Kreis la portò a vivere per oltre 20 anni in Svizzera. Conosceva a menadito varie lingue e leggeva i classici nelle lingue originali, su un suo mitico piccolo telefonino! Giuliana mi confidò che il nonno materno, un avvocato, era molto orgoglioso non tanto delle cause che vinceva ma del fatto di aver ricevuto la liberatoria per tradurre i sonetti di Trilussa in lingua tedesca! Ma potrei confidare al lettore paziente molte altre notizie belle e commoventi di e su Giuliana e sulla sua famiglia: ci sarà forse l'occasione per farlo. Posso comunque segnalare al lettore almeno un documento interessante sul padre Bruno, che riguarda anche Vitantonio Barbanente, consultabile al link:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/archivio_2167851_2.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           http://www.casinamorgese.it/1/archivio_2167851_2.html
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nonché un link con una preziosa "foto-gallery" di 20 immagini che riguardano Bruno e Giuliana:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/bruno_calvani_scultore_foto_gallery_136787.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           http://www.casinamorgese.it/1/bruno_calvani_scultore_foto_gallery_136787.html
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giuliana era legata anche ad altri suoi estimatori nella città di Mola: desidero ricordare almeno solo Margherita Sciddurlo, per la cui splendida rassegna organistica Giuliana soleva disegnare le brochures e scrivere recensioni, nonché Pietro Ungaro e Nico Lioce, che assunsero l'iniziativa lodevolissima di pubblicare un catalogo in edizione fuori commercio sulle opere del padre Bruno (intitolato "Bruno Calvani. Percorsi d'Arte").
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con questo ricordo, avendo avuto il terribile peso di annunciare la sua morte a quanti a Mola e fuori conoscevano Giuliana, penso di aver onorato in alcuni tratti essenziali e di getto (ma dopo alcuni giorni, per superare la tristezza profonda) la sua complessa e ricca figura. Speriamo di poter fare di più"".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_GIULIANA+CALVANI+PARLIAMO+DI+LEI....jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 01 Aug 2015 07:59:09 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-07-2015: "CITTA' BUIE" AL FESTIVAL DI POLIGNANO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-07-2015-citta-buie-al-festival-di-polignano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11-07-2015: "CITTA' BUIE" AL FESTIVAL DI POLIGNANO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 11 luglio 2015 l'opera prima di narrativa di Waldemaro Morgese, Città buie
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            (Il Grillo editore), è stata presentata al XIV Festival "Il Libro Possibile" di Polignano a Mare. A presentare il libro, insieme all'Autore, il patron della rete televisiva "Canale 7" Gianni Tanzariello.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel corso della presentazione Tanzariello ha osservato che i tre racconti contengono spunti utili per inchieste televisive.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Autore ha aggiunto che la stesura del libro è stata preceduta da mesi e mesi di lettura della cronaca nera dei quotidiani, purtuttavia tutti i racconti non si fermano alla denuncia ma tentano di offrire una "via d'uscita" rispetto alle difficoltà delle "città buie".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso del dibattito è stato chiesto all'Autore quale sia - secondo la sua esperienza - l'atteggiamento dei giovani rispetto alle questioni ecologiche, in vari passi evocate nel libro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Autore ha risposto sostenendo che la scuola non è al momento adeguata a far comprendere appieno le sfide epocali dell'ambiente e la gravità di determinati andamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CITTA-+BUIE+AL+FESTIVAL+DI+POLIGNANO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CITTA-+BUIE+AL+FESTIVAL+DI+POLIGNANO.jpg" length="50800" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 11 Jul 2015 07:53:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/11-07-2015-citta-buie-al-festival-di-polignano</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>06-06-2015: ECOBIBLIOTECA A CASSANO MURGE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/06-06-2015-ecobiblioteca-a-cassano-murge</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           06-06-2015: ECOBIBLIOTECA A CASSANO MURGE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 6 giugno 2015 a Cassano delle Murge è stata inaugurata con grande partecipazione di pubblico l'ecobiblioteca, un progetto che ha coinvolto la Biblioteca Civica "Miani Perotti" e il Circolo di Cassano Murge di Legambiente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Presenti il sindaco e altri amministratori del Comune, la direttrice della Biblioteca,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            gli animatori di Legambiente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell'occasione una intera strada è stata addobbata con installazioni floreali e con angoli verdi a cura dei fioristi e florovivaisti del luogo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il progetto prevede uno spazio in cui ospitare libri e materiali a tema ambientale, nonché laboratori (sul riciclaggio, sugli orti, sugli spazi urbani ecologici, etc.) in cui coinvolgere bambini e ragazzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il progetto prevede anche la disseminazione di "little free libraries", cioè bibliotechine o "cassette portalibri" in luoghi strategici della città, a cominciare dall'esterno delle scuole. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il presidente dell'AIB Puglia, Waldemaro Morgese, nel portare il saluto dell'AIB, ha sottolineato come le ecobiblioteche siano un modo contemporaneo di declinare la cultura biblioteconomica con un approccio fortemente sociale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha infine dato la disponibilità dell'AIB al programma di presentazione di libri a tema ambientale. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ECOBIBLIOTECA+A+CASSANO+MURGE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 06 Jun 2015 07:47:32 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ECOBIBLIOTECA+A+CASSANO+MURGE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ECOBIBLIOTECA+A+CASSANO+MURGE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CITTA' BUIE: recensioni</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/citta-buie-recensioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CITTA' BUIE: recensioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riportano, nell'ordine, le recensioni di: Piero Fabris, Nicola Fanizza, Giuliana Kreis, Antonio Giampietro, Carlotta Panaro, Mary Sellani, Andrea G. Laterza, Teresa Gallone. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un esempio di come i libri non servono a fare solo citazioni 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            TRE PERSONAGGI PER ANDARE OLTRE IL BUIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            "Città Buie" di Waldemaro Morgese (Il Grillo Editore; pagg.72; € 10,00) è la possibilità di compiere un periplo illuminante nelle nostre città.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non si tratta del semplice viaggio negli aspetti loschi e degradati delle periferie dell'anima e di certi contesti urbani che, con schiettezza l'autore descrive, offrendosi come un disturbo alla "DISSONANZA COGNITIVA" di chi appunto non vuol vedere, quanto una crociera esplorativa, una ricerca di soluzioni, magari semplici suggerimenti per costruire; una spinta capace a mostrare la rotta per educare, ridare splendore a una umanità votata al declino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tre personaggi descritti nel testo compiono realmente e metaforicamente un viaggio in se stessi e nelle realtà sempre più ampie; sono il simbolo di una gioventù alla ricerca di soluzioni e vie di riscatto per realizzarsi, per essere protagonisti della propria esistenza e contribuire in maniera costruttiva a realizzare aree urbane a misura di Uomo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha realizzato, con quest'opera, un inno alla Cultura come mezzo per riconoscere il bello, il buono e il giusto. Nora, Moby e Achille (i protagonisti del libro) grazie a uno studio serio scoprono e usano i libri come bussola, mappa per uscire dall'ignoranza e guardare lontano, al futuro. Essi compiono in forme diverse percorsi "senza confini" che li porteranno a rispecchiarsi, a meditare, a costatare amaramente cosa siano certi "Quartieracci", ma nessuno di essi penserà di arrendersi, nessuno di loro è un vinto. In essi vi è la consapevolezza che le biblioteche sono telescopi e microscopi del sapere, ovvero una risorsa per alimentare profondamente la memoria collettiva e guardare al domani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [recensione di Piero Fabris apparsa su "Città Nostra" del giugno 2015, pag. 25].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Città buie/L'ultimo romanzo di Waldemaro Morgese: la cultura ci riscatta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SE LA NOSTRA BUSSOLA E' UN LIBRO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Città Buie" di Waldemaro Morgese (Il Grillo Editore, pagg.72, 10 euro) è la possibilità di compiere un periplo illuminante nelle nostre città.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non si tratta del semplice viaggio negli aspetti loschi e degradati delle periferie dell'anima e di certi contesti urbani che, con schiettezza l'autore descrive, offrendosi come un disturbo alla "DISSONANZA COGNITIVA" di chi appunto non vuol vedere, quanto una crociera esplorativa, una ricerca di soluzioni, magari semplici suggerimenti per costruire; una spinta capace a mostrare la rotta per educare, ridare splendore a una umanità votata al declino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tre personaggi descritti nel testo compiono realmente e metaforicamente un viaggio in se stessi e nelle realtà sempre più ampie; sono il simbolo di una gioventù alla ricerca di soluzioni e vie di riscatto per realizzarsi, per essere protagonisti della propria esistenza e contribuire in maniera costruttiva a realizzare aree urbane a misura di Uomo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha realizzato, con quest'opera, un inno alla Cultura come mezzo per riconoscere il bello, il buono e il giusto. Nora, Moby e Achille (i protagonisti del libro) grazie a uno studio serio scoprono e usano i libri come bussola, mappa per uscire dall'ignoranza e guardare lontano, al futuro. Essi compiono in forme diverse percorsi "senza confini" che li porteranno a rispecchiarsi, a meditare, a costatare amaramente cosa siano certi "Quartieracci", ma nessuno di essi penserà di arrendersi, nessuno di loro è un vinto. In essi vi è la consapevolezza che le biblioteche sono telescopi e microscopi del sapere, ovvero una risorsa per alimentare profondamente la memoria collettiva e guardare al domani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Piero Fabris apparsa su "EPolis Bari" di mercoledì 13 maggio 2015, pag. 20].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CITTA' BUIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mese di luglio, sono tornato nel mio Paese, nella casa dove sono nato tanti anni fa. Da Milano ho portato qualche libro, il portatile e la voglia di recuperare l’assenza di tutti questi anni che mi separano dall’infanzia e dalla prima giovinezza. Ho trovato sempre meno amici. Molti sono andati via. Sono andati via per vivere altrove oppure sono andati nel cimitero per riposare per sempre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho incontrato anche alcuni amici che avvertono la morte dietro al collo. I decessi in questi ultimi anni sono aumentati per l’insorgenza di neoplasie che hanno investito per lo più l’apparato digerente. Da qui l’accusa rivolta ai proprietari della discarica che è presente nel territorio di un paese vicino. Questi ultimi sono stati rinviati a giudizio, poiché – questo dice l’accusa – avrebbero inquinato le falde acquifere che vengono utilizzate per irrigare la frutta e la verdura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto ciò ha penalizzato i contadini che possiedono i poderi nelle zone contigue alla discarica. I consumatori, quando si recano al mercato, sono preoccupati per la loro salute: comprano, infatti, solo la frutta e gli ortaggi che provengono da fondi ritenuti «sicuri», ossia da colture ubicate in aree agricole distanti dalla discarica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel paese che mi ha visto nascere ho parlato solo con i vecchi. I quali mi hanno detto che anch’essi non conoscono i giovani e che parlano solo fra loro. Penso che i giovani, come sempre, più che ai loro padri assomigliano al loro tempo. Un tempo ansiogeno e volgaruccio, un tempo che – come nel resto della penisola italiana – è di attesa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nondimeno ciò che mi ha maggiormente colpito è stato il sensibile aumento dei cani che vengono portati a passeggio dai loro proprietari. Quello del cane depresso o del gatto schizzato è diventato, purtroppo, l’argomento principale negli incontri con i parenti e con gli amici di famiglia. Sicché, per affrancarmi da quei noiosi rituali, ho preferito darmi alla lettura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel vivo chiarore delle giornate passate al mare, ho letto l’ultimo libro di Waldemaro Morgese Città buie – Il Grillo Editore, Gravina, 2015, euro 10,00 –, che si articola in tre brevi racconti. Si tratta di un libro di rara bellezza, di un libro in cui l’autore si mette in gioco, di un libro a tratti sofferto, di un libro che ci restituisce con tono lieve e con accenti autobiografici gli opposti di cui il Sud è costituito, di un libro che tutti i meridionali dovrebbero leggere per avere un’immagine corretta di loro stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese invita gli abitanti del Sud a guardarsi allo specchio, li invita ad osservare, nei loro stili di vita e nelle loro fattezze, quei particolari che rischiamo di farli sentire un po’ più brutti di quello che pensano ma che hanno il merito di restituirli a loro stessi, aprendo nuove chance, nuove linee di fuga, nuove vie esistenziali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora, Moby e Achille – i protagonisti dei tre racconti – si sentono responsabili della bellezza del mondo. Vogliono che le città in cui vivono siano splendide, piene di luce, irrigate d’acque limpide, popolate da esseri umani il cui corpo non sia deturpato nè dal marchio della miseria o della schiavitù, né dal turgore d’una ricchezza volgare. Nondimeno ciascuno di loro si rende conto che il Sud è un ossimoro: sono consapevoli di vivere in luoghi bellissimi che tuttavia sono spesso deturpati dall’incuria e a volte persino dalla spazzatura; sono altresì consapevoli che la generosità manifestata da alcuni individui è solo di facciata poiché è finalizzata a promuovere il loro prestigio sociale. Di fatto quegli stessi individui alimentano con i loro comportamenti pratiche ai limiti della legalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel primo racconto, la protagonista è Nora, una bibliotecaria che ha la passione per la lettura e il teatro, è impegnata nel sociale e dà lezioni gratuite e non richieste agli studenti che frequentano la sua biblioteca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Probabilmente per deformazione professionale, ha il vizio di catalogare qualsiasi cosa. Ritiene che ogni sua scelta deve essere ponderata; scheda persino i suoi pretendenti e tuttavia non riesce a vedersi accanto a nessuno dei ragazzi che frequenta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Intanto la città marina in cui lavora diventa sempre più opaca, sempre più invivibile per il dilagare della criminalità organizzata, per l’incanaglimento delle relazioni e per il passato che non passa (la parte maledetta della nostra tradizione). Viene colpita in modo particolare da un evento drammatico: nella stazione ferroviaria, un ragazzo si era lanciato sotto il treno, poiché suo padre non accettava che il figlio fosse omosessuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora si sente triste, avverte un forte disagio esistenziale e, appena ne ha la possibilità, si trasferisce in una biblioteca ubicata in collina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lì le sembrava di vivere in un tempo senza tempo ed era ancora possibile instaurare relazioni autentiche e cordiali. Lì, finalmente, stringe un’«intima amicizia» con Arturo, un maturo proprietario di una casina tutta bianca. Amavano spesso conversare, facevano passeggiate lunghissime «respirando il profumo del pino da frutto» e spesso Nora restava a cena con lui «sotto un cielo terso e fittamente stellato».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’aiuto di Arturo, Nora si impegna nella tutela del territorio, progetta la costituzione di un ecomuseo con l’obiettivo di proteggere le bellezze di quelle terre e si attiva per riunire i contadini e gli abitanti del luogo in un’associazione per sostenere il progetto ecomuseale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò che legava Nora al proprietario della casina bianca era l’inquietudine che a volte scorgeva sul suo volto. Arturo diceva che la «vita è tutta una sequela di incertezze» e ciò nondimeno cercava il senso della sua vita. Di fatto cercava di comunicare con gli altri e nel contempo amava ritagliarsi uno spazio di intimità segreta. Arturo – dice Nora – le aveva confidato che «quando voleva capire meglio il mistero della vita e della morte era solito sedersi davanti ai ritratti dei suoi antenati per entrare in dialogo profondo con loro e ripercorrere gli scampoli a lui noti delle loro esistenze».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora avrebbe potuto apprendere tante cose da Arturo, ma un evento accidentale spezzò la sua vita. Nora considerava quella morte come un accanimento del destino. Arturo per lei era uno delle tante persone che sono come il vento. Sembrano esistere soltanto per andarsene.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel secondo racconto, il protagonista è Moby, che ha una storia difficile alle spalle. E’ figlio di una ragazza madre e, per di più, ha vissuto la sua infanzia in un contesto affettivo attraversato da disagi esistenziali. Moby è un ragazzo dai piedi nervosi: infatti, appena diventa maggiorenne, decide di andare via per giungere fino ai confini del mondo. Nondimeno, cambiando il luogo di residenza, Moby non riuscirà a risolvere i suoi problemi esistenziali e, venuto a sapere che suo padre si era fatto vivo e lo cercava, deciderà di tornare a casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, nel terzo racconto, il protagonista è Achille, il quale si rende conto di non provare alcun amore per la sua ragazza, decide di lasciarla e di partecipare al concorso per entrare nell’Accademia della Marina militare, che è situata a Livorno. Qui, durante i tre anni di corso, si impegna nello studio, supera brillantemente gli esami, consegue il brevetto di ufficiale di marina e diventa un autentico lupo di mare. Quando non è in giro per il mondo, Achille manifesta il suo vivo interesse per tutto ciò che consente di ricostruire un tessuto di pensieri e di conoscenze degne. D’altra parte non riesce a dissimulare la sua insofferenza nei confronti delle dinamiche degradanti che investono lo spazio sociale e l’assetto urbanistico del suo quartiere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I protagonisti dei tre racconti cercano ognuno a suo modo – attraverso il viaggio, lo studio e le relazioni – di pervenire alla loro sovranità, sono individui che esprimono bisogni sociali autentici, bisogni che sono opposti e complementari: il bisogno di sicurezza e quello di apertura, il bisogno di certezza e il bisogno di avventura, quello di organizzazione del lavoro e quello del gioco, di unità e di differenza, di solitudine e di comunicazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le città del Sud – dice Morgese – sono troppo buie. L’antidoto non viene individuato nella nostalgia e nella memoria di un mondo perduto o in un piano identitario da rivendicare, bensì nelle forme di sociabilità che qui ed ora sono già disseminate sull’esergo del sistema (la collina): ossia nei nuovi modi di vita domestica, nelle nuove pratiche di vicinato, di istruzione, di salvaguardia del territorio, di presa in carico dei bambini e delle persone anziane, dei malati, ecc.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In fin dei conti Morgese dà ragione a Franz Kafka quando asseriva che conviene «lasciar dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo si ottiene un presente assonnato!».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Nicola Fanizza apparsa il 3 ottobre 2015 sul sito web letterario "www.nazioneindiana.com"].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro dell’autore molese, all’esordio nel campo della narrativa, presentato al Culture Club Café
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LE “CITTA’ BUIE” DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presentazione di “Città buie” si è svolta al Culture Club Café di Mola alla presenza dell’autore Waldemaro Morgese, con l’attrice Paola Martelli, Vitangelo Magnifico, Franco Catalano, Margherita Sciddurlo, Laura Redavid.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, un passato di dirigente e fondatore della Teca del Mediterraneo, nonché di docente universitario, ha già pubblicato numerosi pregevoli testi fra cui “La sottile linea verde”, la trilogia sull’amore per la cultura, per la politica e per l’economia, ed ultimo “Multitask”, una autobiografia. Ma quest’anno è al suo debutto nel campo della narrativa, con tre racconti riuniti sotto il titolo di “città buie”, pubblicati da Il Grillo, in una veste editoriale assai curata. La distribuzione è seguita da Domenico Sparno del Culture Club Café di Mola. Morgese – un giano bifronte, lettore/scrittore, credo, dal giorno che ha imparato a leggere e scrivere – ha immaginato tre personaggi, una donna e due uomini, che, diversissimi fra loro, sono accomunati dall’amore per la lettura ed altrettanto forte repulsione per il degrado delle città in cui si trovano, o si sono trovati, a vivere. Di qui il buio del titolo. La “storia di una bibliotecaria di provincia” racconta di Nora, che ha come dimora abituale e di elezione non una casa di bambola, ma appunto, una biblioteca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Moby di “Ai confini del mondo” sin da ragazzo è ben determinato a eludere il destino che prevede nella sua cittadina di provincia e a seminare gli amici cui deve il soprannome ispirato al cantante USA. Ci riesce, sulla scia dei romanzi di Verne che tanto gli erano stati cari nell’infanzia: fin troppo dovremmo dire da moralisti, visto le esperienze in campo erotico ed altro ai limiti del lecito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Achille nell’ordinaria follia” appare rispetto agli altri due personaggi il meno folle quanto ad utopia. Lui “mite e saggio” (studi brillanti e carriera in Marina) trova negli amati libri e nei viaggi la forza e il coraggio di sperare in un avvenire meno oscuro per i luoghi di origine. Mara ibseniana, Moby melvilliano e l’omerico Achille: nomen omen?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Curiosamente, le tre storie si concludono tronche, senza sfumare. Ma un epilogo, quasi una grande parentesi graffa, comprende l’interrogativo sul futuro dei tre protagonisti, lasciando la speranza in uno spiraglio di luce che possa proteggere loro e rischiarare le rispettive città buie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Giuliana Kreis apparsa su “Fax settimanale”, Mola di Bari, del 23 maggio 2015, pag. 20].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CITTÀ BUIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quelle di Waldemaro Morgese qui raccolte sono storie capaci di raccontare un mondo concretissimo, moderno, restituendocelo, però, velato da un profondo senso di liricità e, a tratti, di nostalgiche mancanze. Conoscendo il percorso umano e professionale dell’autore, non sorprende che il primo racconto compreso in questo volumetto sia la Storia di una bibliotecaria di provincia. Nora, la protagonista di questo racconto, è una donna dalle ‘citazioni dotte’, che parla a tutte le persone che vanno a prendere libri in biblioteca, rivolgendosi a esse, ogni volta, quasi estraniandosi in un flusso di coscienza. Ella si lascia andare alla narrazione della sua vita come in un romanzo di formazione o piuttosto romanzo psicologico, di cui l’autore racconta in terza persona facendo però spesso uso dell’indiretto libero o inserendo pezzi in linguaggio diretto. Nora è una donna scossa da diversi eventi che mostrano la durezza di vivere in una città del sud dove regna la criminalità. Morgese mette in scena una bipolarità tra città e campagna, che riemergerà in tutto il libro. La città dove Nora è nata è percorsa dal malaffare, invece il luogo dove lavora, un paese a venti chilometri a sud da essa, possiede una parte collinare idilliaca. Il protagonista del secondo racconto, Ai confini del mondo, è Moby, chiamato così perché grande fan del cantante americano. Si tratta della storia di un ragazzo che ha vissuto una giovinezza di stenti e che a scuola si arrangia come può. La madre, di una «bellezza procace subito sfiorita», lo aveva dato alla luce quando il padre era già fuggito. Moby sogna di andar via, così lavora il fine settimana e durante le vacanze per racimolare i soldi che gli servono per partire. Egli è felice, ma ha paura dell’ignoto a cui sa di andare incontro. Anche in questo racconto si ripropone un’alternanza di immagini: da un lato il quartiere problematico dove Moby vive e dall’altro l’idillio mitico della campagna, del paesaggio immacolato dei pescatori. Il racconto si articola attorno al viaggio che Moby compie: egli infatti attraversa la Foresta Nera, poi la Russia e lo stretto di Bering per stabilirsi in Alaska, in una città moderna. In questo luogo, rapito dal sesso e dalla vita convulsa, spende tutti i soldi che guadagna, ma lo riporta alla realtà la telefonata che un giorno riceve dalla madre, la quale gli comunica che suo padre vuole conoscerlo: il senso delle radici, oltre che la curiosità, lo portano a scegliere di tornare indietro. Prevalgono, in definitiva, la consapevolezza delle origini e il richiamo identitario. In Achille nell’ordinaria follia, troviamo il protagonista che, assieme alla donna con cui condivide la passione per la musica e il ballo, Mara, vive in un mal messo quartiere di periferia. Achille lascia il lavoro da apprendista falegname ed entra come cadetto in accademia, intraprendendo un viaggio di mesi che lo porta lontano dalla città dove è nato e da Mara, che lascia. Achille è un uomo molto curioso, amante degli astri e dell’universo. Per l’autore è chiaro come la scelta di praticare il bene comune, che è una scelta di vita, può rischiarare la città o anche la campagna, che oggi non è più troppo distinta dalla visione urbana. Quello che presentiamo è un libro di viaggi, sia fisici che introspettivi, che porta i protagonisti a sondare le periferie del proprio mondo: «Le periferie, infatti, non sono soltanto un luogo ‘geometrico’ (i quartieri più lontani e segregati), ma una realtà più complessa, qualitativamente e concettualmente: può essere periferia anche una città tutta intera se i suoi standard sono pessimi» (p. 61). La narrazione è disseminata di notizie di attualità e notizie storiche, le citazioni letterarie sono molto presenti ed efficaci. Stupisce, inoltre, la capacità con cui Morgese fa emergere, nella mente dei lettori pugliesi, i nomi dei luoghi che descrive attraverso precisi riferimenti, senza però mai nominarli direttamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [recensione di Antonio Giampietro apparsa su "incroci" n. 33 del gennaio-giugno 2016, pagg. 135-136].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un romanzo di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ECCO COME SOPRAVVIVERE ALLE NOSTRE «CITTÀ BUIE»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le città buie di Waldemaro Morgese (Il Grillo editore) ci offre uno spaccato della condizione degradata delle città del Sud.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro si articola in tre storie, ognuna delle quali racconta il riscatto sociale dei rispettivi protagonisti: un’anziana bibliotecaria, un viaggiatore senza meta e un ufficiale della Marina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi attraverso il viaggio, chi attraverso la mente, ognuno di loro si mette in salvo dall’ignoranza e dalla miseria che li circonda; alla fine però l’istintiva forza delle radici prende il sopravvento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora dispensa lezioni gratuite e non richieste ad ogni avventore della sua biblioteca. Probabilmente per deformazione professionale, ha il vizio di catalogare qualsiasi cosa, compresi i suoi pretendenti, in modo che ogni sua scelta sia accuratamente ponderata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora si arricchisce di cultura e teatro, ma soprattutto si rifugia tra le colline della campagna, che la ispirano in ogni gesto della sua vita. Ma la malavita arriva pure lì.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Poi c’è Moby che appena gli è possibile volta pagina; zaino in spalla e via: l’importante è che sia una meta lontana dalla sua realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con una storia difficile alle spalle vissuta in un contesto grigio, si guadagna con il sudore della fronte, una via di fuga e una vita più semplice. Ma veramente si può sfuggire ai problemi semplicemente cambiando superficie geografica?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine è la volta di Achille che lascia l’ordinarietà di un modesto impiego e di un amore sbiadito per diventare un lupo di mare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lui stesso è orgoglioso del salto di qualità che riesce a fare: da giovane abitante costretto a convivere con l’insofferenza urbanistica del suo quartiere, a uomo culturalmente vivace sempre in giro per il mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così Morgese dà voce a tre personaggi che non riescono a rimanere indifferenti di fronte a una realtà che li riguarda in prima persona e che dovrebbe interessare un po’ tutti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prodigatosi assiduamente in favore della sua città, Mola di Bari, e in generale della sua regione, il saggista pugliese traspone nero su bianco il declino della città moderna, a cui probabilmente ha più volte assistito in prima persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           D’altronde è inutile parlare e scrivere di una farfalla, se non ne hai mai vista una: citando Rosa Balandi, ti può venir fuori una cosa graziosa e piacevole, una poesiola o un raccontino, ma non vera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro vuole essere una sorta di incoraggiamento ad assumere un atteggiamento positivo, almeno per guardare nella direzione del cambiamento. Anche se le città forse sono troppo buie, e come dice Morgese «non possiamo fare altro che sperare».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Carlotta Panaro apparsa su Corriere del Mezzogiorno” di sabato 18 luglio 2015, pag. 11].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           {Il libro}. La sua prima prova nel campo della narrativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “CITTÀ BUIE” DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di Waldemaro Morgese, saggista, editorialista, studioso di economia aziendale, costruttore di attività noprofit, è uscito in questi giorni il suo ultimo libro, Città buie (Il Grillo editore, 72 pagine, 10 euro), che è la sua prima prova nel campo della narrativa – in cui però, precisa, lui non inventa nulla, registra semplicemente fatti e personaggi presi dalla cronaca reale. Nel testo infatti racconta tre storie che descrivono la problematica condizione umana nei moderni contesti urbani. Tre storie di vita, da quella dell’appassionata bibliotecaria e operatrice musicale, Nora, segnata da un amore sfortunato ma ugualmente vitale e propositiva nel suo cammino esistenziale, a quella del trasgressivo viaggiatore Moby col sogno di lasciare il triste luogo in cui era nato per raggiungere i confini del mondo, per esempio l’Australia (in realtà l’Alaska, n.d.r.), infine a quella di Achille, ufficiale di Marina, con l’inclinazione per la lettura, il sapere, la musica e il ballo. Sono esempi di giovani volenterosi accomunati dalla fiducia nella possibilità – soprattutto attraverso la cultura – di migliorare la collettività in città rese buie dall’ignoranza e dall’ignavia dei singoli cittadini. Perché la città non è soltanto fisicità, ma anche umanità presente con i suoi valori, umori, capacità di vivere i luoghi in simbiosi e plasmarli secondo criteri di Armoniosa convivenza. Una città in cui siano ben evidenti i segni inalienabili della civiltà del vivere, non i quartieracci bui e abbandonati a se stessi, come quelli dove Morgese colloca la narrazione dei suoi tre personaggi. I quali, giustamente, preferirebbero abitare in una città garbata, pulita, con i cittadini che depositano correttamente negli speciali contenitori le diverse spazzature, con strade ben asfaltate e addobbate di verde, con musei e biblioteche frequentabili anche di sera. Una città governata da amministratori competenti e responsabili, in cui la politica debba operare solo come controllo e non come spartizione di poltrone, con gli addetti agli uffici di ogni tipo educati e disponibili con gli utenti, con i mezzi di trasporto pubblico puntuali ed efficienti, e, auspicabilmente, priva di microcriminalità. “L’insofferenza urbana, sottolinea Morgese a questo proposito, è stata innumerevoli volte studiata dai sociologhi. Le periferie non sono soltanto un luogo ‘geometrico’ (i quartieri più lontani e segreti), ma una realtà più complessa, qualitativamente e concettualmente: può essere periferia anche una città tutta intera se i suoi standard sono pessimi”. E cita “ragazzi di vita”! insieme al successivo “Una vita violenta”, due famosi libri di Pier Paolo Pasolini, in cui il poeta-scrittore parla appunto di periferie urbane cresciute in modo disordinato, sporche, precarie, pericolose, dove vive gente votata alla morte, o destinata ad essere assorbita nel vortice altrettanto immondo della città “pulita”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La speranza dell’autore – si legge nell’epilogo del libro – è che, come i protagonisti del racconto vorrebbero apportare con il loro generoso entusiasmo un cambiamento luminoso nelle loro città buie, così l’amore per la cultura e la passione civile da parte di chi ci governa dovrebbe rischiarare le nostre città in funzione del benessere comune.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Recensione di Mary Sellani apparsa su “Quotidiano di Bari” del 15 maggio 2015, pag. 9].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’approdo di Waldemaro Morgese alla narrativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CITTÀ BUIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il prolifico e acuto saggista veste i nuovi panni del romanziere, in un’opera prima che rischiara le tante oscurità del contesto sociale con il riscatto individuale dei tre protagonisti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ci ha abituato ai suoi snelli ma densi saggi nei campi dell’economia, della cultura, della politica. Forse non occorre ribadirlo, ma giova: nei tempi in cui, per dirla con Umberto Eco, anche gli imbecilli hanno diritto di parola attraverso i social network, Morgese porta la luce della ragione e dell’intelletto ad illuminare gli angoli bui di quelle città, piccole e grandi, dove spesso prevalgono la supponenza dell’ignoranza, l’attivismo festaiolo fine a se stesso, la maschera della falsa allegria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono tre le storie che compongono “Città buie” (Il Grillo Editore): quella di Nora, la bibliotecaria; quella di Moby, il viaggiatore; quella di Achille, l’ufficiale di Marina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tre racconti che si saldano nel desiderio di riscatto, nella voglia di protagonismo consapevole, nella speranza di una vita migliore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consiglio questo libro in particolare ai più giovani: in esso troveranno non l’erudizione (sebbene non manchino le citazioni colte e coerenti con il testo), ma la possibilità di capire che il futuro si costruisce giorno dopo giorno con la forza della volontà e la passione per le proprie scelte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora, Moby e Achille sono cresciuti in ambienti sociali e familiari svantaggiati, in “quartieracci” difficili e problematici. Potrebbero seguire l’onda del conformismo e dell’abitudine e, quindi, lasciarsi andare ad un destino ineluttabile di marginalità, di inedia sociale e culturale. Invece no: essi hanno dentro quel sacro fuoco che li induce a cercare la crescita individuale in un percorso anche difficile e tortuoso, ma alla fine appagante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora, delusa in gioventù da una storia d’amore finita male, ha però in sé le risorse psicologiche per reagire al distacco e crearsi una ricca vita interiore. Si realizzerà in una lavoro da bibliotecaria in un comune a “venti chilometri a sud della sua città, in parte adagiato sulla costa, in parte arrampicato sul primo gradone di alcune basse colline, sino a raggiungere i centocinquanta metri di altezza”. Non è difficile scorgere la nostra Mola in questa descrizione: con un “lungomare progettato da un architetto straniero, con una sfilata di altissime palme e dove c’era perfino una libreria-caffè gestita da un ex-calciatore”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nora si scontra con la durezza di alcuni fatti di cronaca nera (l’assassinio di una giovane estetista, la protervia dei clan malavitosi provenienti dal capoluogo, il vandalismo infame) e trova rifugio nel declivio collinare, nella natura ancora in parte intatta – anche se sottoposta agli attacchi dell’agricoltura intensiva e di una vecchia cava trasformata in discarica abusiva -, e nell’amicizia con il maturo proprietario di una “casina” tutta bianca. E’ lì che, da cittadina consapevole, si dedica a prendersi cura di se stessa e dell’ambiente che la circonda assieme a persone che non si arrendono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Moby, invece, vive la sua gioventù in uno dei quartieri più difficili della grande città capoluogo. E’ figlio di una ragazza madre e seduto alla panchina di una squallida piazzetta sogna di andare via. Lontano, in un lungo viaggio fino ai confini del mondo. Impara l’inglese, lavora quel tanto che basta a mettere da parte i soldi per l’avventura e parte: consapevole che soltanto attraverso il viaggio potrà mettersi alla prova, crescere, uscire dal ghetto (anche mentale) nel quale è costretto a vivere. Scrive Morgese: “C’è chi intraprende un viaggio per suggellare la necròsi della propria precedente esistenza, ‘tagliando i ponti’ senza mete né ricordi. Ma si può viaggiare per imparare o per allontanarsi dal presente, come Moby, o anche proiettati verso una speranza, come il fiume di profughi che tenta di sfuggire ad una sorte avversa e a una patria sterile”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Moby osserva la realtà del suo quartiere e vi scorge i germi della dissoluzione. “Non voleva attendere che la sua città migliorasse, aveva fretta di andare lontano, senza una meta precisa, ma solo per marcare la distanza dai posti degradati in cui era cresciuto”. Ma è in cima al mondo, quando è arrivato e vissuto per un non breve periodo in Alaska, che una sorpresa lo attende e lo richiama, dal suo passato e dal suo sangue, a tornare indietro, con la consapevolezza di “poter partire e ripartire tante altre volte recandosi ovunque”. Il viaggio ha fatto di Moby un uomo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Achille è “un giovane buono e molto comprensivo, uno studente volenteroso e un ragazzo romantico”. L’amore con Mara, con la quale condivide la passione per il ballo, ad un certo punto finisce e così Achille decide di darsi un futuro nella Marina Militare, coniugandolo ad una solida formazione culturale. “Aveva compreso che le mostrine, ossia l’autorità, per meritare la considerazione altrui devono basarsi sul valore e sulla competenza; gli ignoranti al massimo possono avvalersi del potere, che è poca cosa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ora Achille – grazie alle sue buone letture e ai suoi studi approfonditi -, è in grado di capire le dinamiche sociali, e questo gli procura dispiacere e stordimento di fronte “all’ordinaria follia” nella quale vede avvolto e avvinto il “quartieraccio” della città nella quale è cresciuto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Lì la situazione restava drammatica, contrassegnata dalle diseguaglianze e ingiustizie, per cui gli abitanti continuavano ad imbruttirsi nella lotta per la sopravvivenza”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Allo stesso tempo, Achille è contrariato dal clima da “panem et circenses” che domina nei centri grandi e piccoli dell’intera regione, con sagre e kermesse di ogni tipo in “un’orgia pantagruelica di gente che ambiva a suonare, mangiare, cantare, leggere, scrivere e parlare bene”. Achille si chiede: “ma le feste sebbene esprimano un bisogno ancestrale di condivisione e abbandono sono proprio necessarie? Si tratta sempre di manifestazioni effimere, ma non sarebbe più intelligente mettere su musei, archivi, biblioteche, teatri?”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In ogni caso, per Achille “il rinnovamento non può venire dall’alto, come dimostrava il fatto che con l’unificazione il Meridione non si era affatto riscattato, ma solo dall’azione coraggiosa di chi vive in mezzo al popolo, lo conosce bene e sa coinvolgere i giovani”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Achille, a dispetto del degrado e della povertà umana che contraddistingue la sua zona di nascita, pensa a quel parroco di un quartiere difficile di Napoli: “costui, costruendo con ragazzi spesso disadattati e colpiti dall’abbandono scolastico una vita comunitaria fatta di sensibilità per la cultura, l’arte, il teatro, la musica, aveva riqualificato il quartiere”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le tre storie ci insegnano che c’è sempre una possibilità, che la vita è un caleidoscopio immenso, anche se fuggevole. E, in ogni caso, che la forza di volontà può servire a forgiare le nostre vite (se il destino ci è benevolo e ci dà una mano), ma non sempre può condizionare i contesti sociali dai quali si proviene o nei quali si vive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le dinamiche delle società sono sovente troppo complesse perché una realtà possa mutare anche con un forte impegno personale: è necessaria un’azione corale e coraggiosa e, soprattutto, è determinante l’esempio che promana da figure autorevoli e carismatiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eppure, il messaggio di Waldemaro Morgese è chiaro: “non possiamo, quindi, fare altro che sperare, fortissimamente sperare, ma anche spenderci per aggiungere un po’ di luce”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Andrea G. Laterza apparsa su “Città Nostra” del luglio-agosto 2015, pagg. 21-22].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CITTÀ BUIE, IL NUOVO ROMANZO DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi il mio cammino di ricerca nella letteratura pugliese tocca nuove sponde. Il mio approdo si chiama “Città buie” (il Grillo editore). Padre dell’opera che andrò a leggervi è Waldemaro Morgese, molese di nascita, già direttore della “Teca del Mediterraneo”, presidente dell’AIB Puglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come l’autore ha accennato durante la presentazione dell’opera nel giugno scorso, la narrativa contemporanea è bipartita: da un lato il filone fantastico cerca di evadere dalla realtà per raccontarne una nuova, dall’altro il filone realistico che narra la realtà e cerca di fornire strumenti per modificarla. Waldemaro Morgese racconta la contemporaneità attraverso i suoi personaggi realmente “viventi” nel contesto urbano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Città buie” rientra nel più generale “ritorno alla realtà” nella letteratura attivo nella nostra epoca, quella che Romano Luperini ha definito “ipermoderna” o “neomoderna”. Nel romanzo di Morgese infatti l’attenzione è tutta volta verso il referente, la realtà esternaurbana vista e vissuta attraverso la prospettiva dei tre personaggi protagonisti. Lo stesso autore ha dichiarato di aver tratto ispirazione da fatti veri di cronaca appresi dalla lettura quotidiana dei giornali. Si deduce da questo e dalla lettura dell’opera, quanto la datità cruda del reale e la sua rappresentazione sia il perno della fatica letteraria di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho fatto riferimento alle parole dell’autore a proposito della volontà di incidere sul collettivo contesto esterno (in questo caso attraverso la parola letteraria) perché di questa si fanno portatori i protagonisti di “Città buie”. Il romanzo è infatti tripartito: tre protagonisti, tre conseguenti storie, tre modi di vivere e tre approcci/reazioni alla realtà in cui vivono. Il trait d’union è rappresentato dalla cruda urbanità dilagante in tutti i suoi aspetti e concretizzazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Andiamo nel dettaglio. La protagonista della prima tranche del romanzo è Nora, “bibliotecaria di provincia”. Nata in un “quartieraccio” (attenzione, questa parola torna formularmente ad accomunare i tre personaggi), Nora si laurea in Lettere e fa la bibliotecaria in un paese a metà fra il mare e la collina. Ciò che la caratterizza è, a mio parere, un atteggiamento di resistenza attiva e gentile. Già dalle prime pagine la si trova impegnata a “spiegare quanto importante fosse la cultura, soprattutto ai giovani che frequentavano la “sua” biblioteca […] negli anni successivi però quei ragazzi avrebbero fatto tesoro delle sue riflessioni. Nora ne era certa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo. Morgese in flashback racconta la storia della non più giovane bibliotecaria, mettendo in evidenza come dai suoi primordi nel mondo abbia opposto alla crudezza del quartieraccio di nascita una gentile quanto ferma opposizione raziocinante. Nora prende ad analizzare il suo ambiente di nascita, le realtà umane che la circondano direttamente, la logica le impone di superare i mali personali con un procedimento graduale perché “altrimenti si resta sospesi in un limbo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo modus vivendi si proietta sul contesto esterno in sfacelo e dunque Nora reagisce, non attraverso la negazione e la fuga ma forte della spendibilità concreta della sua formazione. La “bibliotecaria di provincia” fa del suo bagaglio culturale medium per modificare positivamente la sua realtà. Non c’è in Nora l’alterigia dell’accademico, ma la volontà forte della cultura di migliorare il microcosmo che le appartiene. Di qui i suoi interessi proiettati verso il folclore, la geografia e l’architettura mediterranea, gli esempi umani positivi visti come sprone e protezione del suo “impegno […] come operatrice culturale e cittadina consapevole”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il secondo personaggio che si incontra è Moby, antinomico rispetto a Nora. Lei è apertura positiva e proficua, lui è chiuso e poco incline alla comunicazione. Entrambi con il quartieraccio alle spalle, l’una sicura della spendibilità della propria cultura letteraria acquisita con passione, l’altro studente distratto attratto dalle discipline tecniche. Nora è radicata nel suo territorio ferma sull’obiettivo della sua rivoluzione gentile, Moby è pronto a tagliare le proprie radici non appena ne ha la possibilità. La letteratura fornisce a Nora gli strumenti per agire in loco e, al contrario, è per Moby primo contatto con il concetto di viaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da bambino compie il suo primo percorso verso l’ignoto per e con la letteratura, precisamente grazie a Jules Verne. Diversamente da Nora, cittadina positivamente attiva, Moby “non voleva attendere che la sua città migliorasse, aveva fretta di andare lontano […] solo per marcare la distanza dai posti degradati in cui era cresciuto”. L’opposizione al mondo “buio” del ragazzo del quartieraccio non è quella della matura bibliotecaria. Moby sale letteralmente sulla cima del mondo ma la sua ascesa è in realtà una catabasi nei reconditi risvolti di sé. Nessuna resistenza attiva e sorretta dalla logica. Moby è puro impulso fisico portato agli estremi sino alla rottura, il richiamo delle radici e la conseguente intenzione di “ritrovare il pieno controllo di se stesso”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La dialettica stanzialità/mobilità si risolve nel terzo personaggio del romanzo di Morgese, Achille. Ben lontano da quello omerico, Achille è solido, assolutamente non condizionato da moti sentimentali, fatto salvo il suo amore di gioventù che comunque accantona con tranquilla rassegnazione. Quest’ultimo personaggio ha in sé peculiarità dei primi due, declinate in modo originale. Achille ha la medesima tensione di Nora verso la cultura e lo studium inteso non solo come applicazione agli studi ma come impegno costante. Anche lui viaggia, abbandona il quartieraccio di nascita come Moby e mostra una grande passione per le materie tecniche e il ragionamento logico quantitativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quella di Achille però non è una resistenza positiva e gentile all’oscurità della città ma un tentativo riuscito per grande volontà di opporsi al suo proprio buio ed emergere di conseguenza da quello della città, da lui analizzata come generale realtà in degrado in cui cercare di non fare più ritorno. Non c’è in Achille lo slancio fisico della gioventù verso il nuovo né la volontà di bonificare il terreno putrescente delle proprie radici. Achille è l’ego solo che da solo cerca di lasciare le sponde oscure della sua origine per non farvi mai più ritorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il romanzo di Morgese non “finisce”. Il buio della città non è vinto e non vince. Nora, Moby e Achille vivono a libro chiuso, schegge emblematiche dell’umanità che vive l’oscurità della realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese non spinge il lettore a immaginare una conclusione per loro ma invita a sperare e a spendersi come loro, in modi molteplici, per dar luce al buio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Teresa Gallone apparsa l’8 luglio 2016 su www.rutiglianoonline.it]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CITTA-+BUIE+recensioni.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 01 Jun 2015 11:53:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>17-05-2015: "CITTA' BUIE" AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           17-05-2015: "CITTA' BUIE" AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è svolta alle ore 18.15 del 17 maggio 2015 nello stand della Regione Puglia, nel secondo padiglione del Salone del Libro di Torino, la presentazione del libro di Waldemaro Morgese Città buie, 3 racconti che hanno come protagonisti tre giovani volenterosi, Nora, Moby e Achille.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           A presentare il libro e l'Autore la scrittrice salentina Luisa Ruggio, autorice del recente romanzo Teresa Manara. Presente anche l'editore del libro Angelo De Leonardis (IL Grillo editore).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_CITTA-+BUIE+AL+SALONE+DEL+LIBRO+DI+TORINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 17 May 2015 07:44:39 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>10-05-2015: CITTÀ BUIE - PRESENTAZIONE A MOLA</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Domenica 10 maggio 2015, dalle 10.30 alle 12.00, presso la Libreria Culture Club Café di Mola Franco Catalano, Margherita Sciddurlo, Vitangelo Magnifico, Laura Redavid commenteranno "CITTA' BUIE",
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           opera prima
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di Waldemaro Morgese: tre racconti che narrano la dolente condizione umana nei moderni contesti urbani. L'attrice Paola Martelli leggerà alcuni brani.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 10 May 2015 08:30:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>10-05-2015: PRESENTATA "CITTA' BUIE"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/10-05-2015-presentata-citta-buie</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10-05-2015: PRESENTATA "CITTA' BUIE"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'opera prima di narrativa di Waldemaro Morgese, Città buie (Il Grillo Editore, 2015) è stata presentata presso la libreria Culture Club Café di Mola di Bari domenica mattina 10 maggio, presente l'Autore e un folto pubblico vivacemente interessato. Hanno parlato del libro quattro lettori: Vitangelo Magnifico (che ha anche coordinato), Margherita Sciddurlo, Laura Redavid, Franco Catalano.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Alcuni brani dell'opera sono stati letti dall'attrice Paola Martelli, molto applaudita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_PRESENTATA+CITTA-+BUIE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 10 May 2015 07:20:34 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I PREMI LETTERARI AIUTANO A LEGGERE?</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/i-premi-letterari-aiutano-a-leggere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I PREMI LETTERARI AIUTANO A LEGGERE?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese, presidente dell'AIB Puglia, è intervenuto ad un dibattito promosso a Bari presso l'Officina degli esordi dall'Assessorato alle Culture in cui l'assessore Silvio Maselli ha presentato l'iniziativa di promuovere nella città il premio letterario Sinbad (già oggetto di una iniziativa presso lo stand Puglia del Salone del libro di Torino nel maggio 2015), di rilanciare il premio letterario Città di Bari-Pinuccio Tatarella e di estendere a Bari il premio di poesia Vittorio Bodini (già operante a Lecce).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           L'assessore ha motivato l'utilità dei 3 premi con l'obiettivo di accrescere a Bari i tassi di lettura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intervento svolto da W. Morgese è stato sintetizzato in un articolo che è apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 20 giugno 2015.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 May 2015 07:50:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-04-2015: LE BIBLIOTECHE DELLE EX-PROVINCE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-04-2015-le-biblioteche-delle-ex-province</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-04-2015: LE BIBLIOTECHE DELLE EX-PROVINCE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese, quale presidente dell'AIB Puglia, è intervenuto con un indirizzo di saluto al convegno sul tema "Le biblioteche delle ex-province: specificità territoriali, presente e futuro", promosso dall'AIB e svoltosi presso la Mediateca Regionale Pugliese il 23 aprile 2015, giornata mondiale UNESCO sul libro e il diritto d'autore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese ha voluto sottolineare che la celebrazione della giornata UNESCO è con questo convegno ben poco consolatoria, trattandosi di un tema che coinvolge una rete di biblioteche regionali di assoluta importanza per il futuro del sistema bibliotecario pugliese e che sono in grave situazione di crisi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LE+BIBLIOTECHE+DELLE+EX-PROVINCE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 23 Apr 2015 07:16:02 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>20-04-2015: LA SOTTILE LINEA VERDE A MASSAFRA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/20-04-2015-la-sottile-linea-verde-a-massafra</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lunedì 20 aprile 2015 il libro di Waldemaro Morgese La sottile linea verde sarà discusso da tre folte scolaresche dell'ITAS "Mondelli", dell'IISS "De Ruggieri" e dell'ITIS "Amaldi" di Massafra.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con la partecipazione, oltre all'Autore, di Antonio Cerbino, Carla Gallo, Vito Leopardo, Grazia De Vita, Fulvio Colucci, Loris Rossi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli studenti coinvolti hanno svolto laboratori e sedute preparatorie di lettura del libro.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-04-2015+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+A+MASSAFRA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 20 Apr 2015 08:28:39 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL DISCOBOLO: recensioni a stampa</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-discobolo-recensioni-a-stampa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DISCOBOLO: recensioni a stampa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riportano, di seguito, le recensioni di: Daniele Maria Pegorari, Antonio Giampietro, Mary Sellani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DISCOBOLO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo Città buie (Il Grillo editore, Gravina, aprile 2015), tre racconti brevi che hanno come scenario l’amara condizione del Sud letta attraverso la vita dei tre giovani protagonisti: l’appassionata bibliotecaria Nora, il saggio ufficiale di Marina Achille, il trasgressivo viaggiatore Moby. Dopo Multitask (Edizioni dal Sud, Bari, settembre 2014), “vita scritta da lui medesimo” con sottotitolo “Una vita complicata fra liberalismo e laburismo”, che abbraccia quasi un cinquantennio, con prologo di Ennio Corvaglia ed epilogo di Nicola Saponaro. Dopo il “trittico degli amori” affidati ai tipi delle Edizioni dal Sud: L’amore per la cultura (giugno 2011), L’amore per la politica(settembre 2012), L’amore per l’economia (dicembre 2013), sillogi di editoriali scritti per il quotidiano di strada EPolis Bari. Ora Waldemaro Morgese si cimenta con un romanzo che è un delicato memoir ma nel contempo anche il racconto, spesso brioso, di una intera generazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Ospitiamo qui la “bandella” scritta per il libro da Daniele Maria Pegorari, professore di letteratura italiana contemporanea nell’Università degli studi di Bari, ringraziando l’Autore e l’Editore FaLvision:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Un giovane pugliese alle prese con la sua iniziazione intellettuale nella Roma ribollente sulla soglia del Sessantotto. Le goliardate (anche erotiche) di una gioventù che sembra non dover mai finire. Un tempo di rivolte in cui a dividere l’estrema destra dall’estrema sinistra – anche fino al sangue, se necessario – era davvero un tiro di dadi. Poi il ritorno del giovane nella grande città del Sud che appare sempre troppo piccola se hai passato qualche anno nell’Urbe.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E quella giovinezza che, invece, è scivolata via e, al suo posto, ha lasciato un ‘eroe’ dell’impegno quotidiano nella politica, nel lavoro e nel sogno di un’economia diversa. Ma per essere eroe davvero non basta il rigore metodico, il distacco scettico, la collaborazione leale: devi avere una fede cieca, un coraggio da leone e un carattere intrepido, mentre Marco appare invincibilmente attratto da un destino di ‘antieroe’, schivo e diffidente com’è. Di lui non si può certo dire che non si trovasse al posto giusto nel momento giusto, solo che il ruolo che si è scelto è sempre stato quello di osservatore della grande storia che gli scorreva davanti, piuttosto che di protagonista. Attratto dal teatro d’avanguardia e dalla sua Fiat 500 decapottabile, pronta a trasformarsi in palco mobile per i comizi operaisti, Marco si trasformerà in un pragmatico uomo d’apparato. In fondo è sempre stato così, teso fra due opposte energie, quella dello slancio e quella dell’inerzia, come di chi carichi il colpo finale e poi si blocchi indeciso, come il ‘discobolo’ che ammirava nei libri di arte classica al liceo, ritratto nella fissità che precede l’ultimo lancio del disco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Naturalmente ricchissima di dettagli autobiografici – dagli studi letterari alla carriera nel partito comunista, dalle cronache teatrali alla fondazione di biblioteche e musei – questa gustosissima narrazione di Waldemaro Morgese è, però, ancor più un romanzo generazionale: accanto ai suoi già numerosi libri di economia e di pubblicistica, quest’opera è quella che meglio racconta la sbornia ideale (e non solo ideologica) che esaltò e segnò per sempre i giovani pugliesi degli anni Sessanta e Settanta, e che pure dovette passare al momento del loro inserimento nella prassi del lavoro e della responsabilità istituzionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pasolini, proprio per definire il tracollo del sogno (o era un incubo?) del Sessantotto, contrapponeva il “trasumanar” dell’ideale all’ “organizzar” dell’azione, non più compensati da quella sana ‘filosofia della praxis’ che Gramsci aveva predicato e di cui rimanevano ormai solo pagine ingiallite. Morgese racconta questo trapasso dall’interno, con un registro in cui all’invenzione si mescola il saggio (non breve è il catalogo di letture che se ne potrebbe ricavare!) e al palmares dei bersagli colpiti si accompagna una sorniona richiesta di indulgenza per quel disco non lanciato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                                   [Recensione di Daniele Maria Pegorari apparsa su "Città Nostra" del febbraio 2016, p. 13]. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DISCOBOLO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Con la bellezza e la comprensione del passato ci si può armare di maggiore coraggio per traversare i mari perigliosi del cambiamento. La ricerca dell’identità ci aiuta perché si è sostenuti da una forza collettiva comune». Sono parole che pensiamo possano ben riassumere ciò che questo nuovo libro di Waldemaro Morgese ci offre. Il discobolo, immagine da un’antichità mitica, proteso in un gesto infinitamente incompiuto simbolo di una «complicata impotenza», è il punto di partenza e di arrivo del romanzo. Esso può essere interpretato, come suggerisce lo stesso autore nell’epilogo che significativamente è posto in apertura e non in chiusura del libro, in due modi: da un lato un riscatto prossimo a venire, ma che in realtà non arriva mai, e dall’altro la convinzione che forse ciò che non si è fatto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è meglio che non sia stato fatto. Il protagonista di questo romanzo, Marco, è un figlio del Sud il quale, provata la delusione cocente di una terra che non lo comprende (nello specifico un esame universitario fallito), decide di andare a studiare fuori, a Roma, dove prima di tutto ha l’obiettivo di laurearsi. Il nome della sua regione non compare mai, ma vi sono riferimenti che ci permettono di identificarla con certezza (come la scelta dello scrittore suo primo argomento di tesi, Luigi Chiarelli di Trani) e, addirittura, di individuare il suo paese natale, Mola di Bari, attraverso il riferimento a Enzo Del Re, incontrato dal protagonista un giorno in un teatro romano. Marco ha intenzione di finire l’università e rientrare nel suo paese per cambiare il corso della storia del suo popolo, ed è questo che lo spinge a frequentare, quasi per caso, ambienti politici e personaggi che gli appaiono sui generis, come quelli di “Servire il popolo”, troppo estremi e vuoti però per lui. La sua vera presa di coscienza politica avviene durante le operazioni di soccorso per il terremoto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del Belice a cui partecipa come volontario. Egli, che fino a quel momento si era fatto trascinare dagli eventi più che da un attivismo consapevole, si rende allora conto di essere di sinistra e, tornato a Roma, comincia a partecipare alle manifestazioni e contestazioni del movimento studentesco. Quello di Marco è un ercorso di crescita e di maturazione vibrante, come sono tutte le vite intense e passionali, che passa anche da un «viaggio della memoria alla ricerca dei luoghi concreti della sua fanciullezza», da gesti semplici ma significativi, come il radersi la barba e ritornare ad avere la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           faccia pulita, e, infine, dal gettare via l’eskimo ormai impresentabile per tornare «normale». In questo percorso formativo rientra anche un viaggio che il protagonista compie in Unione Sovietica, luogo che però lo delude: «La patria del socialismo non aveva fatto a lui e ai suoi compagni una buona impressione». Tornato nella sua terra, seppur conservando una determinazione estrema e risoluta, Marco rientra in schemi di vita più ordinari e prosegue in una triplice direzione: da un lato, per qualche tempo, la scuola e poi un lavoro da funzionario nell’amministrazione pubblica, da un altro, l’insegnamento annuale all’università, e, da un altro ancora, il partito. Il discobolo è un racconto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che vuole restituire ai lettori, soprattutto giovani, un esempio di normalità straordinaria: si tratta, in fondo, della storia di tanti dei nostri padri, vissuti in un mondo a tratti sull’orlo di una guerra definitiva, un fortissimo scontro tra ideologie, ma in cui erano ancora presenti certezze capaci di far credere che non esistessero obiettivi irrealizzabili, ma solo mondi possibili. E anche oggi, che il tempo terribile della precarietà intacca le vite di ogni figlio di queste generazioni, nonostante il riconoscimento di un certo fallimento, questi uomini ci vogliono dire che è il recupero della memoria a rappresentare il baluardo contro l’annientamento di utopie che non restano tali, ma fecondano «nuove realtà». Dunque lo scorrere del tempo, il passato, è «un fenomeno dolce, conciliatore, una realtà immanente, per nulla perduta e inutile, anzi inserita nel presente e ammaestratrice del futuro». Così anche se l’impegno di Marco nel partito regredisce ed egli si rinchiude in una operosità privata, un’ultima forma di resistenza e di lotta resta quella sua buona abitudine di leggere e studiare, «confrontare il fare con il pensare». E non è un caso che il libro si chiuda con l’immagine idillica di un Marco anziano immerso nella sua biblioteca personale, i cui scaffali, di legno pregiato, sono stati incavati nelle pareti della sua casa di campagna da un amico falegname ottantenne. Ci troviamo di fronte a un romanzo che, seppure conservi il sapore di una narrazione autobiografica – impossibile non scorgere lo stesso autore nel profilo di Marco –, non può essere ridotto a una mera rappresentazione personale, sebbene raccontata con incantevole distacco. Ci pare si tratti, piuttosto, della riproposizione di una testimonianza, del tentativo di recupero di una forza collettiva che, se riscopre la propria pura autenticità, può ancora portare gli uomini di questo nostro Sud a essere i protagonisti di un mondo diverso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Recensione di Antonio Giampietro apparsa su “incroci” n. 34 del luglio-dicembre 2016, pp. 143-145].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un libro di memoria ma senza nostalgia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL DISCOBOLO, IL NUOVO ROMANZO AUTOBIOGRAFICO DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un libro di memoria ma senza nostalgia questo nuovo romanzo autobiografico di Waldemaro Morgese, Il discobolo (Falvision editore, 77 pagine, E10,00), in cui egli rievoca la sua storia narrata in terza persona sotto il nome di Marco, un percorso di vita che va dal periodo giovanile fino alla maturità. Un arco esistenziale che appartiene verosimilmente a una generazione, quella nata alla fine della seconda guerra mondiale, in un’Italia tutta da ricostruire, e che rappresentava la frontiera per un riscatto morale e materiale, in particolare per il Sud da cui lui proveniva. Un libro come guida personale e sentimentale che è servito all’autore per fare un bilancio del suo impegno generoso nella politica, nel sociale, nel lavoro e nel sogno di un’economia né capitalistica né collettivistica. Da ragazzo pugliese partito dalla sua Molfetta [in realtà Mola di Bari, n.d.r.] per iscriversi a Roma alla facoltà di lettere dell’università ricorda la sua iniziazione intellettuale in quella città ribollente alle soglie del Sessantotto, mentre la capitale gli offriva un palcoscenico privilegiato di possibilità d’incontri importanti, di cosmopolitismo, di attività artistiche, e persino di avventure inedite con personaggi stravaganti, i quali però non riuscirono a distoglierlo dal suo senso del dovere e dello studio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In quel magma giovanile incandescente, ove tutti i confini sembravano scompaginati, in cui destra e sinistra erano diventate contigue, scoppiò l’evento che più lo segnò, e attraverso il quale si chiarì le idee, indirizzandolo decisamente verso la sinistra: il terremoto del Belice in Sicilia. Senza un attimo di esitazione si arruolò nei gruppi di volontariato che si formarono in tutto il Paese per andare in soccorso delle zone terremotate, dove vide con i propri occhi lo sfasciume del Mezzogiorno d’Italia ed apprese per la prima volta dell’esistenza della mafia. Tornato a Roma entrò nel movimento studentesco che esaltò i giovani pugliesi degli anni Sessanta e Settanta, per poi passare al momento del loro inserimento nel mondo del lavoro e della responsabilità istituzionale. E racconta episodi significativi che descrivono, tra l’altro, i vizi e le viertù di un’Italia pretenziosa ma in progressivo involgarimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conseguita la laurea, Marco, abbandona l’eschimo e torna nella sua terra non più da “rivoluzionario” ma da antieroe, schivo e diffidente com’è, per dedicarsi alla “filosofia della praxis”. Gli idoli erano ormai caduti e si ritrovava a leggere avidamente le pagine di Albert Camus sull’uomo in rivolta e a convenire con lui quando così scriveva: “Certo, la rivoluzione bisognava salvarla come suprema possibilità conferita all’essere umano per dare un senso vero alla vita, ma si deve trattare di un esempio di equilibrio, di una forma di creatività esaltante, che libera le menti e i cuori, ed anche le condizioni materiali, non di superfetazioni intrise di sangue, ghigliottinamenti, uccisioni, torture e imprigionamenti concentrazionari o di milioni di morti in nome di guerre assurde”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Marco interpretava in questo modo lo scrittore visionario premio Nobel e concludeva che per vivere degnamente non bisogna respingere nessuna sfida della vita, ma ingaggiarle tutte, qualunque sia l’esito congetturabile. In ogni caso, dopo aver vissuto e costruito tanto, ma anche fallito molti progetti, l’ultima sua consolazione fu vivere nell’avita casa di campagna immerso in una biblioteca che aveva voluto organizzare e condividere con chiunque fosse interessato ai suoi percorsi intellettuali: unico fil rouge che lo collegava al mondo esterno. Nel segno della saggezza di Marco Tullio Cicerone che intravide l’immensa virtuosità del giardino unito alla biblioteca. E’ a questo punto che si svela la metafora del discobolo che dà il titolo al libro. Perché in fondo Waldemaro-Marco è sempre stato così, teso fra due opposte energie, quella dello slancio e quella dell’inerzia, come di chi carichi il colpo finale e poi si blocchi indeciso, come il discobolo appunto, che lui ammirava nei libri di arte classica al liceo, ritratto nella fissità che precede l’ultimo lancio del disco. Un bilancio dunque tutto sommato soddisfacente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Recensione di Mary Sellani apparsa su “Quotidiano di Bari” di giovedì 11 febbraio 2016, pag. 9].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+DISCOBOLO+recensioni+a+stampa.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 01 Apr 2015 11:59:40 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>30-03-2015: W.MORGESE AL XVII WORKSHOP DI TECA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/30-03-2015-w-morgese-al-xvii-workshop-di-teca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           30-03-2015: W.MORGESE AL XVII WORKSHOP DI TECA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese, quale coordinatore del MAB Puglia e presidente dell'AIB Puglia, ha portato il proprio saluto al XVII workshop di Teca del Mediterraneo, svoltosi nel Palace Hotel di Bari e dedicato al tema: "La biblioteca per lo sviluppo del Paese: tra economia e welfare".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            W. Morgese, dinanzi ad una folta platea, ha sottolineato l'importanza delle biblioteche anche per gli impatti macroeconomici, ad esempio quelli relativi ad un migliore equilibrio del processo di globalizzazione planetaria in atto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La condizione fondamentale è che tutti gli attori, bibliotecari e politici, non abbiano paura di cambiare: cioè di essere al passo con quanto lo sviluppo tecnologico e il sentire sociale profondo chiedono oggi a tutti gli operatori della cultura e della politica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+XVII+WORKSHOP+DI+TECA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 30 Mar 2015 07:12:18 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>07-02-2015: MULTITASK PRESSO LA LIBRERIA LATERZA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/07-02-2015-multitask-presso-la-libreria-laterza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 7 febbraio 2015 alle ore 18.00 sarà presentato presso la Libreria Laterza in Bari il libro di Waldemaro Morgese MULTITASK. UNA VITA COMPLICATA FRA LIBERALISMO E LABURISMO (Edizioni dal Sud, 2014).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro si giova di un prologo di Ennio Corvaglia e di un epilogo di Nicola Saponaro, purtroppo scomparso da poco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' una "vita scritta da lui medesimo" che attraversa la seconda metà del XX secolo dando conto dell'attitudine multi-esperienziale dell'Autore: la grande utopia del teatro, l'amore per la politica, la difficile prova del "civil servant", lo studio dei fondamenti dell'economia aziendale, la costruzione di biblioteche ed ecomusei, l'esperienza di editorialista. Secondo Ennio Corvaglia e Nicola Saponaro è un libro scritto da un intellettuale "più scomodo che organico" in cui di certo "res nostra agitur".
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-07-02-2015+MULTITASK+PRESSO+LA+LIBRERIA+LATERZA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Foto: Abenante (a sinistra), Marrone (al centro), Morgese (a destra).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Feb 2015 09:26:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>10-01-2015: DONATO IL "FONDO ANNESE"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/10-01-2015-donato-il-fondo-annese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10-01-2015: DONATO IL "FONDO ANNESE"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 10 gennaio 2015 Angela Annese, pianista e docente al Conservatorio di musica "Niccolò Piccinni" di Bari, ha donato alla Biblioteca rurale Il Poggio un fondo di 400 volumi appartenuti al padre.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, nel dichiararsi lieto per la donazione che arricchisce la Biblioteca di opere specie sulla questione meridionale, ha concordato con Angela Annese la promozione nei prossimi mesi di una giornata di presentazione del fondo e della figura del suo primo possessore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_DONATO+IL+FONDO+ANNESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 10 Jan 2015 08:07:10 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UN BUON CAFFE'...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/un-buon-caffe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           UN BUON CAFFE'...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella biblioteca puoi gustare anche un buon caffè, normale o deca...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_UN+BUON+CAFFE-.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 01 Jan 2015 08:42:24 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA BIBLIOTECA "IL POGGIO"....</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-biblioteca-il-poggio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA BIBLIOTECA "IL POGGIO"....
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/immagine_LA+BIBLIOTECA+IL+POGGIO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 01 Jan 2015 08:35:24 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>17-12-2014: W.MORGESE RELATORE DEL MOVIMENTO FEDERATIVO EUROPEO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/17-12-2014-w-morgese-relatore-del-movimento-federativo-europeo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           17-12-2014: W.MORGESE RELATORE DEL MOVIMENTO FEDERATIVO EUROPEO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese quale presidente della Sezione Puglia dell'AIB è intervenuto al convegno promosso dalla sezione "Luciano Bolis" del Movimento Federativo Europeo a Bari, il 17 dicembre 2014, ore 16.30, presso la sala consiliare della Provincia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La relazione ha per tema: L'Europa delle culture fra globalizzazione e identità: riflessioni e bilanci.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli altri relatori sono stati Nicola Cristofaro, giudice tributario/comunitario, Imma Picaro, responsabile relazioni esterne della sezione Bolis, Ennio Triggiani, direttore del dipartimento di scienze politiche dell'Università di Bari Aldo Moro, Santa Vetturi, segretaria della sezione Bolis.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il coordinamento del convegno è stato affidato alla giornalista Clelia Conte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese ha svolto la sua relazione (il cui testo è leggibile nel PDF allegato) sottolineando le nuove responsabilità della cultura (o meglio delle "culture") nel XXI secolo, in cui è in pieno sviluppo il processo di globalizzazione planetaria e in cui si stagliano all'attenzione dei popoli - specie europei - alcune importanti problematiche di grande respiro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+RELATORE+DEL+MOVIMENTO+FEDERATIVO+EUROPEO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 17 Dec 2014 08:01:33 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>MULTITASK: recensioni a stampa</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/multitask-recensioni-a-stampa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MULTITASK: recensioni a stampa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riportano, di seguito, le recensioni di: Mary Sellani (Quotidiano di Bari), Dionisio Ciccarese, Vitangelo Magnifico, Mary Sellani (ContrAppunti), Luigi Lupo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           {Libro} Lo svolgimento cinquantennale del percorso intellettuale di Waldemaro Morgese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “MULTITASK – UNA VITA COMPLICATA FRA LIBERALISMO E LABURISMO”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è facile incasellare in un ruolo ben definito Waldemaro Morgese tante sono le professionalità maturate nel suo lungo iter lavorativo, in cui, insieme ai cambiamenti della propria vita, ha cambiato anche esperienze e competenze: dalla grande utopia del teatro alla passione politica, dallo studio dei fondamenti dell’economia aziendale, alla difficile prova di “civil servant”, dall’amore per la cultura alla costruzione di biblioteche e di ecomusei, fino all’esperienza di editorialista e saggista. E’ per questo che, raccogliendo ora in una biografia lo svolgimento cinquantennale del suo percorso intellettuale, l’ha intitolata “Multitask – una vita complicata fra liberalismo e laburismo” (Edizioni dal Sud, 122 pagine, 12 euro).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’autobiografia scritta con il legittimo desiderio di lasciare una testimonianza soprattutto alla generazione a lui coeva, quella degli anni Sessanta caratterizzati da grandi trasformazioni della società, ed in cui fiorirono tra i giovani nati subito dopo la seconda guerra mondiale ideali di uguaglianza, progresso e libertà. Inoltre Morgese ha contribuito alla riflessione più moderna della questione meridionale con una sua proposta pedagogica nella formazione di una nuova classe dirigente e di conciliazione tra merito individuale e riformismo in senso solidaristico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di solito le biografie narrano le gesta di grandi personaggi che magari coincidono con eventi capaci di mutare il destino di un popolo, ma la storia è fatta anche di microstorie che pur non avendo nulla di epico assumono un fine esemplare, didattico, quando, per esempio, ci portano a conoscenza di uomini e donne comuni che però con i loro talenti, le loro virtù, le loro nobili passioni, lasciano comunque un segno nella collettività in cui sono vissuti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La virtù più encomiabile nella storia di Waldemaro Morgese è senza dubbio il suo impegno civile, una virtù coltivata oltretutto da grande erudizione la quale gli ha permesso di intraprendere con successo percorsi innovativi in campi diversi. Una multiforme attività di cui ha dato buona prova anche perché rafforzata dall’imperativo morale di sostenere con coraggio le proprie ragioni e la propria indipendenza di giudizio. Scelte guidate dunque da alcune “stelle polari” che hanno indirizzato il suo cammino fino ad oggi. Sul piano delle idee infatti egli si riconosce nella formula “Lib-Lab” (Liberale-Laburista), per cui, ad un certo punto, abbandona la militanza nel Pci (innamoramento giovanile di un’utopia) per abbracciare i valori del liberalismo, filosofia politica che si fonda soprattutto sul rispetto dell’individuo, della sua dignità, senza però scindere questi valori dal concetto di solidarietà. Una solidarietà da non intendersi però come assistenzialismo integrale, come rivendicazione di diritti senza doveri. Perciò, fra le sue stelle polari, vi sono anche i valori dell’efficienza, della lotta ad ogni forma di spreco, dell’uso produttiva delle risorse “date”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un merito speciale che qui ci piace ricordare è il suo lavoro di Direzione della Biblioteca del Consiglio Regionale Pugliese, dove l’impegno di “costruttore noprofit” ha favorito in prima persona, senza intermediari, la diffusione di una cultura al servizio della promozione di nuove élites “illuminate” – di diversa estrazione ed interessi – in grado di misurarsi con i temi della competitività nel pubblico, della qualità della ricerca e della “degerarchizzazione organizzativa”. “La Teca del Mediterraneo – afferma Ennio Corvaglia nel prologo del libro – è venuta perciò esaltando una funzione dell’identità culturale lontana dal riduzionismo di tanta sociologia ed aperta alle inevitabili differenze, così connaturate ad una regione come la Puglia, crocevia storico di popoli e nazioni”. Infine, nell’epilogo, Nicola Saponaro afferma che il saggio di Morgese è scritto da “un intellettuale più scomodo che organico, da un filosofo delle scienze economiche, e il suo libro mi sembra quasi un manuale degli errori da non ripetere”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Mary Sellani apparsa su “Quotidiano di Bari” di mercoledì 26 novembre 2014, p. 9].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Libri. Autobiografia «Lib-Lab» dell’ex direttore della Biblioteca Regionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           UNA VITA «MULTITASK» DAL TEATRO ALLA POLITICA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese nel giardino dell’impegno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Multitask, che poi sarebbe di qualcosa o di qualcuno pronto a intervenire e contaminarsi con diversi sistemi di vita, di pensiero, con diverse forme di linguaggio. Qualcosa o qualcuno capace in definitiva di prodursi sul palcoscenico di svariati «teatri» esistenziali, di recitare più ruoli «in commedia», nella commedia della vita evidentemente, delle professioni eventualmente. Preso il termine dal mondo dell’informatica, Multitask è il titolo che Waldemaro Morgese ha voluto dare a questo suo libriccino (Edizioni dal Sud, pp. 120, euro 12,00), il cui sottotitolo Una vita complicata fra liberalismo e laburismo dà conto subito di una valenza testimoniale che punta ad andare oltre la semplice dimensione autobiografica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cos’è poi in fondo un’autobiografia? Un apostrofo rosa fra le parole m’amo? Si spera di no. Certo non lo è nel caso di Morgese, la cui scorribanda a ritroso dagli anni ’60 a questo primo scorcio dei 2000, con una fin troppo secca e lucida razionalità accompagna la vicenda più intellettuale che esistenziale di un «uomo qualunque» del Sud, lungo un percorso speso fra impegno politico, operosità professionale, visionaria utopia lib-lab.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo di Morgese, preceduto da un prologo denso e succoso di umori sociologici di Ennio Corvaglia, seguito da un epilogo più corrivo e amicale di Nicola Saponaro, dà conto dei «loschi» precedenti teatrali del Nostro, quando a metà degli anni ’60 scriveva di teatro, fiancheggiando le avventure del CUT/Bari, su riviste di settore quali «La Rassegna pugliese» prima, i «Quaderni del Cut/Bari» poi. Da Mejerchol’d a Majakovskij a Brecht, furono le prime avvisaglie di quella passione per l’impegno e la riflessione sulle «umane cose a noi d’intorno» che poi lo doveva portare a «fare politica» nel Pci, nello stesso tempo a occuparsi di faccende di economia, bilancio e programmazione quale civil servant negli uffici della Regione Puglia. Fino al cimento forse più importante, e più produttivo sul piano operativo, quale direttore e propulsore della Biblioteca del Consiglio regionale, quella Teca del Mediterraneo che proprio Morgese doveva portare a risultati rimarchevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Seguendo, come dire, l’indicazione che Voltaire suggerisce al suo Candido al termine di tante peripezie – vale a dire «coltiva il tuo giardino» -, anche Morgese, al termine della sua peripezia a ritroso, stabilisce una sua biblioteca rurale in campagna, dalle parti della nativa Mola di Bari. Ciò sulle orme anche di Cicerone: si hortum cum bibliotheca habes, nihil deherit (se hai un giardino con una biblioteca non ti manca niente). Insomma un «uomo qualunque», ma Multitask.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Pasquale Bellini apparsa su “La Gazzetta del Mezzogiorno” di giovedì 18 dicembre 2014, p. 35].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’ultimo libro di Waldemaro Morgese la sua storia di intellettuale e servitore dello stato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           UNA VITA COMPLICATA E MULTITASK
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una vita complicata fra liberalismo e laburismo: l’autore avverte il Lettore sin dal sottotitolo di copertina del libro. Un libro il cui titolo rivela solo in parte la densità, la profondità e l’ampiezza del contenuto interamente autobiografico, ma per nulla autocelebrativo: Multitask. Nessun generico riferimento a fatti e situazioni, perché nel percorso di studio, di viaggio e di vita, ogni “fermata” è scandita da documenti, testimonianze, oltre che da ricordi. Un percorso avido di conoscenza, costellato di risultati, ma per nulla privo di contrasti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi conosce l’autore, Waldemaro Morgese, troverà molte conferme su una personalità moderata, ferma ed equilibrata. E al tempo stesso vulcanica. Chi non lo conosce scoprirà la differenza tra la difficoltà di “fare le cose” e la semplicità di “rappresentarle” facendo credere che esistano davvero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo senso Morgese è un po’ fuori dal mondo di oggi: racconta le cose solo dopo averle fatte. La memoria e lo studio del passato sono stati potenti generatori dei concreti progetti dei suoi “presenti”, con entrambi gli occhi puntati verso prospettive in cui le sue realizzazioni avrebbero incontrato le future generazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una ricerca inesauribile costellata di tanti “amori” (giusto per riprendere una trilogia editoriale recentemente curata dall’autore: politica, economia e cultura) che in questo Multitask (122 pagine, Edizioni dal Sud, 12 euro) ha le sembianze di una vita ricca di interessi persino apparentemente contrastanti, ma in realtà armonicamente miscelate da un impegno che desta ammirazione. L’amore infinito sbocciato fin da giovanissimo per il teatro e le sue utopie, la passione e la spinta verso una politica non solo vicina, ma autenticamente “utile” alla crescita economica e culturale della società, l’impegno civile da servitore dello Stato con una produzione programmatica e organizzativa di cui oggi si è persa traccia, lo studio e l’insegnamento dell’economia aziendale con un orientamento capace di incidere sulle dinamiche economiche del nostro territorio, l’esperienza di editorialista che ha richiamato in età matura le esperienze giornalistiche giovanili sperimentate nel mondo della cultura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli alti e bassi che costellano la vita di tutti, Morgese tiene la barra dritta orientandosi con i punti cardinali dell’impegno civile e dello studio che ne hanno costruito una personalità eclettica, composita, multiforme. Le sue competenze partite dalla passione per il teatro sono applicate al complesso mondo dell’agricoltura in cui la tradizione ha per troppo tempo contrastato con l’innovazione relegando la Puglia a ruoli marginali e a economie residuali. C’è una militanza politica che segna gli anni giovanili di Morgese. L’esito di un impegno da sessantottino lo porta nel Pci in cui, ancora una volta, ebbe il ruolo di innovatore. Tra i primi comprese la svolta berlingueriana e un viaggio a Mosca gli suscitò molte riflessioni sulle reali condizioni dell’Unione Sovietica e sulla vita reale di quella popolazione. Una militanza che ampliò il suo sistema di relazioni e lo portò a un impegno sul territorio partendo ovviamente dalla sua Mola. Non fu priva di contrasti (come non lo sono state altre sue attività) la sua esperienza politica per una ragione tanto semplice quanto…naturale. A guidarne l’attività in tutti i campi è sempre stato il suo “codice genetico” di intellettuale aperto alla conoscenza, all’ascolto e alla riflessione. Un corredo troppo distante da quello della politica con la p minuscola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il concetto di dogma è quanto di più distante esista nella sua visione del mondo e della vita. Pronto a mettersi in discussione e a mettere in discussione. La sua è la scelta scomoda di un intellettuale raffinato e onesto che lontano dai riflettori e dalla politica effimera ed evanescente ha lasciato il segno: dall’agricoltura alla Teca del Mediterraneo (alla cui direzione si deve, tra l’altro, il merito di un’apertura al territorio che non ha avuto precedenti in Italia). Una vita complicata, appunto. Ma intensa e densa. Con un’inesauribile amore per il proprio territorio e con l’idea che l’unico riscatto possibile di una comunità transiti attraverso l’affermazione della cultura. Con uomini di questa statura è doveroso sentirsi in debito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Dionisio Ciccarese apparsa su “EPolis Bari” di martedì 23 dicembre 2014, p. 20].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riflessioni su una vita al servizio della società
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “MULTITASK”, L’AUTOBIOGRAFIA DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Multitask, una vita complicata fra liberalismo e laburismo (Edizioni dal Sud, Bari, 2014; pp. 122; Euro 12,00) è l’ultima opera di Waldemaro Morgese, presentata a Mola, il 20 novembre scorso, nella sala del Castello ad opera della Libreria Culture Club Cafè e della Casa Editrice, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Hanno dialogato con l’autore Stefano Gaudiuso e lo scrivente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono tanti i motivi che spingono qualcuno a scrivere un’autobiografia. Penso che lo si faccia per se stessi, quando, ad una certa età, si sente l’esigenza di realizzare una sorta di inventario della vita e del lavoro svolto. La si può scrivere per riflettere sui risultati ottenuti, ma anche per far conoscere agli altri come è stata spesa un’intera esistenza. “Nessuno vive un’esistenza così banale da rendere inutile il tentativo di raccontarla”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riportando in premessa questo concetto dello scrittore Enrico Brizzi, Waldemaro Morgese è evidente che lo ha fatto per tutti questi motivi e ha dedicato il libro al nipotino, Marco Ottavio Waldemaro, nato il 27.12.2012, “Augurandogli una vita un po’ più semplice di quella di suo nonno, ma comunque ugualmente determinata nell’osare, creare, donare e soprattutto pensare con la propria testa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Multitask non è la vita romanzata di Waldemaro. Inutile cercare nel testo dati bibliografici e vicende famigliari; ma, come recita in titolo, è la fedele – ed onesta – riproposizione dei tanti impegni politici, amministrativi e didattici svolti dall’autore a partire dalla fine degli anni sessanta quando, sessantottino universitario a Roma, aderiva alle frange più estremiste della sinistra del Paese ed addirittura pensava di passare alla clandestinità. Le buone letture di Pier Paolo Pasolini e di Giorgio Amendola lo dissuasero e lo indussero all’attività politica nel Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer. Da qui una interessante ed impegnatissima attività di militante politico, prima come segretario della Sezione del PCI di Mola (con l’aumento dei seggi del partito alle elezioni del 1975 e l’elezione della prima donna nel Consiglio Comunale molese) e poi come funzionario regionale responsabile della Commissione Agricoltura, di organizzatore della Biblioteca regionale e di realizzatore di Teca del Mediterraneo. L’esperienza acquisita durante l’espletamento dei tanti compiti ed incarichi assegnatigli (in inglese multitask, da cui il titolo del libro) lo porteranno a collaborare con valenti docenti con incarichi di insegnamento prevalentemente di economia nelle diverse sedi universitarie pugliesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro non abbandonerà mai la sua grande passione per il teatro: si laurea a Roma con una tesi su tale argomento e inizia il suo racconto del secondo capitolo (Il teatro: la grande utopia) con la lotta condotta dagli universitari molesi per salvare il nostro abbandonato “Van Westerhout” da una probabile demolizione per farlo risorgere come prestigioso contenitore culturale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dalla lettura dei sei capitoli che compongono il libro si apprendono molte cose dell’attività svolta da Waldemaro che anche chi lo conosce bene ignora. Si scopre che ha influenzato e scritto proposte di leggi e regolamenti per la Regione; che ha dialogato con esponenti politici nazionali di primo piano come Emanuele Macaluso e Luciano Barca su temi di agricoltura. Intanto, si conquista la stima dei politici della parte avversa che gli offrono incarichi fiduciosi della sua onestà intellettuale pur sapendo che non è facilmente addomesticabile. Anzi, sanno, come scrive in epilogo Nicola Saponaro, che Waldemaro più che essere un intellettuale organico è un intellettuale scomodo. E tale lo sarà nel partito quando deluso del passaggio del PCI a PDS abbandonerà vecchi compagni per allontanarsi gradualmente dall’attività politica. Siccome non sa stare inoperoso, si farà promotore ed organizzatore nel Poggio di San Materno dell’Associazione delle Antiche Ville, dell’Ecomuseo e della Biblioteca Rurale della Casina Morgese. Quest’ultima è divenuta il suo buon ritiro, dove legge, riordina le sue carte e scrive libri. E riflette sui risultati ottenuti e arriva a scrivere: “…non è che la mia figura possa essere accostata a quella di Don Quijote de la Mancha... il “folle” cavaliere che mostra al lettore il problema di fondo dell’esistenza, cioè la delusione che l’uomo subisce difronte alla realtà…?”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A questo punto lasciamo al lettore il piacere di conoscere meglio, se non scoprire, Waldemaro Morgese attraverso i sei capitoli del libro più il prologo di Ennio Corvaglia, docente di Storia contemporanea e del Risorgimento all’Università di Bari, e l’epilogo di Nicola Saponaro, drammaturgo e pubblicista, ai quali si aggiunge la bellissima copertina con il ritratto dell’autore realizzato da Giuliana Calvani, degna figlia del grande Bruno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            [recensione di Vitangelo Magnifico apparsa su “Città Nostra” del dicembre 2014, pp. 24-25].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            STORIA E MICROSTORIE DI WALDEMARO MORGESE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Multitask – una vita complicata fra liberalismo e laburismo» (Edizioni dal Sud, 122 pagine, 12 euro) è un memoriale di Waldemaro Morgese, in cui è condensato lo svolgimento cinquantennale del suo percorso intellettuale, una biografia scritta da lui medesimo non per vanagloria ma con l’intento di lasciare una testimonianza utile anche a nome di tutta una generazione, nel tempo della quale egli stesso si è formato: la generazione degli anni Sessanta che si confrontò con le trasformazioni della società uscita dalla seconda guerra mondiale, oscillante tra la spinta individualistica-consumistica, e quella riformistica di solidarietà sociale; tra la società dell’uguaglianza e quella della valorizzazione del merito individuale. E, da uomo del Sud, Morgese si è applicato nello stesso tempo alla riflessione sullo sviluppo del Mezzogiorno con la sua proposta pedagogica imperniata sul tentativo di conciliare quelle spinte contrapposte, tra socialismo e liberalismo, nella formazione di una nuova classe dirigente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese non è certo l’eroe di una grande storia, quella fatta di eventi capaci di cambiare il destino di un popolo, che giustifichi dunque la scrittura di un’autobiografia – come egli stesso con onestà tiene a precisare in apertura del primo capitolo. Ma la storia è fatta anche di microstorie che pur non avendo nulla di epico assumono una certa nobiltà, un fine esemplare, didattico, quando narrano le «gesta» di uomini o donne comuni che con le loro virtù lasciano pur sempre un segno nella collettività in cui sono vissuti. La virtù più ammirevole nella microstoria di Waldemaro Morgese è la sua passione civile, nutrita di grande erudizione: qualità che gli ha permesso di intraprendere con successo percorsi esistenziali in campi diversi, come la critica teatrale, l’impegno politico volontario nel partito comunista, il funzionariato pubblico non burocratico ma aperto alle teorie economico-amministrative più moderne, l’insegnamento universitario di economia aziendale, la costruzione di organizzazioni noprofit, il mestiere di bibliotecario, di operatore museale, di editorialista. Insomma una multiforme attività cui si addice bene l’immagine di individuo-multitask, in cui ha dato piena prova della difficile arte di «civil servant».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’attività poliedrica la sua, rafforzata inoltre dall’imperativo categorico (kantiano) di sostenere con coraggio le proprie ragioni e le proprie scelte di libertà. Scelte guidate da alcune «stelle polari» che hanno indirizzato il suo cammino fino ad oggi. Sul piano delle idee infatti egli si riconosce nella formula «Lib-Lab» (Liberale-Laburista), per cui a un certo punto abbandona la militanza nel Pci (innamoramento giovanile di un’utopia) per abbracciare i valori del liberalismo, filosofia politica che si fonda innanzitutto sul rispetto dell’individuo, della sua dignità, senza però scindere questi valori dal concetto di solidarietà. Una solidarietà da non intendersi come assistenzialismo integrale, come rivendicazione di diritti senza doveri. Pertanto, fra le sue stelle polari, vi sono anche i valori dell’efficienza, della lotta ad ogni forma di spreco, dell’uso produttivo delle risorse «date». Un merito speciale che qui ci piace ricordare è il suo lavoro di direzione della Biblioteca del Consiglio regionale pugliese, dove l’impegno di «costruttore noprofit» ha potuto in prima persona, senza intermediari, favorire la diffusione di una cultura al servizio della promozione di nuove élites «illuminate» - di diversa estrazione ed interessi –in grado di misurarsi con i temi della competitività nel pubblico, della qualità della ricerca e della «degerarchizzazione organizzativa». «La Teca del Mediterraneo – afferma Ennio Corvaglia nel Prologo del libro – è venuta perciò esaltando una funzione dell’identità culturale lontana dal riduzionismo di tanta sociologia ed aperta alle inevitabili differenze, così connaturate ad una regione come la Puglia, crocevia storico di popoli e nazioni». Infine, nell’Epilogo, Nicola Saponaro sostiene che il saggio di Morgese è scritto da «un intellettuale più scomodo che organico, da un filosofo delle scienze economiche, e il suo libro mi sembra quasi un manuale degli errori da non ripetere».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Mary Sellani apparsa su “ContrAppunti” del gennaio 2015, p. 6].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Biografia «raccontata da lui medesimo» fra arte e società
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           WALDEMARO MORGESE, UN INTELLETTUALE «MULTITASKING»
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una vita vissuta in maniera sempre attiva ed impegnata, misurandosi con tutti gli aspetti dell’universo culturale. Dal teatro alla politica passando per il ruolo di funzionario burocratico e la sperimentazione di contenitori online. Un’esperienza «multitasking» quella di Waldemaro Morgese che si racconta nel suo libro edito da Edizioni dal Sud. Multitask. Una vita complicata fra liberalismo e laburismo – titolo del volume – racchiude la sua variegata esperienza che lo ha visto coniugare teoria e pratica, riflessione ed impegno civile. Con un occhio particolare rivolto al Mezzogiorno. Su cui concentra il dibattito centrato sul dialogo tra la spinta individualistica, figlia della società dei consumi, e l’intervento pubblico per aspirare alla solidarietà sociale. E proprio nel sud d’Italia poteva essere vincente un tale modello di socialismo con la necessità di fuoriuscire dall’arretratezza e far crescere nuove élites.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il racconto autobiografico di Waldemaro Morgese si coniuga con gli ideali di una generazione che ha vissuto l’impegno politico mediando tra il soggettivismo e l’aspirazione alla solidarietà sociale. Ma da quella lotta comune condivisa, come spiega nel prologo, Ennio Corvaglia, Morgese è emerso con tutta la sua dimensione soggettiva. Ha sentito così il bisogno di dedicarsi alla comunicazione politica, di fondere scienza e politica nel partito come nelle istituzioni. Il suo impegno, però, è sempre stato incentrato sul piano culturale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il ruolo di direttore della Biblioteca del consiglio regionale gli ha permesso di promuovere lo sviluppo di nuove elites «illuminanti». Mentre risale alla direzione della «Teca del Mediterraneo» il progetto I quotidiani della tua Puglia in classe. Diede, nel 1994, in qualità di responsabile dell’ufficio «Biblioteca e Documentazione» del Consiglio regionale, all’utilizzo dei fondi per la comunicazione istituzionale. Lui la interpretò in maniera differente dalla solita produzione di spot televisivi. Concentrò le risorse a disposizione – circa 1 milione – nella promozione di attività preordinate alla divulgazione dei principi e dei valori dello Statuto Regionale. Nacquero così strumenti che ancora oggi caratterizzano la comunicazione dell’ente regionale: il periodico «Puglia notizie», il sito web del Consiglio regionale, la diretta streaming delle sedute, l’Infopoint del consiglio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro traccia le tappe di questa mente sveglia e raffinata riportando anche numerose missive, elaborate da Morgese e rivolte a politici ed esponenti delle istituzioni. Tra queste, quella rivolta all’allora segretario del Pci, Massimo D’Alema, relativa all’elaborazione di leggi sui temi del decentramento, del rafforzamento dei poteri autonomistici, del recupero di efficienza e produttività degli apparati burocratici pubblici. Come docente del corso in «problematiche funzionali del bilancio regionale», propose, nel 1990, una personale visione del federalismo fiscale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni, si è dedicato a produrre editoriali, con una chiave «concettosa e colta» per il settimanale Gazzetta dell’Economia, diretto da Dionisio Ciccarese. Impegnato anche nell’associazionismo no profit, nel 1997 diede vita, insieme ad altre dieci persone «di buona volontà», alla Onlus «Le Antiche Ville» che sosteneva la rifunzionalizzazione delle aree rurali secondo criteri di sostenibilità. Tra cui la sua «avita casina rurale» di fine Ottocento, il cui centenario fu celebrato con un convegno nel 1998.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [recensione di Luigi Lupo apparsa su “Corriere del Mezzogiorno” di martedì 3 marzo 2015, p. 11].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_MULTITASK+recensioni+a+stampa.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 26 Nov 2014 12:49:38 GMT</pubDate>
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      <title>25-11-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE A FOGGIA</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro di Waldemaro Morgese "LA SOTTILE LINEA VERDE. ECCESSI SVOLTE E PROSPETTIVE DELLA QUESTIONE AMBVIENTALE" (Stilo Editrice 2013) sarà presentato nella Biblioteca Provinciale di Foggia "La Magna Capitana" martedì 25 novembre alle ore 17.00.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il volume si giova di due contributi di Giorgio Nebbia e Antonella De Robbio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'opera sarà introdotta, presente l'Autore, da Franco Mercurio (direttore della Magna Capitana) e da Saverio Russo (presidente della Fondazione Banca del Monte e professore ordinario di storia moderna nell'Università di Foggia).
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-25-11-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+A+FOGGIA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 25 Nov 2014 09:24:21 GMT</pubDate>
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      <title>25-11-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE A FOGGIA</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           25-11-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE A FOGGIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è svolta a Foggia, nella Biblioteca "La Magna Capitana", la presentazione del volume di Waldemaro Morgese "La sottile linea verde.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Eccessi svolte e prospettive della questione ambientale".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il volume è stato presentato da Franco Marcurio, direttore della Biblioteca e da Saverio Russo, ordinario nell'Università degli studi di Foggia e presidente della Fondazione Banca del Monte. La presentazione è stata seguita da numerosi partecipanti e si è protratta per oltre due ore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+A+FOGGIA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 25 Nov 2014 07:53:14 GMT</pubDate>
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      <title>20-11-2014: MULTITASK. L'AUTOBIOGRAFIA DI WALDEMARO MORGESE</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si presenta oggi 20 novembre 2014, ore 18.30, nel Castello Angioino di Mola di Bari il libro "Multitask. Una vita complicata fra liberalismo e laburismo", edito nel 2014 dalle Edizioni dal Sud.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il libro si vale di un prologo di Ennio Corvaglia, storico e di un epilogo di Nicola Saponaro, drammaturgo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Autore ripercorre in sei capitoli la propria vicenda, a partire dal 1966 per concludere la narrazione nell'anno 2013.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Interessanti le due epigrafi poste ad inizio del libro:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nessuno vive un'esistenza così banale da rendere inutile il tentativo di raccontarla.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Enrico Brizzi, scrittore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il commissario Balistreri, l'adulto non il ragazzo, direbbe che...serve tempo. Non si tratta di cambiare un Paese, ma la testa di chi lo abita. le altre sono scorciatoie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roberto Costantini, ingegnere e scrittore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro è presentato da Vitangelo Magnifico e Stefano Gaudiuso.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-11-2014+MULTITASK.+L-AUTOBIOGRAFIA+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-11-2014+MULTITASK.+L-AUTOBIOGRAFIA+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg" length="54855" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 20 Nov 2014 09:23:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/20-11-2014-multitask-l-autobiografia-di-waldemaro-morgese</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-11-2014+MULTITASK.+L-AUTOBIOGRAFIA+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-11-2014+MULTITASK.+L-AUTOBIOGRAFIA+DI+WALDEMARO+MORGESE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-10-2014: W.MORGESE AL "BIBLIOPRIDE" DI TARANTO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-10-2014-w-morgese-al-bibliopride-di-taranto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11-10-2014: W.MORGESE AL "BIBLIOPRIDE" DI TARANTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, presidente AIB Puglia, ha svolto a Taranto, nella Biblioteca "Marco Motolese" che sorge nel quartiere Tamburi, una relazione nell'ambito del convegno "Le eco-biblioteche. L'apporto delle biblioteche alla tutela attiva e al risanamento dell'ambiente. Buone pratiche e problematiche".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il convegno fa parte del nutrito programma di iniziative della terza edizione del "BiblioPride", che si svolge in Puglia e in tutta Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le ecobiblioteche rappresentano una possibilità importante di inverare il nuovo welfare arricchendolo di una sensibilità speciale per le questioni ambientali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggi il file PDF allegato con il testo della relazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIOPRIDE+DI+TARANTO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIOPRIDE+DI+TARANTO.jpg" length="47240" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 11 Oct 2014 06:41:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/11-10-2014-w-morgese-al-bibliopride-di-taranto</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIOPRIDE+DI+TARANTO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIOPRIDE+DI+TARANTO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>25-06-2014. BIBLIOTECA RURALE: DECISIONI BIBLIOTECONOMICHE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/25-06-2014-biblioteca-rurale-decisioni-biblioteconomiche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prosegue il processo di decisioni biblioteconomiche che porterà alla riapertura e fruizione pubblica della Biblioteca Rurale "Il Poggio".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' stato definito il sistema di collocazione dei fondi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto il materiale documentale sarà collocato su 72 palchetti numerati di cui 15 accoglieranno 2 filari di documenti e i restanti 57 ben 3 filari di documenti. Avendo presente che ogni palchetto misura mediamente 85 cm. lineari, questo tipo di collocazione svilupperà in tutto 201 filari da 85 cm. in media, quindi in totale circa 171 metri lineari di documenti. I palchetti saranno indicati con i numeri arabi, mentre i filari con le lettere a (fila più esterna), b (fila mediana), c (fila più interna). Quindi, ad esempio, se un libro avrà collocazione 7b, significa che è collocato nel palchetto 7 nel filare mediano. Non si è ritenuto necessario assegnare una collocazione numerica ai singoli documenti, essendo i palchetti di lunghezza modesta e quindi si presume che i documenti siano facilmente localizzabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' stato anche individuato il software gestionale, di tipo locale e non OPAC. Si tratta di una decisione che serve a velocizzare la catalogazione e il recupero dei documenti, in attesa di "intercettare" fondi finanziari per catalogare i documenti con un vero e proprio OPAC (On Line Public Access Catalogue) e con catalogazione SBN compatibile. Il sw scelto per il momento è "BiBlio MX", realizzato da Cosimo Vitiello per "MiCla Multimedia".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di un sw del tutto gratuito (software freeware) che oltre alle funzioni più importanti di tipo gestionale (catalogazione, prestito, utenti, recupero, stampe, etc.) consente anche il collegamento ad internet per ottenere informazioni rispetto ai dati inseriti (per la precisione consente il collegamento a opac.sbn.it, goodbook.it, amazon.it, inmondadori.it, ibs.it, unilibro.it, kobo.it, ultimabooks.it).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il terzo step del processo operativo finalizzato alla riapertura della Biblioteca consiste ovviamente nello svolgimento concreto delle operazioni gestionali, vale a dire in primo luogo la catalogazione e indicazione della collocazione di ciascun documento, attraverso l'apporto volontario. Si tratta di individuare qualche volontario che intenda collaborare gratuitamente a questa attività.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-25-06-2014.+BIBLIOTECA+RURALE+DECISIONI+BIBLIOTECONOMICHE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-25-06-2014.+BIBLIOTECA+RURALE+DECISIONI+BIBLIOTECONOMICHE.jpg" length="69783" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 25 Jun 2014 08:21:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/25-06-2014-biblioteca-rurale-decisioni-biblioteconomiche</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-25-06-2014.+BIBLIOTECA+RURALE+DECISIONI+BIBLIOTECONOMICHE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-25-06-2014.+BIBLIOTECA+RURALE+DECISIONI+BIBLIOTECONOMICHE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>06-06-2014: W. MORGESE AL XXXIII CONGRESSO FEDERUNI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/06-06-2014-w-morgese-al-xxxiii-congresso-federuni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           06-06-2014: W. MORGESE AL XXXIII CONGRESSO FEDERUNI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In occasione del XXXIII Congesso Nazionale della Federazione delle Università della Terza Età (Mola di Bari, 5-8 giugno 2014), Waldemaro Morgese è stato invitato a svolgere una lezione sul tema "Le culture, percorsi differenziati di umanizzazione".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            W.Morgese ha svolto il tema sostenendo che il ruolo della cultura resta tuttora problematico, anche dopo le nefaste prove del Novecento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inoltre ha sostenuto che oggi è corretto pensare non ad una indistinta "cultura" ma a "culture" differenziate. Inoltre la globalizzazione planetaria in atto da un lato tende a depotenziare l'importanza delle differenziazioni culturali e a enfatizzare quella dei problemi sostantivi con cui si cimentano le "culture"; dall'altro tende a spettacolarizzare il messaggio culturale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La prima tendenza accresce il ruolo dei percorsi culturali, la seconda lo deprime.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I problemi sostantivi possono essere declinati in termini di "mutamenti epocali" in atto alla scala planetaria nel XXI secolo. W. Morgese nella sua lezione ne descrive tre: i mutamenti nel modo di produzione dell'economia; i mutamenti drammatici della biosfera; i mutamenti indotti dalla tecnoscienza, dato che il "sapere" sta diventando la più importante forza produttiva del XXI secolo. In particolare, il protagonismo del sapere, paradossalmente, crea secondo W.Morgese due strati contrapposti di umanità: lo strato numericamente ridotto dei privilegiati del sapere e quello enormemente numeroso dei "robotizzati", i detentori del lavoro dequalificato o routinario.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spetta proprio alle "culture" incidere su questa vera e propria polarizzazione sociale in atto e così facendo i percorsi culturali adempiono ad un ruolo di nuovo welfare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 06 Jun 2014 15:26:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/06-06-2014-w-morgese-al-xxxiii-congresso-federuni</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>06-06-2014: LE CULTURE, PERCORSI DI UMANIZZAZIONE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/06-06-2014-le-culture-percorsi-di-umanizzazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 6 giugno 2014 Waldemaro Morgese svolgerà una lezione in occasione del XXXIII congresso nazionale FEDERUNI, in svolgimento a Mola di Bari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese parlerà dei tre principali mutamenti in atto nel XXI secolo e del ruolo delle "culture" in relazione ad essi. Leggi la lezione di W. Morgese nella sezione ARCHIVIO di questo sito web e le slides di sintesi nel file allegato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 06 Jun 2014 08:19:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/06-06-2014-le-culture-percorsi-di-umanizzazione</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SCENARI D'AMORE....</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/scenari-d-amore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' in corso di presentazione il 6, 20 e 27 maggio 2014 in Bari presso la Mediateca Regionale Pugliese la trilogia di Waldemaro Morgese L'amore per la cultura, L'amore per la politica e L'amore per l'economia. Ogni presentazione è unita alla proiezione di un film: The Hollywood librairan (Usa 2007), Trashed (Usa 2012) e Capitalism: a love story (Usa 2009).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alle presentazioni partecipano anche due classi del Liceo di Scienze Umane dell'IIS Leonardo da Vinci di Noci, con i docenti Marilù Galiani, Feldia Loperfido e Nino Grassi. Alle presentazioni partecipano, oltre all'autore dei 3 libri, anche alcuni degli autori dei prologhi e degli epiloghi delle tre opere (Daniele Maria Pegorari e Lino Angiuli), nonché il coordinatore generale dell Mediateca Angelo Amoroso d'Aragona che illustra i film scelti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 May 2014 08:16:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/scenari-d-amore</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-04-2014: PROGETTO "LAPIS" A CASINA MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-04-2014-progetto-lapis-a-casina-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell'ambito del progetto LAPIS, che tende a valorizzare i mestieri tipici e l'artigianato locale, una folta delegazione di blogger, giornalisti e operatori, coordinati dai GAL del territorio e in particolare dal GAL del Sud-Est Barese (GAL SEB) svolgerà lunedì 28 aprile, in mattinata, una visita al Poggio delle Antiche Ville.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La delegazione focalizzerà la propria attenzione presso Casina Morgese, per capire le caratteristiche di un manufatto tipico del Poggio. La delegazione visiterà anche la Biblioteca Rurale "Il Poggio".
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-28-04-2014+PROGETTO+LAPIS+A+CASINA+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 28 Apr 2014 09:14:09 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-04-2014: W.MORGESE AL CONVEGNO SULLE BIBLIOTECHE UNIVERSITARIE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-04-2014-w-morgese-al-convegno-sulle-biblioteche-universitarie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-04-2014: W.MORGESE AL CONVEGNO SULLE BIBLIOTECHE UNIVERSITARIE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il presidente dell'AIB Puglia Waldemaro Morgese è intervenuto al convegno LE BIBLIOTECHE UNIVERSITARIE NEL 21° SECOLO: TRASMISSIONE DI CONOSCENZA PER LO SVILUPPO DEL PAESE, organizzato dall'AIB Puglia in occasione della giornata mondiale Unesco sul libro e sul diritto d'autore, svoltosi presso la sala Starace dell'Università degli studi di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese ha sostenuto che per ben votare bisogna partecipare al dibattito pubblico e che a questo scopo le biblioteche, i musei, gli archivi, le scuole e le università sono essenziali per far partecipare tutti con cognizione di causa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Morgese ha concluso osservando che le biblioteche universitarie occupandosi di didattica e di ricerca svolgono un ruolo sociale importante, tanto che esse dovrebbero essere considerate "dual academic libraries".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+CONVEGNO+SULLE+BIBLIOTECHE+UNIVERSITARIE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Apr 2014 15:21:32 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+CONVEGNO+SULLE+BIBLIOTECHE+UNIVERSITARIE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+CONVEGNO+SULLE+BIBLIOTECHE+UNIVERSITARIE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>01-04-2014: BIBLIOTECA RURALE "IL POGGIO" RIAPRE!</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/01-04-2014-biblioteca-rurale-il-poggio-riapre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' imminente la riapertura della Biblioteca rurale "Il Poggio", dopo i lavori di ampliamento con la creazione di un cucinino e di un servizio igienico. La sala è organizzata con scaffalature in legno inserite nelle murature da un falegname di...vecchia scuola.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ha trovato posto tutto il patrimonio posseduto, collocato su tre file per ciascuna mensolatura, per cui sarà necessario procedere quanto prima alla catalogazione digitale dei fondi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I fondi della "Enciclopedia Treccani" sono collocati in appositi mobili. La sala è dotata di una "vetrinetta delle meraviglie", con esposti i pezzi librari più rari, di un PC collegato ad internet e di stampante con possibilità di effettuare scansioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La biblioteca possiede anche un fondo di dischi in vinile, che possono essere ascoltati sul posto e di fondi digitali di vario tipo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-01-04-2014+BIBLIOTECA+RURALE+IL+POGGIO+RIAPRE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Apr 2014 08:14:38 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-01-04-2014+BIBLIOTECA+RURALE+IL+POGGIO+RIAPRE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-01-04-2014+BIBLIOTECA+RURALE+IL+POGGIO+RIAPRE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>29-03-2014: NASCE UNA BIBLIOTECA NEL SUBAPPENNINO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/29-03-2014-nasce-una-biblioteca-nel-subappennino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           29-03-2014: NASCE UNA BIBLIOTECA NEL SUBAPPENNINO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 29 marzo 2014 a Castelnuovo della Daunia (l'antico Castrum Scalvorum), un bellissimo paese oggi di 1.500 abitanti sito a 500 metri s.l.m. nel Subappennino Dauno, è stata inaugurata la biblioteca comunale, nata negli anni 60 del Novecento e poi chiusa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'avvenimento si deve ad una sinergia tra il Comune e la Pro Loco "G.B. Trotta", attorno alla quale si è raccolto un gruppo di volontari guidati da Giovanni Altrui, operatore culturale di lunga esperienza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Il gruppo di animatori si propone di integrare in un'azione sinergica biblioteca, museo diocesano e della civiltà contadina, archivio storico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel corso del dibattito pubblico che ha preceduto l'inaugurazione si è ipotizzato anche l'inserimento del locale teatro comunale in tale discorso sinergico. Alla cerimonia sono stati invitati il presidente della sezione pugliese dell'AIB Waldemaro Morgese e Maria Abenante, componente del CEN dell'AIB, che nel suo intervento ha sottolineato la necessità che il servizio bibliotecario sia considerato un servizio pubblico essenziale come gli altri finanziati con il danaro della collettività, svolto quindi da operatori professionisti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese, concludendo il dibattito, cui hanno partecipato moltissime persone e oltre al sindaco di Castelnuovo anche i sindaci dei comuni confinanti, ha osservato che ciò cui si sta dando vita è una sfida degli abitanti di Castelnuovo con se stessi, il cui esito non è certo, perchè l'obiettivo stratetegico è complesso ed esaltante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La conoscenza, che si nutre di presidi quali le biblioteche, gli archivi e i musei, è la forza motrice del XXI secolo, concetto ben evidenziato dal motto "la conoscenza accresce le capacità" e dalla considerazione che essa è potente fattore che accresce il valore identitario e la coesione civile di una comunità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' chiaro, ha concluso il presidente regionale dell'AIB, che anche per gestire una biblioteca oltre all'attività indispensabile dei volontari necessita la presenza di un bibliotecario professionista: come garantirne il servizio è problema che l'Amministrazione deve saper affrontare, anche in cooperazione con gli altri Comuni confinanti e relazionandosi all'esistente "Polo SBN" di Capitanata. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_NASCE+UNA+BIBLIOTECA+NEL+SUBAPPENNINO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 29 Mar 2014 16:08:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/29-03-2014-nasce-una-biblioteca-nel-subappennino</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_NASCE+UNA+BIBLIOTECA+NEL+SUBAPPENNINO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_NASCE+UNA+BIBLIOTECA+NEL+SUBAPPENNINO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-03-2014: L'AMORE... PRESENTATO A MOLA DI BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-03-2014-l-amore-presentato-a-mola-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23-03-2014: L'AMORE... PRESENTATO A MOLA DI BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La trilogia di Waldemaro Morgese 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ("L'amore per la cultura"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 2011, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "L'amore per la politica"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 2012 e 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "L'amore per l'economia"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , 2013) è stata presentata alla Libreria 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Culture Club Cafè
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            di Mimmo Sparno, in Mola di Bari, il 23 marzo 2014 alle ore 10.30, presente l'Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno discusso i 3 libri con l'Autore: l'esperto di diritto del lavoro Gaetano Veneto, l'economista Michele Capriati, l'esperto di diritto internazionale Ennio Triggiani e il poeta Lino Angiuli. La partecipazione del pubblico è stata numerosa e il dibattito che ne è seguito è stato appassionato, a tratti molto vivace e ricco di nuovi spunti. Era presente l'editore dei tre libri, Peppino Ponticelli titolare delle "Edizioni dal Sud".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_L-AMORE...+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_L-AMORE...+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg" length="62646" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Mar 2014 16:04:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/23-03-2014-l-amore-presentato-a-mola-di-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_L-AMORE...+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_L-AMORE...+PRESENTATO+A+MOLA+DI+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>07-03-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE ALL'ISPRA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/07-03-2014-la-sottile-linea-verde-all-ispra</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           07-03-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE ALL'ISPRA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il libro di Waldemaro Morgese "La sottile linea verde" è stato presentato all'ISPRA-Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale di Roma.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella sala conferenze vi era un nutrito numero di partecipanti che ha seguito con attenzione e interesse l'evento, svolgendo anche alcuni interventi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno preso la parola Anna Laura Saso, bibliotecaria della Biblioteca dell'ISPRA, Emi Morroni, dirigente del Dipartimento Attività Bibliotecarie, Documentali e per l'Informazione dell'ISPRA, la rappresentante della Stilo Editrice, Chiara Lacirignola, l'Autore e Lorenzo Ciccarese, ricercatore del Dipartimento Difesa della Natura dell'ISPRA, che ha concluso il dibattito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'occasione la Stilo ha diffuso un dépliant con le proprie pubblicazioni di contenuto ambientale mentre la Biblioteca dell'ISPRA ha proposto ai presenti un paper con "suggerimenti di lettura" tratti dal catalogo specializzato della Biblioteca, con l'intento di favorire l'ulteriore approfondimento sullo sviluppo sostenibile, sull'ecologia politica e sulla filosofia ambientalista. W. Morgese, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità che siano sviluppati i contenuti "empatici" e "biofilici" dei programmi scolastici, anche perché l'uomo è ormai il "dominus" della Natura, quindi da lui e dalla sua sensibilità dipendono le sorti della nostra Madre Terra. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg" length="49655" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:58:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/07-03-2014-la-sottile-linea-verde-all-ispra</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>07-03-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE ALL'ISPRA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/my-post589dd447</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Venerdì 7 marzo 2014 il libro di Waldemaro Morgese "La sottile linea verde - Eccessi svolte e prospettive della questione ambientale" sarà presentato alle ore 11.00 presso la biblioteca dell'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale di Roma (via Vitaliano Brancati 60, ingresso dal civico 48).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro ha un prologo di Antonella De Robbio e un epilogo di Giorgio Nebbia. Recherà il saluto Emi Morroni, parteciperanno l'Autore, Chiara Lacirignola e Lorenzo Ciccarese, esperto ambientale dell'ISPRA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi intende partecipare alla presentazione è pregato di prenotarsi scrivendo alla dott.ssa Anna Laura Saso 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:annalaura.saso@isprambiente.it" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           annalaura.saso@isprambiente.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            oppure alla dott.ssa Claudia Palla 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:claudia.palla@isprambiente.it" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           claudia.palla@isprambiente.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-03-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-03-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg" length="77767" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 09:13:02 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-03-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_07-03-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+ALL-ISPRA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RINASCE LA BIBLIOTECA RURALE...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/rinasce-la-biblioteca-rurale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RINASCE LA BIBLIOTECA RURALE...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Biblioteca Rurale "Il Poggio" è stata ristrutturata, con l'aggiunta di un cucinino e dei servizi igienici.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ristrutturazione è durata 9 mesi e si è conclusa nel marzo del 2014. Anche i lavori di risistemazione dei fondi sono stati completati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I fondi sono collocati su mensolature in legno realizzate sul posto da un provetto falegname...d'altri tempi. Il patrimonio documentale è stato distinto in 12 fondi (vedi il file allegato). La Biblioteca dispone di un PC collegato alla rete internet e di una stampante in grado anche di fare scansioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Due mobili specifici dotati di complessive 14 mensole raccolgono i fondi dell'Enciclopedia Italiana (Enciclopedia "Treccani").
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            I frequentatori hanno a disposizione un divano e due poltrone, oltre che il tavolo di consultazione con le sedie. Alle pareti della Biblioteca è possibile osservare iconografie di un certo interesse documentale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella parte antistante è stata collocata la tradizionale "vetrina delle meraviglie", con l'esposizione di pezzi librari rari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' allo studio come procedere alla catalogazione digitale dei fondi, necessaria perchè topologicamente ogni mensolatura di legno porta tre file di documenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vedi nella sezione del sito "Foto Gallery" le immagini della Biblioteca, prima e dopo la ristrutturazione!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_RINASCE+LA+BIBLIOTECA+RURALE....jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_RINASCE+LA+BIBLIOTECA+RURALE....jpg" length="70912" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Mar 2014 16:17:48 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_RINASCE+LA+BIBLIOTECA+RURALE....jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_RINASCE+LA+BIBLIOTECA+RURALE....jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA SOTTILE LINEA VERDE AL LINGUISTICO MARCO POLO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-sottile-linea-verde-al-linguistico-marco-polo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA SOTTILE LINEA VERDE AL LINGUISTICO MARCO POLO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è svolta il 27 febbraio 2014 alle 10.00 la presentazione del libro di W.Morgese "La sottile linea verde" presso il Liceo Linguistico e Tecnico-Economico "Marco Polo" di Bari, introdotta dal preside Antonio Guida.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Massiccia la presenza delle quinte classi, che nei giorni precedenti avevano realizzato alcuni laboratori di lettura del libro, discutendo le problematiche ivi contenute.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Durante la presentazione gli studenti hanno mandato in visione 4 filmati, preparati per l'occasione ispirandosi al libro e hanno formulato all'Autore 16 domande scritte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è discusso in modo serrato di olocene, antropocene, arcologia, OGM, energia nucleare, terra dei fuochi, sviluppo tecnologico, globalizzazione, biodiversità, fondamento storico della questione ambientale, turismo ecosostenibile, nanotecnologie, politiche green, approccio ecocentrico versus antropocentrico, eccetera.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'iniziativa rientra nella rassegna "I Dialoghi prima dei Dialoghi", un format di oltre 100 eventi che sta coinvolgendo 10.000 studenti e 13 scuole pugliesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg" length="87386" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 15:53:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/la-sottile-linea-verde-al-linguistico-marco-polo</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>27-02-2014: LA SOTTILE LINEA VERDE AL LINGUISTICO "MARCO POLO"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/27-02-2014-la-sottile-linea-verde-al-linguistico-marco-polo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovedì 27 febbraio 2014 il libro di Waldemaro Morgese "La sottile linea verde - Eccessi, svolte e prospettive della questione ambientale" sarà presentato con gli studenti del Liceo Linguistico e Tecnico Economico Statale "Marco Polo" di Bari. L'iniziativa si svolge nell'ambito della rassegna "I dialoghi prima dei dialoghi".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-02-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-02-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg" length="77767" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 09:10:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/27-02-2014-la-sottile-linea-verde-al-linguistico-marco-polo</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-02-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-02-2014+LA+SOTTILE+LINEA+VERDE+AL+LINGUISTICO+MARCO+POLO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>24-02-2014: VERSO LA BIBLIOTECONOMIA SOCIALE. ASSEMBLEA AIB A BARI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/24-02-2014-verso-la-biblioteconomia-sociale-assemblea-aib-a-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           24-02-2014: VERSO LA BIBLIOTECONOMIA SOCIALE. ASSEMBLEA AIB A BARI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In apertura dell'assemblea elettorale dei soci dell'Associazione Italiana Biblioteche, Sezione Puglia, svoltasi presso la Mediateca Regionale (Bari) il 24 febbraio 2014, il presidente Waldemaro Morgese ha pronunciato una relazione introduttiva in cui, dopo aver dato conto dell'attività svolta dalla Sezione nel 2013, ha enunciato la problematica principale che impegnerà i bibliotecari di tutto il Mondo nei prossimi anni: il passaggio alla biblioteconomia "sociale", con tutte le implicazioni che ne derivano.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il relatore ha anche osservato che le istituzioni pubbliche non sono adeguate alle nuove necessità, a cominciare dalla stessa Regione Puglia. In ultimo il relatore ha puntualizzato l'esigenza che anche in Italia le biblioteche assumano un più chiaro ruolo "weelfaristico", anche per essere coerenti con gli orientamenti delle risorse finanziarie UE per il settennio 2014-2020. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ASSEMBLEA+AIB+PUGLIA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Feb 2014 15:49:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/24-02-2014-verso-la-biblioteconomia-sociale-assemblea-aib-a-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>14-02-2014: FORUM CITTADINO SULLA BIBLIOTECA CIVICA RENDELLA DI MONOPOLI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/14-02-2014-forum-cittadino-sulla-biblioteca-civica-rendella-di-monopoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese interverrà in qualità di referente del MAB Puglia al forum cittadino su "La biblioteca civica Rendella: prospettive nuove" (Monopoli, Museo Diocesano, 14 febbraio 2014).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sosterrà nel suo intervento che biblioteca civica, musei cittadini e archivio storico dovrebbero al più presto integrarsi, in modo da svolgere un servizio innovativo utilizzando al meglio le risorse finanziarie.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il modello da perseguire è quello del presidio culturale innovativo, portatore di Welfare per la città e per i cittadini.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_14-02-2014+FORUM+CITTADINO+SULLA+BIBLIOTECA+CIVICA+RENDELLA+DI+MONOPOLI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 14 Feb 2014 09:08:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/14-02-2014-forum-cittadino-sulla-biblioteca-civica-rendella-di-monopoli</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_14-02-2014+FORUM+CITTADINO+SULLA+BIBLIOTECA+CIVICA+RENDELLA+DI+MONOPOLI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ROBOT UMANI E ARTIFICIALI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/robot-umani-e-artificiali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese in qualità di referente pro-tempore del MAB Puglia (Musei, Archivi, Biblioteche), porterà il saluto al XVI workshop di Teca del Mediterraneo, in svolgimento al Palace Hotel di Bari il 31 gennaio 2014.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tema dei lavori: "Costruire comunità nel presente per creare futuro: il nuovo ruolo delle Biblioteche e dei Centri di Dcumentazione". L'intervento di W.Morgese, non formale, preciserà il nuovo ruolo dei presìdi del patrimonio culturale in una fase dello sviluppo sociale in cui crescono esponenzialmente le forme di dequalificazione del lavoro per causa dell'avanzamento delle nuove tecnologie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo W. Morgese, che è anche presidente dell'AIB Puglia, all'incipiente "robotizzazione" umana, cui si aggiungono i robot artificiali sempre più diffusi in ogni ganglo del lavoro, bisogna rispondere intensificando il carattere "sociale" della biblioteconomia e dell'intervento culturale in generale, trasformando i bibliotecari, gli archivisti e gli operatori museali in veri e propri agenti del cambiamento sociale.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 31 Jan 2014 09:04:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/robot-umani-e-artificiali</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SPENDING REVIEW NELLE BIBLIOTECHE DI BARI?</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/spending-review-nelle-biblioteche-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SPENDING REVIEW NELLE BIBLIOTECHE DI BARI?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese ha sviluppato una riflessione a tutto campo sulla situazione delle biblioteche a Bari, prossima città metropolitana. Alcune acquisizioni erano già state elaborate nell'ambito dell'AIB Puglia, altre costituiscono nuove proposte su cui riflettere: specialmente la problematica della biblioteca nazionale e di quella già provinciale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sviluppando sinergie e meglio caratterizzando i ruoli e funzioni delle varie biblioteche esistenti si può ad avviso di W.Morgese risparmiare risorse finanziarie e nello stesso tempo accrescere e migliorare i servizi all'utenza. A condizione però che Bari realizzi finalmente la "public library", di cui oggi non dispone. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 01 Jan 2014 07:33:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/spending-review-nelle-biblioteche-di-bari</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>01-10-2013: ASSEMBLEA AIB PUGLIA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/01-10-2013-assemblea-aib-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           01-10-2013: ASSEMBLEA AIB PUGLIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Presso la Mediateca Regionale in Bari si è svolta il 1° ottobre 2013 l'assemblea dei soci AIB Puglia, aperta da una relazione del presidente Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nella sua relazione Waldemaro Morgese ha sottolineato l'importanza che riveste per i bibliotecari la legge n° 4 del 2013, che ha consentito il riconoscimento della professione bibliotecaria nell'ambito delle professioni "non ordinistiche".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Fra l'altro W. Morgese ha chiarito la distinzione da fare fra spirito pubblico (consapevole dell'importanza della cultura e dei presìdi della conoscenza) e "spirito" delle caste politiche e delle istituzioni, attualmente non favorevoli - nei fatti - a investire nella cultura e in tutto quanto significhi conoscenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ASSEMBLEA+AIB+PUGLIA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ASSEMBLEA+AIB+PUGLIA.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Oct 2013 14:09:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/01-10-2013-assemblea-aib-puglia</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ASSEMBLEA+AIB+PUGLIA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ASSEMBLEA+AIB+PUGLIA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>15-09-2013: FORUM DEL LIBRO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/15-09-2013-forum-del-libro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colloquio in occasione del Forum del Libro ("Lector in Fabula-Paroleinfestival", Conversano, 15 settembre 2013).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fra W. Morgese, Marina Losappio (presidente Presidi del Libro), Giovanni Solimine (ordinario Università La Sapienza) e Flavia Nardelli (segretario Commissione CUltura Camera Deputati) si è svolto un confronto in occasione della X edizione del Forum del Libro e della Lettura, che si svolgerà a Bari il 18 e 19 ottobre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese nel suo intervento ha sostenuto che la lettura non è un bene diretto, ma uno "spillover", cioè un effetto indiretto di altre politiche. Ad esempio, se si sviluppano le biblioteche ne beneficia la lettura. E così se si sviluppa la scuola, la formazione permanente, le librerie, il libro stesso, o corrette pratiche pedagogiche fin da tenerissima età (come è il caso di "Nati per Leggere").
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste politiche per il "Knowledge" (la conoscenza) devono essere concepite con un alto tasso di innovazione: se si può navigare in internet con la banda larga dappertutto, allora ne beneficia la lettura, i cui tassi sono molto negativi specie nel Sud. W. Morgese ha concluso citando l'esempio delle biblioteche londinesi chiamate "Idea Store": esse hanno sul serio fatto il "salto" nel Welfare e quindi sono potenti fattori di sviluppo della lettura. W. Morgese a questo proposito ha citato un recente viaggio-studio a Londra organizzato dall'AIB Puglia, di cui si fornisce un resoconto nel file allegato.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-15-09-2013+FORUM+DEL+LIBRO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-15-09-2013+FORUM+DEL+LIBRO.jpg" length="60513" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 15 Sep 2013 08:07:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/15-09-2013-forum-del-libro</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-15-09-2013+FORUM+DEL+LIBRO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-15-09-2013+FORUM+DEL+LIBRO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>03-07-2013: LA SOTTILE LINEA VERDE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/03-07-2013-la-sottile-linea-verde</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/23_04_2013_biblioteche_scolastiche_8242543.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           03-07-2013: LA SOTTILE LINEA VERDE
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Presentato il nuovo libro di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "La sottile linea verde", pubblicato da Stilo Editrice, è stato presentato con folta partecipazione al corner Feltrinelli di Bari. Chiara Lacirignola ha intervistato l'Autore su vari temi trattati nel libro, come gli OGM, i rapporti fra l'Uomo e la Natura, le azioni oggi possibili per l'ambiente. Alla fine della presentazione vi è stata una vivace discussione sul merito delle questioni affrontate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il libro, che si avvale anche di due contributi di Antonella De Robbio e Giorgio Nebbia, pubblicato nella collana "Vita sociale" di Stilo, è in distribuzione al prezzo di 12 euro presso le Librerie.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Può anche essere acquistato presso ibs o presso l'editore: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.stiloeditrice.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           www.stiloeditrice.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I temi trattati possono essere desunti dal sommario:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecosistemi possibili tra città nel deserto e tecnologie tra le nuvole (di Antonella De Robbio)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I. La questione ambientale in Italia: il giro di boa degli anni Settanta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           II. Risorse naturali: quale uso sostenibile?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           III. Naturale e artificiale: componenti di una sola ecumene
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IV. Scienza e tecnica al servizio dell'ambiente: modalità e sfide
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           V. Sviluppo e ambiente verso un'armonizzazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'insostenibilità della sostenibilità (di Giorgio Nebbia)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Glossario, Indice dei nomi, Indice delle opere e sitografia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE.jpg" length="77767" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 03 Jul 2013 14:05:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/03-07-2013-la-sottile-linea-verde</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+SOTTILE+LINEA+VERDE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA SOTTILE LINEA VERDE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-sottile-linea-verde</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "La sottile linea verde-eccessi, svolte e prospettive della questione ambientale", il libro scritto da Waldemaro Morgese con un prologo di Antonella De Robbio e un epilogo di Giorgio Nebbia, dopo la presentazione del 3 luglio 2013 presso la Libreria Feltrinelli in Bari, sarà presentato in varie altre occasioni, di cui le più imminenti sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            23 gennaio 2014, Mola di Bari, Castello Angioino, ore 20.00
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            27 febbraio 2014, Bari, Scuola Marco Polo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            7 marzo 2014, Roma, Ispra-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggi la scheda editoriale sul libro e partecipa alle presentazioni! 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 03 Jul 2013 08:03:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/la-sottile-linea-verde</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>10-06-2013: ESTERNALIZZAZIONI IN BIBLIOTECA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/10-06-2013-esternalizzazioni-in-biblioteca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/23_04_2013_biblioteche_scolastiche_8242543.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           10-06-2013: ESTERNALIZZAZIONI IN BIBLIOTECA
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saluto di Waldemaro Morgese, presidente dell'AIB Puglia, al convegno AIB-OLAVEP "Le esternalizzazioni in biblioteca: criticità e prospettive" (Bari, Santa Teresa dei Maschi, 10 giugno 2013).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Waldemaro Morgese, nel portare il saluto dell'AIB Puglia, ha sostenuto che la nuova situazione aperta al mondo delle biblioteche dall'approvazione della legge n° 4 del gennaio 2013 ha creato un campo di potenzialità importanti, perché per la prima volta riceve riconoscimento giuridico la professione del bibliotecario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo nuovo quadro i bibliotecari, interi o esterni che siano, devono saper corrispondere con maggiori contenuti di qualità alle esigenze della società e dell'utenza, compito per il quale l'AIB è impegnata con tutte le sue forze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECHE+SCOLASTICHE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ESTERNALIZZAZIONI+IN+BIBLIOTECA.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 10 Jun 2013 13:59:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/10-06-2013-esternalizzazioni-in-biblioteca</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ESTERNALIZZAZIONI+IN+BIBLIOTECA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_ESTERNALIZZAZIONI+IN+BIBLIOTECA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-04-2013: BIBLIOTECHE SCOLASTICHE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-04-2013-biblioteche-scolastiche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/1/23_04_2013_biblioteche_scolastiche_8242543.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           23-04-2013: BIBLIOTECHE SCOLASTICHE
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saluto di W.Morgese al convegno AIB, AIE e CONBS "UNA, CENTO, MILLE BIBLIOTECHE NELLE SCUOLE", Bari, 23 aprile 2013, Liceo-Ginnasio O.Flacco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel suo intervento W.Morgese ha fatto propria una riflessione di Z. Bauman sulla veloce liquidità del tempo moderno, che rende difficile anche aggiornare i modelli dell'istruzione. Questi modelli, comunque, ha sostenuto W.Morgese, dovrebbero essere più empatici, liberi, autocentrati.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Il presidente dell'AIB Puglia ha successivamente illustrato la situazione difficile delle biblioteche scolastiche in Puglia e ha chiesto ai decisori politici di privilegiare l'investimento in educazione anche per contrastare lo "illetteratismo" crescente della popolazione italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECHE+SCOLASTICHE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECHE+SCOLASTICHE.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 23 Apr 2013 13:57:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/23-04-2013-biblioteche-scolastiche</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECHE+SCOLASTICHE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BIBLIOTECHE+SCOLASTICHE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>14-03-2013: LE ECOBIBLIOTECHE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/14-03-2013-le-ecobiblioteche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           14-03-2013: LE ECOBIBLIOTECHE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intervento di Waldemaro Morgese al convegno della Fondazione Stelline di Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il contributo individua nella questione ambientale l’emergenza più drammatica del nostro secolo, da fronteggiare con politiche capaci di depotenziare gli eccessi di produzione, di consumi, di sfruttamento delle risorse, ponendo limiti accettabili (sostenibili) allo sviluppo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Un ruolo importante di “agenti” o presídi culturali di contrasto può essere svolto dal mondo delle biblioteche, quando orientano la loro azione dimostrando sensibilità per questa problematica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le biblioteche “verdi” o “ecobiblioteche”, declinate secondo tre configurazioni-tipo, attraverso la loro propensione biofilica, epigenetica e welfaristica, possono peraltro inverare modalità di condivisione e di ricerca di alleanze efficaci e molto innovative, basate non tanto sulle tradizionali procedure di network governance sostenute da impulsi autoreferenziali, bensì su contenuti coinvolgenti e strategici direttamente promananti dai contesti sociali come quelli che riguardano l’ecologia e l’ambiente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LE+ECOBIBLIOTECHE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LE+ECOBIBLIOTECHE.jpg" length="52250" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 14 Mar 2013 14:48:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/14-03-2013-le-ecobiblioteche</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LE+ECOBIBLIOTECHE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LE+ECOBIBLIOTECHE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA "BIBLIOTECONOMIA WELFARISTICA"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/my-post9133f40e</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un contributo di Waldemaro Morgese sul tema della biblioteconomia applicata ai sistemi di Welfare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lo scritto si intitola
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le biblioteche "verdi": un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            concept
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           strategico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In esso Waldemaro Morgese riflette sulle varie forme che assume il contributo che le biblioteche (ma anche gli archivi e i musei) possono dare per tutelare la Natura e l'Ambiente e sulle implicazioni welfaristiche di tali approcci.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il contributo è un progress dell'intervento che W.Morgese svolgerà a Milano, il 14 marzo 2013, alle ore 14.30 presso la Sala Manzoni, in occasione del convegno "Biblioteche in cerca di alleati. Oltre la cooperazione, verso nuove strategie di condivisione", promosso da Biblioteche Oggi, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Milano. Leggi lo scritto nella sezione "Archivio" di questo sito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 14 Mar 2013 08:59:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/my-post9133f40e</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-03-2013: SEMINARIO SUL MEZZOGIORNO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-03-2013-seminario-sul-mezzogiorno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11-03-2013: SEMINARIO SUL MEZZOGIORNO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intervento di Waldemaro Morgese al seminario organizzato dall'Associazione ex Consiglieri Regionali ed ex Parlamentari della Puglia (Bari, 11 marzo 2013).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In preparazione del convegno nazionale sul tema "Per lo sviluppo dell'Italia a partire dal Mezzogiorno", promosso presso il Consiglio Regionale della Campania, W. Morgese ha contribuito alla discussione che gli ex consiglieri regionali e gli ex parlamentari della Puglia hanno organizzato presso il Consiglio Regionale della Puglia, al fine di dare un contributo pugliese alla discussione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           W. Morgese ha sottolineato come siano cambiati i termini della questione meridionale con l'avvento dell'UE e della globalizzazione e come restino sempre attuali gli approcci che richiamano il mix di politiche fattoriali e settoriali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al seminario hanno partecipato esponenti politici e sindacali, nonchè studiosi quali Giovanni Ancona, Michele Capriati ed Ernesto Somma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+SEMINARIO+SUL+MEZZOGIORNO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+SEMINARIO+SUL+MEZZOGIORNO.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 11 Mar 2013 14:43:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/11-03-2013-seminario-sul-mezzogiorno</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+SEMINARIO+SUL+MEZZOGIORNO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_+SEMINARIO+SUL+MEZZOGIORNO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>17-01-2013 W.MORGESE AL BIBLIODAY PUGLIA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/17-01-2013-w-morgese-al-biblioday-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           17-01-2013 W.MORGESE AL BIBLIODAY PUGLIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intervento di Waldemaro Morgese, presidente dell'AIB Puglia, al "Biblioday Puglia: la Regione e l'AIB incontrano i bibliotecari" (Aula Magna del Liceo Classico "Orazio Flacco" di Bari, 17 gennaio 2013).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'intervento W.Morgese ha fra l'altro informato i presenti sulla nuova configurazione dell'anagrafe delle biblioteche pugliesi, che purtroppo si riducono di circa il 30%. Ha inoltre analizzato i risultati di un recente rapporto dell'Osservatorio "PanOpticonPuglia" sulla filiera del libro, i cui dati sono alquanto drammatici. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Concludendo, W. Morgese ha osservato: "Futurologi come Kevin Kelly o John Brockman ci segnalano che dopo il 2050 i nostri Paesi saranno popolati da pochi giovani, molti anziani e milioni di robot.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Forse dovremo accogliere nelle nostre biblioteche anche i robot, circostanza indubitabile date le premesse. O forse le nostre biblioteche saranno tutte come quella che nascerà in autunno nel Texas, a Sant'Antonio, la prima biblioteca pubblica senza libri, ma con ebook reader in grande quantità da prestare agli utenti per un periodo determinato, dopo il quale il loro contenuto si evaporerà automaticamente". 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIODAY+PUGLIA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIODAY+PUGLIA.jpg" length="48266" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 17 Jan 2013 14:31:23 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIODAY+PUGLIA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_W.MORGESE+AL+BIBLIODAY+PUGLIA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA BIBLIOTECONOMIA WELFARISTICA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/la-biblioteconomia-welfaristica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA "BIBLIOTECONOMIA WELFARISTICA"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un contributo di Waldemaro Morgese alla costruzione di una biblioteconomia applicata ai sistemi di Welfare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Autore discute il concetto di biblioteca "verde" e il contributo che le "biblioteche verdi" possono recare alla costruzione di un sistema welfaristico non più eminentemente "protettivo" come è l'attuale Welfare italiano, ma proattivo e attento alle opportunità degli individui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'autore richiama la speculazione di Amarthya Sen e della sua "scuola" (ad esempio la giurista Martha C. Nussbaum) sul concetto di "capability" (capacità) dell'individuo. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+BIBLIOTECONOMIA+WELFARISTICA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Jan 2013 14:37:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/la-biblioteconomia-welfaristica</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+BIBLIOTECONOMIA+WELFARISTICA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_LA+BIBLIOTECONOMIA+WELFARISTICA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BRUNO CALVANI RICORDATO DA VITANTONIO BARBANENTE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/bruno-calvani-ricordato-da-vitantonio-barbanente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BRUNO CALVANI RICORDATO DA VITANTONIO BARBANENTE
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Leggi il documento di Vitantonio Barbanente su Bruno Calvani nella trascrizione attraverso computer, qui allegata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'immagine riguarda il monumento in bronzo a Niccolò Van Westerhout inaugurato a Mola di Bari nel 1964 (raffigura Dona Flor).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Presso la Biblioteca rurale Casina Morgese è consultabile la fotocopia del dattiloscritto di 9 pagine, datato 20 febbraio 1982 e intitolato di suo pugno dall'Autore "A Bruno Calvani", con firma autografa e data in calce.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Autore dello scritto è Vitantonio Barbanente, che nella sua qualità di uomo politico di origine molese, molto si adoprò per lo scultore Calvani, di cui ammirava in modo incondizionato l'arte. Il documento in particolare è una cronaca delle vicissitudini che accompagnarono la realizzazione del monumento a Niccolò Van Westerhout, opera di Bruno Calvani, oggi nella piazza XX settembre di Mola di Bari. Il documento è il testo scritto della relazione svolta da V. Barbanente in occasione della presentazione pubblica del libro di Renzo Modesti "Calvani", edito nel 1981 per i tipi di Schena Editore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La fotocopia del documento è stata gentilmente donata a W.Morgese da G.Calvani, figlia dello scultore scomparso. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BRUNO+CALVANI+RICORDATO+DA+VITANTONIO+BARBANENTE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BRUNO+CALVANI+RICORDATO+DA+VITANTONIO+BARBANENTE.jpg" length="45128" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2013 13:24:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/bruno-calvani-ricordato-da-vitantonio-barbanente</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BRUNO+CALVANI+RICORDATO+DA+VITANTONIO+BARBANENTE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_BRUNO+CALVANI+RICORDATO+DA+VITANTONIO+BARBANENTE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>2013: LA BIBLIOTECA CRESCE...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/2013-la-biblioteca-cresce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono in corso in questi mesi (anno 2013) i lavori di ampliamento della Biblioteca rurale "Il Poggio".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I già annunciati lavori di ampliamento della Biblioteca rurale "Il Poggio", che consentiranno di avere i servizi igienici e altro, sono in corso e dureranno per alcuni mesi. Entro la fine dell'anno 2013 il patrimonio documentale sarà ricollocato. Attualmente esso è stato "stoccato" in una delle stanze con volte a botte della antica casina Morgese, a pochi metri dalla Biblioteca.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_2013+LA+BIBLIOTECA+CRESCE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_2013+LA+BIBLIOTECA+CRESCE.jpg" length="66652" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2013 09:02:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/2013-la-biblioteca-cresce</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_2013+LA+BIBLIOTECA+CRESCE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_2013+LA+BIBLIOTECA+CRESCE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>19-12-2012: W. Morgese per "SOS Bangladesh"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/19-12-2012-w-morgese-per-sos-bangladesh</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'intervento del presidente dell'AIB Puglia all'evento di presentazione del progetto SOS BANGLADESH. IL FUTURO IN UNA BIBLIOTECA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 19 dicembre 2012, alle 18.00, si è svolta nell'aula del Comune di Bari molto gremita la presentazione del progetto SOS BANGLADESH. IL FUTURO IN UNA BIBLIOTECA, promosso dalle Onlus "Virtute e Canoscenza" e "Rishilpi", con il partenariato dell'AIB Puglia che a suo tempo lanciò l'idea di focalizzarsi sulle biblioteche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella occasione è stato presentato il volume di quasi 400 pagine che raccoglie poesie, immagini e prose di numerosissimi Autori, che si sono tassati contribuendo così allo start up del progetto, il cui obiettivo è la realizzazione di due biblioteche in due villaggi del Bangladesh.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/sos-bangladesh.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/sos-bangladesh.jpg" length="119497" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 19 Dec 2012 16:24:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/19-12-2012-w-morgese-per-sos-bangladesh</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/sos-bangladesh.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/sos-bangladesh.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-12-2012: W. Morgese sulla nuova Legge Regionale per i Beni Culturali</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-12-2012-w-morgese-sulla-nuova-legge-regionale-per-i-beni-culturali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Convegno promosso dalla Regione Puglia presso la Biblioteca Nazionale di Bari, nell'ambito di un percorso volto a rinnovare la politica regionale in materia di beni culturali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file PDF allegato l'intervento che Waldemaro Morgese, presidente dell'AIB Puglia, ha pronunciato in occasione del convegno promosso dalla Regione Puglia "Verso la nuova legge regionale per i beni culturali", che presumibilmente sarà approvata dalla Giunta Regionale entro fine anno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 18 Dec 2012 16:21:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/18-12-2012-w-morgese-sulla-nuova-legge-regionale-per-i-beni-culturali</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Riccardo Cucciolla: un Libro</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/riccardo-cucciolla-un-libro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il saggio scritto da Waldemaro Morgese per il libro "Riccardo Cucciolla. Ritratto di attore", Edizioni dal Sud, 2012.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si intitola IL CINEMA "POLITICO" DI RICCARDO CUCCIOLLA NEGLI ECHI DEL '68 il saggio scritto da Waldemaro Morgese nel libro collettaneo RICCARDO CUCCIOLLA. RITRATTO DI ATTORE, a cura di Vito Attolini e Alfonso Marrese, cura editoriale di Maria A. Abenante, pubblicato dalle Edizioni dal Sud (2012). Leggi il saggio nel file PDF allegato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il libro raccoglie anche contributi di Giuliano Montaldo, Felice Laudadio, Arturo Cucciolla, Gianvito Mastroleo, Vito Attolini, Cecilia Mangini, Milena Vukotic, Alfonso Marrese, Alberto Castellano, Costantino Foschini, Rossana Buono, Angela Annese, Egidio Pani, Pasquale Bellini, Michele Mirabella, Bepi Acquaviva, Vittorio Capotorto, Nicola Saponaro, Nietta Tempesta, Cris Chiapperini.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi è anche una ampia raccolta di schede sui film cui ha partecipato Riccardo Cucciolla (ben 15 schede scritte da noti critici cinematografici). Complementare al libro è una mostra di fotografie e manifesti cinematografici su Riccardo Cucciolla, esposta nell'ex Palazzo delle Poste di Bari dal 9 al 16 novembre 2012. E' stata promossa anche una presentazione del libro in data 15 novembre 2012 sempre nell'ex Palazzo Poste. Tutta l'iniziativa (pubblicazione libro, mostra, presentazione libro) è a cura di Associazione "Attraverso lo spettacolo", Teca del Mediterraneo, Mediateca Regionale, Università degli studi di Bari Aldo Moro.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/riccardo-cucciolla-c35a3333.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/riccardo-cucciolla-79120550.jpg" length="103180" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Nov 2012 16:19:01 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/riccardo-cucciolla-79120550.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/riccardo-cucciolla-79120550.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>12-10-2012: W. Morgese introduce il Dibattito su "Italica" di V. Tanzi</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/12-10-2012-w-morgese-introduce-il-dibattito-su-italica-di-v-tanzi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Grande partecipazione di pubblico alla presentazione del volume di Vito Tanzi "Italica. Costi e conseguenze dell'unificazione d'Italia".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Venerdì 12 ottobre 2012, presso Palazzo Pesce a Mola di Bari, è stato presentato il volume di Vito Tanzi "Italica. Costi e conseguenze dell'unificazione d'Italia". Ne hanno discusso il prof. Michele Capriati e l'Autore. W. Morgese ha introdotto la conversazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggi l'introduzione pronunciata da W. Morgese nel file allegato.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/dibattito-su-italica-tanzi.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/dibattito-su-italica-tanzi.jpg" length="38894" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 12 Oct 2012 14:38:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/12-10-2012-w-morgese-introduce-il-dibattito-su-italica-di-v-tanzi</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/dibattito-su-italica-tanzi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/dibattito-su-italica-tanzi.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'amore per la politica di W. Morgese</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/l-amore-per-la-politica-di-w-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pubblicato il nuovo libro di W. Morgese "L'amore per la politica" per i tipi delle Edizioni dal Sud.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Segue a "L'amore per la cultura" (2011).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo libro "L'amore per la politica" ha visto la luce nel settembre 2012. Si vale di un prologo di Cecilia Mangini e di un epilogo di Ennio Triggiani. I temi trattati: pubblica amministrazione, sanità, Welfare, cultura, Knowledge, riforme istituzionali, economia e finanza, beni comuni, nuove tecnologie, Mezzogiorno, costi della politica, uso del territorio, partiti politici, riformismo, europeismo, federalismo, regionalismo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/amore-per-la-politica.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/amore-per-la-politica.jpg" length="48491" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Sep 2012 14:42:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/l-amore-per-la-politica-di-w-morgese</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/amore-per-la-politica.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/amore-per-la-politica.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MOLA PER BRUNO CALVANI: PUBBLICATO UN BEL LIBRO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/mola-per-bruno-calvani-pubblicato-un-bel-libro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 2015 è vicino: cade il Trentesimo della dipartita dello scultore Bruno Calvani (19 dicembre 1985).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (19 dicembre 1985).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            All'avvicinarsi del trentesimo anno della morte di Bruno Calvani, il grande scultore molese di nascita, cominciano a svilupparsi le prime iniziative commemorative.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ora è stato pubblicato un bellissimo volume in edizione fuori commercio da Pietro Ungaro e Nico Lioce, interamente finanziato in modo benemerito dalla Farmacia Mangiolino di Mola di Bari, con l'impulso e supervisione della figlia dello scultore, signora Giuliana Kreis Calvani. Si intitola "Bruno Calvani. Percorsi d'Arte".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Già la figlia dello scultore e Waldemaro Morgese, animatore della Biblioteca Rurale Casina Morgese, sita nel Poggio delle Antiche Ville, il 27 luglio 2012 hanno stretto una intesa per promuovere nel 2015 una mostra documentaria sullo scultore, da svolgere a Mola di Bari e a Bari. Per questo evento Giuliana e Waldemaro stanno già operando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste iniziative promosse dalla società civile dovrebbero spingere la Pubblica Amministrazione molese a deliberare l'istituzione di un comitato d'onore per le onoranze. Gli illustri figli di Mola di Bari non sono pochi e tutti dovrebbero essere degnamente ricordati: non perchè essi ne abbiano bisogno, semmai sono i Pubblici Poteri che dovrebbero dimostrare ai cittadini di essere degni della loro memoria!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attenzione! Nella sezione "Foto Gallery" di questo sito puoi visionare alcune immagini relative a Bruno Calvani. Nella sezione "Archivio" del sito puoi conoscere altre notizie e un importante documento.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-MOLA+PER+BRUNO+CALVANI+PUBBLICATO+UN+BEL+LIBRO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-MOLA+PER+BRUNO+CALVANI+PUBBLICATO+UN+BEL+LIBRO.jpg" length="92283" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 27 Jul 2012 07:57:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/mola-per-bruno-calvani-pubblicato-un-bel-libro</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-MOLA+PER+BRUNO+CALVANI+PUBBLICATO+UN+BEL+LIBRO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-MOLA+PER+BRUNO+CALVANI+PUBBLICATO+UN+BEL+LIBRO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>27-07-2012: INCONTRO FRA WALDEMARO MORGESE E GIULIANA CALVANI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/27-07-2012-incontro-fra-waldemaro-morgese-e-giuliana-calvani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un incontro finalizzato al recupero memoriale e alla valorizzazione della figura di Bruno Calvani, scultore di origine molese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il 27 luglio 2012 si sono incontrati Waldemaro Morgese, presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche (Sezione Puglia) nonché titolare della Biblioteca rurale "Casina Morgese" e Giuliana Calvani, figlia di Bruno Calvani, il grande scultore di origine molese (1904-1985).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel concordare una visita prossima alla Biblioteca "Casina Morgese", i due protagonisti dell'incontro hanno definito un percorso di recupero memoriale e di valorizzazione dello scultore di origine molese: la programmazione di una mostra essenziale di documenti originali da inaugurare nel trentesimo della morte dello scultore (2015) e la pubblicazione di un catalogo della mostra con apporti critici adeguati. Nell'occasione Giuliana Calvani ha donato a Waldemaro Morgese, che si è commosso, un appunto autografo del padre in cui egli parla del musicista Ottone Pesce, nonno materno di Waldemaro Morgese.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi si legge: "sto lavorando alla testina della figlia di Ottone e sono già a buon punto". Nell'occasione Giuliana ha donato alla Biblioteca "Casina Morgese" un fondo di 42 libri, prima tranche di una donazione più ampia, fra cui un libro degli anni "sessantottini" in cui la famiglia Calvani soggiornò a Parigi. Biblioteca "Casina Morgese" ha aperto una richiesta pubblica di documenti e notizie su Bruno Calvani: chiunque abbia o conosca qualcosa, può effettuare la segnazione alla email 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:w.morgese@gmail.com" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           w.morgese@gmail.com
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , contribuendo così fin da ora alla costruzione della celebrazione del trentesimo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-07-2012-INCONTRO-FRA-WALDEMARO-MORGESE-E-GIULIANA-CALVANI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'immagine: appunto autografo di B.Calvani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-07-2012+INCONTRO+FRA+WALDEMARO+MORGESE+E+GIULIANA+CALVANI.jpg" length="26460" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 27 Jul 2012 07:54:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/27-07-2012-incontro-fra-waldemaro-morgese-e-giuliana-calvani</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-07-2012+INCONTRO+FRA+WALDEMARO+MORGESE+E+GIULIANA+CALVANI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_27-07-2012+INCONTRO+FRA+WALDEMARO+MORGESE+E+GIULIANA+CALVANI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SCARICA IL NUOVO LIBRO DI W.MORGESE!</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/scarica-il-nuovo-libro-di-w-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo libro di W.Morgese si chiama "L'amore per la politica".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il nuovo libro di W.Morgese, L'amore per la politica, in 116 pagine offre 17 interventi di cui il primo (prologo) di Cecilia Mangini e l'ultimo (epilogo) di Ennio Triggiani.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' un libro che passa in rassegna molti argomenti "caldi": pubblica amministrazione, sanità, Welfare, cultura, Knowledge (conoscenza), riforme istituzionali, economia e finanza, beni comuni, nuove tecnologie, Mezzogiorno, costi della politica, uso del territorio, partiti politici, riformismo, europeismo, federalismo, regionalismo....
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Puoi scaricare il testo completo nel formato PDF come vuoi e quando vuoi, recandoti semplicemente nella sezione ARCHIVIO di questo sito!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_SCARICA+IL+NUOVO+LIBRO+DI+W.MORGESE%21.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 26 Jul 2012 07:55:44 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-06-2012: W. Morgese al Convegno PD sui Beni Culturali</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-06-2012-w-morgese-al-convegno-pd-sui-beni-culturali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La relazione di Waldemaro Morgese, presidente dell'AIB Puglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 22 giugno 2012, in Barletta, presso la Sala Rossa del Castello, dalle ore 09.00 alle ore 19.30, si è svolta la conferenza regionale del PD Regionale sul tema "Beni culturali: un'impresa comune. Nuovi orientamenti nella valorizzazione e gestione dei beni culturali". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella sua relazione pomeridiana Waldemaro Morgese, dopo aver rammentato l'origine del termine "piazze del sapere", ripercorre la nascita planetaria degli orientamenti tesi a conferire una spiccata funzione sociale alle biblioteche, citando il manifesto firmato a Buenos Aires nel 2004 dai bibliotecari nell'ambito del 70° Congresso IFLA. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella relazione si sviluppa anche il concetto di patrimonio culturale quale "investimento sociale": una massa critica valida in se stessa perchè creativa di "capacità umane" e quindi in grado di completare il comparto del Welfare. W. Morgese ha concluso il suo intervento spiegando le ragioni che sono alla base della costituzione del MAB nazionale e dei MAB regionali, oltre a sottolineare la perniciosità delle gestioni ottenute al massimo ribasso.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 22 Jun 2012 14:25:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>22-06-2012: W. Morgese al XV Workshop di Teca</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/22-06-2012-w-morgese-al-xv-workshop-di-teca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il saluto del presidente dell'AIB Puglia, Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 22 giugno 2012, alle ore 09.00, in Bari, presso la sala conferenze del Centro Polifunzionale per gli studenti (ex Palazzo Poste) si è svolto il XV workshop di "Teca del Mediterraneo", la biblioteca multimediale e centro di documentazione del Consiglio Regionale della Puglia. Il workshop ha per tema: "Espressioni d'arte in biblioteca. La cultura attraversa cinema, musica e teatro".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel suo saluto, il presidente dell'AIB Puglia ha sottolineato le problematiche relative alla profonda difficoltà in cui versano oggi gli istituti della cultura e alla esigenza di sviluppare politiche di "massa critica" fra tutta la filiera della conoscenza: archivi, biblioteche, musei. Anche per reagire ad una lettura banale ed "economicistica" del ruolo della cultura, che invece sempre più deve poter essere riconosciuta come una componente essenziale del Welfare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il presidente dell'AIB Puglia ha concluso il suo intervento ricordando le attività dell'AIB in Puglia e la splendida figura di una socia dolorosamente scomparsa, Ilia Binetti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 22 Jun 2012 14:22:50 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-06-2012: IL CER AIB DI NUOVO RIUNITO A CASINA MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-06-2012-il-cer-aib-di-nuovo-riunito-a-casina-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una volta l'anno è bello riunirsi in campagna!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           11-06-2012: così come il 31 maggio del 2011, anche quest'anno il Comitato Esecutivo Regionale dell'Associazione Italiana Biblioteche si è riunito presso Biblioteca Casina Morgese per svolgere una riunione con un nutrito ordine del giorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo la riunione tutti ad una cena (offerta del Presidente Morgese) presso il favoloso "Ministero della brace" a Mola di Bari, retto dallo chef-teatrante e poeta in vernacolo Nino Acquaviva.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_11-06-2012+IL+CER+AIB+DI+NUOVO+RIUNITO+A+CASINA+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 11 Jun 2012 07:50:55 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>27-05-2012: PASSEGGIATA IN BIBLIOTECA...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/27-05-2012-passeggiata-in-biblioteca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 27 maggio 2012 alle ore 09.00 si svolgerà una passeggiata in campagna, fra le antiche ville, organizzata dall'Associazione Onlus "Le Antiche Ville" e dal GAL Sud-Est Barese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I partecipanti alla passeggiata ecologico-culturale, organizzata nell'ambito della X rassegna "Baricentro di cultura in collina", visiteranno fra l'altro la Casina Morgese e la Biblioteca Rurale "Casina Morgese". Il proprietario della Casina fondata nel 1898, Waldemaro Morgese, illustrerà ai presenti la storia recente della Casina (specie a partire dal 1996) e la struttura della Biblioteca Rurale.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 27 May 2012 07:49:15 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11-05-2012: I VOLONTARI DELLA MARANGELLI VISITANO CASINA MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/11-05-2012-i-volontari-della-marangelli-visitano-casina-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'11 maggio 2012 i bibliotecari volontari della Biblioteca "Marino Marangelli" hanno visitato la Biblioteca "Casina Morgese".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una rappresentanza dei bibliotecari volontari della Biblioteca "Marino Marangelli" (Parrocchia del Sacro Cuore di Mola di Bari), guidata dalla responsabile Enza Caputo Dellegrazie, ha visitato la Biblioteca "Casina Morgese", interessandosi vivamente alle possibilità di prestito e alle varie sezioni tematiche delle collezioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La delegazione è stata accolta da Waldemaro Morgese, che nell'occasione ha anche accompagnato gli ospiti in una visita al Centro Servizi dell'Ecomuseo del Poggio delle Antiche Ville, sito a poche decine di metri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 11 May 2012 07:46:24 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>28-04-2012: INCONTRO TRA W.MORGESE E LA BIBLIOTECA MARANGELLI DI MOLA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/28-04-2012-incontro-tra-w-morgese-e-la-biblioteca-marangelli-di-mola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 28 aprile 2012 presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Mola di Bari si svolgerà un incontro tra W. Morgese, presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche per la Puglia, e la Biblioteca parrocchiale "Marino Marangelli" di Mola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'incontro, su iniziativa della Biblioteca parrocchiale, vedrà la presenza del numeroso “staff” della Biblioteca “Marangelli”, coordinato da Enza Caputo Dellegrazie e del parroco don Franco Fanizza.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/incontro+tra+Morgese+e+la+biblioteca+-+immagine.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/incontro+tra+Morgese+e+la+biblioteca+-+immagine.jpg" length="46337" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 28 Apr 2012 07:44:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/28-04-2012-incontro-tra-w-morgese-e-la-biblioteca-marangelli-di-mola</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/incontro+tra+Morgese+e+la+biblioteca+-+immagine.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/incontro+tra+Morgese+e+la+biblioteca+-+immagine.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. Morgese a "Biblion" Convegno sul Libro e la Lettura</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-a-biblion-convegno-sul-libro-e-la-lettura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo dell'intervento svolto al convegno sul libro e la lettura "Biblion" (Bari, 23-24 aprile 2012).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il convegno è stato promosso dall'Università degli studi di Bari Aldo Moro, dalla sezione Puglia dell'Associazione Italiana Biblioteche e dall'Associazione Pugliese Editori per celebrare la giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d'autore. E' programmato a Bari dal 23 al 24 aprile 2012. Waldemaro Morgese ha svolto l'intervento in qualità di presidente della sezione pugliese dell'AIB.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 14:21:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-a-biblion-convegno-sul-libro-e-la-lettura</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>06-03-2012: CARI CITTADINI, PARLIAMO DI BIBLIOTECHE...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/06-03-2012-cari-cittadini-parliamo-di-biblioteche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è svolto presso la Libreria Laterza in Bari il 6 marzo 2012 alle 18.00 un affollatissimo incontro organizzato dalla Libreria e dall'AIB Puglia sulle biblioteche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All'incontro ha partecipato Antonella Agnoli e altri bibliotecari. E' stato invitato e ha preso la parola anche l'Assessore regionale ai beni culturali Angela Barbanente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il presidente dell'AIB Puglia Waldemaro Morgese, intervenendo fra i relatori, ha sostenuto che le biblioteche sempre più devono diventare presìdi del Welfare, finalizzati ad accrescere i livelli di benessere dei cittadini attraverso gli strumenti specifici del Knowledge (conoscenza). Il sapere è la principale forza produttiva del XXI secolo e ciò garantisce alle biblioteche un futuro, purchè i bibliotecari e le istituzioni sappiano corrispondere alle nuove esigenze. Insomma le biblioteche - ha sostenuto W. Morgese - per essere all'altezza di questo "ricollocamento" strategico, devono essere "desacralizzate" dai bibliotecari stessi, diventando luoghi amichevoli di accoglienza per tutti e per ogni esigenza espressa da una vasta platea di utilizzatori: studiosi, giovani, barboni, studenti, pensionati, professionisti, casalinghe, immigrati, lavoratori, etc. etc. Nelle biblioteche si deve poter svolgere ricerche, attivare i social network, andare in internet, aggiornarsi sulla cronaca del giorno con i quotidiani, leggere o avere in prestito libri e documenti, ascoltare musica, ma anche passare qualche ora al caldo in Inverno e al fresco in Estate, con una bevanda se lo si vuole. Le biblioteche devono diventare il luogo collettivo che ti accoglie sempre, chiunque tu sia. Se si riuscirà a ottenere ciò in modo diffuso, l'Italia avrà finalmente superato l'handicap storico che l'ha angustiata fin dal tempo della unificazione (1861), quando le biblioteche furono concepite come istituzioni "nazionali", presìdi cioè di memorie patrie, quindi non come strumenti di benessere e migliore vivibilità per il cittadino; un handicap che dopo l'avvento della Repubblica è stato corretto - purtroppo - solo in alcune parti del Paese, precisamente in quelle (del Nord) in cui è fiorito il cosiddetto "riformismo municipale".
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_06-03-2012+CARI+CITTADINI-+PARLIAMO+DI+BIBLIOTECHE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_06-03-2012+CARI+CITTADINI-+PARLIAMO+DI+BIBLIOTECHE.jpg" length="57117" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 Mar 2012 08:42:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/06-03-2012-cari-cittadini-parliamo-di-biblioteche</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_06-03-2012+CARI+CITTADINI-+PARLIAMO+DI+BIBLIOTECHE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_06-03-2012+CARI+CITTADINI-+PARLIAMO+DI+BIBLIOTECHE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-02-2012: I "PROFILI ERUDITI": VERSO LA MAPPA DI COMUNITÀ DEL POGGIO</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-02-2012-i-profili-eruditi-verso-la-mappa-di-comunita-del-poggio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I "profili eruditi" primo passo per l'elaborazione della "mappa di comunità" del Poggio delle Antiche Ville.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Associazione ONLUS "Le Antiche Ville" continua a costruire, ospitandoli su questo sito, i materiali preparatori della "mappa di comunità" del Poggio, elaborando i "profili eruditi", cioè schede sul "capitale sociale" del Poggio.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Pubblicati nel sito 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.casinamorgese.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           www.casinamorgese.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            i primi profili: la scrittrice Giulia Poli Disanto, il designer Mariano Argentieri, il paesaggista Franco Mannarini,il politico  Piero Delfino Pesce, il musicista Ottone Pesce, il magistrato e musicista Vito W. Morgese.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Leggi il file "scheda sui profili eruditi" per saperne di più e vai in "Archivio" per leggere i profili finora elaborati.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-02-2012+I+PROFILI+ERUDITI+VERSO+LA+MAPPA+DI+COMUNITA-+DEL+POGGIO.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: una rielaborazione digitale del paesaggio del Poggio, opera del fotografo&amp;amp;designer Mariano Argentieri. Fa parte della mostra creata dall'Artista "Attraversando i ricordi" (2003). La mostra è esposta in modo permanente nel Centro Servizi dell'Ecomuseo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-02-2012+I+PROFILI+ERUDITI+VERSO+LA+MAPPA+DI+COMUNITA-+DEL+POGGIO.jpg" length="37520" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 08:38:38 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-02-2012+I+PROFILI+ERUDITI+VERSO+LA+MAPPA+DI+COMUNITA-+DEL+POGGIO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-02-2012+I+PROFILI+ERUDITI+VERSO+LA+MAPPA+DI+COMUNITA-+DEL+POGGIO.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. Morgese agli Stati Generali della Lettura e del Libro</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-agli-stati-generali-della-lettura-e-del-libro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo dell'intervento svolto agli Stati Generali della Lettura e del Libro in Puglia (Bari, 9 febbraio 2012).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli Stati Generali della Lettura e del Libro in Puglia sono stati indetti dal PD Puglia e si sono svolti presso la Biblioteca "Santa Teresa dei Maschi" in Bari dal 9 al 10 febbraio 2012. W. Morgese ha coordinato la sessione "Biblioteche" il 9 febbraio e ha svolto l'intervento introduttivo di cui al file allegato. Alla sessione hanno preso parte Franco Mercurio, Loredana Gianfrate, Anna Cantatore, Milena Tancredi, Lucia di Palo, Nicola Palmitessa e un folto pubblico in platea. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:04:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-agli-stati-generali-della-lettura-e-del-libro</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Fondo "Giuliana Calvani"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-fondo-giuliana-calvani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fondo documentale donato da Giuliana Calvani alla Biblioteca rurale "Il Poggio".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha raggiunto finora la consistenza di circa 250 documenti il fondo donato da Giuliana Calvani, figlia dello scultore di origini molesi Bruno Calvani, alla biblioteca rurale "Il Poggio". Fra le opere, alcuni esemplari della preziosa collana popolare (antesignana della Bur) "Universale Economica", pubblicate negli anni 1949-1950: fra gli Autori, Manzoni, Abba, Beccaria, Cattaneo, Gramsci, Verri, Rousseau e altri. C'è anche una edizione del "Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa del 1959. Inoltre una preziosa edizione: Alfonso Gatto, "Il vaporetto", Nuova Accademia, 1963. L'edizione critica dei "Canti" di Leopardi con la riproduzione degli autografi (Rizzoli, 1981). Anche: Francesco Saverio Nitti, "L'Italia all'alba del secolo XX", Roux e Viarengo, 1901. Di Moravia l'edizione del 1951 del romanzo "Il conformista". C'è una edizione dell'Emilio di Rousseau del 1773. Il fondo testimonia di alcuni percorsi intellettuali della famiglia Calvani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/fondo-giuliana-calvani-ad72bd14.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/fondo-giuliana-calvani-98d1c913.jpg" length="139255" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 01 Jan 2012 16:14:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/il-fondo-giuliana-calvani</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/fondo-giuliana-calvani-98d1c913.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/fondo-giuliana-calvani-98d1c913.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Conflitto fra Armatori e Marittimi a Mola 1969-1971</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-conflitto-fra-armatori-e-marittimi-a-mola-1969-1971</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un importante fondo archivistico conservato nella Biblioteca "Il Poggio".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fondo consente di documentare un importante episodio di iniziativa politico-sindacale svoltosi a Mola di Bari nel quadro della unità studenti-lavoratori, tipica del periodo “Sessantottino” del XX secolo. Si tratta di un conflitto di lavoro fra armatori (proprietari di motopescherecci o “carati” – parti - di essi) e equipaggio (marinai, mozzi, motoristi, etc.) nonché “padroncini” (in genere proprietari di barche a motore). Il conflitto si svolge in due fasi: nel 1969 e nel 1971. Nel 1969 si forma un ”Comitato di Lotta Marinai-Studenti”, per la iniziativa sia del 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Partito Comunista d’Italia m-l
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e della sua emanazione 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Comitato Antimperialista Antifascista
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , sia di 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lotta Continua
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Questa agitazione, che dura otto giorni, si conclude il 22 luglio 1969 con la sottoscrizione (auspici le rappresentanze sindacali e datoriali) di un nuovo contratto di lavoro che supera quello del 1947 e migliora le condizioni delle parti non armatoriali. L’iniziativa viene ripresa nel 1971, ad opera soprattutto del 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Comitato Antimperialista e Antifascista
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che costituisce un “Comitato di Lotta dei Marittimi Molesi”, dato che il 22 luglio di quell’anno scadeva il contratto stipulato nel 1969, con il tentativo in più di costituire un “Circolo Lavoratori del Mare” che funzionasse come lega autonoma dai sindacati storici; l’iniziativa del 1971 registra il 9 luglio una folta assemblea di marinai e una importante giornata di lotta il 15 settembre con la rivendicazione del “salario fisso mensile” che superasse il sistema del “cottimo” (cosiddetto “contratto alla parte”). L’iniziativa del 1971 tuttavia con il passare dei mesi si sfilaccia e inoltre i principali protagonisti del CAA nel 1972 si iscrivono al PCI perdendo l’interesse a lotte in radicale contrasto con i sindacati storici.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato la descrizione del fondo e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/conflitto-fra-armatori-e-marittimi-mola.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/conflitto-fra-armatori-e-marittimi-mola.jpg" length="349956" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 01 Jan 2012 15:33:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/il-conflitto-fra-armatori-e-marittimi-a-mola-1969-1971</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/conflitto-fra-armatori-e-marittimi-mola.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/conflitto-fra-armatori-e-marittimi-mola.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Niccolò Van Westerhout, musicista (Profili Eruditi/7)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/niccolo-van-westerhout-musicista-profili-eruditi-7</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Niccolò Van Westerhout nasce a Mola di Bari nel 1857 e muore a Napoli nel 1898. Musicista innovativo, sensibile all'estetica wagneriana, scrive molte composizioni per pianoforte, per pianoforte e strumento, per canto e pianoforte, per orchestra nonchè 4 opere liriche (fra cui la famosa 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Doña Flor). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Legatissimo al "Poggio delle Antiche Ville", ove soggiornava nelle ville di un suo zio e del suo benefattore Vito De Stasi, Van Westerhout rappresenta una figura importantissima anche per la sua città natale, che non ha mancato di onorarlo in vari modi: intitolandogli in vita (1892) il Teatro Comunale costruito nel 1888, intestandogli una strada importante, realizzando un monumento commissionato allo scultore molese Bruno Calvani (1964), traslando le sue ossa dal cimitero di Napoli alla cappella molese della famiglia De Stasi (2007), promuovendo celebrazioni periodiche della sua figura e della sua musica a partire da quella del 5 ottobre 1898, occupandosi di lui nelle pubblicazioni locali. Questo interesse è stato testimoniato anche dalla comunità molese in USA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato il suo profilo biografico e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: ritratto di N. Van Westerhout, opera di Giovanni Matteo De Stasi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/niccolo-van-westerhout.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/niccolo-van-westerhout.jpg" length="220091" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 01 Jan 2012 15:18:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/niccolo-van-westerhout-musicista-profili-eruditi-7</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/niccolo-van-westerhout.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/niccolo-van-westerhout.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vitantonio W. Morgese, magistrato e musicista (Profili Eruditi/6)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/vitantonio-w-morgese-magistrato-e-musicista-profili-eruditi-6</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitantonio Waldemaro Morgese (1887-1965) è stata una personalità poliedrica: magistrato, musicista, medico. Esercitò la professione di magistrato per lunghi anni, svolgendola con umana considerazione della eccezionalità della pena. Ma non trascurò mai la sua vera passione per la musica, manifestatasi già a 9 anni. E' stato compositore e librettista di numerose "operette" rappresentate in teatro e di romanze e stornelli d'amore. LA sua musica, a detta degli studiosi, in alcune opere presenta una particolare complessità, con passi anche virtuosi. Le sue composizioni più semplici come le romanze e gli stornelli d'amore sono di grande godibilità.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato il suo profilo biografico e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: ritratto di Vitantonio W. Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/vitantonio-w-morgese.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/vitantonio-w-morgese-177cf6f0.jpg" length="42415" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 01 Jan 2012 15:02:02 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/vitantonio-w-morgese-177cf6f0.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/vitantonio-w-morgese-177cf6f0.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ottone Pesce, musicista (Profili Eruditi/5)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/ottone-pesce-musicista-profili-eruditi-5</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ottone Pesce è nato nel 1889 a Mola di Bari, ultimo dei sette figli di Angelo Pesce (il primo era Piero Delfino Pesce). Diplomatosi presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, intraprese una brillante carriera artistica come direttore d'orchestra e compositore nel continente americano (Canada, USA, America centro-meridionale). In particolare a New York diresse la "The Bronx Grand Opera Company". Tornato in Italia e privato del rinnovo del passaporto per le sue simpatie antifasciste, Ottone Pesce si stabilisce a Roma. Visita spesso la natia Mola e in particolare i luoghi del Poggio delle Antiche Ville, ove dimorava nelle ville del padre e del fratello Piero. Ottone Pesce muore nel 1967. Fra le sue composizioni una per pianoforte solo è dedicata alla contrada San Materno.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato il suo profilo biografico e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: ritratto di Ottone Pesce.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/ottone-pesce.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/ottone-pesce-826083b4.jpg" length="61618" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:55:55 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/ottone-pesce-3dfd7013.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/ottone-pesce-826083b4.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>13-11-2011: L'AMORE PER LA CULTURA PRESENTATO IN LIBRERIA LATERZA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/13-11-2011-l-amore-per-la-cultura-presentato-in-libreria-laterza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il libro di Waldemaro Morgese "L'amore per la cultura" (Edizioni dal Sud, 2011, € 5) è stato presentato in Libreria Laterza a Bari con folto pubblico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'evento, con cui Libreria Laterza di Bari ha inaugurato il ciclo di incontri "domeniche in libreria" , è stato coronato da successo di partecipazione. Assente per supraggiunti impegni a Milano Dionisio Ciccarese.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ha aperto l'incontro Maria Laterza, titolare della storica Libreria, che ha spiegato il senso delle "domeniche in libreria" e ha tratteggiato un rapido profilo dell'Autore. Ha quindi preso la parola Daniele Maria Pegorari, docente nell'Università degli studi di Bari Aldo Moro; la sua è stata una presentazione articolata, non senza acute argomentazioni problematiche e anche critiche.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L'Autore Waldemaro Morgese ha svolto un breve intervento focalizzato sugli aspetti del libro che hanno suscitato maggiore interesse, fra cui l'idea di una radicale riforma del "welfare culturale" e il concetto di "bene comune".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Interessanti e puntuali gli interventi del pubblico, che hanno suggerito ai relatori di leggere alcuni brani del libro, ascoltati con molta attenzione e perfino con applausi.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://barilaterza.ubiklibri.it/home.html" target="_blank"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine13-11-2011-L-AMORE-PER-LA-CULTURA-PRESENTATO-IN-LIBRERIA-LATERZA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: un aspetto della sala con il pubblico e i relatori. Vedi altre fotografie nella "Foto Gallery" del sito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine13-11-2011+L-AMORE+PER+LA+CULTURA+PRESENTATO+IN+LIBRERIA+LATERZA.jpg" length="64932" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 13 Nov 2011 08:40:39 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine13-11-2011+L-AMORE+PER+LA+CULTURA+PRESENTATO+IN+LIBRERIA+LATERZA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine13-11-2011+L-AMORE+PER+LA+CULTURA+PRESENTATO+IN+LIBRERIA+LATERZA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aperitivo del 23 ottobre 2011</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/aperitivo-del-23-ottobre-2011</link>
      <description />
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      <pubDate>Sun, 23 Oct 2011 10:13:20 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/aperitivo-23-ottobre-2011-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/aperitivo-23-ottobre-2011-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-10-2011: APERITIVO IN BIBLIOTECA OK!</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-10-2011-aperitivo-in-biblioteca-ok</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è svolto l'evento-aperitivo: Gli oltre 20 partecipanti, come da previsioni, hanno visitato la biblioteca rurale e poi hanno animato la presentazione di "Il mondo nuovo". Vai in "foto gallery" per altre immagini dell'evento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Waldemaro Morgese ha aperto la mattinata salutando i presenti e spiegando il progetto che sostanzia gli "aperitivi" nella biblioteca rurale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Maria Abenante aveva già guidato gli intervenuti in una visita alla biblioteca rurale. Maurizio Zaccaria (concertista, pianista e compositore) e Danilo Girardi (compositore e interprete di musica acusmatica, flautista, docente di flauto) hanno eseguito un eccellente repertorio, con pezzi anche arrangiati per pianoforte e flauto dallo stesso Zaccaria: musiche di Schubert, Elgor, Rota, Morricone.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quindi la presentazione di "Il mondo nuovo", il bel libro di Vincenzo D'Acquaviva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' stato illustrato con pertinenza e acume dal prof. Michele Capriati (Università degli studi di Bari), mentre l'Autore è intervenuto per ulteriori puntualizzazioni. Le prestazioni sono state tutte rigorosamente volontarie, rese solo per il piacere di essere insieme a discutere di cose importanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La grande sorpresa è stato il dibattito che si è sviluppato dopo gli interventi di Capriati e dell'Autore: un dibattito partecipato, genuino, animato da persone che hanno portato esempi e testimonianze di vita vissuta nell'incontro con altri Paesi e altri popoli. Profonde le tematiche sollevate, di natura economica ed etica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insomma un vero successo, un sicuro arricchimento intellettuale per tutti! Alla fine, tutti hanno festeggiato in allegria con un Martini rosso o bianco, accompagnato da olive, tarallini e arachidi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Poli Disanto, una degli intervenuti, ha voluto donare alla Biblioteca rurale 13 pubblicazioni, comprese le sue opere in poesia e in prosa: donazione graditissima!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA+OK%21.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA+OK%21.jpg" length="45756" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Oct 2011 07:36:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/23-10-2011-aperitivo-in-biblioteca-ok</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA+OK%21.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA+OK%21.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>23-10-2011: APERITIVO IN BIBLIOTECA!</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/23-10-2011-aperitivo-in-biblioteca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Domenica 23 ottobre alle ore 10.30 si presenta il libro di Vincenzo D'Acquaviva "IL MONDO NUOVO", Levante Editori, 2010. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con Michele Capriati (professore nella Facoltà di Scienze Politiche - Università di Bari), che introdurrà la conversazione, Maurizio Zaccaria (pianista e compositore con ampia attività concertistica ) e Danilo Girardi (docente di strumento musicale, flautista e compositore di musica acusmatica), che animeranno il breve intermezzo musicale. Presente l'Autore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi il file "IL PROGRAMMA DELL'APERITIVO" per avere tutte le informazioni sull'iniziativa. Evento assolutamente gratuito. Chi intende partecipare scriva per favore un sms o una email per avere l'ok "di capienza", perchè per ragioni logistiche non potremo essere più di 20 persone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sms: 3470323830
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           email: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:w.morgese@gmail.com" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           w.morgese@gmail.com
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Vincenzo D'Acquaviva, autore del libro che si presenta, è nato a Mola di Bari nel 1947. ha navigato con la Marina Mercantile Italiana. Nel 1972 è emigrato in USA, rientrando definitivamente in Italia nel 1980.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha pubblicato nel 2000 presso Fratelli Laterza il libro "Il sogno americano e...l'altramerica",  presentato nel 2006 in "Teca del Mediterraneo" dal prof. Jerome Krase, del Brooklyn College della New York University e dal sociologo Domenico V.A. Pinto.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-10-2011-APERITIVO-IN-BIBLIOTECA-21.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA%21.jpg" length="104323" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Oct 2011 07:33:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/23-10-2011-aperitivo-in-biblioteca</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA%21.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_23-10-2011+APERITIVO+IN+BIBLIOTECA%21.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. Morgese Al Seminario su Crisi Economica Finanziaria e Crisi della Politica</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-al-seminario-su-crisi-economica-finanziaria-e-crisi-della-politica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo della comunicazione svolta al seminario di studio "Dalla crisi economica finanziaria alla crisi della politica" (Bari, 21 ottobre 2011).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il seminario di studio è stato promosso da: Associazione Consiglieri Regionali - Associazione Ex Parlamentari della Puglia - Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli studi di Bari Aldo Moro.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 21 Oct 2011 13:21:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-al-seminario-su-crisi-economica-finanziaria-e-crisi-della-politica</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. Morgese all'Assemblea dei Soci dell'AIB Puglia</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-all-assemblea-dei-soci-dell-aib-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo della relazione introduttiva svolta alle assise della sezione pugliese dell'Associazione Italiana Biblioteche (Bari, 23 settembre 2011)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:19:34 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-09-2011: INAUGURAZIONE DELLA BIBLIOTECA OK!</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-09-2011-inaugurazione-della-biblioteca-ok</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si è svolta il 18 settembre 2011 l'inaugurazione della Biblioteca "Il Poggio", la prima biblioteca aperta in territorio rurale in Puglia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento inserito nella settima rassegna "Baricentro di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Cultura in Collina", promossa dall'Associazione ONLUS "Le Antiche
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Ville" e dal Centro Servizi dell'Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari. Questo evento in particolare era promosso anche dalla Sezione
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Puglia dell'Associazione Italiana Biblioteche.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Si è trattato di una bellissima iniziativa, sia per partecipazione di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            gente (folta e venuta anche da altre Province della Puglia) sia per il
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            contenuto. Intanto sono state esposte a cura del collezionista Carmelo
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Calò Carducci le 11 edizioni originali del romanzo futurista "Il
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Codice di Perelà", di Aldo Palazzeschi, del quale romanzo cade
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            quest'anno il centenario. Calò Carducci ha illustrato il romanzo e i
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            suoi inquietanti significati simbolici, oggi molto attuali, come ad
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            esempio la vena anarchica di contestazione del potere paludato della
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            società. In Italia una mostra così speciale sarà replicata
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            prossimamente a Milano, per l'interesse di un grande antiquario di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            libri.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Successivamente, dopo la presentazione della Biblioteca a cura di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Waldemaro Morgese, padrone di casa, presidente dell'Associazione "Le
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Antiche Ville" e della Sezione Pugliese dell'AIB, il saluto ufficiale
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            dell'AIB Nazionale da parte di Maria Abenante e alcune parole vibranti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            di Nicola Scardicchio, è iniziato il concerto musicale. Protagonista
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            il coro di 20 voci "Antiphonìa", diretto magistralmente dal maestro
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Franco Lucatuorto. Ha entusiasmato e commosso tutti i presenti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            l'esecuzione di un ensemble che era un vero e proprio tripudio di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            giovani talenti: con Anna Romano e Alessandro Giusto al pianoforte,
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Mauro Altamura al clarinetto basso, Claudia Laraspata alla viola.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Conclusa la prima parte, con l'esecuzione di 6 canti d'Italia tutti di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Giuseppe Verdi (quando sono risuonate, per prime, le note del canto di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Mameli e Novaro tutti si sono alzati in piedi), la seconda parte è
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            stata introdotta dalla pianista e professoressa del Conservatorio di
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Musica di Bari Angela Annese: ella, che ha suonato anche in modo
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            fascinoso il tamburo marino, ha spiegato che nella seconda parte i
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            fortunati spettatori presenti avrebbero ascoltato per la prima volta
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            in assoluto il risultato di una importante ricerca musicologica con
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            autori i musicisti Giuseppe Di Florio e Nicola Scardicchio che, da par
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            loro, hanno trascritto nuove versioni di "Addio al volontario", "La
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            leggenda del Piave-La bandiera dei tre colori", "Mamma mia dammi cento
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            lire", "Vitti 'na crozza". Per concludere, "Bella ciao", per coro a
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            quattro voci e pianoforte a quattro mani nella commovente e
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            affascinante rielaborazione di Nicola Scardicchio sugli omonimi canti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            delle mondine e dei partigiani italiani.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Dopo un bis, la direttrice del Centro Servizi dell'Ecomuseo Fannj
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Massimeo ha donato agli artisti alcune testimonianze dell'Associazione
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            (libri, cd, calendari, targhe).
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            Non solo per il valore e alto profilo del programma eseguito, ma anche
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            e soprattutto perchè una biblioteca non si inaugura ogni giorno nel
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            territorio rurale di Mola, ha molto meravigliato l'assenza
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            dell'Amministrazione Comunale.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+INAUGURAZIONE+DELLA+BIBLIOTECA+OK%21.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto il numeroso pubblico. Altre foto in "Foto Gallery".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+INAUGURAZIONE+DELLA+BIBLIOTECA+OK%21.jpg" length="39900" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:29:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/18-09-2011-inaugurazione-della-biblioteca-ok</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+INAUGURAZIONE+DELLA+BIBLIOTECA+OK%21.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+INAUGURAZIONE+DELLA+BIBLIOTECA+OK%21.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>18-09-2011: AUGURI! SI INAUGURA LA BIBLIOTECA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/18-09-2011-auguri-si-inaugura-la-biblioteca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si inaugura la Biblioteca rurale "Il Poggio", con tanti ospiti!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            18 settembre 2011. Inaugurazione della Biblioteca "Il Poggio" con un evento che si svolgerà a partire dalle ore 19.30.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             Il coro “Antiphonia” diretto da Franco Lucatuorto sarà protagonista di un concerto dedicato alla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In programma pagine corali tra le più amate del melodramma italiano dell’Ottocento e celebri canti popolari italiani nelle trascrizioni di Giuseppe Di Florio e Nicola Scardicchio per coro a quattro voci e strumenti. Al pianoforte Anna Romano e Alessandro Giusto, insieme a Mauro Altamura al clarinetto basso e a Claudia Laraspata alla viola.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si esibilirà anche la pianista Angela Annese.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             Contestualmente esposizione di una mostra delle 11 edizioni originali del romanzo futurista "Il codice di Perelà" di Aldo Palazzeschi, nel centenario della prima edizione (1911). La mostra è allestita dal collezionista e grande esperto di futurismo Carmelo Calò Carducci.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             A Casina Morgese si arriva percorrendo la S.S. 16. Prendere l'uscita Mola-Rutigliano, percorrere la S.P. 111 Mola-Rutigliano in direzione Rutigliano.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giunti alla Pizzeria Sombrero (sulla sinistra, dopo una salita con curve), prendere la strada vicinale della Pizzeria in direzione "Ecomuseo". Dopo un km. si giunge alla Casina.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+AUGURI%21+SI+INAUGURA+LA+BIBLIOTECA.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+AUGURI%21+SI+INAUGURA+LA+BIBLIOTECA.jpg" length="106195" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:27:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/18-09-2011-auguri-si-inaugura-la-biblioteca</guid>
      <g-custom:tags type="string">news</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+AUGURI%21+SI+INAUGURA+LA+BIBLIOTECA.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_18-09-2011+AUGURI%21+SI+INAUGURA+LA+BIBLIOTECA.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Maestro Mario Ventura, in Memoriam</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-maestro-mario-ventura-in-memoriam</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RICORDO SCRITTO DA W.MORGESE, SUO ALUNNO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il maestro Mario Ventura è venuto meno il 4 agosto 2011, a 90 anni di età. Ha educato generazioni di molesi. Iniziò la sua laica "missione" pedagogica subito dopo la seconda guerra mondiale, sensibile alle impostazioni pedagogiche progressiste maturate in un periodo di grandi cambiamenti: la fondazione del Movimento di Cooperazione Educativa, la costruzione della "Scuola-Città Pestalozza", la pubblicazione della rivista "Scuola e Città".   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: M. Ventura con l'alunno W. Morgese durante una trasmissione radiofonica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mario-ventura.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mario-ventura.jpg" length="100403" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 04 Aug 2011 13:16:45 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mario-ventura.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mario-ventura.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>20-07-2011: UNA VETRINETTA AFFASCINANTE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/20-07-2011-una-vetrinetta-affascinante</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vetrinetta contiene alcune pubblicazioni di pregio della Biblioteca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            20 luglio 2011. La Biblioteca Rurale "Il Poggio" si è arricchita di una vetrinetta in cui sono collocate una trentina di pubblicazioni di pregio, che possono essere ammirate ma anche consultate.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le opere sono di vario contenuto: alcuni libretti dell'Opera di Pechino a tema rivoluzionario contemporaneo, un breviario dell'Opera Nazionale Balilla, il testamento del Cardinale Giulio Mazariono (1661), gli scritti di Mario Assennato su terra e acqua, il primo numero della rivista "Quindici" (giugno 1967), opuscoli del Nuovo Canzoniere Italiano e di Nuova Scena e varie altre pubblicazioni.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-07-2011+UNA+VETRINETTA+AFFASCINANTE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 Jul 2011 07:25:21 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine-20-07-2011+UNA+VETRINETTA+AFFASCINANTE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. Morgese al Workshop annuale di "Teca del Mediterraneo"</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-al-workshop-annuale-di-teca-del-mediterraneo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo del saluto ufficiale al workshop di "Teca del Mediterraneo" sul tema "La Biblioteca fattore di inclusione sociale" (Bari, 17 giugno 2011).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 14° workshop della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia ha avuto per tema "La Biblioteca fattore di inclusione sociale". E' stato svolto d'intesa con la Biblioteca Nazionale di Bari Sagarriga Visconti Volpi. Al workshop hanno partecipato vari operatori, fra cui Mauro Giancaspro, Daniela Daloiso, Franco Mercurio, Jelena Djurovic, Piero Cavaleri, Cecilia Cognini, Franco Neri, Angelo Tedone, Rosalba Magistro, Franca Esposito, Michele Giannone, Milena Tancredi. Responsabile dell'organizzazione è stata Maria Abenante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 17 Jun 2011 12:43:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-al-workshop-annuale-di-teca-del-mediterraneo</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>31-05-2011: IL CER DELL'AIB RIUNITO A CASINA MORGESE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/31-05-2011-il-cer-dell-aib-riunito-a-casina-morgese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pubblicato il nuovo libro di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            31 maggio 2011. Il Comitato Esecutivo Regionale dell'Associazione Italiana Biblioteche si è riunito presso la Biblioteca "Il Poggio", su proposta del suo presidente Waldemaro Morgese. Successivamente il CER ha visitato la Biblioteca Rurale e il Centro Servizi dell'Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Presenti Waldemaro Morgese, Luciano Carcereri, Milena Tancredi, Maria Lucia Mongelli, Lucia di Palo, Marianna Ciccolella.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Loredana Gianfrate assente giustificata per ragioni personali.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Alla riunione ha partecipato anche Maria Abenante, membro del Comitato Esecutivo Nazionale dell'AIB.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_31-05-2011+IL+CER+DELL-AIB+RIUNITO+A+CASINA+MORGESE.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_31-05-2011+IL+CER+DELL-AIB+RIUNITO+A+CASINA+MORGESE.jpg" length="60621" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 31 May 2011 07:23:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/31-05-2011-il-cer-dell-aib-riunito-a-casina-morgese</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_31-05-2011+IL+CER+DELL-AIB+RIUNITO+A+CASINA+MORGESE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_31-05-2011+IL+CER+DELL-AIB+RIUNITO+A+CASINA+MORGESE.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>15-05-2011: L'AMORE PER LA CULTURA</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/15-05-2011-l-amore-per-la-cultura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           15-05-2011: L'AMORE PER LA CULTURA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pubblicato il nuovo libro di Waldemaro Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            15 maggio 2011. Le Edizioni dal Sud [info@dalsud.it ] hanno pubblicato il volume "L'amore per la cultura", una raccolta di scritti di Waldemaro Morgese con prologo di Dionisio Ciccarese ed epilogo di Daniele Maria Pegorari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Nelle sezione BLOG di questo sito puoi leggere o scaricare il testo integrale in PDF. In libreria la pubblicazione costa 5 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 15 May 2011 07:20:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/15-05-2011-l-amore-per-la-cultura</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI-84d10dd9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Franco Mannarini, paesaggista (Profili Eruditi/4)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/franco-mannarini-paesaggista-profili-eruditi-4</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Franco Mannarini - pittore, scultore, incisore, grafico, scenografo - è nato a Mola di Bari nel 1941. Diplomato presso l'Accademia di Brera, ha frequentato le scuole di due grandi del Novecento: il pittore Mauro Reggiani e l'incisiore Luciano De Vita. E' un attento e appassionato testimone dei paesaggi e delle atmosfere del Poggio delle Antiche Ville: ai luoghi del Poggio ha dedicato nel 2007 cinque splendide acqueforti e nel 2011 una mostra personale presso il Centro Servizi dell'Ecomuseo del Poggio delle Antiche Ville. Leggi nel file allegato il suo profilo biografico e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: F .Mannarini alla mostra personale nel Centro Servizi dell'Ecomuseo del Poggio delle Antiche Ville (19 agosto 2011).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/franco-mannarini.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/franco-mannarini-9e6ee67e.jpg" length="36865" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Jan 2011 14:52:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/franco-mannarini-paesaggista-profili-eruditi-4</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/franco-mannarini-c7c6ec2e.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/franco-mannarini-9e6ee67e.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Piero Delfino Pesce, politico (Profili Eruditi/1)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/piero-delfino-pesce-politico-profili-eruditi-1</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Piero Delfino Pesce (1874-1939), fondatore del repubblicanesimo in Puglia, studioso, direttore delle riviste "Aspasia" e "Humanitas", antifascista, icona pugliese dell'impegno civile, ha soggiornato per molti anni della sua vita nella propria villa di contrada San Materno e la sua famiglia era molto radicata in questa zona pedecollinare del territorio di Mola di Bari: suo padre Angelo Raffaele possedeva in contrada Brenca una grande masseria.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato la sua biografia e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Nella foto: P. Delfino effigiato sulla copertina di una pubblicazione scritta dal figlio Raffaele.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/piero-delfino-pesce-496bd2df.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/piero-delfino-pesce-7f427e3c.jpg" length="56534" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Jan 2011 13:54:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/piero-delfino-pesce-politico-profili-eruditi-1</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/piero-delfino-pesce-7f427e3c.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/piero-delfino-pesce-7f427e3c.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Maria Suglia Pesce, scrittrice: un ricordo</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/maria-suglia-pesce-scrittrice-un-ricordo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria Pesce, in arte Maria Suglia Pesce (1927-2011), è stata una scrittrice delicata e umanissima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria Pesce è figlia del musicista di origini molesi Ottone Pesce (fratello di Piero Delfino Pesce) e moglie del poeta-attore Argo Suglia, anch'egli di origini molesi. Lega a Mola, vi è tornata a Mola in varie occasioni, da ultimo (prima della sua morte), allorchè il marito, Argo Suglia, ha tenuto un memorabile récital presso Casina Morgese il 9 settembre 2000.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato la sua biografia e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: M.Suglia Pesce riceve il Premio Melograno per la sua opera "Evaristo". Moncalieri, Real Collegio, 9 dicembre 1989.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/maria-suglia-pesce-e371fdfb.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria Pesce è figlia del musicista di origini molesi Ottone Pesce (fratello di Piero Delfino Pesce) e moglie del poeta-attore Argo Suglia, anch'egli di origini molesi. Lega a Mola, vi è tornata a Mola in varie occasioni, da ultimo (prima della sua morte), allorchè il marito, Argo Suglia, ha tenuto un memorabile récital presso Casina Morgese il 9 settembre 2000.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato la sua biografia e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/maria-suglia-pesce-e371fdfb.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 01 Jan 2011 13:50:13 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/maria-suglia-pesce-c1cfe281.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>W. Morgese alla Tavola Rotonda della Laurea in Informazione e Sistemi Editoriali</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-alla-tavola-rotonda-della-laurea-in-informazione-e-sistemi-editoriali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo del saluto ufficiale svolto alla tavola rotonda "Gli scenari editoriali della conoscenza" (Bari, 24 maggio 2011)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La tavola rotonda conclusiva ha riguardato il Corso di Laurea Magistrale Interfacoltà in "Informazione e Sistemi Editoriali" dell'Università degli studi di Bari "Aldo Moro". All'evento hanno partecipato molti studenti ed operatori del comparto, come Grazia Distaso, Giuseppe Elia, Angela Carbone, Giovanni Solimine, Alessandro Laterza, Vito Lacirignola, Arcangelo Licinio, Ines Pierucci, Nicola Barbuti.
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La tavola rotonda è stata coordinata da Enzo Mansueto, mentre l'organizzazione e coordinamento scientifico sono stati di Daniele Maria Pegorari e Claudia Attimonelli. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg" length="165787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Jan 2011 13:46:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/w-morgese-alla-tavola-rotonda-della-laurea-in-informazione-e-sistemi-editoriali</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/il-fondatore-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giulia Poli Disanto, scrittrice (Profili Eruditi/2)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/giulia-poli-disanto-scrittrice-profili-eruditi-2</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giulia Poli Disanto è nata nel 1950 a Mola di Bari, in una villa del Poggio delle Antiche Ville, insegna inglese a Santeramo in Colle e, negli anni scorsi, insieme al marito Tonio ha investito tempo e danaro per ristrutturare secondo i disegni originari una antica costruzione del Settecento, sita nel Poggio delle Antiche Ville, ove trascorre le estati. Fa parte del movimento "Donne e Poesia" e del gruppo "Poeti della Vallisa". E' autrice di opere in poesia e in prosa tradotte anche in inglese, sloveno e serbo. 
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel File allegato il suo profilo biografico e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: Giulia Poli Disanto (a sinistra) con la poetessa israeliana Simha Siani (Bari, 17 maggio 2010).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/giulia-poli-disanto-3be4ec02.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/giulia-poli-disanto-02f40f06.jpg" length="42861" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 17 May 2010 13:26:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/giulia-poli-disanto-scrittrice-profili-eruditi-2</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/giulia-poli-disanto-02f40f06.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>OTTONE PESCE E CASA RICORDI</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/ottone-pesce-e-casa-ricordi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           OTTONE PESCE E CASA RICORDI
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mia cara amica Angela Annese, docente nel Conservatorio di Musica Niccolò Piccinni di Bari e pianista di fama (allieva di Aldo Ciccolini e Dario De Rosa), ci ha donato un documento molto interessante che, oltretutto, arricchisce la nostra storia locale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Angela Annese è anche una studiosa, quindi adusa a consultare archivi. Si è occupata di recente di Clara Wieck-Schumann, ritenuta da alcuni la concertista più famosa d’Europa e in particolare dei ricordi su di lei dei suoi allievi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Annese nel corso delle sue ricerche nell’archivio storico di Casa Ricordi a Milano ha trovato una lettera autografa di Ottone Pesce, compositore e direttore d’orchestra nato a Mola di Bari nel 1889 e deceduto a Roma nel 1967, indirizzata a Casa Ricordi e più precisamente al comm. Renzo Valcarenghi in data 18 novembre 1945, con il corredo della risposta datata 23 novembre: quest’ultima è un referto dattiloscritto in copia da carta carbone, senza firma ma si presume sottoscritta nell’originale da uno dei tre “triumviri” che gestirono la Casa in quegli anni, dopo le dimissioni del Valcarenghi (1944): e cioè Camillo Ricordi (figlio di Manolo), Eugenio Clausetti e Alfredo Colombo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La lettera di Ottone Pesce è interessante per quanto lascia intuire sulla gestione delle “cose” musicali durante il ventennio fascista. C’è da aggiungere solo che al nostro Maestro non rispose il Valcarenghi, nel 1944 come già accennato dimessosi dalla direzione della Casa perché traumatizzato a causa degli ingenti danni di guerra da cui le raccolte musicali erano state colpite, bensì direttamente la Casa, cui la lettera era stata recapitata per competenza dal Valcarenghi. Questo particolare è da sottolineare perché è noto come i rapporti fra Casa Ricordi e il fascismo fossero stati in certo senso “amichevoli”, dato che il Valcarenghi aveva rappresentato le case editrici nel Consiglio della Corporazione dello Spettacolo e Casa Ricordi aveva sostanzialmente annuito alle imposizioni della censura fascista e all’allontanamento degli Autori ebrei. Pur se questa amicalità – bisogna precisarlo - non fu totale: ad esempio Casa Ricordi difese Arturo Toscanini dopo il noto episodio dell’aggressione subita da parte di un gruppo di squadristi dinanzi al Teatro Comunale di Bologna nel maggio 1931.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In ogni caso colpisce il modo molto drastico con cui Ottone Pesce si esprime nella lettera (la pubblichiamo nella trascrizione dal corsivo autografo fatta dalla Annese, anch’essa depositata nell’archivio storico): «Il pubblico ha dimostrato chiaramente che tutta la produzione del ventennio fascista è stato un immenso bluff, perciò credo spetti alla Casa Ricordi riprendere le gloriose tradizioni di cui il grande Giulio andava giustamente orgoglioso».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dalla risposta di Casa Ricordi, inviata ad Ottone Pesce a stretto giro, il lettore si renderà conto tuttavia che la speranza di Ottone di vedersi pubblicare le due opere, aimè, non fu coronata da successo. In parte per ragioni obiettive (e da questo punto di vista la lettera di risposta è molto importante per comprendere la grave situazione in cui si trovò la Nazione subito dopo la fine del conflitto mondiale), in parte forse anche per una qualche titubante mancanza di coraggio della direzione della Casa nel promuovere novità artistiche pur nella situazione difficile in cui versava in quel momento il teatro lirico italiano (si pensi, invece, al coraggio presto manifestato dal Piccolo Teatro di Milano con Paolo Grassi e Giorgio Strehler…).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le due opere liriche di cui si discetta nelle lettere sono La sposa di Efeso (titolo originale La Cleanta) e La sposa del Sole. La prima una commedia lirica in un atto, la seconda una tragedia lirica in un atto e due quadri. Entrambe su testo di Antonio Lega, librettista, sceneggiatore cinematografico, “regista” e direttore di scena nato nel 1884 a Foiano in provincia di Arezzo e assai noto ai suoi tempi (lavorò molto al Teatro Costanzi di Roma e fu “regista” fisso al Teatro San Carlo di Napoli negli anni 1929-33 e 1936-37; sceneggiò i film Le rouge et le noir nel 1920 e nel 1933 La signorina dell’autobus). In particolare La sposa del Sole si svolge in Egitto, ad Heliopolis, al tempo della XIX dinastia faraonica (1313-1292 a.C.): a quel tempo il soggetto era un “topos” rientrante nell’esotismo, e infatti nel 1921 Bemporad pubblicò un romanzo di avventure dal medesimo titolo, opera di Luigi Motta (un emulo di Salgari), ma con teatro di svolgimento in questo caso non l’Egitto ma il Perù di Atahualpa e di Pizzarro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La produzione musicale di Ottone Pesce è rilevante e comprende anche un balletto rappresentato al National Theatre di Broadway nel 1924 (Arcadia), numerose pagine pianistiche e romanze per canto e pianoforte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Morgese%20Ottone%20Pesce%20per%20Citta%20nostra.docx#_ftn1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Fu un allievo di Giacomo Setaccioli, compositore, docente a S. Cecilia e critico musicale. Fratello di Piero Delfino Pesce, sposò durante una tournée americana la giovane Carolina (Lina) Palmieri, soprano leggero, figlia di immigrati italiani, definita la “Amelita Galli Curci americana” per le sue doti canore. Quando tornò definitivamente insieme ad Ottone in Italia, la Palmieri partecipò ad una audizione per essere inserita nel coro dell’orchestra di Cinico Angelini: il famoso Maestro le disse che sarebbe stato un delitto accettarla, in quanto per le sue strabilianti capacità vocali meritava di continuare la carriera solista. Ebbero due figlie: Franca e Maria (quest’ultima andata sposa al poeta molese Argo Suglia). Franca, in tenera gioventù amica in Roma presso il Collegio delle Orsoline di Giulietta Masina (e di Federico Fellini), ora custodisce gli spartiti delle due opere. Durante un lungo soggiorno a Milano, Ottone Pesce entrò in sintonia profonda con lo scultore Bruno Calvani, nativo di Mola anch’egli: amicizia suggellata da una testina in bronzo, scolpita dall’artista, che raffigurava la piccola e riccioluta Franca. Dopo uno dei vari ritorni in Italia dagli USA (ove svolse una brillante carriera) a Ottone Pesce non fu più rinnovato il passaporto per la sua fede antifascista (era anche un fervente sostenitore degli Stati Uniti d’Europa), talché dovette restare in via definitiva a Roma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I fili che legano Ottone Pesce alla città di Mola e alle sue personalità fra le più insigni sono dunque intensi. Oltretutto, quando l’Amministrazione della nuova Mola repubblicana volle celebrare nel Teatro Comunale, il 22 agosto 1948, il cinquantesimo della morte di Niccolò Van Westerhout, chiamò da Roma Ottone Pesce per dirigere l’orchestra d’archi: una performance che fu diffusa anche all’esterno tramite altoparlanti puntati verso la gremita piazza cittadina “XX settembre”. Un gesto importante e simbolico, che di certo intendeva sottolineare l’esistenza di una scuola musicale in Mola di Bari che travalicava i decenni unendo insieme le sue due personalità più importanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           P. S. In altra sede, ho proposto agli amministratori di Mola di trasformare la Biblioteca Comunale in Fondazione Culturale, al fine di affidare ad un organismo specializzato – oltre la gestione bibliotecaria – anche la cura e valorizzazione delle tante espressioni del “genio” artistico molese nei secoli. Forse i cittadini di Mola potrebbero così finalmente conoscere compiutamente le loro autentiche glorie ed anche, chissà, le note di Ottone Pesce, ad esempio della Sposa del Sole: “una solenne e austera messa in scena dalle forti tinte drammatiche, con ascendenze quasi pizzettiane nella presenza di cori e grandi scene di massa così come nell’uso della modalità e nel dispiego di imponenti forze orchestrali” (Angela Annese). Finora sono inascoltato, ma non dispero!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco i testi delle due lettere:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roma, 18 Nov. 45
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Egregio Comm. nel ’39 venni a Milano e presentai a Casa Ricordi due mie opere “Cleanta” commedia lirica in 1 atto e “Sposa del Sole” tragedia lirica in 2 atti, ambedue su libretto di Antonio Lega. Fanno spettacolo completo. Ella, che cortesemente mi ricevette, mi disse queste testuali parole: “Egregio maestro, se Ella avesse scritto musica degna di Verdi o Puccini, noi non possiamo far nulla. Il regime c’impone di pubblicare quelle opere che vuole imporre al povero pubblico pagante e include quelle soltanto nei cartelloni”. Difatti, pur essendo stata la mia “Cleanta” scelta dalla Commissione della Società degli Autori e segnalata al Ministero della Cultura popolare per la rappresentazione, quando gli impresari includevano la mia opera nei cartelloni, me la vedevo esclusa e cancellata; non essendo stato io mai iscritto a nessun partito e quindi, non avendo la tessera, sempre boicottato come direttore e compositore da quando ebbi la pessima idea di far ritorno dall’America, ove ero stato ben valorizzato nei due campi artistici. Ora Le domando, egregio Commendatore: potrebbe la Casa Ricordi, interessarsi delle mie due opere nuove? Io verrei a Milano, e, o farei sentire personalmente l’opera al piano oppure attendersi finché la Casa desse il suo responso. Al Concorso alla Scala, la mia opera fu dalla Commissione anche scelta in una prima selezione con altre due, ma poi tutto andò a vuoto. Le potrò documentare questo e mostrarLe insomma tutta la via crucis dei miei due lavori. Il pubblico ha dimostrato chiaramente che tutta la produzione del ventennio fascista è stata un immenso bluff, perciò credo spetti alla Casa Ricordi riprendere le gloriose tradizioni di cui il grande Giulio andava giustamente orgoglioso. Fui il vincitore su 84 concorrenti e per referendum del 1° premio nel Concorso indetto dalla Università Popolare di Milano per la “Canzone di Maggio” che è edita da Sonzogno. In attesa di un Suo gentile riscontro, con immensa stima La saluto distintamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           M° Ottone Pesce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Via Benadir 8
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           23 Novembre 1945
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Preg. Sig. M° Ottone Pesce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Via Benadir 8
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roma
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Comm. Valcarenghi – che da oltre un anno si è ritirato dagli affari e quindi non fa più parte della nostra ditta – ci trasmette la la risposta la stim. Sua lettera 18 corr.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre la ringraziamo per l’offerta cortese che colla stessa Ella ci fa di due sue opere liriche, Cleanta in un atto e Sposa del Sole in due atti, entrambe del librettista Lega, ci spiace doverLe comunicare che non ci è in nessuna maniera possibile di aderire alla richiesta oggetto della suddetta Sua lettera. La nostra Casa, che ha subito danni ingentissimi in seguito ai bombardamenti aerei nel 1943, dedica al presente tutte le sue energie al ripristino delle sue edizioni e del suo archivio teatrale andati prede del fuoco. In simili condizioni è assolutamente escluso che si possa accogliere nuovi lavori teatrali, quali che ne siano i meriti artistici. Si aggiunga poi che attualmente in Italia sono efficienti sì e no tre o quattro teatri lirici i quali, ben s’intende, si guardano bene dal mettere in scena lavori nuovi o nuovissimi…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dolenti di non poterLe dare risposta migliore, con distinta stima La salutiamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="file:///C:/Users/Notebook/Documents/Morgese%20Ottone%20Pesce%20per%20Citta%20nostra.docx#_ftnref1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           [1]
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Su Ottone Pesce è possibile consultare: Bartolo Viviana, Monachino Antonella, Monachino Giuliana: Il Teatro Musicale nella Terra di Mola di Bari, Edizioni dal Sud, Bari 2007; Angela Annese, voce “Ottone Pesce”, in Operisti di Puglia. Dall’Ottocento a giorni nostri, a cura di Lorenzo Mattei, Edizioni dal Sud, Bari 2010.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_OTTONE+PESCE+E+CASA+RICORDI.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_OTTONE+PESCE+E+CASA+RICORDI.jpg" length="124189" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 Jan 2010 16:01:08 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_OTTONE+PESCE+E+CASA+RICORDI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mariano Argentieri, Art Designer (Profili Eruditi/3)</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/mariano-argentieri-art-designer-profili-eruditi-3</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Profilo biografico, opere, riconoscimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mariano Argentieri è nato a Milano nel 1977. Vive a Bari. Il suo rapporto artistico con il Poggio delle Antiche Ville delinea una traiettoria di ispirazione, di sensibilità per il genius loci e di amore per l'oggetto del proprio lavoro fuori del comune. Il giovane artista è il creatore del marketing del Poggio delle Antiche Ville: un esempio unico nell'ambito dei territori rurali della nostra provincia. Nella sua attività di "creativo del Poggio" spiccano la mostra fotografica digitale "Disvelando quotidianità", la mostra fotografica digitale "Attraversando i ricordi" e il videodocumentario "Ecomuseo del Poggio delle Antiche Ville".
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Leggi nel file allegato il suo profilo biografico e vedi altre immagini nella Foto Gallery.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: Mariano Argentieri (primo da sin.) in un convegno sugli Ecomusei (Locorotondo, maggio 2009).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mariano-argentieri.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mariano-argentieri.jpg" length="68144" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 May 2009 13:35:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/mariano-argentieri-art-designer-profili-eruditi-3</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mariano-argentieri.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mariano-argentieri.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vittorio Guastamacchia: ricordi di San Materno</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/vittorio-guastamacchia-ricordi-di-san-materno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riproponiamo un ritaglio della rivista molese REALTA' NUOVE (n° 75 del dicembre 1994): un bellissimo ricordo della contrada di San Materno (Poggio delle Antiche Ville) negli anni venti del Novecento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vittorio Guastamacchia, nato nel lontano 1916, in questo articolo pubblicato nel 1994 ricorda le ville di Piero Delfino Pesce, De Stasi, Ercole Pesce, Ketty Pesce, il "torpedone" di Guido Alberotanza, gli spettacoli nel "teatrino" costruito nella villa di Piero D. Pesce, le serate di campagna con armonium, pianoforte e violino.......
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Un squarcio di passato (Guastamacchia era un ragazzo) che contribuisce a far comprendere bene perchè il Poggio delle Antiche Ville è diventato un "ecomuseo" e perchè Mola deve sempre più e meglio valorizzare questo suo vivente territorio collinare.... 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           L'Associazione Onlus "Le Antiche Ville" è orientata in modo conseguente a valorizzare i segni del passato, perfino gli antichi abiti donati all'Associazione da famiglie generose come la famiglia Zippitelli...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           L'articolo del Guastamacchia qui riprodotto è custodito nelle carte d'archivio di Biblioteca Casina Morgese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/guastamacchia-ricordi-s-materno.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella foto: la mappa del Poggio delle Antiche Ville.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mappa-2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mappa-2.jpg" length="160256" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 01 Jan 2009 14:32:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/vittorio-guastamacchia-ricordi-di-san-materno</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mappa-2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/mappa-2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL POGGIO DELLE ANTICHE VILLE...</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/il-poggio-delle-antiche-ville</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IL POGGIO DELLE ANTICHE VILLE...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VISITA LA BIBLIOTECA !
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Biblioteca rurale "Il Poggio" è ospitata nella vecchia "rimessa" di Casina Morgese, una costruzione di 70 mq a 10 metri dalla Casina.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Ricca di oltre 5.000 documenti, è dotata di servizi igienici, cucinino, macchina per il caffè e di tutti i principali servizi tecnologici: TV, collegamento internet, PC, stampante, riproduttore di Vinili, CD, DVD. Il motto scritto nel logo è tratto dall'epistolario di Cicerone "Ad familiares": "SI HORTUM CUM BIBLIOTHECA HABES NIHIL DEERIT" (se hai una biblioteca e un giardino, non ti manca nulla). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+POGGIO+DELLE+ANTICHE+VILLE....jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+POGGIO+DELLE+ANTICHE+VILLE....jpg" length="78404" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 01 Jan 2004 08:32:38 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/il-poggio-delle-antiche-ville</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+POGGIO+DELLE+ANTICHE+VILLE....jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_IL+POGGIO+DELLE+ANTICHE+VILLE....jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MAGICHE ATMOSFERE NELLE ANTICHE VILLE</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/magiche-atmosfere-nelle-antiche-ville</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MAGICHE ATMOSFERE NELLE ANTICHE VILLE...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 25 Jul 2003 07:25:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/magiche-atmosfere-nelle-antiche-ville</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MAGICHE ATMOSFERE....</title>
      <link>https://www.casinamorgese.it/magiche-atmosfere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MAGICHE ATMOSFERE....
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 25 luglio 2003 presso Villa Gallo nella contrada Brenca si svolse un memorabile concerto promosso dall'Associazione Onlus "Le Antiche Ville" in collaborazione con l'Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Coordinati da Guido Lorusso si esibirono il pianista Giuseppe La Malfa e la soprano leggera Pia L'Abate in un repertorio di musicisti del Poggio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Valzer di Ottone Pesce, Canzone di maggio di Ottone Pesce, Dolci ricordi di Vito Valdemaro Morgese, Tarantella di Ottone Pesce, Sognando di Vito Valdemaro Morgese, Serenata di Mario di Vito Valdemaro Morgese, Ninna nanna di Ottone Pesce e Aprile novo di Niccolò Van Westerhout.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'evento era inserito nella prima edizione della rassegna "Baricentro di cultura in collina".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg" length="93230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 25 Jul 2003 06:57:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.casinamorgese.it/magiche-atmosfere</guid>
      <g-custom:tags type="string">archivio</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/302738bc/dms3rep/multi/Immagine_VERSO+LA+BIBLIOTECONOMIA+SOCIALE.+ASSEMBLEA+AIB+A+BARI.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
  </channel>
</rss>
